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EREMO DI SANTA FEBRONIA (PALAGONIA)

EREMO DI SANTA FEBRONIA (PALAGONIA)
L’associazione Stelle e Ambiente organizza per domenica 17 giugno una escursione archeologico-naturalistica di mezza giornata nel parco archeologico e geologico di Santa Febronia, in territorio di Palagonia (Ct). 
Andremo sulla collina denominata “Coste di Santa Febronia”, dove visiteremo il panoramico Parco Archeologico di S. Febronia. In particolare, ci soffermeremo nel suggestivo Oratorio di Santa Febronia, in cui osserveremo vari antichi affreschi raffiguranti diversi santi (Febronia, Agata) e una fonte battesimale a immersione. 
EQUIPAGGIAMENTO: SCARPONCINI CON SUOLA SCANALATA, CAPPELLINO, BORRACCIA. 
DIFFICOLTÀ: FACILE.
PERCORSO A/R: 2 KM.
CONTRIBUTO (OBOLO)
– SOCI SeA: € 2,00 
– SOCI CAI, ARCHEOCLUB, ETNAVIVA: € 3,00 
– NON SOCI: € 5,00 
GUIDANO I PROFESSORI GAETANO INTERLANDI, SALVATORE ARCIDIACONO E GIUSEPPE SPERLINGA E IL DOTT. LUCIANO COSTANZO.
Raduno
Ore 8: parcheggio del Parco Gioeni di via Angelo Musco. 
Info: 3288172095 – 3402161035 (WhatsApp).

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Lungo il percorso avremo modo di ammirare i fossili di organismi marini vissuti nel Mediterraneo di cinque milioni di anni fa. Alla fine della passeggiata, giungeremo all’eremo di Santa Febronia, una basilica rupestre che custodisce una serie di affreschi. L’eremo di Santa Febronia risale al VI-VII secolo d.C. ed è situato in contrada Coste. Si tratta di un ambiente con molta probabilità ricavato da una precedente tomba preistorica e che, attraverso varie trasformazioni, fu adibito successivamente a luogo di culto. La parete di fondo della basilica, che ospita l’abside, su cui sono affrescati il Cristo Pantocratore, contornato da un’Annunciazione e da altre quattro figure sullo sfondo (databili intorno al XV secolo); ai lati dell’abside sono raffigurati il martirio di santa Febronia e quello di san Bartolomeo, databili tra il XVI e il XVII secolo; mentre nella parete posta di fronte all’ingresso sono raffigurati: santa Lucia, un santo vescovo, un Angelo orante racchiuso entro un tondo, sant’Agata, sant’Anastasia, e il peccato originale anche questi databili tra il XVI e il XVII secolo. In questa parete è ricavato anche un secondo altare con nicchia atta ad ospitare una probabile icona, mentre nella parete a destra sono intagliati gli scranni per sedersi durante l’officiatura dei riti. Tra una delle finestrelle aperte sulla parete prospettica e l’affresco di Santa Febronia, si notano tracce di un altro affresco rimosso, raffigurante san Giovanni Battista. Al centro dell’ambiente dal piano di calpestio si scende attraverso dei gradini lapidei in un ambiente a “T” nelle cui pareti sono ricavate le nicchie con funzione di colatoi per i corpi dei monaci dopo la loro morte. Il processo serviva a mummificarli parzialmente. Un altro accesso all’oratorio è costituito da una scala lapidea posta sul retro. (Testo liberamente tratto da siti internet, le foto sono del prof. Salvatore Arcidiacono, vicepresidente dell’associazione Stelle e Ambiente).

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