Stelle e Ambiente

Author: Giuseppe Sperlinga

FORRE LAVICHE DEL SIMETO, SALTO DEL PECORAIO E PONTE SARACENO

Si comunica che a causa dell’impossibilità di raggiungere il Megapillow, ubicato nei pressi dell’antica stazione ferroviaria di Aci Castello, il cui territorio è ormai del tutto privatizzato e recintato, la prevista escursione ai basalti colonnari di Aci Trezza e alle lave a pillow di Aci Castello di domenica 24 febbraio è stata ANNULLATA E SOSTITUITA con l’escursione alle Forre laviche del fiume Simeto, Salto del Pecoraio e Ponte Saraceno.

DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019 – Ore 8.30-13

ESCURSIONE ALLE FORRE LAVICHE DEL SIMETO, SALTO DEL PECORAIO E PONTE SARACENO

(ALTA VALLE DEL SIMETO, ADRANO, CT)

EQUIPAGGIAMENTO: SCARPONCINI DA TREKKING, CAPPELLINO, FELPA, GIACCA VENTO O K-WAY, BORRACCIA.

POSSIBILITÀ DI RACCOLTA DI VERDURE SELVATICHE MANGERECCE.

Contributo (obolo):

– € 5,00 non soci;

– € 2,00 soci Stelle e Ambiente;

– € 3,00 soci Cai, Archeoclub, Etnaviva, Legambiente, Lipu, Emergency.

Non è richiesto alcun obolo ai minorenni, disoccupati o inoccupati, studenti universitari e delle scuole di ogni ordine e grado.

GUIDANO I PROFESSORI SALVATORE ARCIDIACONO E GIUSEPPE SPERLINGA.

RADUNI

– ORE 8.30: PARCHEGGIO PARCO GIOENI

– ORE 9.30: AREA SERVIZIO ESSO S.S. 121 CT-PATERNÒ DOPO SVINCOLO VALCORRENTE/ETNAPOLIS.

INFO

3288172095 – 3402161035 (Whatsapp)

locandina-ponte-saraceno-24febbraio2019

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

PONTE SARACENO

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

PONTE SARACENO

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

MARMITTA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

SALTO DEL PECORAIO

CIELO DI FEBBRAIO 2019

ORIONE CONTINUA A DOMINARE IL CIELO INVERNALE

In febbraio, le giornate continuano ad allungarsi. Alla fine del mese, il Sole si alzerà 28 minuti prima rispetto ai primi giorni di febbraio: sorge, infatti, alle 6.31. La nostra stella diurna tramonta alle 17.28 l’1 e alle 17.54 il 28, cosicché alla fine del mese avremo altri 26 minuti di luce solare (senza contare del contributo fornito dai crepuscoli). In altre parole, nell’ultimo giorno di febbraio, alla latitudine di Catania, il dì si allungherà di ben 54 minuti e potremo godere di 11 ore e 23 minuti di luce contro le 10 ore e 29 minuti del primo giorno del mese. Fino al 16 febbraio, il Sole attraversa la costellazione del Capricorno, poi passa tra le stelline dell’Acquario per rimanervi fino all’11 marzo. Gli astrologi, invece, raccontano un’altra storia, perché si continuano a “leggere” il cielo fossile di oltre duemila anni fa e ammanniscono amenità secondo le quali il Sole si troverebbe già nell’Acquario e il 20 febbraio passerebbe nella costellazione dei Pesci fino al 20 marzo. Tradotto in soldoni, significa che coloro i quali seguono l’oroscopo (che, purtroppo, sono in tanti) finora hanno letto l’oroscopo di un altro. La Luna sarà Nuova il 4, al primo quarto il 12, al plenilunio il 19, all’ultimo quarto il 26. La Luna piena del 19 febbraio sarà pure una Superluna e sarà la più grande dell’anno, perché l’argenteo satellite naturale della Terra si troverà alla minima distanza dal nostro pianeta (perigeo), pari a 356.761 km. Consueta rassegna planetaria. Due dei cinque pianeti visibili a occhio nudo, Mercurio e Marte, brillano nel cielo occidentale, gli altri tre in quello orientale (Venere, Giove e Saturno). Il piccolo Mercurio, nella seconda metà del mese, tramonta un’ora dopo il Sole, mentre il rosso Marte continua a essere visibile nelle prime ore della notte. Il luminoso Venere splende come un faro tre ore prima del sorgere del Sole, ma nel corso del mese s’abbassa sempre di più, in compagnia del gigantesco Giove che si trova più in alto in cielo. Il trio planetario è completato dal pianeta degli anelli, Saturno, anch’esso osservabile nel cielo mattutino e il 18 si trova in congiunzione con Venere. La nostra carrellata planetaria finisce con Urano, che è rintracciabile con l’uso di un binocolo o un telescopio nel cielo occidentale nelle prime ore della notte (il 6 febbraio, lascia la costellazione dei Pesci, dove si trovava dal lontano 2009, per entrare in quella dell’Ariete) e, infine, Nettuno, che è ormai inosservabile. Tra le tante congiunzioni, ne segnaliamo due: quella della sera del 10 febbraio tra la Luna e Marte, con lo sfondo della costellazione dei Pesci, e – per i mattinieri – quella prima dell’alba del 18 febbraio tra i pianeti Venere e Saturno, nel cielo sud-orientale tra le stelle della costellazione del Sagittario.

