Stelle e Ambiente

Author: Giuseppe Sperlinga

PARCO VULCANOSPELEOLOGICO METROPOLITANO PER TUTELARE GROTTE E SCIARE INCOLTE

PARCO VULCANOSPELEOLOGICO METROPOLITANO PER TUTELARE GROTTE E SCIARE INCOLTE

Diventerà presto una realtà il Parco vulcanospeleologico metropolitano (Pvm)? È ancora prematuro per dirlo. Dopo quasi tre decenni dalla proposta avanzata e reiterata nel corso degli anni dal presidente dell’associazione “Stelle e Ambiente”, prof. Giuseppe Sperlinga, sembra però che le premesse e la buona volontà ci siano tutte per istituire un Parco a macchia di leopardo finalizzato alla tutela, valorizzazione e fruizione di un patrimonio naturale unico che caratterizza l’area etnea e che il mondo intero ci invidia: le gallerie di scorrimento lavico che si snodano sotto le strade e le case dei centri abitati dell’area metropolitana, nonché le lave incolte, quelle che con un termine quasi dispregiativo sono etichettate “sciare” oltraggiate dalle tantissime microdiscariche pubbliche abusive che mortificano il nostro territorio. L’impulso, stavolta, parte dalla sinergia tra l’associazione Stelle e Ambiente e il Club per l’Unesco di Catania con il Comune di Catania, che da qualche settimana hanno avviato una serie di incontri per approfondire la problematica e verificarne la fattibilità.

L’obiettivo del Pvm è, infatti, quello di arrestare il degrado ambientale per salvare questo immenso patrimonio naturalistico costituito sia da grotte laviche preistoriche, molte delle quali custodiscono ancora oggi sepolture umane, reperti ceramici e utensili risalenti all’Età del Bronzo antico, sia da lave incolte ricche di interessanti morfologie superficiali quali lave a corde, a lastroni, a blocchi scoriacei, tumuli, tutte colonizzate dalla vegetazione spontanea tipica del nostro territorio. Altro scopo è quello di conoscere come si sviluppano nel sottosuolo le grotte e cosa vi sia sopra di esse, un problema, questo, di protezione civile da non sottovalutare, perché numerosi edifici e strade sono stati realizzati sopra cavità naturali senza saperlo, su un substrato roccioso di spessore esiguo che li separa dal vuoto sottostante. E, ancora, altro obiettivo dell’ambizioso progetto proposto al sindaco Enzo Bianco dall’associazione Stelle e Ambiente e dal Club per l’Unesco presieduto dalla professoressa Ofelia Guadagnino, è quello incrementare il turismo naturalistico nella nostra città offrendo percorsi tematici integrati che potranno favorire l’aumento dell’occupazione soprattutto giovanile con l’istituzione di uno o più centri di visita, oltre che di un laboratorio naturalistico-ambientale e di un Antiquarium della Preistoria etnea in una parte di una caverna preistorica che si sviluppa nel sottosuolo di Canalicchio (si presterebbe assai bene la grotta Petralia di via Filippo Liardo) e la realizzazione di aree attrezzate. Senza dimenticare la valorizzazione di cavità legate a tradizioni folkloristico-religiose come la grotta della Chiesa di San Giovanni Galermo, dove un tempo, il 24 giugno, nella grande sala d’ingresso, si riunivano galermitani per celebrarvi la festa di San Giovanni Battista con riti sacri e con sagre popolari.

In questa prospettiva, nella mattinata di ieri, un gruppo formato dal Capo di Gabinetto del sindaco Bianco, avv. Paolo Patanè, dal Capo dell’Ufficio tecnico comunale, ing. Fabio Finocchiaro, dai membri del Club per l’Unesco di Catania, dott. Luigi Savarino (referente del progetto), ing. Giuseppe Furnari e prof.ssa Antonia Criscenti, e dal prof. Giuseppe Sperlinga, ha effettuato un primo sopralluogo nelle grotte Nuovalucello I e II, che si aprono nel cortile del Seminario arcivescovile, e nella imponente grotta Petralia. Il gruppo si è poi recato in via Antonio Cecchi per valutare la possibilità di apertura della grotta omonima, il cui ingresso, da ben 18 anni, è murato per il disinteresse della Soprintendenza di Catania. È stato lo stesso prof. Sperlinga a illustrare i problemi tecnici da risolvere nel caso di una loro eventuale fruizione da parte del pubblico, problemi che saranno discussi ed esaminati dettagliatamente nelle prossime settimane, dopo il secondo sopralluogo programmato per la prossima settimana nella grotta della Chiesa di via Calvario di San Giovanni Galermo e nelle lave del 1669 ancora oggi in condizioni di naturalità presenti nel territorio galermitano e di Nesima. Dopo questa prima conoscitiva, si procederà in tempi brevi alla stipula del protocollo d’intesa tra le due associazioni e il Comune di Catania per poi passare alla fase operativa.

