Stelle e Ambiente

Mese: ottobre 2020

TORNERA’ A FUNZIONARE L’OTTOCENTESCO OROLOGIO SOLARE A ORE ITALICHE DI VALVERDE (CT)

 

Presto tornerà agli antichi splendori l’ottocentesco orologio solare a ore italiche di corso Vittorio Emanuele III di Valverde (CT). Il sindaco architetto Angelo Spina e l’assessora Maria Carmela Gammino, mostrando una straordinaria sensibilità culturale che raramente abbiamo constatato, in oltre 40 anni, nella stragrande maggioranza di amministratori comunali con i quali sono stato in contatto, hanno dato il via libera al progetto di restauro conservativo proposto dall’associazione Stelle e Ambiente ed elaborato dal geometra Michele Trobia, esperto di Gnomonica e progettista di quadranti solari. A eseguire il restauro conservativo sarà la ditta Calvagna di Aci S. Antonio.
Ne dà notizia il quotidiano “La Sicilia” di oggi, martedì 20 ottobre 2020, con un articolo a firma dell’amico e collega Carmelo Di Mauro, corrispondente da Valverde, che ringrazio per la collaborazione.
Qui di seguito, il testo della richiesta di intervento al sindaco Spina
per recuperare l’antico orologio solare che risale al 1854 inviata da chi scrive nella qualità di presidente di Stelle e Ambiente.
***********
Gentile Signor Sindaco,
come Le è noto, i quadranti solari, comunemente chiamati “orologi solari”, sono strumenti che fin dai tempi più antichi e fino alla metà del XIX secolo hanno consentito all’uomo di scandire il tempo per regolare le attività della propria vita quotidiana.
Anche se intorno al XV–XVI secolo cominciarono a fiorire i primi orologi meccanici da torre, l’uomo ebbe sempre bisogno di regolare i meccanismi degli ingranaggi con un Orologio solare. I Quadranti solari, dunque, sono dei reperti storici di altissimo valore storico-didattico che spiegano la storia della evoluzione del tempo, che è pure la storia dell’evoluzione del pensiero umano.
Spiegare alla gente, e soprattutto alle scolaresche, come funziona un quadrante solare con il movimento apparente del Sole attorno alla Terra significa spiegare loro come funziona l’universo che ci circonda. L’orologio solare contiene tutti gli elementi di base della Meccanica celeste e, soprattutto, del movimento del Sole nel segnare l’ora nei vari periodi e stagioni dell’anno. Tutte le Istituzioni civiche che hanno trovato e restaurato questi “strumenti” hanno voluto recuperare, per la comunità, uno strumento da leggere, capire e tornare indietro nel tempo per comprendere come si è arrivati a scandire il tempo oggi.
I primi quadranti furono quelli a “ore canoniche” e furono realizzati nei conventi a uso dei monaci per regolare la loro vita secondo la regola benedettina “Ora et labora”. Le ore canoniche sono un’antica suddivisione della giornata sviluppata nella Chiesa cattolica per la preghiera in comune. Più precisamente, le 6 corrispondevano l’Ora Prima; le 9 all’Ora Terza; le 12 all’Ora Sesta; le 15 all’Ora Nona; al tramonto, i Vespri.
Gli orologi solari a “ore italiche”, invece, segnavano le ore del giorno a partire dal tramonto del Sole del giorno precedente. Vale a dire, l’ora 24 coincidente con l’ora 0, e dunque l’inizio della giornata, era coincidente con il tramonto del Sole. Ciò perché a quei tempi, al tramonto del Sole, l’attività e la vita dell’uomo terminava per ricominciare al sorgere del Sole del giorno dopo. A differenza della suddivisione delle ore moderne, a partire dalla mezzanotte, le ore italiche erano differenti di 6 ore con le ore moderne. Per esempio, le ore 22 del quadrante italico corrispondono alle ore 16 del nostro orologio moderno, le ore 23 alle ore 17 e così via. Tali quadranti solari non sono molto diffusi nel territorio siciliano. Uno di essi, risalente al 1854, si trova collocato sul prospetto di un edificio privato di Corso Vittorio Emanuele III, nei pressi del civico 124, di Valverde (Ct). Esso, purtroppo, non è perfettamente funzionante, andrebbe restaurato e riportato all’antico splendore e restituito alla visibilità dei cittadini di Valverde, perché pur essendo situato sulla parete di una proprietà privata è pur sempre uno strumento di grande rilevanza culturale che utilizzarono i nostri avi per la misura del tempo con le ombre del Sole.
Esiste un Catalogo nazionale dove sono inseriti tutti gli orologi solari d’Italia. In Sicilia, sono stati censiti 73 Comuni per un totale di 196 Orologi solari. Nel Catanese sono stati censiti i Comuni di Catania, Aci Catena, Acireale, Gravina di Catania, Mineo, Pedara e Trecastagni. Si potrebbe, ora, aggiungere pure Valverde.
Al fine di preservare il quadrante solare a Ore italiche di Valverde dal degrado causato dalle intemperie e da altri fenomeni naturali, l’Associazione “Stelle e Ambiente” per la ricerca e la divulgazione astronomica e ambientale “Marcello La Greca” di Catania, che ho l’onore di presiedere, chiede all’Amministrazione Comunale di Valverde da Ella presieduta di autorizzare sia il restauro conservativo del prezioso manufatto sia la realizzazione di un nuovo quadrante a ore italiche da collocare nello spazio sottostante a quello ottocentesco, nonché di provvedere alla copertura degli oneri finanziari che l’intervento richiede.