A proposito di costellazioni, il cielo è ancora dominato dal gigantesco Orione, che si staglia imponente sull’orizzonte meridionale, dove si riconoscono facilmente le tre stelle allineate della cintura, Alnitak, Alnilam e Mintaka e, ai vertici del quadrilatero, in alto a sinistra, la rossa Betelgeuse, dalla parte opposta la gigante blu Bellatrix, l’azzurra Rigel in basso a destra e, alla sua sinistra, la supergigante blu Saiph. Come sempre, il grande cacciatore è accompagnato dai suoi due fedeli cani: a sinistra in basso, il Cane Maggiore con la stella più luminosa del cielo Sirio; più in alto, il Cane Minore con Procione. Val la pena ricordare, l’asterismo del Triangolo Invernale, ai cui vertici brillano Betelgeuse, Sirio e Procione. Spostando lo sguardo più in alto rispetto a Orione, si potranno riconoscere facilmente le costellazioni del Toro con Aldebaran (il famoso “occhio rosso del Toro”), dell’Auriga con la luminosa Capella (la Capretta che allattò Giove) e i Gemelli con la coppia dei Dioscuri, Castore e Polluce. Nel cielo occidentale, ormai basse, tramontano le costellazioni che hanno dominato il firmamento autunnale: Andromeda, il Triangolo, i Pesci e l’Ariete. In direzione nord-occidentale, spicca l’inconfondibile “W” di Cassiopea e tra questa e il Toro vi è la costellazione del Perseo. Dalla parte opposta del cielo, a nord-est, l’asterismo del Gran Carro dell’Orsa Maggiore, utile per rintracciare la Stella Polare che indica il nord boreale. Da oriente, invece, cominciano a fare capolino le costellazioni che annunciano l’arrivo della primavera, con il Leone che fa da apripista.

GIUSEPPE SPERLINGA

cielo-febbraio2019-la-sicilia-3febbraio2019 costellazione-di-orione orione-nomi-stelle il-triangolo-invernale-2013

ESCURSIONE OASI DI PONTE BARCA (PATERNO’) E SALINELLE DI SAN BIAGIO (BELPASSO)

