Stelle e Ambiente

Author: Giuseppe Sperlinga

ESCURSIONE GROTTA D’ANGELA, MERCATINI D’AUTUNNO E FESTA DEL PANE E COMPANATICO A RAGALNA

ESCURSIONE SPELEO-NATURALISTICA NELLE LAVE MEDIEVALI DI SCIARA GALIFI E VISITA DELLA GROTTA D’ANGELA (RAGALNA – ETNA OVEST)

L’associazione “Stelle e Ambiente” organizza per domenica 27 ottobre una escursione speleo-naturalistica in territorio di Ragalna con visita alla grotta d’Angela.

Alle 12, partecipazione ai mercatini d’autunno e alla festa del pane e companatico in piazza Cisterna.

Guida il presidente prof. Giuseppe Sperlinga.

Raduno: ore 8.30 parcheggio del Parco Gioeni.

Spostamenti con auto proprie.

Possibilità di fermarsi a pranzo in un ristorante con menù caratteristico da definire.

Equipaggiamento: scarponcini da trekking, cappellino, felpa, giacca vento, borraccia.

Difficoltà: facile – Lunghezza percorso A/R: 1,5 km.

Fine attività: ore 13.

Contributo (obolo): € 5,00 non soci; € 2,00 soci.

I CASCHI DOTATI DI LUCE ELETTRICA FRONTALE NECESSARI PER LA VISITA DELLA GROTTA D’ANGELA SARANNO MESSI A DISPOSIZIONE DEI PARTECIPANTI DALL’ASSOCIAZIONE “STELLE E AMBIENTE”.

LA PARTECIPAZIONE ALLE PASSEGGIATE URBANE E ALLE ESCURSIONE DELL’ASSOCIAZIONE “STELLE E AMBIENTE” COMPORTA LA CONFERMA DI NON AVERE ALCUNA PATOLOGIA FISICA O PSICHICA CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA PROPRIA INCOLUMITÀ E/O QUELLA DEGLI ALTRI PARTECIPANTI, NONCHÉ DI ESSERE A CONOSCENZA DEI RISCHI OGGETTIVI CONNESSI ALL’ATTIVITÀ CUI SI PARTECIPA. ADERENDO ALL’INIZIATIVA, SI ACCETTA LA POSSIBILITÀ DI ESSERE FOTOGRAFATI E/O FILMATI AI FINI DOCUMENTALI DELLE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE STELLE E AMBIENTE EVENTUALMENTE ANCHE SU FACEBOOK, SITO WEB, STAMPA.

locandina-grotta-dangela-ragalna-27ottobre2019 locandina-percorso-grotta-dangela liberatoria autunno-ragalnese-2019

UN CORTEO PLANETARIO E LE ORIONIDI NEL CIELO DI OTTOBRE 2019

UN CORTEO PLANETARIO E LE ORIONIDI NEL CIELO DI OTTOBRE 2019

Tranne Marte, che è visibile al mattino presto sull’orizzonte orientale prima del sorgere del Sole, nel cielo serale di ottobre brillano nell’orizzonte occidentale quattro dei cinque pianeti visibili a occhio nudo noti sin dall’antichità. Sono Mercurio, molto basso e difficile da rintracciare. Il minuscolo pianeta si potrebbe tentare di rintracciarlo la sera del 20 ottobre, quando sarà alla massima distanza angolare di 24° 38’ dalla nostra stella diurna e, ancor meglio, la sera del 22 perché tramonta 49 minuti dopo il Sole. L’altro pianeta è Venere, il secondo in ordine di distanza dal Sole e terzo oggetto più luminoso del cielo dopo il Sole e la Luna, anch’esso molto basso sull’orizzonte occidentale, ma facilmente rintracciabile per la sua grande luminosità. Il pianeta di Citera è molto simile al nostro pianeta per massa e dimensioni, impiega 224,7 giorni per compiere la sua rivoluzione intorno al Sole e ben 243 per ruotare attorno al suo asse in senso contrario rispetto alla Terra (rotazione retrograda), ma essendo un pianeta interno all’orbita terrestre non lo vediamo mai allontanarsi più di 47° dal Sole (massima elongazione). In cielo, ci sarà pure Giove nelle prime ore della sera, a Sud-Ovest, ormai molto basso sull’orizzonte a formare un corteo planetario insieme con Venere e Saturno, che è ancora osservabile ma un po’ più alto sull’orizzonte e visibile più a lungo dopo il tramonto del Sole. Per osservare, invece, Urano e Nettuno occorre utilizzare un telescopio. Il primo, a fine mese, sarà all’opposizione rispetto al Sole e, perciò, sarà il periodo di migliore per poterlo osservare per l’intera notte. Potremo, infatti, seguirlo, dal suo sorgere sull’orizzonte orientale, poco dopo il tramonto del Sole, fino al tramonto a occidente poco prima dell’alba. Nettuno è osservabile per quasi tutta la notte, da dopo il tramonto del Sole, in direzione Sud-Est.

