Stelle e Ambiente

Author: Giuseppe Sperlinga

30 GIUGNO: SPETTACOLARE DANZA CELESTE VENERE-GIOVE NEL CIELO OCCIDENTALE.

30 GIUGNO: SPETTACOLARE DANZA CELESTE VENERE-GIOVE

Tutti col naso all’insù, la sera di martedì 30 giugno, per ammirare lo spettacolare balletto celeste tra i pianeti Giove e Venere, protagonisti di una strettissima congiunzione che si potrà ammirare a occhio nudo fin dal crepuscolo. I due puntini luminosissimi distinti nel cielo con luce fissa, si prestano magnificamente all’osservazione con dei binocoli a forti ingrandimenti o, meglio, dei telescopi: si potranno così osservare la falce di Venere di circa il 33% della sua superficie e Giove con le sue bande nuvolose e i suoi quattro satelliti medicei, Io, Europa, Ganimede e Callisto, che appaiono come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del gigante gassoso, sul piano equatoriale.

Secondo il dott. Piero Massimino, dell’Inaf-Osservatorio astrofisico di Catania, infatti, la distanza angolare sulla volta celeste tra il gigantesco Giove e il pianeta di Citera sarà di appena 23′ circa, meno dell’arco sotteso dalla Luna. Venere sarà di magnitudine -4.4, mentre quella di Giove sarà -1.8. Ricordiamo che il segno negativo che precede il numero della magnitudine indica che l’oggetto celeste è tanto più luminoso quanto più basso è il suo valore numerico. Tra i due pianeti, dunque, Venere è l’oggetto più brillante.

Per la verità, la danza cosmica si è iniziata lo scorso 22 giugno e proseguirà sera dopo sera fino all’8 luglio. Il culmine, come detto, avverrà la sera del 30, quando i due pianeti più luminosi del cielo giungeranno alla minima distanza angolare prevista. Saranno, però, bassi sull’orizzonte occidentale. “Alle 21, sul cielo di Catania – aggiunge Massimino – la posizione di Giove sarà azimut 273°5′ (in pratica, direzione ovest) e altezza 21°4′. Questi valori valgono per tutte le aree cittadine.” Nei giorni successivi, i due pianeti continueranno il loro balletto in cielo avvicinandosi sempre di più, fino a raggiungere la minima distanza angolare (appena 20′) alle 6 del primo luglio, ma con i due corpi celesti già avviluppati dai bagliori della luce solare, che li renderanno inosservabili.

Un’avvertenza è d’obbligo: godetevi lo spettacolo celeste offerto dalla Natura, è gratuito (con i tempi che corrono non roba da poco…), ma non cedete alla tentazione di vedere danzare nel cielo ufo e amenità simili bassi sull’orizzonte, quelli lasciamoli confinati nei libri di fantascienza.

GIUSEPPE SPERLINGA

ETNA ENDURANCE UNESCO 2015 RNO FIUME FIUMEFREDDO E LA TIMPA DI ACIREALE (CHIAZZETTE)

Si è concluso stamattina, 21 giugno, solstizio d’estate, il pentathlon “ETNA ENDURANCE UNESCO 2015”. Rosario Catania ha impiegato 27 ore e 30 minuti per portare a termine l’evento sportivo promosso dal Parco dell’Etna con il coordinamento del Comitato Etneo Promozione Eventi Sportivi (Cepes) per celebrare il secondo anniversario dell’iscrizione del vulcano siciliano nella World Heritage List dell’Unesco.

Rosario è partito alle 8 di sabato 20 giugno dal porto di Riposto, ha percorso 134 km in 27 ore e 30 minuti, completando cinque tappe consecutivamente con le sole pause tecniche, in regime di “endurance” (Nordic Walking, Mountain Bike, Trekking, Running e Canoa. Alle 9.30, dopo aver percorso 8 km con la tecnica di Nordic Walking (Camminata nordica), è giunto all’ingresso della Riserva Naturale Orientata “Fiume Fiumefreddo”, dove è statto accolto da amici e simpatizzanti. Pochi minuti per una sosta tecnica e fisiologica ed è ripartito in mountain bike per la scalata verso Piano Provenzana, 33 km. Altra breve sosta prima di cimentarsi nella tappa di trekking Linguaglossa Piano Provenzana-Nicolosi Rifugio Ariel, di 25 km. Al calar della notte, la discesa di corsa (running) Nicolosi Rifugio Ariel-Porto di Catania, di 36 km. Ultima tappa, all’alba di oggi, domenica 21 giugno, 36 km in canoa dal Porto di Catania al Porto di Riposto, ma a causa del mare mosso, ha lasciato la canoa nel porto di Aci Trezza e ha proseguito in mountain bike fino al porto di Riposto.

