Stelle e Ambiente

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5° CORSO DI ETNOBOTANICA ETNEA: 14 NOVEMBRE-6 DICEMBRE 2015 – AGORA’ HOSTEL (PIAZZA CURRO’ 6)

 “A COGGHIRI VIDDURA” IN CAMPAGNA: PERCHE’ UN CORSO DI ETNOBOTANICA

E’ l’Etnobotanica quel settore del sapere che analizza e studia i rapporti fra le piante selvatiche e l’uomo. Fino a poche decine di anni fa, l’uomo aveva uno stretto legame con le piante selvatiche, un rapporto di natura artigianale, alimentare, farmaceutico e numerosi altri ancora. Questi rapporti riguardano l’uso delle piante spontanee nella medicina e nella veterinaria popolari (fitoterapia), nell’artigianato, nell’agricoltura, nella pastorizia, nell’alimentazione (fitoalimurgia), negli etimi locali, nella cosmesi, nella liquoristica, nei riti religiosi e magici, nei giochi, nelle credenze, nei proverbi e nei modi di dire. Tali relazioni, oggigiorno, si sono affievolite con l’avvento della civiltà delle macchine e della plastica. Tuttavia, le sue conoscenze sono essenziali sia perché ci fanno conoscere le condizioni socio-economiche del passato, sia per non incorrere in pericolosi errori che potrebbero addirittura rivelarsi fatali.

“Al giorno d’oggi – dice il prof. Salvatore Arcidiacono, esperto di Etnobotanica – le conoscenze etnobotaniche si sono diffuse tra il grande pubblico grazie alla fitoterapia e alla fitoalimurgia: la prima consente di raccogliere dati in merito alle proprietà e alla efficacia di alcune piante sulla salute umana e su quella degli animali domestici, mentre la seconda si occupa dell’uso delle verdure spontanee a scopo mangereccio. Per quanto riguarda la fitoterapia bisogna precisare che da qualche decennio, nella nostra civiltà industriale, si è avvertito un generico e indefinito ritorno verso talune pratiche “naturali”, tutte contrapposte alle attività industrializzate e scientifiche. Le ricerche etnobotaniche non si prefiggono di avallare tali pratiche, ma hanno lo scopo di registrare i saperi tradizionali in merito all’uso di erbe per la cura delle malattie e, inoltre, si adoperano a raccogliere quanto più dati sull’impiego popolare di piante ritenute officinali nelle popolazioni non industrializzate, perché queste piante esotiche potrebbero fornirci efficaci principi attivi terapeutici”.

E per quanto concerne la fitoalimurgia, ossia la conoscenza e l’uso delle erbe spontanee commestibili?

“E’ ben noto – spiega il decano degli etnobotanici etnei – come il numero di esse, presente sul suolo isolano, sia elevato. In un passato non molto remoto, per i siciliani, le verdure selvatiche hanno costituito una fondamentale risorsa alimentare. Nella stagione propizia era consuetudine andare per erbe. Tale usanza alimentare derivava, principalmente, da uno stato di necessità. Al giorno d’oggi, la fitoalimurgia non ha la funzione sociale sopraccennata, perché l’accresciuto benessere economico e l’ampia disponibilità di tempo libero in una larga fetta della popolazione l’ha incanalata verso le attività ludiche e salutiste. Svariate persone, saltuariamente o abitudinariamente, stanno riprendendo ad andare per verdure, ricavando da questo passatempo alcuni benefici: un’alternativa all’usuale menù; possibilità di fare lunghe e salutari passeggiate; venire a contatto con la Natura. Chi pratica questo passatempo dovrebbe, però, avere competenza sulle piante che si appresta a raccogliere”.

Tutti possono andare a “cogghiri viddura”, per usare un’espressione dialettale, ma non tutti però sono in grado distinguere le piante mangerecce da quelle velenose, la cui ingestione costringe spesso a far ricorso alle cure ospedaliere se non, nei casi più gravi, al camposanto. Nelle prossime settimane, si potrà avere la possibilità di saperne di più iscrivendosi al 5° Corso di Etnobotanica etnea, organizzato dall’associazione “Stelle e Ambiente” all’Agorà Hostel di piazza Currò, che si svolgerà in ore pomeridiane dei sabati 14, 21, 28 novembre e nella mattinata di domenica 6 dicembre. Esso, infatti, è articolato in tre lezioni teorico-pratiche, tenute dallo stesso prof. Arcidiacono e dalle dottoresse esperte etnobotaniche Elisa Coppola e Giovanna Marletta, e da una esercitazione pratica di raccolta e riconoscimento di verdure selvatiche mangerecce in campagna. Gli interessati potranno iscriversi al corso prima dell’inizio della lezione inaugurale di sabato 14, alle 16, che sarà tenuta dal prof. Arcidiacono su “Aspetti etnobotanici del territorio etneo”.

GIUSEPPE SPERLINGA

PROGRAMMA

  • Sabato 14 novembre, ore 16:Aspetti etnobotanici del territorio etneo(prof. Salvatore ARCIDIACONO).
  • Sabato 21 novembre, ore 16: “Piante selvatiche mangerecce: erbe, frutti e aromi” (dott.ssa Elisa COPPOLA).
  • Sabato 28 novembre, ore 16: “Piante selvatiche nella medicina e nella veterinaria popolare” (dott.ssa Giovanna MARLETTA).
  • Domenica 6 dicembre, ore 9.00: Passeggiata naturalistica “a cogghiri virdura in campagna” (spostamenti in campagna a Zafferana Etnea con auto proprie).

La quota di iscrizione al corso è di euro 40,00 a persona e comprende una degustazione durante ciascuna lezione teorica e il cd “Le verdure dell’Etna” del prof. Salvatore Arcidiacono.

Ai partecipanti che avranno frequentato le quattro le lezioni sarà rilasciato un attesto di frequenza.

La partecipazione è aperta a tutti e l’iscrizione si effettua lo stesso giorno dell’inaugurazione del corso nella sede dell’Agorà Hostel.

 

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