parco-vulcanospeleologio-metropolitano-la-sicilia-19febbraio2018 img_0346 grotta-nuovalucello-i grotta-nuovalucello-i-e-ii-12marzo2012-36 grotta-nuovalucello-12marzo2012-11 grotta-nuovalucello-12marzo2012-10 grotta-petralia-i-due-occhi grotta-della-chiesa-san-giovanni-galermo2 foto-1-ingresso-grotta-della-chiesa

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

M’ILLUMINO DI MENO 2018 AL CAI

M’ILLUMINO DI MENO: VENERDI’ 23 FEBBRAIO 2018

Venerdì 23 febbraio, l’associazione Stelle e Ambiente e la sezione dell’Etna del Club Alpino Italiano aderiscono alla manifestazione nazionale “M’illumino di meno”, la grande festa del risparmio energetico lanciata via radio dalla trasmissione radiofonica “Caterpillar” di Rai Radio2, che spegne simbolicamente ogni anno tutt’Italia. All’iniziativa, che è giunta alla sua quattordicesima edizione, partecipano scuole, enti pubblici e privati, associazioni, che aderiscono con un simbolico “silenzio energetico a partire dalle ore 18, rendendo visibile la propria attenzione al tema della sostenibilità con lo spegnimento simbolico di monumenti, piazze, vetrine, uffici, aule e private abitazioni.

Nei locali sezionali del CAI di via Messina 593/A, si svolgerà la manifestazione “Spegniamo le luci, accendiamo le stelle: osserviamo il cielo a occhio nudo e la Luna e i pianeti al telescopio” con il seguente programma:

  • ore 18: spegnimento simbolico di tutte le lampade della sede;
  • ore 18.30: il prof. Giuseppe Sperlinga (socio Cai e presidente di Stelle e Ambiente) terrà una conversazione accompagnata da immagini su “L’inquinamento luminoso e il risparmio energetico, un problema di tutti”;
  • ore 19.30-21: riconoscimento a occhio nudo delle principali costellazioni invernali con l’ausilio di un potente laser astronomico e osservazioni al telescopio della Luna al primo quarto, del pianeta Venere e di altri oggetti celesti.
  • La partecipazione è libera e aperta a tutti.

locandina-orizzontale-millumino-di-meno-2018

 

 

SECONDA PASSEGGIATA ALLA RISCOPERTA DEL QUARTIERE DI SAN CRISTOFORO: CORTILI, VANEDDE, VICOLI, ALTARINI, EPIGRAFI, CHIESE

L’associazione Stelle e Ambiente organizza per domenica 25 febbraio 2018, dalle 8.30 alle 13, la seconda passeggiata alla riscoperta dello storico quartiere di San Cristoforo alla ricerca di cortili, vanedde, altarini, epigrafi, chiese.
Guidano il presidente prof. Giuseppe Sperlinga e il socio Francesco Andronico.
Contributo (obolo): € 5,00 non soci – € 2,00 soci.
Raduno: ore 8.30 in piazza Dante.
Fine passeggiata: ore 13.
Info: 3288172095 e 3402161035 (whatsapp).

locandina-cortili-san-cristoforo-25febbraio2018dscn0675 dscn0676 dscn0680 dscn0681 dscn0682 dscn0688 dscn0689 dscn0700 dscn0709 dscn0710 epigrafe-altarino-ippona-regia-via-lumacari-21gennaio2018-3 img_0400 img_0405 img_0409 img_0414 img_0437

PROGRAMMA ATTIVITA’ FEBBRAIO-MARZO 2018

 

