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CAPITOZZATURA SELVAGGIA IN VIA NOVALUCE EX PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA

Il quotidiano “La Sicilia” di oggi, lunedì 15 giugno 2020, pubblica un articolo a firma di chi scrive sulla barbara decapitazione del Ficus (microcarpa?) all’ingresso degli edifici della ex Provincia Regionale di Catania, in via Novaluce.
Per esigenze di spazio, il redattore ha dovuto accorciare il pezzo. Qui di seguito, il testo originale.
G.S.

MOTOSEGA SELVAGGIA DECAPITA FICUS IN VIA NOVALUCE
Basta un pretesto per mobilitare operai “armati” di motoseghe con un ordine perentorio da eseguire: capitozzare! Stavolta, a essere barbaramente decapitato è toccato al Ficus (microcarpa? Dall’aspetto della corteccia si direbbe di sì) accanto all’ingresso della ex Provincia regionale di via Novaluce, a Canalicchio, ma amministrativamente ricadente in territorio di Tremestieri Etneo. Il povero albero è stato letteralmente privato della chioma, ridotto a uno scheletrico palo con le grosse branche ridotte a moncherini protesi verso l’alto, quasi a gridare vendetta al cielo. La sua colpa? Reo di trovarsi accanto al palo dell’illuminazione. È fuor di dubbio che, a suo tempo, fu commesso un errore grossolano, delle due l’una: o fu messo a dimora un albero che avrebbe sviluppato una grande chioma vicino al palo o viceversa. Come hanno fatto finora a porre rimedio a tale sbaglio? Nella maniera più sbrigativa ed errata: capitozzando periodicamente l’albero, spendendo soldi pubblici, senza risolvere il problema, ma procrastinandolo sine die.
A nessuno è passato per la mente di porsi una domanda facile facile: quali conseguenze, col tempo, subirà l’albero? Purtroppo, è ancora ben radicata la convinzione che il Ficus è una pianta assai robusta, reagisce magnificamente alle capitozzature e, in breve tempo, riformerà la chioma di prima. E qui casca l’asino. Anzi, casca l’ignorante (inteso come participio presente del verbo ignorare) che ha ordinato l’ennesimo brutale intervento ai danni dell’albero. Se è vero che il Ficus (microcarpa?) è una pianta vigorosa e sopporta bene i tagli drastici, è altrettanto incontrovertibile il fatto la pianta marcirà al suo interno, lentamente ma inesorabilmente si svilupperà un processo di carie che renderà l’albero cavo, divenendo così un pericolo per l’incolumità dei passanti. Con l’estate ormai alle porte, l’albero reagirà con un disordinato riscoppio di tutte le gemme, le quali riformeranno una chioma informe, irregolare, più bassa di prima, si avrà la proliferazione di lunghi rami esili, sottili, i quali saranno facili a spezzarsi nelle giornate ventose. Nel frattempo, verrà meno sia il benefico apporto della quota di ossigeno rilasciato dalle foglie, sia la rimozione dell’anidride carbonica e del particolato fine che inquinano l’aria di una strada trafficatissima qual è appunto via Novaluce. Per non dire del desolato aspetto che ha assunto il povero albero dopo l’asportazione della chioma e della distruzione dei numerosi nidi di uccelli visto che il drastico intervento cesorio è stato effettuato in pieno periodo di nidificazione.
GIUSEPPE SPERLINGA

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