Stelle e Ambiente

Mese: aprile 2021

AGGIORNAMENTO ATTIVITA’ STELLE E AMBIENTE

Carissime/i amici, soci e simpatizzanti di Stelle e Ambiente,

è trascorso più di un anno da quando abbiamo dovuto sospendere le nostre escursioni e passeggiate urbane domenicali a causa di un malefico e subdolo virus che continua a mietere vittime in tutto il mondo. La nostra attività riprenderà quando potremo camminare in sicurezza e ciò temo che non potrà accadere prima del 2022, anche se mi piace sperare che nel tardo autunno, se il piano vaccinale sarà portato a compimento, forse potremo ipotizzare di proporre qualche escursione in montagna.

In tutto questo tempo, nonostante il virus coronato, sono successe tante cose che mi ha visto impegnato in prima linea come presidente dell’associazione e come giornalista scientifico collaboratore del quotidiano La Sicilia, queste cose le sanno coloro che mi seguono attraverso FB o consultando il nostro sito web www.stelleambiente.it. Per coloro i quali, invece, che non hanno dimestichezza con FB credo che farà loro piacere leggere le pagine de La Sicilia che troveranno in allegato  nelle email che sono state inviate da poco, articoli che testimoniano l’impegno profuso in difesa sia delle alberature e delle siepi cittadine contro le orribili capitozzature cui sono state sottoposte dagli operai della Catania Multiservizi su ordine della dirigente del Servizio tutela (sic!) e gestione del Verde del Comune di Catania, sia in difesa della vegetazione spontanea di aiuole, rotatorie e parchi che in questo periodo è in piena fioritura primaverile, l’ultimo articolo è di oggi e riguarda l’Aurora dell’Etna, la bella farfalla che in questo periodo vola sul Cavulu carammu fiorito ovunque, compreso il Parco Gioeni.

Bene, detto ciò, vi auguro di trascorrere una felice primavera e a presto risentirci.

Un abbraccio virtuale a tutti!

Giuseppe Sperlinga

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DEGRADO TIMPA DI LEUCATIA

Dal quotidiano La Sicilia di domenica 4 aprile 2021:
Da qualche giorno, le acque delle sorgenti della Timpa di Leucatia sono tornate a scorrere su via Lavatoio e hanno raggiunto la via Leucatia. La dispersione è dovuta alla occlusione della canaletta di scolo che convoglia le acque di ruscellamento che sgorgano dalle sorgenti fino a quella chiusa da una grata di ferro nei pressi dei ruderi del secentesco acquedotto benedettino. Da qui, poi, le acque sono convogliate in un collettore sotterraneo che s’innesta nel canale di gronda, disperdendo così in mare cinque miliardi di litri all’anno di acqua. Prima di arrivare alla grata, le acque affiorano formando una sorta di invaso, utilizzato da raccoglitori di verdure selvatiche per lavarle prima di venderle, non sapendo che quelle acque, sia pure moderatamente, sono pur sempre inquinate. Ed è proprio in quel punto che si ha la fuoriuscita dell’acqua che sta scorrendo in direzione di via Leucatia.
L’ennesima dispersione delle acque sorgive della Timpa di Leucatia fa balzare ancora una volta alla ribalta il problema dello stato di abbandono e di degrado in cui versa il breve tratto asfaltato dell’antica via Lavatoio, linea di confine tra i Comuni di S. Agata li Battiati e Catania: il lato Battiati è utilizzato come discarica abusiva di materiali di risulta, mobili rotti e spazzatura in parte ricoperti dalla vegetazione, mentre il versante catanese è discretamente pulito e, in questo periodo, è ingentilito dalla policromatica fioritura delle piante selvatiche, tra cui spiccano i bei fiori rosso porpora della Sulla, una fabacea conosciuta col nome dialettale di “Sudda”.
Nell’aprile del 2013, l’area fu riqualificata grazie a un intervento di restauro ambientale voluto da otto Lions Club del distretto 108 Yb. In quell’occasione, i militari americani di Sigonella tolsero decine di chili di spazzatura, gli studenti dell’Istituto agrario “Filippo Eredia” ornarono le aiuole con fiori di piante coltivate, fu applicata una recinsione in pali di castagno accanto ai ruderi dell’acquedotto benedettino e davanti all’ingresso della zona umida e, infine, furono apposte due capannine di legno con altrettanti poster bilingue con notizie storico-naturalistiche a cura dell’associazione “Stelle e Ambiente”. Otto anni dopo, l’area è ripiombata nel degrado e nello squallore, perché vi è spazzatura ovunque, la recinsione di legno è stata quasi del tutto divelta o asportata, una capannina è stata abbattuta dal vento, mentre l’altra è ancora in piedi ma il poster è stato reso illeggibile dai raggi solari.
Negli ultimi mesi, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, sono “saltati” ben tre tentativi di pulizia promossi dai cinque Lions club della zona 13 e dal Lions club di S. Agata li Battiati, intervento che sarà sicuramente effettuato quando la Sicilia tornerà di nuovo in zona gialla. Nel frattempo, però, sarebbe opportuno che i due Comuni provvedessero quanto meno alla pulizia ordinaria del luogo, evitando di inviare operai con decespugliatori fino a quando le piante selvatiche sono in piena fioritura.
GIUSEPPE SPERLINGA
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GLI INCONTRI RAVVICINATI PRIMAVERILI DELLA LUNA NEL CIELO DI APRILE 2021