ESCURSIONI E PASSEGGIATE URBANE

 FEBBRAIO

  • Domenica 4 – I luoghi di Sant’Agata. Tradizionale passeggiata agatina con una variante al tracciato degli anni passati (Andronico e Sperlinga). Mezza giornata.
  • Domenica 18 – Prima passeggiata alla riscoperta dello storico quartiere di San Cristoforo: le chiese di Santa Chiara, Madonna dell’Aiuto e San Giuseppe al Transito con la sua cripta (Andronico e Sperlinga). Mezza giornata.
  • Domenica 25 – Seconda passeggiata alla riscoperta dello storico quartiere di San Cristoforo: i cortili e i vicoli (Andronico e Sperlinga). Mezza giornata.
  • Dal 16 febbraio all’11 marzo: Corso di Fitoalimurgia al CAI secondo programma (Arcidiacono, Marletta e Sperlinga).
  • Venerdì 16, ore 9 – La Cultura come speranza per i giovani reclusi del carcere minorile di Bicocca. (Prato e Sperlinga).
  • Venerdì 16, ore 9-13, Delegazione Comunale di Massannunziata (Mascalucia): assegnazione degli Orti Urbani Lions.
  • Venerdì 23, dalle 18.30 alle 21, sede CAI Catania: M’illumino di meno con conversazione sull’inquinamento luminoso e risparmio energetico. A seguire osservazioni astronomiche dal terrazzo. (Catania, Distefano, Longo e Sperlinga). Ingresso libero.

MARZO

  • Domenica 4 – Escursione alle sorgenti dell’Acqua ‘a Uttara (Milo) e assemblea generale dei soci con pranzo sociale all’Azienda Agricola Volzone di Trecastagni (Arcidiacono e Sperlinga). Intera giornata.
  • Domenica 11 – Azienda Agricola Volzone chiusura corso Fitoalimurgia (Arcidiacono, Marletta e Sperlinga). Intera giornata.
  • Domenica 18 – Chiostro cappuccino dell’Istituto Archimede, chiesa S. Maria di Gesù, ipogeo via Sanfilippo, Villa Modica, ospedale Garibaldi e ruderi acquedotto benedettino di piazza Montessori (Andronico, Prato e Sperlinga). Mezza giornata.

locandina-chiese-san-cristoforo-18febbraio2018     locandina-fitoalimurgia1 locandina-fitoalimurgia2  assegnazione-orti-urbani-mascalucia-16febbraio2018  locandina-millumino-di-meno-cai2  locandina-acqua-a-uttara-e-assemblea-4-marzo2018 locandina-percoso-acqua-a-uttara locandina-pranzo-volzone

LE CHIESE DI SANTA CHIARA, SANTA MARIA DELL’AIUTO E SAN GIUSEPPE AL TRANSITO

L’associazione Stelle e Ambiente organizza per domenica 18 febbraio 2018 una passeggiata di mezza giornata alla riscoperta del quartiere di San Cristoforo: “I «tesori» delle chiese di Santa Chiara, San Giuseppe al Transito e Santa Maria dell’Aiuto: tombe spagnole, cripte sotterranee, affreschi, dipinti e marmi policromi”.
Guidano il presidente prof. Giuseppe Sperlinga e il socio Francesco Andronico.
Raduno ore 8.30 in piazza Dante.
Contributo (obolo): € 5,00 non soci – € 2,00 soci.
E’ RICHIESTO IL TICKET DI € 2,00 PER LA VISITA DELLA CRIPTA DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE AL TRANSITO.
Info: 3288172095 e 3402161035 (whatsapp).

 

chiesa-san-giuseppe-al-transito cripta-san-giuseppe-al-transito2 tomba-1568-chiesa-di-santa-chiara-catania-10dicembre2017-8 tomba-1568-chiesa-di-santa-chiara-catania-10dicembre2017-10 tomba-1568-chiesa-di-santa-chiara-catania-10dicembre2017-1 tomba-1568-chiesa-di-santa-chiara-catania-10dicembre2017-10 tomba-1568-chiesa-di-santa-chiara-catania-10dicembre2017-14 dscn0712 dscn0713  locandina-chiese-san-cristoforo-18febbraio2018