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019 – ORE 8.30-13
ESCURSIONE ALL’OASI DI PONTE BARCA (PATERNO’) E ALLE SALINELLE DI SAN BIAGIO (BELPASSO)
Domenica 17 febbraio, escursione di mezza giornata all’Oasi di Ponte Barca (Paternò) e alle Salinelle di San Biagio (Belpasso) organizzata dall’associazione Stelle e Ambiente.
Guidano il presidente prof. Giuseppe Sperlinga e il vicepresidente prof. Salvatore Arcidiacono.
Raduni:
– alle 8.30 parcheggio del parco Gioeni di via Angelo Musco;
– alle 9.30 nell’area di servizio Esso della strada statale 121 dopo svincolo Etnapolis/Valcorrente.
Equipaggiamento:
– scarponcini da trekking
– cappellino
– felpa
– giacca vento
– borraccia
– binocolo.
Difficoltà: facile
Fine attività: ore 13.
info: 3288172095 – 3402161035 (whatsapp)
Contributo (obolo):
– € 5,00 non soci;
– € 2,00 soci Stelle e Ambiente;
– € 3,00 soci Cai, Archeoclub, Etnaviva, Legambiente, Lipu, Emergency.
Nessun obolo è richiesto ai minorenni, ai disoccupati o inoccupati, agli studenti universitari e delle scuole di ogni ordine e grado.
locandina-ponte-barca-salinelle-san-biagio-17febbraio2019

TARGA SPECIALE DEL PREMIO QUARTIERE VIVO 2019 A STELLE E AMBIENTE

UNIONE EXALLIEVI DON BOSCO SALETTE
«Periferie vive»
Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale

Premio “QUARTIERE VIVO” Salette-San Cristoforo
SABATO 26 GENNAIO 2019 – ORE 9,00
Oratorio Salesiano San Giovanni Bosco
Via S. M. della Salette, 116/128 – CATANIA

L’Associazione Stelle e Ambiente sarà insignita della Targa speciale “Quartiere vivo” con la seguente motivazione:
“Per l’azione condivisa e la convergenza con le finalità
della Onlus “Periferie vive” per la promozione dei
valori della conoscenza naturalistica come elemento
di elevazione culturale nella periferia sud di Catania
e negli Istituti Penitenziari per Minorenni di Acireale
e di Catania-Bicocca”. 

La Targa sarà ritirata dal presidente prof. Giuseppe Sperlinga.

E’, questo, un prestigioso riconoscimento che ci inorgoglisce e rende onore all’impegno profuso nei 15 anni di attività trascorsi da quando la nostra associazione è stata fondata nella divulgazione della cultura naturalistica e storica per la valorizzazione dei quartieri periferici e dei giovani della città di Catania.

I soci, gli amici e i simpatizzanti di Stelle e Ambiente sono invitati a partecipare.

Ingresso libero.

immagine01 immagine02 immagine1

TRADIZIONALE PASSEGGIATA ALLA RICERCA DEI LUOGHI DI S. AGATA

DOMENICA 27 GENNAIO 2019
RADUNO: ORE 8.30 SAGRATO CHIESA DI S.AGATA LA VETERE
I LUOGHI DI SANT’AGATA

PASSEGGIATA ALLA RICERCA DEI LUOGHI LEGATI AL CULTO DELLA PATRONA DI CATANIA GUIDATA DALL’ESPERTO DI STORIA LOCALE FRANCESCO ANDRONICO E DAL PRESIDENTE PROF. GIUSEPPE SPERLINGA.

CI VEDREMO ALLE 8.30 SUL SAGRATO DELLA CHIESA DI S. AGATA LA VETERE PER INIZIARE IL PERCORSO GUIDATO “SANT’AITUZZA” AI LUOGHI DEL MARTIRIO E DELLA TRADIZIONE DEDICATI A S. AGATA, LA PATRONA CELESTE DI CATANIA, CHE COMPRENDE LA VISITA DELLE CHIESE DI S. AGATA ALLA FORNACE (SAN BIAGIO), DEL SANTO CARCERE, DI S. AGATA LA VETERE CON LA SUA CRIPTA E IL MUSEO DIOCESANO, CONTINUEREMO LA NOSTRA PASSEGGIATA PER VIA DUSMET (FONTANELLA DI S. AGATA), PER VIA MUSEO BISCARI (PRESUNTA CASA DI S. AGATA), VIA VITTORIO EMANUELE (CHIESA DELLA BADIA DI S. AGATA), VIA GARIBALDI (CORTILE DEGLI ANGELI), VIA VERGINELLE, PIAZZA DANTE E VIA S. MADDALENA, DOVE SI CONCLUDERA’ LA PASSEGGIATA.

LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE E’ € 6,00 PER TUTTI E COMPRENDE IL TICKET D’INGRESSO PER LA VISITA GUIDATA AL MUSEO DIOCESANO E ALLE CHIESE DI S. AGATA ALLA FORNACE, DEL SANTO CARCERE E DI S. AGATA LA VETERE E LA SUA CRIPTA.

INFO: 3288172095 – 3402161035 (WhatsApp).

locandina-passegiata-agatina-27gennaio2019

GIARDINI BENEDETTINI E BASTIONI DEL TINDARO E DI SAN GIOVANNI DI CATANIA

Domenica 20 gennaio, dalle 9 alle 13, l’associazione Stelle e Ambiente riprende l’attività dopo la pausa natalizia con una passeggiata alla riscoperta del giardino dei Benedettini e degli antichi bastioni del Tindaro e di San Giovanni, all’interno e all’esterno dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania.
Guidano il presidente prof. Giuseppe Sperlinga e il socio Francesco Andronico.

Una bella passeggiata per andare alla riscoperta dell’antico giardino dei Benedettini, della cappelletta con copertura a cupola e dei ruderi di un tratto del Bastione del Tindaro dislocati all’interno dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania. Giunti all’esterno, dopo aver visto un altro tratto del Bastione del Tindaro, cammineremo tra le “vanedde” di via Plebiscito fino a raggiungere i ruderi del Bastione di San Giovanni, pressoché sconosciuto a molti catanesi.
Raduni:
– ore 9.00: parcheggio del Parco Gioeni di via Angelo Musco;
– ore 9.30: in piazza Vaccarini.
Info: 3288172095 – 3402161035 (WhatsApp).
Per le escursioni e le passeggiate urbane è richiesto un contributo (obolo) ai partecipanti:
• € 5,00 non soci
• € 2,00 soci Stelle e Ambiente
• € 3,00 soci CAI, Archeoclub, Etnaviva
Nessun obolo è richiesto ai minorenni, ai disoccupati o inoccupati, agli studenti universitari e delle scuole di ogni ordine e grado.

locandina-vittorio-emanuele  cappelletta-con-copertura-a-cupola-interno-ospedale-vittorio-emanuele-3 giardino-interno-ospedale-vittorio-emanuele-13gennaio2019-1 giardino-interno-ospedale-vittorio-emanuele-13gennaio2019-2 ruderi-bastione-del-tindaro-interno-ospedale-vittorio-emanuele-13gennaio2019 ruderi-bastione-san-giovanni-nella-via-omonima-13gennaio2019

IL CIELO DALLA CITTA’ – L’INQUINAMENTO LUMINOSO E IL RISPARMIO ENERGETICO

Venerdì 11 gennaio, alle 16.30, nel salone del Cai sezione dell’Etna (via Messina 595/a), il prof. Giuseppe Sperlinga (presidente dell’Associazione Stelle e Ambiente) terrà la lezione conclusiva del 2° corso di Cultura naturalistica urbana “Natura in città”, organizzato da Stelle e Ambiente con la collaborazione dei Cai, su “Il cielo dalla città: l’inquinamento luminoso e il risparmio energetico”.

Al termine, seguiranno la consegna degli attestati e le osservazioni astronomiche con i telescopi manovrati da Rosario Catania, Stefano Distefano, Danilo Longo e Salvatore Silviani.