L’associazione “Stelle e Ambiente”, che è tra i partner che sostengono Rosario Catania in questa straordinaria impresa, ha incontrato e salutato Rosario nei pressi dell’ingresso della RNO “Fiume Fiumefreddo” e del sentiero delle Chiazzette della RNO “la Timpa di Acireale”. Dopo, sono seguite le visite delle due aree protette guidate dalla dott.ssa Elisa Coppola, dal dott. Iorga Prato, dal giovane universitario Francesco Di Grazia e dal prof. Giuseppe Sperlinga. 

Congratulazioni all’amico Rosario, che ancora una volta ha dimostrato di essere di un grande atleta!

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VISITE GUIDATE GRATUITE RISERVA FIUME FIUMEFREDDO E CHIAZZETTE TIMPA DI ACIREALE

FIUMEFREDDO CHIAZZETTE

ETNA ENDURANCE UNESCO 2015

VISITE GUIDATE ALLA R.N.O. “FIUME FIUMEFREDDO” E AL SENTIERO DELLE CHIAZZETTE DELLA R.N.O. “LA TIMPA” DI ACIREALE

Nell’ambito delle manifestazioni collaterali inserite nell’”Etna Endurance Unesco 2015”, che vedrà impegnato l’atleta Rosario Catania in un pentathlon non competitivo di 134 km, l’associazione Stelle e Ambiente propone, a coloro i quali volessero incontrare Rosario durante due delle cinque gare che lo vedranno impegnato per 36 ore consecutive, la visita guidata gratuita a due riserve naturali orientate: “Fiume Fiumefreddo” (sabato 20, ore 9, appuntamento davanti all’ingresso dell’area protetta) e sentiero delle Chiazzette de “La Timpa” di Acireale (domenica 21, ore 9, appuntamento all’inizio del sentiero da Santa Maria la Scala). Le visite saranno guidate dal presidente prof. Giuseppe Sperlinga e dalla dott.ssa Elisa Coppola. Informazioni al 3288172095, info@stelleambiente.it.

TIMPA DI LEUCATIA: UN’OASI TRASCURATA DA DUE COMUNI

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TIMPA DI LEUCATIA: DEGRADO,  SPORCIZIA ED ERBE SECCHE.

Dopo l’intervento di risanamento ambientale effettuato dai Lions Club, un paio d’anni fa, il primo tratto dell’antica via Lavatoio, dall’innesto con via Tito Manlio Manzella fino all’ingresso dell’ambiente umido della Timpa di Leucatia, è ripiombato in uno squallido stato di abbandono, assediato dalla spazzatura e dall’erba secca alta fino a un paio di metri. La strada funge da linea di demarcazione tra i Comuni di Catania e S. Agata li Battiati. Ed è proprio questo status di linea di confine che ha nuociuto a questa stretta e lunga via che da via Manzella conduce a via Balatelle, attraversando l’incontaminato ambiente umido, con ai lati i ruderi dei primi tronconi del secentesco acquedotto benedettino e della “Botte dell’acqua” (il vascone dove si raccoglieva l’acqua delle sorgenti). Dimenticata da entrambi i Comuni, che soltanto saltuariamente provvedono a mantenerla pulita, la strada è utilizzata in maniera impropria da una congerie di persone che non hanno alcun rispetto delle più elementari norme della convivenza civile: fruttivendoli ambulanti che vi scaricano cassette di legno; pescivendoli che vi lasciano contenitori di polistirolo per il pesce dopo aver lavato la loro “lapa” con l’acqua delle sorgenti della Leucatia; venditori di verdure selvatiche che le lavano utilizzando le stesse acque (moderatamente inquinate, ma pur sempre inquinate); incivili che vi scaricano ogni sorta di rifiuti, da quelli ingombranti al materiale di risulta.