In ottobre, le giornate continuano ad accorciarsi. Dopo l’equinozio autunnale dello scorso 23 settembre, la durata della notte (il periodo di oscurità) prevale sulla quella del dì (il periodo d’illuminazione, che alla fine del mese sarà più corto mediamente di un’ora e venti minuti, a seconda della latitudine della località italiana. Ricordiamo che la notte del 26 e 27 ottobre torna in vigore l’ora solare e bisogna portare indietro di un’ora le lancette dell’orologio. La Luna sarà al primo quarto il 5, piena il 13, all’ultimo quarto il 21 e nuova il 28. In occasione del primo quarto di Luna, si terrà in tutto il mondo la “Notte della Luna” o International Observe the Moon Night, iniziativa dedicata alla scoperta e all’osservazione dell’argenteo satellite naturale terrestre. A promuovere l’iniziativa della InOMN sono l’ente spaziale americano (Nasa) e altre importanti istituzioni scientifiche, tra le quali l’Astronomical Society of the Pacific & the Nasa Night Sky Network, l’Eu-Universe Awareness, il Lunar and Planetary Institute, il Nasa Lunar Science Institute. In Italia, l’evento è promosso dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dall’Unione Astrofili Italiani (Uai).

Rapido excursus delle costellazioni autunnali. Dopo il tramonto del Sole, sarà possibile notare ancora, nel cielo occidentale, alcune delle costellazioni che hanno dominato il cielo estivo, quali il Bovaro (Bootes o Bifolco) con la brillante stella Arturo, seguito dall’Ofiuco (la tredicesima costellazione zodiacale pervicacemente ignorata dagli astrologi), da Ercole, dal Sagittario, dal Capricorno e dall’Aquario, nonché dall’asterismo del “Triangolo Estivo”, i cui vertici sono formati dalle stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno. Nel cielo di ottobre, quasi allo zenit, spicca il “Quadrato di Pegaso”, ai vertici del quale vi sono tre stelle della costellazione del cavallo alato e una di Andromeda. Tra Pegaso e la Polare, sono facilmente riconoscibili la “W” della vanitosa regina Cassiopea, la “casetta” del suo regale sposo, Cefeo, e la ipsilon rovesciata dell’audace Perseo che salvò la bella Andromeda dal vorace mostro marino Cetus (la Balena).
A oriente, sorgeranno prima il Toro e poi i Gemelli, l’Ariete, cui fanno capolino le Pleiadi (le Sette Sorelle, ‘a Puddara di verghiana memoria nei Malavoglia), che brilleranno in tutte le notti autunnali, invernali, fino a inizio primavera. A nord-est, brilla la stella Capella (la Capretta Amaltea che allattò Zeus), la più luminosa della costellazione dell’Auriga (il Cocchiere) e sesta stella più brillante del cielo notturno.

Pure l’autunno, infine, ci regalerà la sua pioggia di “stelle cadenti”. Sono le Orionidi, così chiamate perché hanno il radiante nella costellazione di Orione e, come le Eta Acquaridi, sono frammenti persi dalla cometa di Halley (tornerà a essere visibile nel 2061) nella sua orbita intorno al Sole. Quest’anno, nella notte del 21 e il 22 ottobre, con la Luna che non arrecherà alcun disturbo perché all’ultimo quarto, si prevede che saranno visibili 15-20 meteore all’ora, che entrano nell’atmosfera terrestre a una velocità di circa 60 chilometri al secondo, lasciandosi dietro una scia giallo-verde. Per godersi lo spettacolo, occorre recarsi in luoghi lontani dalle luci cittadine e guardare a oriente, dopo la mezzanotte, in direzione a nord della stella Betelgeuse della costellazione di Orione.
Giuseppe Sperlinga

