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ALBERI PERICOLOSI A CANALICCHIO

ALBERI PERICOLOSI E TERRENO ABBANDONATO A CANALICCHIO

L’incrocio tra le vie Pedara e Generale di San Marzano forma uno slargo senza nome alberato da Jacarande dalle belle fioriture color lilla. A suo tempo, ne furono messe a dimora quattordici. Nel giugno di sette anni fa, una mano criminale ne tranciò due. Qualche anno prima, ne erano spariti altri due e, in una delle due aiuole, qualcuno impiantò un arbusto di Lauroceraso. Sempre meglio di niente, se non fosse che questa pianta ha le foglie e, soprattutto, i frutti velenosi perché contengono acido cianidrico. Nell’un caso e nell’altro, si è interrotta la continuità arborea. Dei dieci esemplari di Jacaranda superstiti, uno è ormai secco da un paio di anni: morto per cause naturali? Avvelenato da qualcuno cui dava fastidio la chioma? Non lo sapremo mai. Ciò che, invece, è certo è che quest’albero morto costituisce un pericolo per i passanti, perché potrebbe schiantarsi al suolo. Sarebbe opportuno rimuoverlo e, al suo posto, mettere a dimora una Jacaranda, come pure nelle tre aiuole rimaste vuote.

Un’Acacia ormai morta è quella che, sporgendo sulla strada, poggia sull’inferriata del plesso di via Ferro Fabiani dell’Istituto comprensivo statale “Italo Calvino”. Accanto a essa, due rami di un Ailanto poggiano sui cavi di una linea elettrica con conseguenze facilmente immaginabili se si dovesse spezzare.

Altra pericolosa situazione in via Domenico Morelli, poco dopo l’innesto di via Generale di San Marzano, dove una coppia di Ailanti che si protendono a formare una sorta di arcata verde sull’intera carreggiata stradale. Altri Ailanti pericolosi con rami secchi e penduli sono quelli che formano il lungo filare che costeggia le aiuole del “parco Amico” di via Concetto Marchesi. Nell’un caso e nell’altro, è necessaria una sapiente e mirata potatura di contenimento per evitare ciò che è successo qualche giorno fa nello slargo di fronte alla chiesa S. Maria del Carmelo, dove si è schiantato al suolo il grosso ramo di un Ailanto, cadendo vicinissimo a una delle panchine, che in quel momento era vuota.

In via Taranto, infine, vi è un terreno di proprietà comunale trasformato in micro discarica abusiva. Ed è un peccato, perché è circondato da una decina di Falso pepe, vi è un bel Pino (prima erano due, ma quello più giovane, reo di avere sviluppato il tronco troppo inclinato, invece di essere messo in sicurezza con dei tutori, fu sbrigativamente tagliato alla base), un folto cespuglio di Oleandro, un giovane esemplare di Ulivo, un paio di Ficus elastica, una Yucca e una macchia di Fico d’India, con al centro tre Palme. Questo terreno è ormai ricettacolo di ogni sorta di rifiuti e di deiezioni canine, regno di topi che scorrazzano indisturbati e, in questo periodo. È, pure, a rischio incendio per le piante selvatiche ormai secche. Occorrerebbe bonificare e recuperare quest’area, recintarla con paletti di castagno, dotarla di un paio di sedili e affidarne la cura alla vicina scuola “Italo Calvino”: ne guadagnerebbe il decoro di questo angolo del quartiere dimenticato pure dai consiglieri della municipalità.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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