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CIELO DI AGOSTO 2018: A ILLUMINARE IL FIRMAMENTO LE LACRIME DI SAN LORENZO

STELLE CADENTI PROTAGONISTE DEL CIELO DI AGOSTO

Le “stelle cadenti” o “lacrime di San Lorenzo” (Perseidi, per gli astronomi) saranno le protagoniste delle calde notti di agosto. Perché si chiamano “lacrime di San Lorenzo”? Deriva dal fatto che, nell’800, il massimo del loro avvistamento avveniva proprio il 10 agosto, giorno della ricorrenza del Santo. Ai giorni nostri, però, il top della pioggia meteorica, a causa della precessione degli equinozi, si è spostato in avanti di circa due giorni, nella notte tra il 12 e il 13 agosto, tra l’una le 5 del mattino. Ma cosa sono le “stelle cadenti”? Sono sciami meteorici che fanno la loro apparizione quando il nostro pianeta attraversa i detriti rocciosi formatisi in seguito alla disintegrazione di comete o asteroidi. Tali frammenti, attraversando l’atmosfera alla velocità di decine di chilometri al secondo, bruciano per via dell’attrito e creano effimere scie luminose. Secondo la tradizione popolare, però, le stelle cadenti d’agosto sarebbero le scintille del fuoco che ardeva sotto la graticola di San Lorenzo durante il suo martirio avvenuto il 10 agosto del 258. Ne prendiamo atto pur nella consapevolezza che, in realtà, San Lorenzo non morì arso vivo, ma fu decapitato. Le Perseidi sono ciò che rimane dalla disintegrazione della cometa Swift-Tuttle (la rivedranno i nostri posteri nel 2126), i cui frammenti sono rimasti a rivolvere attorno al Sole seguitando a percorrere la stessa orbita della cometa che li ha originati. Quest’anno la loro osservazione sarà favorita dall’assenza del chiarore della Luna, che sarà nella fase di novilunio. Come già detto, il maggior numero di meteore sarà avvistato nella notte senza Luna tra il 12 e il 13, quando il radiante (la zona del cielo da cui sembra provenire lo sciame meteorico) sarà alto sul piano dell’orizzonte. Per la verità, lo sciame meteorico delle Perseidi è visibile in direzione della costellazione del Perseo sin dalla fine del mese di luglio e lo sarà fino al 20 agosto: in quelle notti si verificherà un’autentica pioggia pirotecnica di 100-120 meteore all’ora. In realtà, saranno di meno quelle che vedremo solcare il cielo sia perché il radiante non è allo zenit, sia perché i siti osservativi non hanno cieli limpidi e bui a causa soprattutto del riverbero delle luci cittadine che rischiarano la volta celeste. Distendiamoci, comunque, su un plaid o su una sdraio per osservare il cielo a occhio nudo (binocoli o, peggio, telescopi non servono) in direzione nord-orientale e, se lo desiderate, esprimete pure più di un desiderio, non si mai… Per localizzare il radiante delle Perseidi basta volgere lo sguardo verso Nord-Est e cercare la caratteristica doppia W della costellazione di Cassiopea e poi, in basso, individuare la costellazione del Perseo.

Rapido excursus planetario. Il minuscolo Mercurio è inosservabile nella prima metà del mese (il 9 si trova in congiunzione con il Sole) per ricomparire al mattino presto sull’orizzonte orientale nei giorni dal 26 al 28 agosto, quando cioè sarà alla massima elongazione, vale a dire alla distanza angolare di 18° dal Sole. Il luminoso Venere è ancora visibile a occidente, verso la fine del mese tramonterà un’ora e mezza dopo il Sole. Marte dopo la grande opposizione dello scorso 27 luglio è ancora assai luminoso: il pianeta rosso brillerà come un luminoso rubino per quasi l’intera notte. Il gigantesco Giove, anch’esso luminoso, è visibile a Sud-Ovest nelle prime ore della notte, ma a fine mese tramonterà dopo le 22.30 sull’orizzonte occidentale. Altro pianeta visibile nella prima parte della notte, nel cielo meridionale, è Saturno. Il vero Signore degli anelli è preceduto da Venere e Giove e seguito da Marte. Urano sorge prima della mezzanotte sull’orizzonte orientale. Nettuno, infine, è osservabile per tutta la notte: a Sud-Est dopo il tramonto, a Sud dopo la mezzanotte e a Sud-Ovest alla fine della notte.

Per finire uno sguardo alle costellazioni tipiche dell’estate. Nel cielo meridionale è riconoscibile il Sagittario, a ovest si avviano a tramontare le costellazioni zodiacali della Bilancia e dello Scorpione, mentre dalla parte opposta, a oriente, tra non molto, apparirà il gigantesco Orione, in modo che non incontri più il suo uccisore, lo Scorpione, che a sua volta è sotto controllo dal Sagittario, pronto a scoccare la freccia qualora osasse assalire il grande cacciatore. Allo zenit, campeggia ancora il Triangolo Estivo con ai vertici le stelle Vega della Lira, Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila. A occidente di Vega si può individuare la costellazione di Ercole, mentre tra Vega e la rossa Antares dello Scorpione vi è Ofiuco, la tredicesima costellazione ignorata con pervicacia dagli astrologi. Rivolgendo lo sguardo a sud-est troviamo le grandi costellazioni del Capricorno e dell’Acquario, ma prive di stelle brillanti. Nel cielo di Nord-Ovest, spicca la brillante stella Arturo della costellazione del Bovaro (Bootes, riconoscibile per la sua forma ad aquilone). Nel cielo settentrionale, le sempre presenti costellazioni circumpolari che ruotano attorno alla Stella Polare: le due Orse, il Dragone, Cefeo e Cassiopea. Nel cielo orientale, infine, vedremo spuntare il Grande Quadrato di Pegaso, Andromeda e Perseo, che saranno i protagonisti dei cieli autunnali.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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