Il quotidiano “La Sicilia” di oggi, domenica 4 aprile 2021, pubblica la consueta rubrica mensile dedicata alla divulgazione astronomica ideata dall’indimenticabile giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, che la curò per oltre mezzo secolo, fino al 4 settembre del 2012, giorno della sua scomparsa.
Lo spazio tiranno costringe quasi sempre a dei tagli al pezzo originale, gli interessati potranno leggere il testo integrale qui di seguito.
Approfondimenti nel sito dell’Unione Astrofili Italiani www.uai.it
Buona lettura, buona Pasqua e cieli sereni a tutti!
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Nel cielo serale di aprile, i pianeti brilleranno per la loro… latitanza, ad eccezione del rosso Marte che sarà visibile nella prima parte della notte nell’orizzonte occidentale. Il minuscolo ed elusivo Mercurio, infatti, è praticamente inosservabile per quasi tutto il mese. Venere tornerà a essere visibile verso la fine del mese, dove si potrà scorgerlo al tramonto nel cielo occidentale. Giove e Saturno si possono rintracciare prima dell’alba nel cielo sud-orientale. Urano e Nettuno, infine, sono inosservabili o difficili da scorgere. La nostra stella diurna, il Sole, transita tra le stelle della costellazione dei Pesci fino al 18 aprile, poi lo vedremo proiettato nella costellazione dell’Ariete. La Luna sarà all’Ultimo Quarto il 4 (domenica di Pasqua), Novilunio il 12, Primo Quarto il 20 e Plenilunio il 27, giorno in cui l’argenteo satellite naturale terrestre sarà pure al perigeo, a 357.378 km dalla Terra, perciò sarà una “Superluna” che sembrerà mostrare dimensioni più grandi del solito. A coloro i quali amano alzarsi prima dell’alba, segnaliamo la bella congiunzione del 6 aprile tra la Luna e Saturno, bassi sull’orizzonte orientale. Sempre prima del sorgere del Sole, ma del giorno successivo, ci sarà l’incontro ravvicinato della Luna con Giove e Deneb, la stella supergigante bianca più luminosa della costellazione del Cigno. Ancora la Luna sarà protagonista di altre due spettacolari congiunzioni serali: la prima, alle 21 del 15 aprile, con l’ammasso stellare aperto delle Pleiadi, note col nome di “Sette sorelle” o la “Chioccia” (per i siciliani è la “Puddara”, citata dal Verga nel suo celebre romanzo de “I Malavoglia”) nella costellazione del Toro; la seconda, alla stessa ora ma del 17, con il pianeta Marte, il gigante Orione a sinistra e la costellazione dell’Auriga con la brillante Capella (la “Capretta” che allattò Giove) a destra.
Quello di aprile è un cielo in lento divenire, nel senso che segna il passaggio da quello invernale ormai alle porte sul versante occidentale, dove tramontano Orione, il Toro, i Gemelli e l’Auriga, a quello estivo già arrivato dalla parte opposta, a oriente, dove fanno capolino la piccola costellazione della Lira facilmente riconoscibile per le quattro stelle disposte a parallelogramma vicine alla stella bianca Vega, la quinta più luminosa del cielo notturno, ma la seconda nell’emisfero celeste boreale, dopo Arturo della costellazione del Bovaro o Boote a forma di aquilone. Vega dista dalla Terra ad appena 25 anni luce, è l’astro più luminoso entro un raggio di 30 anni luce del nostro sistema planetario, con Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila formano i vertici dell’asterismo del “Triangolo estivo” e tra tredicimila anni sarà la nostra Stella Polare. Nel cielo di Nord-Est giganteggia il Gran Carro dell’Orsa Maggiore formato da sette stelle, quattro delle quali disposte a formare un trapezio e altre tra poste ai vertici di un triangolo molto schiacciato, quelle che ispirarono le famose “Vaghe stelle dell’Orsa/io non credea/tornare ancor per/uso a contemplarvi/sul paterno giardino scintillanti” di leopardiana memoria. Per gli antichi Romani, le sette stelle del Gran Carro erano i “sette buoi”, cioè i “septen triones”, da cui deriva il termine settentrione. Per i Greci, invece, il Gran Carro faceva parte della grande costellazione dell’Orsa Maggiore: dalla parola “orso”, che in lingua greca si dice “àrktos”, è derivata la parola “artico”. Nel cielo occidentale continuano a tramontare il Toro e i Gemelli, mentre in quello meridionale si notano il Cancro, il Leone con la luminosa stella Regolo e la Vergine con la brillante Spica. Nell’orizzonte di Sud-Est, ma a notte inoltrata, fanno la loro apparizione la Bilancia e lo Scorpione (l’uccisore di Orione non può essere presente in cielo con la sua vittima e Giove, nei pressi, vi collocò il Sagittario, pronto a scoccare il suo dardo se l’aracnide dovesse cedere alla tentazione di pungere di nuovo il grande cacciatore.
GIUSEPPE SPERLINGA
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