Vale la pena ricordare che nel maggio del 2013, una decina di Lions Club coordinati dal dott. Luigi Savarino si mobilitarono per risanare l’ingresso alla zona umida e la grande aiuola antistante i ruderi dell’acquedotto benedettino, facendo installare una recinzione con paletti di castagno e due capannine di legno con altrettanti poster con testi bilingue con foto sulle caratteristiche sia dell’ambiente umido sia dell’acquedotto, curati dall’associazione Stelle e Ambiente. A rimuovere quintali di spazzatura e vegetazione spontanea secca intervennero i militari americani di stanza a Sigonella e gli studenti dell’istituto Agrario e quelli dell’Alberghiero. Si restituirono così decoro e dignità a un angolo della città fino allora dimenticato e trascurato, pur in presenza del rudere di una straordinaria opera d’ingegneria idraulica del XVII secolo. Sono trascorsi due anni e tutto è stato vanificato dall’ignavia dei due Comuni, che non si sono mai preoccupati di mantenere pulito il sito, fatta salva qualche sporadica apparizione di netturbini e operai con decespugliatori, mentre la strada continua a rimanere al buio. Adesso occorre intervenire subito a rimuovere la spazzatura e a tagliare la vegetazione spontanea ormai secca, al fine di evitare il pericolo d’incendio, che causerebbe la distruzione delle recinzioni e delle capannine.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

PRESENTAZIONE LIBRO “PIANTE SPONTANEE SICILIANE MANGERECCE E VELENOSE” PROF. PIETRO SIGNORELLO

SOCI, SIMPATIZZANTI E AMICI DELL’ASSOCIAZIONE STELLE E AMBIENTE SONO INVITATI A PARTECIPARE ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL

Prof. Pietro SIGNORELLO

(già docente di Micologia nell’Università di Catania)

“PIANTE SPONTANEE SICILIANE MANGERECCE E VELENOSE”

VENERDI’ 19 GIUGNO 2015, ORE 17.30

ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITA’ DI CATANIA

VIA ANTONINO LONGO 19

Il volume sarà presentato dal prof. Pietro PAVONE.

Seguirà un rinfresco. Partecipazione libera.

AVVISO IMPORTANTE

La sede operativa dell’Associazione Stelle e Ambiente per la ricerca e la divulgazione astronomica e ambientale “Marcello La Greca”, ospitata nei locali dell’ Herborarium Museum di via Crociferi 16 (sotto l’arco di San Benedetto) Catania, è aperta tutti i MARTEDI’ NON FESTIVI, dalle 17 alle 19. 