UNA LUNA A TRE FASI NEL CIELO DI FEBBRAIO 2018

Il quotidiano La Sicilia di oggi, sabato 27 gennaio 2018, pubblica la consueta rubrica sul cielo del mese, che fu curata da oltre mezzo secolo dall’indimenticabile giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, che fu pure uno straordinario giornalista scientifico, appassionato divulgatore dell’Astronomia, studioso del pianeta Marte e autore di due libri, uno dei quali dedicato proprio al pianeta rosso (“Marte tra storia e leggenda”, Utet, 2004), l’altro sul nostro Sistema planetario (“La scoperta dei pianeti, da Galileo alle sonde spaziali”, Gremese, 2007), entrambi con la prefazione dell’amica astrofisica di fama internazionale Margherita Hack, il secondo con la collaborazione di chi scrive per la revisione del testo e la cura di tre box dedicati alla legge di Titius e Bode, a Eratostene di Cirene e a Jean Richer. Fondò due associazioni astrofile, una delle quali, Stelle e Ambiente, la guidò fino a un anno prima della sua scomparsa.
Ecco, qui di seguito, il testo integrale dell’articolo dedicato al cielo di febbraio.

****************************
È, questa, forse la più longeva rubrica del nostro giornale. A fondarla, oltre mezzo secolo fa, è stato il compianto Luigi Prestinenza, giornalista-astrofilo scomparso cinque anni fa.
Eccezionalmente, stavolta esordiamo con una curiosità che riguarda la Luna: in febbraio non si verificherà il plenilunio. Il mese, perciò, si presenterà con la singolare caratteristica di annoverare tre sole fasi lunari, anziché le consuete quattro. Essendo il mese più corto dell’anno, tale fenomeno può accadere soltanto in febbraio. Ed è pure piuttosto raro, perché l’ultima volta è successo nel 2014 e si ripeterà nel 2031. In particolare, nel periodo 2012-2020, per tre sole volte febbraio è stato e sarà con tre fasi lunari, mentre per ben diciassette volte si avranno mesi con cinque fasi, come gennaio e marzo di quest’anno.
Il Sole è proiettato tra le stelle della costellazione del Capricorno fino al 16 febbraio, quando passa in quella dell’Acquario. Le giornate continueranno ad allungarsi e le notti ad accorciarsi sempre più. Alla latitudine di Catania, alla fine del mese, il dì durerà 11 ore e 24 minuti, ben 54 minuti in più rispetto al primo giorno. Il 28 febbraio, infatti, la nostra stella diurna sorgerà 28 minuti prima (alle 6.31) e tramonterà 26 minuti dopo (alle 17.55).
Rapido excursus dei pianeti. Il minuscolo ed elusivo Mercurio non sarà osservabile per gran parte del mese, tornerà alla fine del mese dopo il tramonto, assai basso sull’orizzonte, dunque difficile da osservare perché avvolto dai ultimi bagliori del Sole al tramonto. Il luminoso Venere, invece, dopo un lungo periodo di assenza, torna a essere “Vespero”, brillerà finalmente nelle ore serali sull’orizzonte occidentale, ma bisognerà attendere la fine del mese per poterlo ammirare in tutto il suo splendore. Il pianeta rosso Marte con Giove e Saturno formano un magnifico trio planetario visibile prima dell’alba nel cielo sud-orientale. Urano è ancora osservabile dopo il tramonto nel cielo occidentale ma sempre più basso sull’orizzonte, mentre Nettuno è praticamente inosservabile.
Pur essendo un cielo di transizione, quello di febbraio è ancora dominato dalle costellazioni invernali, con Orione che spicca alto nel cielo meridionale, di cui ricordiamo le tre stelle della cintura Alnitak, Alnilam e Mintaka, la supergigante rossa Betelgeuse e la supergigante blu Rigel. Dal terzetto di stelle che formano la cintura del mitologico grande cacciatore prolungando lo sguardo verso destra e in alto si riconoscono la stella gigante arancione Aldebaran (l’occhio rosso del Toro), oltre la quale vi è l’ammasso aperto delle Pleiadi (la Chioccia, le Sette Sorelle, per i siciliani semplicemente “a Puddara”, come la menziona il Verga ne “I Malavoglia”) e, a seguire, la costellazione dell’Auriga con Capella (detta la “Capretta”), che è in realtà un sistema multiplo di quattro stelle ed è il sesto astro più luminoso del cielo notturno nonché la terza stella più brillante dell’emisfero nord celeste, dopo Arturo e Vega. Al di sopra di Orione e del Toro, troviamo la costellazione dei Gemelli con le stelle Castore e Polluce. In basso a sinistra rispetto alla costellazione di Orione, brilla Sirio del Cane Maggiore, la stella più luminosa del cielo, e volgendo lo sguardo ancora più in alto, ma verso sinistra, s’incontra Procione del Cane Minore. Unendo idealmente le tre stelle Betelgeuse, Sirio e Procione si ottiene l’asterismo del “Triangolo invernale” A occidente, in prima serata, continuano a tramontare le costellazioni autunnali di Andromeda, del Triangolo, dei Pesci e dell’Ariete. Spostiamo lo sguardo verso oriente per ammirare la bella costellazione del Leone con la stella Regolo (Piccolo Re), che non è una singola stella, ma un sistema stellare formato da quattro astri disposti in due coppie che orbitano l’una intorno all’altra. Il cielo settentrionale è caratterizzato dalle costellazioni circumpolari che ruotano attorno al comune baricentro rappresentato dalla Stella Polare, la stella più luminosa del Piccolo Carro dell’Orsa Minore, tra cui ricordiamo il Gran Carro dell’Orsa Maggiore, Cefeo, Cassiopea dall’inconfondibile forma a “W”.
Concludiamo con l’occultazione radente di Aldebaran della Luna al primo quarto di venerdì 23 febbraio: alle 18.15, la falce lunare sembra sfiorare la stella più luminosa del Toro alla distanza minima di appena 6’. Infine, sempre nel pomeriggio del 23, in tutt’Italia, si svolgerà “M’illumino di meno”, la bella manifestazione promossa dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio2 allo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’inquinamento luminoso e il risparmio energetico.
GIUSEPPE SPERLINGA