Info: 3288172095 oppure 3402161035 (whatsapp).

locandina-quinta-lezione-corso-natura-in-citta-11gennaio2019

CIELO DI GENNAIO E DEL 2019

Il quotidiano “La Sicilia” di oggi, mercoledì 2 gennaio 2019, dedica l’intera pagina 14 alla divulgazione astronomica pubblicando un articolo a firma di scrive sui fenomeni celesti attesi per il corrente mese di gennaio e per il nuovo anno appena entrato. Un ricordo colmo di gratitudine va al giornalista astrofilo Luigi Prestinenza, indimenticabile Maestro della divulgazione astronomica, che per oltre mezzo secolo diffuse l’Astronomia in maniera semplice e chiara, ma senza sacrificare il rigore scientifico.
Un ringraziamento va pure all’ottimo amico e collega giornalista de La Sicilia Leonardo Lodato, che ha curato l’impaginazione.
Buona lettura e, se potete, sottraetevi al diluvio di oroscopi che da alcuni giorni imperversano a tutte le ore e che ci piovono addosso da tutte le parti: giornali, tv, radio, social… Si salvi chi può… basta non leggerli!

IL CIELO DI GENNAIO E I PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DEL 2019
Il cielo del 2019 sarà piuttosto avaro in fatto di eventi astronomici. L’inizio del nuovo anno, però, sarà scoppiettante, potremo assistere a un vero e proprio spettacolo pirotecnico celeste con la pioggia delle prime meteore dell’anno: le Quadrantidi, che sono le “stelle cadenti” che, fino al 12, solcheranno i cieli delle gelide notti di gennaio. Lo sciame meteorico, che sembra irradiarsi dalla costellazione di Boote (nota pure col nome di Bovaro o Bifolco), è costituito dai frammenti della cometa “C/1490 Y1”, già nota, 500 anni fa, agli astronomi giapponesi e cinesi. Il picco si avrà nel cuore della notte, intorno alle 3 del 4 gennaio. A quell’ora, il radiante sarà visibile a Nord-Est, alto una quarantina di gradi, che è un’ottima posizione per l’osservazione. Dopo la mezzanotte, dunque, una pioggia di meteore ci terrà con gli occhi all’insù per ammirare le scie luminose lasciate dalle Quadrantidi, il cui nome deriva dall’antica costellazione del Quadrante Murale (introdotta da Lalande nel 1795 e poi abolita nel 1922), oggi incorporata in quella di Bootes. La visione di questi fuochi d’artificio celesti, per fortuna, non sarà ostacolata dal chiarore della Luna, perché sarà prossima al novilunio. Se le nuvole lo permetteranno, si potranno avvistare fino a centoventi meteore all’ora solcare il cielo e, per chi ci crede, potrà esprimere uno o più desideri al loro passaggio. Le Quadrantidi hanno una velocità di circa 40 km/s, lasciano tracce di colore blu e sono discretamente brillanti Nel corso dell’anno non mancheranno occasioni per godere di altre piogge cosmiche altrettanto spettacolari, come le Liridi, il cui picco si avrà nella notte tra il 22 e il 23 aprile con una ventina di meteore orarie; le celeberrime Perseidi, meglio note come “lacrime di San Lorenzo”, il cui passaggio si avrà nella notte del 12-13 agosto (e non in quella del 10, come vuole la tradizione) con un centinaio di meteore all’ora, ma quest’anno la loro visione sarà disturbata dalla Luna prossima al plenilunio; lo sciame meteorico delle Orionidi, nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, con 25 meteore orarie, con la Luna all’ultimo quarto; le Geminidi, il cui picco avverrà nella notte tra il 13 e il 14 dicembre con 120 meteore orarie, con il fastidioso chiarore della Luna già al plenilunio. Queste, in gennaio, le fasi del nostro argenteo satellite naturale: nei primi giorni sarà calante e il giorno dell’Epifania sarà in Novilunio, poi riprenderà a crescere, il 14 sarà al Primo Quarto e il 21 al Plenilunio, dopo di che andrà a decrescere e il 27 sarà all’Ultimo Quarto. Il Sole, dopo il solstizio invernale dello scorso 21 dicembre, ha iniziato lentamente a risalire l’eclittica, la sua altezza sull’orizzonte aumenterà giorno dopo giorno e l’arco descritto nel cielo sarà sempre più ampio, con conseguente allungamento del periodo d’illuminazione pari a circa 45 minuti. Il 3 gennaio, alle 6, la Terra sarà alla minima distanza dal Sole (perielio) pari a circa 147,1 milioni di chilometri.
