Stelle e Ambiente

Author: Giuseppe Sperlinga

6°CAFFE’&SCIENZA SULLE NUOVE FRONTIERE DEL SISTEMA SOLARE: PLUTONE DOPO IL SORVOLO DELLA SONDA NEW HORIZONS.

Interessante e applaudito 6° Caffé&Scienza su “Le nuove frontiere del Sistema solare: Plutone dopo il sorvolo della sonda New Horizons”. La brillante conversazione è stata tenuta dal presidente di Stelle e Ambiente,    prof. Giuseppe Sperlinga, all’Herborarium Museum di via Crociferi 16, per il ciclo dedicato alla memoria del vulcanologo prof. Salvatore Cucuzza Silvestri, organizzati dall’associazione Stelle e Ambiente con la collaborazione dell’Herborarium Museum. Inizialmente, il prof. Sperlinga ha ricordato la figura di vulcanologo e divulgatore scientifico del prof. Cucuzza Silvestri commentando una serie di foto del 1998 scattate durante una lezione itinerante lungo le lave del lungomare e di Aci Castello e nella grotta Micio Conti di San Gregorio. Poi, il relatore ha fatto una lunga descrizione dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche sul Sistema Solare, fino alle ultime scoperte effettuate dalla sonda della Nasa New Horizons, che lo scorso 14 luglio ha effettuato un fly by su Plutone e su una delle sue sue cinque lune, Caronte. Dopo la piccola degustazione, sono seguite da via Crociferi osservazioni astronomiche con i telescopi (dott. Iorga Prato e universitario Francesco Di Grazia) e riconoscimento a occhio nudo delle principali costellazioni estive (dott.ssa Marica Rubino).

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LE NUOVE FRONTIERE DEL SISTEMA SOLARE: PLUTONE DOPO IL SORVOLO DELLA SONDA NEW HORIZONS

Domenica 23 agosto, alle 19, nella sala dell’Herborarium Museum (via Crociferi 16), per il ciclo dei Caffè&Scienza dedicati alla memoria del vulcanologo prof. Salvatore Cucuzza Silvestri, organizzati dall’associazione Stelle e Ambiente con la collaborazione dell’Herborarium Museum, il prof. Giuseppe Sperlinga, presidente di Stelle e Ambiente, terrà una conversazione accompagnata da immagini su “Le nuove frontiere del Sistema solare: Plutone dopo il sorvolo della sonda New Horizons”.
Dopo la piccola degustazione, alle 20, seguiranno da via Crociferi osservazioni astronomiche con i telescopi (dott. Iorga Prato e universitario Francesco Di Grazia) e riconoscimento a occhio nudo delle principali costellazioni estive (dott.ssa Marica Rubino).
Prenotazione obbligatoria al 3495397736 oppure museo.herborarium@gmail.com.

LOCANDINA C&S PLUTONE 23AGOSTO2015

CALICI E STELLE A PIANO DEI GRILLI (BRONTE – ETNA OVEST)

Finalmente, la sera del 9 agosto niente nuvole in cielo a Piano dei Grilli (Bronte, Etna ovest) e così i telescopi di Stelle e Ambiente manovrati da Stefano Distefano (associazione astrofili belepassesi) e da Iorga Prato hanno consentito di ammirare Saturno e altri oggetti celesti ai numerosi partecipanti all’evento “Calici e Stelle” organizzato dall’associazione “Etna e Dintorni”.11811332_516831805141962_8255884298150625420_n

DOMINANO LE METEORE NEL CIELO AGOSTO 2015

PERSEIDI

DOMINANO LE METEORE NEL CIELO AGOSTO 2015

“San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l’aria tranquilla / arde e cade, perché sì gran pianto / nel concavo cielo sfavilla…”. Così, Giovanni Pascoli, nella sua celeberrima lirica “X agosto” dedicata alla morte del padre, avvenuta nella notte di San Lorenzo del 1860. Nella tradizione popolare, infatti, le “stelle cadenti” d’agosto sono dette pure “fuochi di San Lorenzo”, ossia le scintille del fuoco che ardeva sotto la graticola del santo durante il martirio avvenuto il 10 agosto del 258. In realtà, San Lorenzo non morì abbrustolito, bensì decapitato, ma la leggenda della graticola è piaciuta di più all’immaginario popolare, né mancano i proverbi, come quello veneto secondo cui “San Lorenzo dei martiri inozenti, casca dal ciel carboni ardenti”.