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UN CORTEO PLANETARIO E LE ORIONIDI NEL CIELO DI OTTOBRE 2019

UN CORTEO PLANETARIO E LE ORIONIDI NEL CIELO DI OTTOBRE 2019

Tranne Marte, che è visibile al mattino presto sull’orizzonte orientale prima del sorgere del Sole, nel cielo serale di ottobre brillano nell’orizzonte occidentale quattro dei cinque pianeti visibili a occhio nudo noti sin dall’antichità. Sono Mercurio, molto basso e difficile da rintracciare. Il minuscolo pianeta si potrebbe tentare di rintracciarlo la sera del 20 ottobre, quando sarà alla massima distanza angolare di 24° 38’ dalla nostra stella diurna e, ancor meglio, la sera del 22 perché tramonta 49 minuti dopo il Sole. L’altro pianeta è Venere, il secondo in ordine di distanza dal Sole e terzo oggetto più luminoso del cielo dopo il Sole e la Luna, anch’esso molto basso sull’orizzonte occidentale, ma facilmente rintracciabile per la sua grande luminosità. Il pianeta di Citera è molto simile al nostro pianeta per massa e dimensioni, impiega 224,7 giorni per compiere la sua rivoluzione intorno al Sole e ben 243 per ruotare attorno al suo asse in senso contrario rispetto alla Terra (rotazione retrograda), ma essendo un pianeta interno all’orbita terrestre non lo vediamo mai allontanarsi più di 47° dal Sole (massima elongazione). In cielo, ci sarà pure Giove nelle prime ore della sera, a Sud-Ovest, ormai molto basso sull’orizzonte a formare un corteo planetario insieme con Venere e Saturno, che è ancora osservabile ma un po’ più alto sull’orizzonte e visibile più a lungo dopo il tramonto del Sole. Per osservare, invece, Urano e Nettuno occorre utilizzare un telescopio. Il primo, a fine mese, sarà all’opposizione rispetto al Sole e, perciò, sarà il periodo di migliore per poterlo osservare per l’intera notte. Potremo, infatti, seguirlo, dal suo sorgere sull’orizzonte orientale, poco dopo il tramonto del Sole, fino al tramonto a occidente poco prima dell’alba. Nettuno è osservabile per quasi tutta la notte, da dopo il tramonto del Sole, in direzione Sud-Est.

In ottobre, le giornate continuano ad accorciarsi. Dopo l’equinozio autunnale dello scorso 23 settembre, la durata della notte (il periodo di oscurità) prevale sulla quella del dì (il periodo d’illuminazione, che alla fine del mese sarà più corto mediamente di un’ora e venti minuti, a seconda della latitudine della località italiana. Ricordiamo che la notte del 26 e 27 ottobre torna in vigore l’ora solare e bisogna portare indietro di un’ora le lancette dell’orologio. La Luna sarà al primo quarto il 5, piena il 13, all’ultimo quarto il 21 e nuova il 28. In occasione del primo quarto di Luna, si terrà in tutto il mondo la “Notte della Luna” o International Observe the Moon Night, iniziativa dedicata alla scoperta e all’osservazione dell’argenteo satellite naturale terrestre. A promuovere l’iniziativa della InOMN sono l’ente spaziale americano (Nasa) e altre importanti istituzioni scientifiche, tra le quali l’Astronomical Society of the Pacific & the Nasa Night Sky Network, l’Eu-Universe Awareness, il Lunar and Planetary Institute, il Nasa Lunar Science Institute. In Italia, l’evento è promosso dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dall’Unione Astrofili Italiani (Uai).

Rapido excursus delle costellazioni autunnali. Dopo il tramonto del Sole, sarà possibile notare ancora, nel cielo occidentale, alcune delle costellazioni che hanno dominato il cielo estivo, quali il Bovaro (Bootes o Bifolco) con la brillante stella Arturo, seguito dall’Ofiuco (la tredicesima costellazione zodiacale pervicacemente ignorata dagli astrologi), da Ercole, dal Sagittario, dal Capricorno e dall’Aquario, nonché dall’asterismo del “Triangolo Estivo”, i cui vertici sono formati dalle stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del  Cigno. Nel cielo di ottobre, quasi allo zenit, spicca il “Quadrato di Pegaso”, ai vertici del quale vi sono tre stelle della costellazione del cavallo alato e una di Andromeda. Tra Pegaso e la Polare, sono facilmente riconoscibili la “W” della vanitosa regina Cassiopea, la “casetta” del suo regale sposo, Cefeo, e la ipsilon rovesciata dell’audace Perseo che salvò la bella Andromeda dal vorace mostro marino Cetus (la Balena).

A oriente, sorgeranno prima il Toro e poi i Gemelli, l’Ariete, cui fanno capolino le Pleiadi (le Sette Sorelle, ‘a Puddara di verghiana memoria nei Malavoglia), che brilleranno in tutte le notti autunnali, invernali, fino a inizio primavera. A nord-est, brilla la stella Capella (la Capretta Amaltea che allattò Zeus), la più luminosa della costellazione dell’Auriga (il Cocchiere) e sesta stella più brillante del cielo notturno.

Pure l’autunno, infine, ci regalerà la sua pioggia di “stelle cadenti”. Sono le Orionidi, così chiamate perché hanno il radiante nella costellazione di Orione e, come le Eta Acquaridi, sono frammenti persi dalla cometa di Halley (tornerà a essere visibile nel 2061) nella sua orbita intorno al Sole. Quest’anno, nella notte del 21 e il 22 ottobre, con la Luna che non arrecherà alcun disturbo perché all’ultimo quarto, si prevede che saranno visibili 15-20 meteore all’ora, che entrano nell’atmosfera terrestre a una velocità di circa 60 chilometri al secondo, lasciandosi dietro una scia giallo-verde. Per godersi lo spettacolo, occorre recarsi in luoghi lontani dalle luci cittadine e guardare a oriente, dopo la mezzanotte, in direzione a nord della stella Betelgeuse della costellazione di Orione.