In questa prospettiva, certi del benevolo accoglimento della presente richiesta, si trascrive qui di seguito il progetto per la realizzazione del secondo orologio solare a ore italiche di Corso Vittorio Emanuele III redatto dal geometra Michele Trobia, esperto di Gnomonica e progettista di quadranti solari, e si allega alla presente il relativo preventivo di spesa per il restauro conservativo a cura del Laboratorio Conservazione Beni Culturali “Calvagna Giovanni” di Aci Sant’Antonio (CT), precisando che nulla è dovuto all’associazione “Stelle e Ambiente” per la collaborazione scientifica prestata essendo un sodalizio culturale che non persegue fini di lucro.
Spese generali e opere necessarie per la progettazione e restauro del “quadrante solare” del 1854 e del nuovo “quadrante a ore Italiche” da collocare nella parte sottostante a quello restaurato e collocati in corso Vittorio Emanuele III presso il civico 124.
Il restauro è proposto dall’Associazione “Stelle e Ambiente” di Catania nella persona del suo Presidente Prof. Giuseppe Sperlinga, il progettista del nuovo orologio solare a ore italiche è il geometra Michele Trobia, la ditta che eseguirà il restauro conservativo dell’orologio solare a ore italiche del 1854 è il Laboratorio Conservazione Beni Culturali “Calvagna Giovanni” di Aci Sant’Antonio.
● Preventive misurazioni, diradate nel tempo, per la esatta determinazione della declinazione della parete secondo i punti cardinali.
● Rilievo dello stato attuale del quadrante inciso nel muro
● Calcolo della lunghezza dello stilo da applicare al quadrante restaurato per ripristinare, anche se approssimativamente, le rette orarie già incise.
● Progettazione, disegni e copie per il quadrante da restaurare
● Progettazione, disegni e copie per il nuovo “quadrante” solare a ore “italiche” con le “Tabelle” relative ai vari elementi identificativi geograficamente e gnomonicamente, riguardanti il quadrante stesso.
● Fornitura degli “stilo” per entrambi i quadranti
● Assistenza in loco ai restauratori durante tutto il periodo dei lavori di restauro.
● Assistenza in loco per la perfetta collocazione degli “stilo” e per la posizione del nuovo quadrante onde assicurare il suo perfetto funzionamento.
● Preparazione della bozza della brochure con riportate, sinteticamente, tutte le indicazioni e le caratteristiche principali riguardanti il “quadrante solare”.
Note
1) La brochure sarà consegnata al Comune di Valverde in bozza e sarà cura dello stesso provvedere, se lo ritiene opportuno, dopo avere inserito sulla stessa una sintetica recensione da parte delle autorità promotori culturali dell’opera, alla sua stampa in tipografia.
2) Durante la collocazione del nuovo quadrante e delle tabelle pertinenti sarà cura del Comune coadiuvare lo gnomonista fornendo la collaborazione di due o tre operai specializzati, con le attrezzature necessarie, per la loro perfetta collocazione che sarà sempre eseguita sotto la responsabilità dello gnomonista.
3) Sarà compito del Comune e sotto la sua completa responsabilità assicurare, con sistemi e mezzi propri, durante tutto il periodo del lavoro di restauro e di collocazione del nuovo quadrante, la sicurezza degli addetti ai lavori e dei cittadini che transitano nelle vicinanze.
4) Dopo l’approvazione del progetto di cui sopra e dello stanziamento delle somme necessarie sarà cura del Comune, attraverso un suo rappresentante, prendere contatti diretti sia con il Laboratorio di restauro sia con la ditta per la stampa dei nuovi quadranti, di cui al preventivo, per stabilire gli accordi economici direttamente fra Ente Committente e ditte esecutrici delle opere.
5) In seguito alla proposta avanzata al Comune dall’Associazione Stelle e Ambiente per il restauro del quadrante solare, si fa presente altresì che per il restauro e la collocazione del nuovo quadrante e delle Tabelle esplicative a esso allegate si procederà occupando parte del prospetto al di sotto del quadrante esistente. Per la collocazione delle Tabelle n° 3 della misura di cm.25 x cm. 35 si dovrà occupare una piccola parte del prospetto alla destra del quadrante esistente e precisamente in quel tratto subito dopo il balcone e dove verticalmente è collocato il pluviale per lo scolo delle acque piovane.
6) L’esigenza di realizzare in basso il secondo quadrante solare nasce dal fatto che il quadrante solare inciso sul muro, che porta la data del 1854, non è perfettamente funzionante perché, verosimilmente, è stato costruito da un appassionato amatore di astronomia e gnomonica, ma un po’ lontano dalle regole e dagli algoritmi elementari della Gnomonica. Di questi casi molti sono gli esempi in Italia, in Sicilia e soprattutto nelle nostre zone. Di tutto ciò se ne parlerà diffusamente nella relazione espositiva. Rimane, pertanto, il valore storico della costruzione, che risale al 1854 e che pone la città di Valverde tra quelle, in Italia, che hanno sentito culturalmente il bisogno di immortalare quel tipo di suddivisione delle ore giornaliere ancora in uso in molte parti d’Italia.
7) Sarà cura dello gnomonista preparare un “Power Point” con proiezioni di slides per commentare, in una sala proposta dal Comune, ovviamente subito dopo l’inaugurazione, il tipo di opera restaurata, quella di nuova costruzione, i motivi del restauro e il valore storico-didattico di esse opere nella Storia della evoluzione del tempo nel corso dei secoli.
In questa prospettiva, certi del benevolo accoglimento della presente richiesta, alleghiamo alla presente il preventivo di spesa per il restauro conservativo dell’orologio solare a ore italiche di Corso Vittorio Emanuele III, precisando che nulla è dovuto all’associazione “Stelle e Ambiente” per la collaborazione scientifica prestata essendo un sodalizio culturale che non persegue fini di lucro.
Con viva cordialità
 