GIUGNO, IL CIELO DEL SOLSTIZIO D’ESTATE

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GIUGNO, IL CIELO DEL SOLSTIZIO ESTIVO
Per convenzione, il 1° giugno entra l’estate meteorologica, mentre quella astronomica s’inizia il giorno del solstizio, che quest’anno cade domenica 21, alle 16.38 T.U. (Tempo Universale, corrispondente all’ora del fuso orario di Greenwich). In Italia, che è in vigore l’ora legale estiva, bisogna aggiungere due ore (TU + 2 h), corrisponde alle ore 18.38. Sarà il dì più lungo dell’anno (ricordiamo che il dì è il periodo d’illuminazione, mentre la notte è quello di oscurità: insieme formano il giorno). A Catania, il Sole sorge alle 5.38 e tramonta alle 20.24: il dì dura 14 ore e 46 minuti. Alle 13.02, il Sole raggiunge la massima altezza sull’orizzonte, che varia secondo la latitudine del luogo (nel capoluogo etneo è di 71°). Solstizio significa «Sole stazionario» (dal latino “Solis statio”) e indica che in questo momento astronomico il Sole sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto sino al 24 giugno, quando ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud sull’orizzonte. Il giorno del solstizio estivo è atteso perché primo giorno d’estate (in realtà, dopo il 21 giugno, il Sole comincia a calare, determinando lo accorciarsi graduale delle giornate), il Polo Nord è incluso nel circolo d’illuminazione (6 mesi di luce), mentre il Polo Sud ne è totalmente escluso (6 mesi di oscurità). I solstizi, nell’antichità, venivano festeggiati un po’ ovunque dai popoli pagani, dalla Grecia all’America precolombiana, fin quando la religione cristiana, conscia della portata di questi festeggiamenti, si premurò di incorporarne le date sovrapponendovi solenni celebrazioni, così come il solstizio invernale è stato sostituito dal Natale, quello d’estate dalla festa di San Giovanni che si celebra il 24 giugno: ancora una volta, una festa pagana basata sull’antica osservazione del moto apparente del Sole si è fusa con la tradizione cristiana.
Il Sole si trova nella costellazione del Toro fino al 22 giugno, quando passa nella costellazione dei Gemelli. Duemila anni fa, il giorno del solstizio, la nostra stella diurna era proiettata tra le stelle della costellazione del Cancro ed era allo zenit su tutti i punti della Terra uniti dal parallelo denominato “Tropico del Cancro”. Tale parallelo, oggi, bisognerebbe rinominarlo in “Tropico dei Gemelli”, perché a causa del millenario moto di precessione degli equinozi, il Sole é proiettato tra le stelle della costellazione dei Gemelli. In altre parole, gli astrologi descrivono i molto presunti influssi di un cielo fossile, perché lo zodiaco è “scivolato” all’indietro di una casella. Per tale motivo chi crede di essere nato, per esempio, sotto il segno del Cancro in realtà è Gemelli, così i Gemelli sono Toro, questi ultimi sono Ariete e così via. Se teniamo pure conto che il Sole transita davanti alle stelle di una tredicesima costellazione, quella di Ofiuco, dal 30 novembre al 17 dicembre, che si trova tra lo Scorpione e il Sagittario e che attraversa la prima delle due in soli sette giorni, ebbene coloro i quali sono nati in uno dei giorni di tale periodo dovranno rassegnarsi a una vita senza oroscopo.
Rapido sguardo ai pianeti. Il piccolo ed elusivo Mercurio, nella seconda parte del mese, torna visibile al mattino: il 24 giugno sorge più di un’ora prima del Sole e sarà rintracciabile a est. Il luminoso Venere è sempre più basso sull’orizzonte occidentale e, a fine giugno, tramonta poco più di due ore dopo il Sole. Il pianeta rosso Marte è inosservabile. Il gigantesco Giove, come Venere, sarà sempre più basso nel cielo occidentale e tramonta sempre più presto nelle prime ore della sera. Saturno, nelle prime ore della sera, è facilmente individuabile a Sud-Sud-Est, a mezzanotte raggiunge la massima altezza sull’orizzonte a Sud: approfittatene per osservarlo al telescopio per ammirare gli splendidi anelli. Urano e Nettuno sono visibili nel cielo orientale nelle ore che precedono l’alba, ma alla fine del mese il secondo sorge intorno alla mezzanotte ed è osservabile per l’intera notte. Pure il lontanissimo Plutone a fine di mese diventa osservabile per tutta la notte. Su questo minuscolo e remoto pianeta, dopo il 14 luglio, giorno in cui sarà raggiunto dalla sonda americana “New Horizons”, lanciata il 19 gennaio 2006.
Con l’arrivo di giugno, lo scenario celeste cambia aspetto. Appare, a sud-est, la costellazione dello Scorpione, con la brillante Antares, una supergigante che rivaleggia con Marte (Ares) per il colore rosso. Sopra lo Scorpione, appare la poco spettacolare costellazione di Ofiuco. Più a destra, la Bilancia e, alla sua sinistra, il Sagittario. Nel cielo occidentale, infine, si assiste al tramonto del Leone e della Vergine. Alte nel cielo, infine, brillano le luminose Arturo, nella costellazione del Bootes. Più a oriente spicca Vega della Lira, che insieme a Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila forma il famoso “Triangolo estivo”. Per maggiori approfondimenti e la consultazione delle cartine celesti si rimanda al sito dell’Unione Astrofili Italiani www.uai.it.
GIUSEPPE SPERLINGA

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE PAOLO ORSI TONNARA DI SANTA PANAGIA (SIRACUSA)

L’Associazione Stelle e Ambiente per la ricerca e divulgazione astronomica e ambientale “Marcello La Greca” (sede operativa: c/o Herborarium Museum di via Crociferi 16 – Catania), organizza per domenica 7 giugno una visita al Museo archeologico regionale “Paolo Orsi” e alla Tonnara di Santa Panagia di Siracusa.
Guidano i professori Salvatore Arcidiacono e Giuseppe Sperlinga e il dott. Iorga Prato.
Raduni: ore 8.30 parcheggio Parco Gioeni di via Angelo Musco e ore 9.15 area rifornimento Eni tangenziale ovest dopo svincolo di San Giorgio.
Colazione al sacco o in self service di Belvedere.
Rientro previsto ore 17.
Quote di partecipazione: € 2,00 soci; € 6,00 non soci.
Info: 3288172095, info@stelleambiente.it, www.stelleambiente.it.

LOCANDINA MUSEO PAOLO ORSI TONNARA S.PANAGIA 7GIUGNO2015