In gennaio, si verificheranno due eclissi. La prima è quella parziale di Sole del 6, ma non sarà osservabile dall’Europa. La prossima eclisse solare si verificherà il 12 agosto 2026, ma nelle zone ioniche l’oscuramento sarà soltanto del 40 per cento. Per vederne una alle nostre latitudini dovremo pazientare fino al 2 agosto 2027 e sarà davvero l’evento astronomico del millennio. L’eclisse, infatti, sarà totale a Lampedusa, del 98% in Sicilia e sarà osservabile in tutto il Mediterraneo dopo aver attraversato l’oceano Atlantico, l’Egitto, l’Arabia Saudita e l’oceano Indiano fino all’Australia, sarà insomma un evento che terrà desta l’attenzione degli appassionati di ben cinque continenti: America, Europa, Africa, Asia e Oceania. L’altra eclisse è quella totale di Luna che avverrà nella notte tra domenica 20 e lunedì 21, sarà visibile dall’Italia e sarà una Super Luna, perché il nostro satellite si troverà pure alla minima distanza da noi (perigeo). Sarà, però, una eclissi per pochi intimi appassionati di fenomeni astronomici. Alla latitudine di Catania, infatti, il fenomeno avrà inizio alle 3.36 con il primo contatto del disco lunare con il cono di penombra proiettato dalla Terra nello spazio e la Luna sarà abbastanza alta nel cielo (41°). L’inizio della totalità avverrà alle 5.41 e la fase massima alle 6.12, ma le regioni meridionali saranno penalizzate dal fatto che la Luna sarà assai bassa sull’orizzonte, a poco più una decina di gradi. Le fasi terminali dell’eclisse (ultimo contatto l’ombra alle 7.51 e con la penombra alle 8.50) non potranno essere osservate perché la Luna tramonta alle 7.14 e si troverà ormai abbondantemente sotto l’orizzonte. Ma non sarà l’unica eclisse lunare dell’anno, perché se ne verificherà ancora un’altra il 16 luglio, ma sarà parziale, con inizio della fase di penombra alle 20.44 con il nostro satellite naturale ad appena quattro gradi di altezza sul piano dell’orizzonte. Poi, alle 22.02 avrà inizio la fase parziale e, alle 23.31, quando la Luna sarà alta 26°, si avrà il massimo del parziale oscuramento del disco lunare. Il fenomeno avrà termine all’una e la Luna uscirà dal cono di penombra alle 2.18.
Adesso, cominciamo il solito excursus planetario dal piccolo Mercurio, che sarà osservabile prima dell’alba nella prima decade del mese. Attualmente, l’elusivo pianeta sta transitando tra le stelle dell’Ofiuco (la famosa tredicesima costellazione ignorata dagli astrologi quando confezionano i loro insulsi oroscopi), molto basso sull’orizzonte orientale e precede il sorgere del Sole di quasi un’ora, mentre in febbraio lo potremo osservare prima del tramonto. Pure il luminoso Venere è osservabile la mattina prima dell’alba. Fino al 9 gennaio, il pianeta di Citera transiterà tra le stelle della costellazione della Bilancia, poi farà una fugace apparizione tra quelle dello Scorpione e, infine, dal 15 gennaio lo vedremo nell’Ofiuco. Il giorno dell’Epifania raggiungerà la distanza angolare di 47° dal Sole (massima elongazione occidentale), sarà perciò al massimo del suo fulgore mattutino. Individuarlo sarà facilissimo, basta volgere lo sguardo verso oriente per accorgersi di questo “faro” che illumina la volta celeste (ha una magnitudine negativa di 4,5), a partire dalle 4 del mattino a inizio mese e dalle 4.30 a fine mese. Marte, invece, sarà osservabile nella prima parte della notte. Lo troveremo nella costellazione dei Pesci e, dopo il tramonto, sarà alto (circa 44°) sull’orizzonte sud-occidentale, dove vi rimarrà fino alle 23. Pure il gigantesco Giove, come Mercurio e Venere, sarà visibile la mattina prima dell’alba. Il “re dei pianeti”, infatti, sorge alle 5.30 a inizio mese e alle 4 a fine mese, proiettato tra le stelle di Ofiuco. Da non perdere, prima dell’alba del 22 gennaio, la bella congiunzione (il cosiddetto “bacio”) con Venere. Altra suggestiva congiunzione è quella tra la Luna in fase calante e i pianeti Giove e Venere, la mattina del 31 gennaio, mentre sorgono allineati sull’orizzonte orientale nella costellazione dell’Ofiuco. Saturno, purtroppo, sarà inosservabile per tutto il mese, perché il 7 gennaio sarà in congiunzione con il Sole. Il pianeta degli anelli tornerà