Il Presidente
Prof. Giuseppe Sperlinga
 
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Prof. Giuseppe Sperlinga
Presidente associazione Stelle e Ambiente
Giornalista pubblicista scientifico collaboratore del quotidiano “La Sicilia” di Catania (Tessera Ordine Nazionale dei Giornalisti n. 61948)
Già Direttore delle Riserve Naturali Integrali “Grotta Monello” (Siracusa) e “Grotta Palombara” (Melilli) dell’Università di Catania
giuseppe.sperlinga@libero.it – giuseppesperlinga@pecgiornalisti.it
Cell. 3402161035 (WhatsApp)

 

orologio-solare-valverde-la-sicilia-20ottobre2020 orologio-solare-a-ore-italiche-valverde-8marzo2016-4 orologio-solare-a-ore-italiche-valverde-8marzo2016-6 orologio-solare-valverde-27giugno2017-2 orologio-solare-valverde-27giugno2017-3 orologio-solare-a-ore-italiche-valverde-8marzo2016-5 dscn4968 dscn4969 dscn4970 dscn4971 dscn4972 dscn5153 dscn5154 dscn5155 dscn5156 dscn5157 dscn5158 dscn5159 dscn5160 dscn5161 dscn5162 dscn5163 dscn5164

L’OPPOSIZIONE DI MARTE NEL CIELO DI OTTOBRE 2020

CIELO DI OTTOBRE CON MARTE IN OPPOSIZIONE E CINQUE FASI LUNARI

Sarà Marte il vero protagonista del cielo di ottobre. Il pianeta rosso, infatti, sarà osservabile per tutta la notte e la sera del 13 sarà in opposizione, vale a dire in direzione opposta al Sole. In altre parole, Sole, Terra e Marte saranno allineati e, avendo il pianeta rosso superato sette giorni prima il perielio (62 milioni di chilometri dalla nostra stella diurna), si mostrerà più grande del solito e brillerà come un grosso rubino, sarà talmente luminoso da superare persino Giove, entrambi superati soltanto da Venere, che sarà l’oggetto più brillante del cielo, a oriente, prima dell’alba. Marte raggiunge la minima distanza dal Sole (il perielio, appunto) ogni 26 mesi. Quella del 13 ottobre, però, non sarà una opposizione come le altre in passato, perché Marte avrà un diametro angolare di 22,4 secondi d’arco, cioè appena due in meno della grande opposizione del 27 luglio 2018, quando il pianeta si trovò a 57,6 milioni di chilometri dal Sole. Cosa fare per seguire l’evento marziano è presto detto: al tramonto del Sole, vedremo sorgere Marte dalla parte opposta, nel cielo orientale, durante la serata lo vedremo spostarsi per culminare a Sud nelle ore centrali della notte e tuffarsi a occidente prima dell’alba. Per poter apprezzare le principali caratteristiche del pianeta rosso con un certo dettaglio, il bravo Walter Ferreri consiglia l’uso di un ingrandimento di almeno 200x, che può essere fornito, mantenendo una buona nitidezza e luminosità, da telescopi a lenti (rifrattori) da almeno 10-12 cm di diametro o da quelli a specchio (riflettori) da almeno 15 cm. Gli appassionati del cielo non si lasceranno di sicuro sfuggire questa favorevole occasione per puntare verso Marte i loro telescopi e macchine fotografiche, perché la prossima volta un evento così favorevole capiterà nel 2035. Fosse ancora tra noi, il “marziano” Luigi Prestinenza (sempre attuale il suo volume “Marte tra storia e leggenda” con la prefazione della celebre astrofisica Margherita Hack edito nel 2004 dalla editrice