cielo-febbraio2018-la-sicilia-27gennaio2018  la-costellazione-di-orione simulazione-occultazione-radente-luna-aldebaran-23febbraio2018

I LUOGHI DI SANT’AGATA

I LUOGHI DI S. AGATA

L’associazione “Stelle e Ambiente” organizza per domenica 4 febbraio una passeggiata per il centro storico cittadino alla ricerca dei luoghi legati al culto di Sant’Agata seguendo l’insolito filo conduttore degli altarini, chiese ed epigrafi.

ALLE 11.30, SAREMO IN VIA VI APRILE (STAZIONE CENTRALE) PER VEDERE DA VICINO E SAPERNE DI PIÙ SUL FERCOLO E LE CANDELORE.

Guidano il socio Francesco Andronico e il presidente prof. Giuseppe Sperlinga.

Raduno: ore 8.30 in piazza Dante.

Info: 3288172095 oppure 3402161035 (whatsapp).

Contributo (obolo): € 5,00 non soci –  2,00 soci.

locandina-passeggiata-agatina-4febbraio2018 00agata hpuel-processione-s-agata s_agata2007

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

s-agata-citta-scienza-4febbraio2014-39-copia

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

s-agata-alle-sciare-copia s-agata-citta-scienza-4febbraio2014-1-copia s-agata-citta-scienza-4febbraio2014-6-copia s-agata-citta-scienza-4febbraio2014-17-copia  s-agata-via-plebiscito-20febbraio2004-1

 

I “GIOIELLI” DIMENTICATI DI MOTTA S. ANASTASIA

Il quotidiano La Sicilia di domenica 7 gennaio 2018, pubblica un articolo a firma di scrive sui “GIOIELLI” DI MOTTA S. ANASTASIA TRA INCURIA E TRASCURATEZZA.
Per facilitarne la lettura ecco qui di seguito il testo integrale.