a essere osservabile in febbraio, anch’esso prima dell’alba. Urano è osservabile nella prima parte della notte e tramonterà, a inizio del mese, alle 2 (a mezzanotte alla fine di gennaio). Con l’aiuto di un buon telescopio, dopo le 20, potremo tentare di rintracciarlo tra le stelle dei Pesci, già molto alto, a una cinquantina di gradi sull’orizzonte sud-occidentale. Pure Nettuno è visibile nelle prime ore della sera. Il gigantesco pianeta azzurro, fino alle 22, lo troveremo nella costellazione dell’Acquario, ma col passare dei giorni anticiperà sempre di più e, alla fine del mese di gennaio, tramonterà alle 20. Per osservarlo bisogna avvalersi dell’uso di un buon telescopio e sarà l’ultima occasione perché da febbraio ad aprile sarà inosservabile.
Il cielo delle fredde notti di gennaio offre uno spettacolo di incomparabile bellezza per ciò che riguarda le costellazioni, a partire dall’Orsa Maggiore e da quella del grande cacciatore Orione. Ma cominciamo la nostra carrellata celeste osservando il cielo orientale. Sin dalle 22, spiccano quattro costellazioni con stelle brillanti: l’inconfondibile gigante Orione per la sua forma rettangolare con ai quattro vertici, procedendo dall’alto a sinistra in senso orario, la supergigante rossa Betelgeuse, distante 590 anni luce, la gigante blu Bellatrix o Bellatrice (240 anni luce) e le due supergiganti blu Rigel (900 anni luce) e Saiph (647 anni luce). Al centro, spicca la “Cintura di Orione” formata dall’allineamento di tre stelle di quasi pari luminosità Alnitak, Alnilam e Mintaka, conosciute come “Tre Re”, “Re Magi”, “Tre Bastoni”. Sotto la Cintura di Orione, troviamo la spada formata da due stelle multiple e dalla celeberrima Nebulosa di Orione, che dista da noi 1.630 anni luce e ha un diametro di 100 anni luce. Ai piedi del grande cacciatore, vi sono i suoi inseparabili cani: il Cane Maggiore con la fulgidissima Sirio e il Cane minore con Procione, oltre alla preda che è la Lepre. Nei pressi, vi è la poco appariscente costellazione dell’Eridano formata da una sinuosa linea di stelle e quella del Toro con la stella arancione Aldebaran e, nei pressi, i due ammassi aperti delle Pleiadi e delle Iadi. In alto a sinistra di Betelgeuse brillano i Gemelli con i Dioscuri Castore e Polluce. Quasi allo zenit, spicca la gigante gialla Capella (la capretta con il cui latte fu nutrito Zeus) dell’Auriga. Sempre a est, fanno capolino le costellazioni del Cancro con l’ammasso aperto del Presepe, noto pure come Mangiatoia o Alveare) e del Leone con la luminosa Regolo. Spostando lo sguardo più a nord troviamo l’asterismo del Grande Carro dell’Orsa Maggiore in netta risalita rispetto ai mesi scorsi, mentre scendono, dalla parte opposta, la caratteristica casetta di Cefeo e la doppia W di Cassiopea. Verso Nord-Ovest, si avvia a tramontare la costellazione di Andromeda con l’omonima galassia a spirale gigante, che si trova a circa 2,5 milioni di anni luce dalla Terra ed è l’oggetto celeste più lontano visibile a occhio nudo.
Concludiamo con una panoramica sugli eventi celesti che ci riserverà il nuovo anno. Il più importante è senz’altro il transito di Mercurio davanti al Sole che avverrà l’11 novembre. Quel giorno, alle ore 13.35 circa, il minuscolo pianeta effettuerà un passaggio di fronte al Sole. Attrezzando il telescopio con adeguati filtri per proteggere gli occhi, avremo la possibilità di osservare il piccolo disco nero del pianeta mentre attraversa il grande, luminoso disco solare. L’evento durerà a lungo e, in Italia, il Sole tramonterà mentre il pianeta è ancora in transito. Da non perdere assolutamente, perché il prossimo transito avverrà nel novembre del 2032 (l’ultima volta è stato nel maggio del 2016).
Il 2019 è l’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario del leggendario sbarco del primo uomo sulla Luna. Sarà, invece, un anno nero per l’osservazione delle cosiddette “stelle cadenti”, perché l’osservazione di tutti i maggiori sciami meteorici, come le Perseidi (picco nella notte tra il 12 e il 13 agosto) e le Geminidi (picco previsto per il 14 dicembre), saranno disturbati dalla presenza della Luna.
GIUSEPPE SPERLINGA