Utet), la sera del 13, l’avremmo sicuramente trovato nel suo osservatorio privato di Pedara intento a scrutare il “suo” pianeta. Uno sguardo, adesso, agli altri pianeti e alla Luna. Mercurio sarà difficile da osservare, Saturno sarà visibile nella prima parte della notte, Urano e Nettuno sono osservabili per tutta la notte. In ottobre, si verificheranno cinque fasi lunari: due pleniluni l’1 e il 31, l’ultimo quarto il 10, il novilunio il 16 e il primo quarto il 23. La Luna del 31 ottobre, essendo la seconda Luna Piena del mese è detta “Luna blu”, la “Blue Moon” degli anglosassoni, i quali per indicare un evento raro popolarmente amano dire “once in a blu moon” (“una volta ogni luna blu”), quindi il nostro satellite naturale non muterà affatto il suo argenteo colore.

Nel cielo occidentale, sono ormai prossime al tramonto le costellazioni del Boote con la luminosa Arturo, l’Ofiuco (la tredicesima costellazione che non ha diritto di cittadinanza negli oroscopi) ed Ercole, nonché l’asterismo del Triangolo Estivo ai cui vertici vi sono Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno. Dall’altra parte del cielo, a oriente, fa capolino il Toro con la rossa Aldebaran e le Pleiadi, teste di ponte delle costellazioni che domineranno il cielo invernale, mentre a sud spiccano i Pesci, l’Acquario, il Capricorno e il Sagittario che si avvia verso il tramonto. A nord, come di consueto, sono facilmente riconoscibili le costellazioni circumpolari che non sorgono e non tramontano: le due Orse, la “W” di Cassiopea, la “casetta” di Cefeo, il Grande Quadrato di Pegaso con accanto Andromeda con la celeberrima galassia spirale omonima M31, distante da noi 2,5 milioni di anni luce (un anno luce corrisponde a novemila miliardi e mezzo di chilometri), ha un diametro di circa 200.000 anni luce, contiene duecento miliardi di stelle, ed è l’unica visibile a occhio nudo, se osservata da località prive di inquinamento luminoso.

Concludiamo segnalando i due sciami meteorici che solcheranno il cielo di ottobre: sono le cosiddette “stelle cadenti” delle Draconidi, note anche come Giacobinidi, aventi il punto dal quale sembrano provenire tutte le scie (radiante) sito nella testa della costellazione del Dragone, visibili nelle ore serali tra l’8 e il 10 ottobre; le Orionidi, invece, sono visibili dal 2 ottobre al 7 novembre, ma il picco si verifica tra il 21 e il 22 ottobre. Lo sciame ha origine dal materiale lasciato dalla cometa di Halley e il suo radiante si trova nei pressi di Betelgeuse, la seconda stella più luminosa dopo Rigel della costellazione di Orione. Le meteore di questo sciame sfrecciano alla velocità di 250 mila chilometri orari con punte di 20 meteore all’ora durante il picco di attività.

GIUSEPPE SPERLINGA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

prestinenza-2008 img_20200911_0001 copertina-scoperta-dei-pianeti-prestinenza la-galassia-di-andromeda-m31-con-m32-in-alto-e-m110-in-basso congiunzione-luna-giove-saturno caratteristiche-telescopi-prestinenzamarte-il-pianeta-rosso opposizioni-di-marte la-galassia-di-andromeda-m31-con-m32-in-alto-e-m110-in-basso