P.S.
Dal sindaco di Motta S. Anastasia, da me chiamato in causa nell’articolo, non è ancora giunto alcun segnale, commento, giustificazione, spiegazione: brilla per il suo silenzio.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Passeggiare per le antiche strade di Motta Sant’Anastasia è come catapultarsi indietro nel tempo e riscoprire un patrimonio storico-naturalistico unico e irripetibile. L’hanno constatato, domenica scorsa, una trentina di persone tra soci dell’associazione Stelle e Ambiente di Catania e amici provenienti da Lentini e da Messina. Lasciate le auto al “ponte”, dopo una breve sosta in un bar di piazza Umberto, il folto gruppo si è incamminato verso lo splendido dongione normanno di piazza Castello. Ma la prima delusione non tarda a manifestarsi: il maniero la domenica è chiuso. Un plauso all’amministrazione comunale mottese che proprio nei giorni festivi lascia i turisti fuori dal portone dell’antica fortificazione militare medievale. Ci si chiede e rimbalziamo la domanda al sindaco Carrà: è così che s’intende incentivare il turismo culturale a Motta S. Anastasia?
Lasciata piazza Castello, i visitatori si avviano verso la “scalidda” e, discesi i 142 gradini (stranamente puliti, ma ai lati tra la vegetazione spontanea facevano capolino bottiglie di plastica e di vetro, cartacce, spazzatura di vario genere), si spostano verso un vero e proprio gioiello della Natura che pochi altri al mondo possono vantare: il neck vulcanico con i suoi basalti colonnari a sezione pentagonale ed esagonale di via Montalto, un tratto della quale ancora chiuso al traffico veicolare per la presenza di enormi massi distaccatisi dalla rupe diversi mesi fa. Giunti nella rientranza alla base delle colonne basaltiche, che presto saranno di nuovo eclissati dalle folte chiome dei due imponenti alberi di Carrubo, un’altra amara sorpresa attendeva i visitatori: il sito continua a versare in uno stato di degrado per la presenza di spazzatura. Per non dire delle ignobili scritte con la bomboletta spray sui basalti colonnari. Un sito volutamente dimenticato e trascurato dall’amministrazione comunale che non muove un dito per la sua tutela con la videosorveglianza e per la sua valorizzazione e fruizione turistica e culturale, rifiutandosi persino di apporre la targa bilingue realizzata e offerta un anno fa dai giovani del servizio civile con i testi e i disegni forniti (gratuitamente) da Stelle e Ambiente e che inspiegabilmente si ostina a non installare. Provocatoriamente, è stata apposta alla base del neck una targa di cartone che ne spiega il significato e l’origine.
La tappa successiva sono stati gli splendidi ulivi millenari presenti nelle campagne adiacenti alla via dell’Ulivo Millenario (al singolare, sic!), veri e propri patriarchi vegetali che hanno rischiato, l’estate scorsa, di essere distrutti da un furioso incendio appiccato da mani criminali rimaste impunite. Pure qui, un senso di abbandono assale gli ospiti, nessun cartello informativo, con le radici del più longevo tra gli ulivi plurisecolari presenti messi a nudo in seguito al crollo del muretto a secco che delimita la strada. Un vero peccato trascurare in questo modo alberi che se potessero parlare ci racconterebbero la storia del luogo dagli Arabi ai giorni nostri.
Si ritorna in paese e, da via Montalto, i visitatori imboccano via Angelo Emanuele, che da qui comincia con una scalinata sconnessa e sommersa da ogni sorta di rifiuti, con ruderi pericolanti ai lati. Si cammina, finalmente, nel cuore medievale di Motta, pressoché privo di auto, dove sono presenti antiche costruzioni (grida ancora vendetta l’abbattimento di un edificio datato 1780 appartenuto alla chiesa: oggi, al suo posto, vi è un anonimo slargo utilizzato per depositarvi spazzatura e scaldabagni da rottamare), ed è piacevole camminare in un dedalo di viuzze e vicoli stretti che s’intrecciano, sentire il rumore dei propri passi e le voci che giungono dalle case. E’ fin troppo evidente che pure il borgo medievale andrebbe valorizzato e riportato all’antico splendore, cominciando ad esempio a sostituire l’asfalto e il cemento del fondo stradale con basole laviche. Ciò nonostante, il borgo mottese ha fatto breccia nel cuore dei turisti domenicali, che difficilmente dimenticheranno Motta e i suoi “gioielli”. Per la cronaca, la passeggiata a Motta è stata preceduta dalla visita al Mausoleo militare germanico guidata dall’amministratore Vito Marullo e si è conclusa con la degustazione di pane casereccio condito con olio d’oliva extravergine prodotto nel moderno frantoio Peltom, alle porte del paese.
GIUSEPPE SPERLINGA