                                                                                                       GIUSEPPE SPERLINGA

 

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L’ANTICO BORGO DI MOTTA CAMASTRA (ME)

STELLE E AMBIENTE
Associazione per la ricerca e divulgazione astronomica e ambientale
 “Marcello La Greca” – Catania
Presidente: prof. Giuseppe Sperlinga
Contatti: 3402161035 (WhatsApp)  info@stelleambiente.it     www.stelleambiente.it
DOMENICA 20 OTTOBRE 2019
ORE 8.30-16
ESCURSIONE A MOTTA CAMASTRA (ME)
Dopo la breve pausa di inizio autunno, domenica 20 ottobre riprenderemo la nostra attività escursionistica e di passeggiate domenicali con la visita di Motta Camastra (Me), dove trascorreremo una bellissima domenica camminando alla scoperta degli angoli più suggestivi dell’antico borgo, visiteremo il piccolo ma attrezzatissimo museo allestito all’interno dell’Antico Frantoio, percorreremo il bel sentiero natura che si snoda alla periferia del paese e, soprattutto, gusteremo il pranzo itinerante preparato dalle mamme del borgo.
EQUIPAGGIAMENTO: SCARPE DA GINNASTICA O DA TREKKING, CAPPELLINO, FELPA, GIACCA VENTO.
FINE ATTIVITÀ: ORE 16.
ADATTA AI BAMBINI.
Raduni
– Ore 8.30: parcheggio Parco Gioeni (via A. Musco)
– Ore 9.20: area di servizio «Calatabiano Est « autostrada Ct-Me
GUIDA IL PROF. GIUSEPPE SPERLINGA
CON LA COLLABORAZIONE DEL  PROF. SALVATORE ARCIDIACONO 
CONTRIBUTO DI  € 25.00 COMPRENDENTE PRANZO ITINERANTE DELLE MAMME DEL BORGO (VEDI MENÙ), VISITA MUSEO ANTICO FRANTOIO, SENTIERO NATURA E OBOLO.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO LA SERATA DI SABATO 19 OTTOBRE 2019.
INFO E PRENOTAZIONI: 3402161035 (WHATSAPP).
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ESCURSIONE ALLA TROFA DU CAMPERI (ETNA EST-RIFUGIO CITELLI)

L’ASSOCIAZIONE STELLE E AMBIENTE ORGANIZZA PER DOMENICA 22 SETTEMBRE, DALLE 8.30 ALLE 13, UNA ESCURSIONE ALLA RISCOPERTA DELLA FAMOSA CEPPAIA “TROFA DU CAMPERI”, NEI PRESSI DEL RIFUGIO CITELLI (ETNA EST).
– EQUIPAGGIAMENTO
SCARPONCINI DA TREKKING, CAPPELLINO, FELPA LEGGERA, GIACCA VENTO O K-WAY, BORRACCIA
– POSSIBILITÀ RACCOLTA DI FUNGHI SE DOTATI DI TESSERINO, COLTELLINO E PANARO (NO BUSTE DI PLASTICA) – PERCORSO A/R: 4,8 KM
– DIFFICOLTÀ: FACILE –
– CONTRIBUTO (OBOLO): € 5,00 NON SOCI; € 2,00 SOCI STELLE E AMBIENTE. NON È RICHIESTO ALCUN OBOLO AI MINORENNI, DISOCCUPATI O INOCCUPATI, STUDENTI UNIVERSITARI E DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO.
– GUIDA IL PRESIDENTE PROF. GIUSEPPE SPERLINGA CON LA COLLABORAZIONE BOTANICA DEL VICEPRESIDENTE PROF. SALVATORE ARCIDIACONO E LA CONSULENZA MICOLOGICA DEL SOCIO CONSIGLIERE SALVATORE SILVIANI.
– RADUNI
* ALLE 8.30 AL PARCHEGGIO DEL PARCO GIOENI DI VIA ANGELO MUSCO
* ALLE 9.15 A MILO.
– INFO: 3288172095 – 3402161035 (WHATSAPP).