cielo-2019-e-gennaio-la-sicilia-2gennaio2019 eclissi-diluna-gennaio2019 eclissi_superluna_21-01-2019 eclisse-totale-di-luna-21-gennaio-2019 immagine il-radiante-delle-quadrantidi-da-coelum-astronomia la-costellazione-di-orione la-grande-nebulosa-di-orione la-nebulosa-di-orione-nella-omonima-costellazione lammasso-aperto-delle-pleiadi

BUON NATALE 2018!!!

Buon Natale a tutti i soci, gli amici e i simpatizzanti dell’associazione Stelle e Ambiente!!!
Riprenderemo l’attività culturale ed escursionistica la seconda domenica di gennaio 2019 con una passeggiata cittadina alla riscoperta di alcune tra le più suggestive chiese di Catania.

buon-natale-2018 immagine cona-altarino-via-crociferi dscn7581 cona-sperlinga-11dicembre2018

LE PIANTE DI NATALE E LA TRADIZIONE DELLE CONE

Le piante di Natale e la tradizione delle Cone
L’annuale appuntamento sulle piante di Natale e la tradizione delle Cone si è tenuto ieri, domenica 16 dicembre 2018, nel salone della Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata (ingresso da via Crociferi 2 Catania). Dopo la breve introduzione del presidente prof. Giuseppe Sperlinga, ha preso la parola il prof. Salvatore Arcidiacono, decano degli Etnobotanici siciliani e vicepresidente dell’associazione Stelle e Ambiente), che fatto una lucida e dettagliata rassegna delle piante selvatiche utilizzate dall’uomo durante le festività natalizie (vischio, pungitopo, Rosa di Natale, stelle di Natale), con particolare riferimento a quelle impiegate nelle Cone di Natale (sparacogna cioè l’asparago). E’ seguita l’allestimento di una Cona con sparacogna, cuttini sciusu (cotone idrofilo) a simulare i fiocchi di neve, arance tarocco, mandarini e limoni donati dall’amico Vito Caruso di Motta S. Anastasia e dal socio consigliere Salvatore Silviani. Un particolare ringraziamento va rivolto all’amico ing. Ugo Tomaselli e al Padre Guardiano Mario per l’ospitalità. Infine, abbiamo ammirato lo splendido presepe allestito nella bella chiesa francescana dalle sapienti e abili mani di Salvo Facineroso.
dscn7522 dscn7525 dscn7529 dscn7541 dscn7543 dscn7544 dscn7545 dscn7557 dscn7559 dscn7560 dscn7564 dscn7575 dscn7576 dscn7583 dscn7584 dscn7587 dscn7591 dscn7595 dscn7603 dscn7604