 

articolo-la-sicilia-gioielli-di-motta-s-anastasia-7gennaio2018

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

22novembre2017-11 22novembre2017-12 22novembre2017-13 22novembre2017-15 22novembre2017-16 22novembre2017-23 22novembre2017-26 22novembre2017-38 22novembre2017-39 22novembre2017-40 img_9734 img_9739

FITOALIMURGIA – CORSO SULLE PIANTE SELVATICHE MANGERECCE E VELENOSE

FITOALIMURGIA – CORSO SULLE PIANTE SELVATICHE MANGERECCE E VELENOSE

CATANIA, 16 FEBBRAIO-11 MARZO 2018

Il corso si articola in tre lezioni teorico-pratiche, un’attività di laboratorio e una esercitazione in campagna per il riconoscimento e la raccolta di verdure selvatiche mangerecce.

Le lezioni teorico-pratiche e l’attività di laboratorio avranno la durata di 90 minuti e si terranno, dalle 16.30 alle 18, tutti i venerdì compresi dal 16 febbraio al 9 marzo 2018, nella sede del Club Alpino Italiano sezione dell’Etna.

L’esercitazione in campagna si svolgerà domenica 11 marzo in una Azienda Agricola/Agriturismo che sarà comunicato durante il corso.

PROGRAMMA

Sede CAI sez. dell’Etna via Messina 593/A – Catania

  • Venerdì 16 febbraio
    • ore 16.00: Iscrizioni al corso
    • ore 16.30-18.00: “Le nostre piante tossiche e velenose: quali sono e come riconoscerle” (prof. Salvatore Arcidiacono).
  • Venerdì 23 febbraio, ore 16.30-18.00: “Conoscere le erbe selvatiche commestibili del territorio etneo” (dott.ssa Giovanna Marletta).
  • Venerdì 2 marzo, ore 16.30-18.00: “Erbe selvatiche in cucina” (dott.ssa Giovanna Marletta).
  • Venerdì 9 marzo, ore 16.30-18.00: attività di laboratorio per il riconoscimento pratico delle piante selvatiche del territorio etneo per uso alimentare (dott.ssa Giovanna Marletta).

Azienda Agricolo/Agriturismo

Domenica 11 marzo

– ore 9.30: esercitazione in campagna per la raccolta di verdure selvatiche mangerecce (dott.ssa Giovanna Marletta).

– ore 13.30: pranzo con menù a base di verdure selvatiche.

– ore 15.00: riconoscimento delle piante selvatiche raccolte dai corsisti (prof. Salvatore Arcidiacono, dott.ssa Giovanna Marletta).

– ore 16.30: consegna degli attestati e chiusura del Corso.

  • La quota individuale di partecipazione al corso è di € 45,00 e comprende: copia su cd dei power point delle lezioni trattate e dell’e-book in pdf “Le verdure spontanee dell’Etna” (nuova edizione) del prof Salvatore Arcidiacono; Pranzo in agriturismo con menù a base di verdure selvatiche.
  • I partecipanti al corso potranno acquistare con lo sconto del 25% sul prezzo di copertina (€ 15,00 anziché € 20,00) il recente volume “Etnobotanica Etnea – Le piante selvatiche e l’uomo” del prof. Salvatore Arcidiacono stampato dall’Ente Fauna Siciliana per i tipi della Casa editrice Danaus di Palermo.
  • Ai soci del CAI sez. dell’Etna e dell’associazione Stelle e Ambiente sarà praticato lo sconto di € 15,00 sulla quota d’iscrizione.
  • Le iscrizioni si ricevono:
  • Venerdì 2 e 9 febbraio, dalle 18 alle 20, nella sede del CAI sezione dell’Etna.
  • Venerdì 16 febbraio, trenta minuti prima della lezione inaugurale del Corso.
  • Con email a giuseppe.sperlinga@libero.it
  • Con messaggio whatsapp al numero 340 21 61 035.