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BRILLANO GIOVE E SATURNO NEL CIELO DELL’EQUINOZIO AUTUNNALE

BRILLANO GIOVE E SATURNO NEL CIELO DELL’EQUINOZIO AUTUNNALE

Quest’anno, l’equinozio d’autunno cade il 23 settembre. L’alternarsi delle stagioni non dipende dalla vicinanza o lontananza del nostro pianeta dal Sole, ma dall’inclinazione dell’asse terrestre, che è di 66°33’ rispetto al piano dell’orbita (l’eclittica). Nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole, la Terra viene a trovarsi in quattro posizioni particolari nei giorni che determinano l’inizio delle quattro stagioni astronomiche. Il giorno dell’equinozio d’autunno, la Terra transita nel punto d’intersezione tra l’eclittica e il piano dell’equatore celeste: è il cosiddetto “punto omega o punto della Bilancia” (quello opposto è il “punto gamma o punto d’Ariete” e corrisponde all’equinozio di primavera). Quel giorno, il Sole sarà allo zenit all’equatore e sarà il giorno in cui il periodo d’illuminazione (il dì) e quello di oscurità (la notte) hanno la stessa durata e il circolo di illuminazione “taglia” in due parti uguali entrambi i poli terrestri. In realtà, il “punto omega” dovrebbe essere rinominato “punto della Vergine” anziché della Bilancia come detto, perché il 23 settembre il Sole non transita più tra le stelle della costellazione della Bilancia, ma tra quelle della Vergine, dove esso si trova sin dal 17 settembre. Questo slittamento di una casella zodiacale è dovuto alla precessione degli equinozi, un lento fenomeno millenario causato dall’attrazione esercitata dalla Luna e dal Sole sul rigonfiamento equatoriale terrestre che tende a raddrizzare l’asse del nostro pianeta, il quale, opponendosi col suo moto di rotazione, provoca sia il cambiamento della direzione dell’asse terrestre, sia la posizione dei punti gamma e omega. Ovviamente, pure il “punto d’Ariete” dovrebbe cambiare denominazione e assumere quella di “punto dei Pesci” giacché il giorno dell’equinozio primaverile il Sole transita tra le stelle di quella costellazione. Questi fenomeni non sono tenuti in considerazione dagli astrologi nella formulazione dei loro fantasiosi oroscopi e la gente credendo di leggere il proprio oroscopo in realtà legge quello di un altro. Ma, questo, è un altro discorso. Le fasi lunari: primo quarto il 6, plenilunio il 14, ultimo quarto il 22 e novilunio il 28.

Uno sguardo ai pianeti. Il minuscolo Mercurio sarà inosservabile nella prima parte del mese, poi lo vedremo in orario serale, a occidente, ma sarà molto basso e difficile da individuare. Il luminoso Venere torna finalmente a far capolino nel cielo serale, ma sarà anch’esso molto basso sull’orizzonte occidentale e tramonta una trentina di minuti dopo il Sole. Marte sarà inosservabile per tutto il mese, tornerà a essere visibile in ottobre, nel cielo orientale, prima che sorga il Sole. Il gigantesco Giove continuerà a brillare in prima serata nell’orizzonte sud-occidentale, dove alla fine del mese tramonterà verso le 22. Saturno sarà osservabile nel cielo meridionale nella prima parte della notte. Urano e Nettuno sono visibili al telescopio per quasi tutta la notte e sono rintracciabili dapprima a est e poi verso sud. Da non perdere, la sera del 6 settembre, l’allineamento formato dalla Luna al primo quarto, Giove e la stella Antares, il “cuore” rosso dello Scorpione.

Per finire, le costellazioni del cielo dell’equinozio autunnale. Allo zenit, campeggia ancora l’asterismo del Triangolo Estivo, ai vertici del quale vi sono le stelle Deneb del Cigno (la più settentrionale e la meno luminosa delle tre), Vega della Lira (la più brillante e la più meridionale) e Altair dell’Aquila. Nell’orizzonte settentrionale, caratterizzato dalla presenza costante delle stesse costellazioni circumpolari, in prima serata, si mostra il Gran Carro dell’Orsa Maggiore molto basso sull’orizzonte, poi Cefeo e Cassiopea. Verso ovest, si avviano lentamente al tramonto lo Scorpione, il Sagittario, l’Ofiuco ed Ercole. Nel cielo meridionale, invece, sono visibili il Capricorno, l’Acquario e i Pesci, tutte prive di stelle brillanti. A oriente, infine, è possibile rintracciare le costellazioni di Andromeda con l’omonima galassia M31e quella del Perseo con il suo famoso Doppio Ammasso.

Infine, rivolgiamo il nostro ricordo al giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, ideatore di questa rubrica di divulgazione astronomica che curò per oltre mezzo secolo, fino a pochi giorni della sua scomparsa, avvenuta il 4 settembre del 2012.

