Stelle e Ambiente

Mese: luglio 2017

PIANTE SELVATICHE ALIMURGICHE E MEDICINALI DELLA TIMPA DI ACIREALE

Domenica 16 luglio, alle 18, alla Fortezza del Tocco (sentiero delle Chiazzette della RNO “La Timpa di Acireale”), il prof. Salvatore Arcidiacono, vicepresidente dell’associazione Stelle e Ambiente, terrà una conversazione accompagnata da immagini su “Alla riscoperta della macchia mediterranea acese: le piante selvatiche alimurgiche e medicinali”. L’incontro rientra nell’ambito del Programma Estico 2017 “Un tocco di… ambiente, cultura, futuro” organizzato dal circolo “Sartorius von Waltershausen” di Legambiente di Acireale. Ingresso libero.

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SATURNO E IL TRIANGOLO ESTIVO BRILLANO NEL CIELO DI LUGLIO

Il quotidiano La Sicilia di domenica 2 luglio 2017, a pag. 47, pubblica l’articolo a firma di chi scrive sul cielo di luglio nella consueta rubrica mensile di divulgazione astronomica ideata e curata per oltre mezzo secolo dal compianto Luigi Prestinenza, giornalista astrofilo come amava definirsi, scomparso il 4 settembre 2012.
Ecco, di seguito, il testo integrale dell’articolo che per esigenze di spazio è stato necessario ridurre di qualche capoverso.
Buona lettura e cieli sereni a tutti!
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SATURNO E IL TRIANGOLO ESTIVO BRILLANO NEL CIELO DI LUGLIO
Dopo il solstizio estivo, le calde giornate di luglio tornano ad accorciarsi, mentre le notti si allungano. Alla fine del mese, infatti, il Sole sorge 19 minuti dopo e tramonta 14 minuti prima: la durata del dì sarà più corta di 33 minuti rispetto all’inizio di luglio e gli astrofili avranno una decina di ore a disposizione per dedicarsi all’osservazione del cielo, favorita dai cieli sereni. A dominare la scena celeste, sono le costellazioni tipiche dell’estate. Volgendo lo sguardo a nord, vedremo le onnipresenti costellazioni circumpolari, quelle che non sorgono né tramontano mai e che ruotano attorno alla Stella Polare, cambiando soltanto posizione nel corso della notte e dell’anno. Nelle prime ore della sera, l’Orsa Maggiore campeggia a nord-ovest, mentre dalla parte opposta si osservano le costellazioni di Cefeo e Cassiopea, quest’ultima ancora un po’ bassa e riconoscibile per la sua forma a “W”. Sette stelle dell’Orsa Maggiore formano l’asterismo del Gran Carro: Merak e Dubhe sono le ruote anteriori e sono dette “puntatori”, perché prolungando per cinque volte la loro distanza verso destra si giunge alla Polare, la cui altezza in cielo sarà pari alla latitudine del luogo di osservazione. Prolungando, invece, verso il basso le tre stelle del timone s’intercetta la quarta stella più brillante del cielo, la fulgida Arturo della costellazione del Bifolco o Boote, facilmente individuabile per la forma ad aquilone. Per gli antichi Romani, le sette stelle del Gran Carro erano i sette buoi, “septen triones”, da cui deriva “settentrione”. Per gli antichi Greci, invece, il Gran Carro faceva parte della grande costellazione dell’Orsa Maggiore e orso si traduce dal greco “arcots”, da cui deriva la parola “artico”. Nella mitologia classica, l’Orsa Maggiore è Callisto, una ninfa di Artemide, cui aveva fatto voto di castità. Un pomeriggio, la scorse Zeus, che le si sdraiò accanto, l’abbracciò e la sedusse prima che la fanciulla potesse reagire. Qualche tempo dopo, il gruppo di cacciatrici arrivò nei pressi di un fiume dalle fresche acque e decise di fare il bagno. Callisto, sollecitata a spogliarsi, rivelò il suo avanzato stato di gravidanza. Artemide la cacciò via. La situazione peggiorò quando Callisto diede alla luce il figlio Arcade. Giunone, decisa a vendicarsi, trasformò Callisto in orsa, che da quel momento vagò per i boschi. Ma la sua mente era rimasta umana. Un giorno incontrò e riconobbe Arcade e cercò di avvicinarsi, ma lui, terrorizzato, l’avrebbe trafitta con una freccia, ignaro che in realtà quella era sua madre, se Zeus non fosse intervenuto con una tromba d’aria che li trasportò entrambi in cielo, dove il dio tramutò Callisto nella costellazione dell’Orsa Maggiore e Arcade in quella dell’Orsa Minore, con accanto il guardiano dell’Orsa, la stella Arturo, la cui luce, nel 1933, focalizzata da un telescopio su una cellula fotoelettrica, servì ad accendere le luci dell’Esposizione Universale di Chicago.
Nell’orizzonte occidentale, ormai molto basse, si possono ancora scorgere alcune costellazioni del cielo primaverile, come il Leone seguito dalla Vergine e dalla Chioma di Berenice. Più interessante scrutare il cielo orientale, dove è possibile individuare la Via Lattea che attraversa il cielo da nord-est a sud, a sua volta solcata da una banda scura longitudinale, nota come “fenditura del Cigno”. Già alto sulla volta celeste, quasi allo zenit, campeggia il “Triangolo Estivo”, ai cui vertici vi sono Deneb (la stella meno luminosa delle tre) del Cigno, Vega (la più brillante) della Lira e Altair della costellazione dell’Aquila. Le costellazioni zodiacali sono ancora basse: la Bilancia, lo Scorpione con la luminosa stella Antares, più in alto l’Ofiuco (la tredicesima costellazione zodiacale ignorata dagli astrologi) e, più a oriente, la costellazione del Sagittario con le belle nebulose Laguna e Trifida.
Il 3 luglio, la Terra sarà all’afelio, cioè alla massima distanza dal Sole: 152,1 milioni di km. Cinque le fasi della Luna di luglio: primo quarto l’1, piena il 9, all’ultimo quarto il 16, nuova il 23 e ancora al primo quarto il 30. Infine, i pianeti. Mercurio è inosservabile, troppo vicino al Sole. Venere riappare a occidente, ma solo per poche decine di minuti. Marte è ormai inosservabile perché sempre più vicino al Sole: tra alcune settimane lo rivedremo al mattino, prima di essere avvolto dai bagliori dell’alba. Giove è visibile fino a mezzanotte, molto basso nel cielo occidentale. Saturno, invece, domina la scena celeste per tutta la notte. Urano è osservabile con un telescopio sull’orizzonte orientale nelle ore centrali della notte. Nettuno è visibile per l’intera notte, inizialmente a Sud-Est e poi a Sud.
GIUSEPPE SPERLINGA

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