 

locandina-fitoalimurgia1 locandina-fitoalimurgia2 locandina-fitoalimurgia3

 

 

PIOGGIA DI STELLE CADENTI NEL CIELO DI GENNAIO 2018

Rapido excursus del cielo di gennaio. Il Sole si trova proiettato nella costellazione del Sagittario fino al 20, quando passa in quella del Capricorno, con buona pace degli astrologi che ammanniscono sciocchezze ritenendolo già nel Capricorno e che dopo tale data transiterebbe nell’Acquario. Il 3, alle 7, la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.097.245 km. Come è fin troppo evidente, l’alternarsi delle stagioni non dipende dalla distanza del nostro pianeta dalla nostra stella diurna, ma dall’inclinazione dell’asse terrestre che si mantiene parallelo a sé stesso durante il moto di rivoluzione. La Luna sarà piena il 2, all’ultimo quarto l’8, novilunio il 17, al primo quarto il 24 e ancora piena il 31: cinque fasi nello stesso mese e, come già detto, con due pleniluni. I Consueto sguardo ai pianeti. Mercurio sarà visibile, all’alba del nuovo anno, sull’orizzonte Sud-Est, sorge un’ora e tre quarti prima del Sole e sarà abbastanza alto in cielo (circa 10°) prima di essere fagocitato dai bagliori solari. Col passare dei giorni, il minuscolo pianeta si abbasserà sempre di più e sarà inosservabile alla fine del mese. Venere sarà in congiunzione col Sole il 9 e, quindi, non sarà possibile scorgerlo fino alla fine del mese. Marte sarà visibile a Sud-Est prima del sorgere del Sole e il 7 sarà in congiunzione con Giove, la cui osservabilità è identica a quella del pianeta rosso. Saturno torna a essere visibile nel cielo del mattino, alla fine del mese, ma molto basso sull’orizzonte orientale, in compagnia di Marte e Giove. Urano è visibile a Sud-Ovest nelle prime ore della notte. Nettuno è possibile rintracciarlo basso sull’orizzonte occidentale poco dopo il tramonto del Sole.
Infine, le costellazioni. Nelle prime ore della notte, a oriente, sorgono il Cancro con il bellissimo ammasso aperto del Presepe o Mangiatoia (M44) e il Leone con la luminosa stella Regolo (Piccolo Re), cui seguiranno il Leone Minore e la Vergine. Dalla parte opposta, invece, tramontano l’Ariete, i Pesci, Andromeda e Pegaso. Nel cielo meridionale domina in tutto il suo splendore il quadrilatero della costellazione di Orione, ai cui vertici troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka. Poco sotto la cintura pende la spada con la grande nebulosa M42. Individuare Orione consente il facile riconoscimento di tutte le altre costellazioni del periodo. Unendo, infatti, le tre stelle della Cintura del grande cacciatore (i “Tre Re” o “Tre Bastoni” di verghiana memoria ne “I Malavoglia”) e risalendo verso l’alto si incontrano prima la stella Aldebaran (l’occhio rosso del Toro) le Pleiadi (‘a Puddara, per dirla ancora con Verga: “… la stella della sera era già bella e lucente il pianeta Venere, ndr)… il Tre Bastoni era ancora verso l’Ognina colle gambe in aria, la Puddara luccicava dall’altra parte”) e poi i Gemelli, i Dioscuri Castore e Polluce. Scendendo, invece, verso il basso si incontra la stella Sirio, la più brillante del cielo e della costellazione del Cane Maggiore. Tra Sirio e i Gemelli brilla la stella Procione del Cane Minore. Altissime in cielo, quasi allo zenit, spiccano le costellazioni di Perseo e l’Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono, con Capella (la “capretta” Amaltea, con il cui latte fu nutrito Zeus). Chiudiamo la nostra rassegna della volta celeste con uno sguardo verso Nord, dove individuata la Stella Polare nel Piccolo Carro dell’Orsa Minore è facile riconoscere, in senso antiorario, Cassiopea con l’inconfondibile forma a “W”, Cefeo, il Dragone e il Gran Carro dell’Orsa Maggiore.
GIUSEPPE SPERLINGA

 

20151227123236_gennaio_orizzontenord 20151227123254_gennaio_orizzontesud 20151227123236_gennaio_orizzontenord 20151227123254_gennaio_orizzontesud m44-il-presepe-costellazione-del-cancro nebulosa-di-orione-m-42 orizzonte-est-gennaio-2018 orizzonte-nord-gennaio-2018