                                   GIUSEPPE SPERLINGA

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ESCURSIONE MONTE ARCIMIS E LA SUA GROTTA

Dopo la pausa estiva, riprende l’attività dell’associazione Stelle e Ambiente, domenica 15 settembre, con una escursione a monte Arcimis e alla grotta omonima (Etna sud-est).
EQUIPAGGIAMENTO: SCARPONCINI DA TREKKING, CAPPELLINO, FELPA, K-WAY O GIACCA A VENTO, LAMPADA ELETTRICA, BORRACCIA.
I CASCHI DOTATI DI ILLUMINAZIONE ELETTRICA NECESSARI PER LA VISITA ALLA GROTTA SARANNO MESSI A DISPOSIZIONE DA STELLE E AMBIENTE.
DIFFICOLTÀ: FACILE – LUNGHEZZA PERCORSO A/R: 2,5 KM. FINE ATTIVITÀ: ORE 13.
INFO: 3288172095 – 3402161035 (WHATSAPP)
CONTRIBUTO (OBOLO): € 5,00 NON SOCI – € 2,00 SOCI.
NON È RICHIESTO ALCUN OBOLO AI MINORENNI, DISOCCUPATI O INOCCUPATI, STUDENTI.
Guidano i professori Salvatore Arcidiacono e Giuseppe Sperlinga. Raduno:
– ore 8.30 parcheggio del Parco Gioeni di via Angelo Musco.
AVVERTENZE
LA PARTECIPAZIONE ALLE PASSEGGIATE URBANE E ALLE ESCURSIONE DELL’ASSOCIAZIONE STELLE E AMBIENTE COMPORTA LA CONFERMA DI NON AVERE ALCUNA PATOLOGIA FISICA O PSICHICA CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA PROPRIA INCOLUMITÀ E/O QUELLA DEGLI ALTRI PARTECIPANTI, NONCHÉ DI ESSERE A CONOSCENZA DEI RISCHI OGGETTIVI CONNESSI ALL’ATTIVITÀ CUI SI PARTECIPA.
ADERENDO ALL’INIZIATIVA, SI ACCETTA LA POSSIBILITÀ DI ESSERE FOTOGRAFATI E/O FILMATI AI FINI DOCUMENTALI DELLE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE STELLE E AMBIENTE EVENTUALMENTE ANCHE SU FACEBOOK, SITO WEB, STAMPA.
LIBERATORIA
Il socio e/o simpatizzante partecipante alle escursioni organizzate dall’Associazione Stelle e Ambiente:
– si impegna a rispettare gli orari dei raduni e ogni disposizione proveniente dai responsabili dell’escursione;
– solleva da ogni responsabilità l’organizzatore e l’Associazione Stelle e Ambiente per ogni eventuale danno alle persone e alle cose che eventualmente avvenga nel corso dell’escursione intendendo l’organizzatore NON quale guida o accompagnatore e assumendo personalmente, quale partecipante all’escursione, ogni responsabilità da essa derivanti;
– è consapevole che occorre essere fisicamente idonei e preparati per partecipare alle escursioni domenicali organizzate da Stelle e Ambiente;
– autorizza la pubblicazione di foto o filmati (ove appare anche la propria immagine), effettuate durante le escursioni, nei mezzi di comunicazione normalmente utilizzati dall’Associazione Stelle e Ambiente;
– è informato che per partecipare alle attività escursionistiche è OBBLIGATORIA la dotazione di attrezzature e vestiario da trekking e/o da montagna, secondo la difficoltà e il percorso previsto.

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27 AGOSTO 2019: MARTE GRANDE QUANTO LA LUNA? UNA BUFALA PLANETARIA!

Il quotidiano La Sicilia di oggi, lunedì 26 agosto 2019, a pagina 9, pubblica un articolo a firma di chi scrive allo scopo di far chiarezza sulla bufala planetaria che da anni circola nel web.
Buona lettura e… non abboccate all’amo su ciò che leggete soprattutto su FB.

IL 27 AGOSTO VEDREMO MARTE GRANDE COME LA LUNA? UNA BUFALA SPAZIALE.
È vero che a mezzanotte e trenta minuti di martedì 27 agosto vedremo il pianeta Marte grande quanto la Luna? E che la prossima volta accadrà nel 2287? Sono queste le domande che, nelle ultime settimane, in tanti si sono posti e che stanno rimbalzando da tempo nel web come una irrefrenabile catena di S. Antonio. Rispondiamo subito che assoluta certezza: no, non c’è assolutamente niente di vero, si tratta di una notizia falsa e del tutto priva di qualsiasi fondamento scientifico. In altre parole, è una bufala…spaziale (è proprio il caso di dirlo) che circola da almeno sedici anni e, sciaguratamente, non sono pochi coloro i quali hanno abboccato all’amo e stanno aspettando con impazienza la fatidica data per osservare a occhio nudo la superficie di Marte per distinguerne alcuni dettagli geomorfologici, come la Valles Marineris, un complesso sistema di canyon che squarcia la crosta marziana lunga quanto la distanza tra le coste pacifica e atlantica degli Stati Uniti. È presto detto e facilmente spiegabile perché il prossimo 27 agosto non potremo avere in cielo due lune, una rossa (Marte) e l’altra bianca. Anzitutto perché la Luna sarà in fase di ultimo quarto e prossima al novilunio, ma soprattutto perché il pianeta rosso si trova a una distanza dal nostro pianeta di circa 57 milioni di chilometri e, quindi, è impossibile che possa essere visto grande come la Luna, la quale si trova da noi a “soli” 385 mila chilometri. Per ciò che riguarda la data del 2287, e questa l’unica cosa giusta che dicono gli autori della bufala, Marte si avvicinerà alla Terra, ma ci separeranno da esso sempre alcune decine di milioni di chilometri e, se osservato a occhio nudo, continuerà ad apparirci come un semplice puntino rosso, come accadde nel 2003, quando la distanza dalla Terra fu di 55 milioni di chilometri (la minor distanza mai registrata in 60.000 anni). Se davvero il pianeta Marte dovesse avvicinarsi fino ad apparire in cielo delle stesse dimensioni della Luna non avremmo neppure il tempo per poterlo ammirare, sarebbero guai catastrofici per gli sconvolgimenti gravitazionali causati sulla Terra, sulla Luna e sullo stesso Marte. Tuttavia, la colossale bufala ha un fondamento di verità, perché Marte sarà grande come lo è la Luna piena, ma soltanto se osservato attraverso un telescopio da 75 ingrandimenti, un piccolo particolare che qualcuno ha preferito lasciarlo tra gli infiniti meandri del web, mentre se osservato a occhio nudo continuerà a essere un puntino nel cielo stellato.
Pure coloro i quali non hanno dimestichezza alcuna con l’astronomia, sono in grado di comprendere che il diametro angolare di un oggetto celeste è la misura del suo diametro rispetto alla distanza dall’osservatore ed è calcolabile con una formula che tralasciamo di trascrivere. Per fare un esempio, riportato pure nei testi di divulgazione astronomica, un oggetto osservato da una distanza pari a 57,4 volte il proprio diametro avrà una dimensione angolare di circa 1°. Ciò, in astronomia, serve per valutare le dimensioni apparenti degli oggetti celesti visti dalla Terra oppure da qualsiasi altro ipotetico punto di osservazione. Così, un osservatore posto nello spazio a un anno luce di distanza (un anno luce equivale a circa novemila miliardi e mezzo di chilometri) vedrebbe il diametro angolare del Sole pari a 0,03” (arcosecondi) e quello della Terra a 0,0003”. Dalla Terra il diametro angolare del Sole è praticamente uguale a quello della Luna, pur essendo la nostra stella diurna circa 400 volte più lontano della Luna e il suo diametro effettivo è circa 400 volte più grande. Ciò fa sì che le loro dimensioni visibili nel cielo terrestre siano pressoché identiche, coincidenza, questa, che rende possibile il fenomeno delle eclissi di Sole. Confrontiamo adesso Marte e la Luna. Il pianeta rosso ha un diametro reale di 6.805 km e, visto dal nostro pianeta, il suo diametro angolare è di 3,5” (minimo) e di 25,7” (massimo), a seconda della sua posizione orbitale rispetto alla Terra. La Luna, che è assai più vicina alla Terra, pur avendo un diametro la metà di quello di Marte (3.476 km) ha i diametri angolari minimo e massimo rispettivamente di 1.796” e di 2.009”. Questo dovrebbe far comprendere una volta per tutte che Marte non potrà mai essere osservato dalla Terra grande come la Luna. A occhio nudo vedremo sempre il pianeta rosso come un puntolino che brilla di luce ferma rossastra, ma se vogliamo scorgerne i dettagli dovremo per forza fare ricorso all’uso di un buon telescopio.
GIUSEPPE SPERLINGA

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SERATE ASTRONOMICHE DI AGOSTO DI STELLE E AMBIENTE

LE SERATE ASTRONOMICHE DI AGOSTO DI STELLE E AMBIENTE
L’Associazione Stelle e Ambiente ha organizzato due serate astronomiche aperte a tutti per osservare il passaggio delle Perseidi (le cosiddette “stelle cadenti”), ammirare al telescopio i crateri della Luna al primo quarto e i pianeti Giove e Saturno e riconoscere a occhio nudo le principali costellazioni estive con l’ausilio di potenti laser astronomici.
La prima serata, in collaborazione col Comune di Ragalna, si svolgerà in piazza Rocca, giovedì 8, dalle 20 alle 22.30, con i telescopi manovrati da Salvatore Silviani, Danilo Longo, Stefano Distefano (associazione astrofili belpassesi) e Rosario Catania (associazione Cepes).
La seconda si terrà lunedì 12, sempre dalle 20 alle 22.30, alla Fortezza del Tocco (ingresso della Riserva naturale orientata “La Timpa” sulla statale 114), in collaborazione con il circolo “Sartorius von Waltershausen” di Acireale. Qui, è prevista inizialmente la conversazione accompagnata da immagini del presidente di Stelle e Ambiente, prof. Giuseppe Sperlinga, su “Il cielo di agosto e la notte delle Perseidi”. Seguiranno le osservazioni astronomiche al telescopio e la “caccia” alle Perseidi.
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CIELO DI AGOSTO E PERSEIDI 2019

Il quotidiano La Sicilia di oggi, martedì 30 luglio 2019, dedica una intera pagina all’astronauta catanese Luca Parmitano, in orbita da qualche giorno nello spazio a bordo della Stazione Spaziale, a firma di Enrica Battifoglia, e alla rubrica di divulgazione astronomica “Il cielo” dedicata al mese di agosto e alle Perseidi, a firma di chi scrive.
Per facilitarne la lettura, ecco qui di seguito il testo integrale dell’articolo.
Buona lettura e… occhio alle stelle cadenti!

LE LACRIME DI SAN LORENZO NEL CIELO DI AGOSTO
“San Lorenzo, io lo so perché tanto/di stelle per l’aria tranquilla/arde e cade, perché sì gran pianto/nel concavo cielo favilla”: è l’incipit della struggente poesia “X agosto” di Giovanni Pascoli in ricordo dell’assassinio del padre avvenuto nel 1867. Nell’immaginario collettivo, però, la notte del 10 agosto quelle che solcano il cielo sarebbero le “lacrime di San Lorenzo” o “fuochi di San Lorenzo”, ossia le scintille del fuoco che ardeva sotto la graticola del santo durante il martirio, anche se verosimilmente egli morì decapitato. Per tutti, l’apparire di una stella cadente è il momento di esprimere un desiderio. Ovviamente, non si tratta di stelle che cadono, ma sono i frammenti della cometa “Swift-Tuttle che sembrano provenire dalla costellazione di Perseo, da cui il nome di Perseidi. La denominazione di “lacrime o fuochi di San Lorenzo” deriva dal fatto che, nell’Ottocento, il massimo della loro frequenza avveniva proprio il 10 agosto. Ai giorni nostri, il massimo si è spostato in avanti di circa due giorni. Pertanto, il periodo di massima attività dello sciame meteorico si verificherà nella notte tra il 12 e il 13 agosto, tra l’una le cinque del mattino. Quest’anno, purtroppo, la loro visione sarà disturbata dal chiarore della Luna, che quella notte sarà quasi nella fase di plenilunio. Tuttavia, il disturbo lunare non ci sarà nella seconda parte della notte, quando l’argenteo satellite terrestre sarà ormai basso sull’orizzonte. Si dovrebbero avvistare oltre cento Perseidi all’ora, ma sicuramente tale numero sarà più basso. Per individuare il punto della volta celeste da cui sembrano provenire le meteore (il “radiante”, che è vicino alla stella “eta Persei”) occorre guardare verso nord-est, subito al di sotto della “W” di Cassiopea.
Il cielo di agosto. A ovest, tramonta in prima serata la stella Spica della Vergine. Brilla pure il Bovaro con la luminosa stella Arturo. A sud, spicca Antares, il “cuore rosso” dello Scorpione, sopra l’orizzonte sud-orientale compare il Sagittario e, poco lontane, vi sono le costellazioni di Ofiuco e del Serpente, mentre alta nel cielo svetta l’Ercole. A oriente, appaiono dapprima le stelle di Pegaso, seguite da Andromeda, dove nelle notti buie si vede a occhio nudo l’omonima galassia, distante da noi oltre due milioni e mezzo di anni luce. A nord, l’Orsa Maggiore comincia a declinare, mentre si alza sopra l’orizzonte nord-orientale la doppia “W” di Cassiopea seguita da Perseo. Infine, allo zenit, si staglia l’asterismo “Triangolo Estivo”, ai cui vertici brillano Vega della Lira, Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila. La Luna di agosto mostrerà cinque fasi anziché le abituali quattro. Avremo, infatti, due noviluni (l’1 e il 30), il primo quarto il 7, plenilunio il giorno di Ferragosto e ultimo quarto il 23. I pianeti. Mercurio il 9 sarà alla massima distanza angolare dal Sole e sarà visibile al mattino, a oriente, un’ora e mezza prima dell’alba. Venere e Marte sono inosservabili per tutto il mese. Giove e Saturno continueranno a dominare i cieli estivi, il primo già poco dopo il tramonto del Sole lo troviamo a Sud, mentre il Signore degli anelli brilla sud-ovest per tutta la notte. Urano appare intorno alla mezzanotte sull’orizzonte orientale ed è osservabile con un buon telescopio per tutta la seconda parte della notte. Nettuno, infine, brilla per tutta la notte, dopo il tramonto a sud-est, dopo la mezzanotte a sud, verso la fine della notte a sud-ovest.
GIUSEPPE SPERLINGA

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