E’ fin troppo evidente che non sono stelle che precipitano nello spazio a lasciare le scie luminose che solcano il cielo, le stesse al cui passaggio esprimiamo desideri col naso all’insù, ma si tratta di polveri e piccoli detriti che “cadendo” ad altissime velocità contro la nostra atmosfera bruciano e la ionizzano mostrandoci nel cielo l’effimera scia di luce. Le comete, infatti, a ogni passaggio vicino al Sole perdono una considerevole parte della propria massa sotto forma di particelle che continuano a rivolvere attorno al Sole per millenni. Il fenomeno delle “stelle cadenti” avviene quando tali frammenti (detti meteoroidi) attraversano l’atmosfera terrestre. Essi, entrando nell’alta atmosfera, si riscaldano per attrito. Se si disintegrano completamente, cadrà sul nostro pianeta una polvere finissima di cui nemmeno ci accorgiamo. Diversamente, ciò che non brucia riesce a raggiungere il suolo e i residui sono detti meteoriti. Le stelle cadenti… cadono ogni notte, ma si hanno “sciami” che si ripresentano sempre alla stessa data. Il fatto è che i meteoroidi possono trovarsi concentrati in un ben preciso punto dell’orbita terrestre: ogni volta che la Terra attraversa quel punto della propria orbita, si ha la pioggia di “stelle cadenti”. La combinazione del moto di rivoluzione terrestre attorno al Sole e di quello proprio dei meteoroidi (anch’essi orbitanti attorno al Sole) fa sì che l’osservatore abbia l’impressione di vedere le scie delle stelle cadenti provenire da un preciso punto fra le stelle, detto “radiante” e la costellazione in cui esso si trova dà il nome allo sciame. Le “lacrime di San Lorenzo”, che appaiono provenire dalla costellazione di Perseo, si chiamano Perseidi, la cui pioggia di meteore comincia alla fine di luglio e termina a metà agosto, mentre la massima attività non accade come si crede la notte di San Lorenzo, ma in quella tra il 12 e 13 agosto. Le Perseidi sono state osservate per la prima volta, nel 36 d.C., dai Cinesi, ma fu l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, nel 1866, che intuì che lo sciame deriva dalla cometa Swift-Tuttle. Scelto un luogo lontano dalle luci cittadine, il modo migliore per osservare le più famose meteore dell’anno è quello di sedersi comodamente su di una sdraio e puntare lo sguardo verso il cielo, i binocoli e i telescopi non servono. Qualsiasi direzione va bene, ma conviene osservare, nella seconda metà della notte, dalla parte dove si trova il radiante, che nel caso delle Perseidi si trova a nord-est. Quest’anno, l’osservazione è favorita dall’assenza dei bagliori della Luna, che è vicina al novilunio e sorgerà alla fine della notte, e se le previsioni meteo saranno favorevoli si stima che si potranno osservare oltre un centinaio di meteore all’ora. Sempre in agosto, è possibile osservare altri sciami meteorici meno famosi delle Perseidi, quali sono le Alfa Capricornidi (inizio del mese), le Delta Aquaridi (il 9) e le Aquilidi (l’11). Insomma, ogni sera è buona per stare col naso all’insù ed esprimere desideri da esaudire, che non mancano, dati i tempi che corrono…

Ma, nel cielo di agosto non brillano soltanto meteore, perché la volta celeste offre molto di più, a cominciare dall’asterismo del Triangolo Estivo, quasi allo zenit, formato dalle stelle Vega della Lira, Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila. Volgendo lo sguardo verso sud spicca il Sagittario (in questa direzione è situato il centro della Via Lattea) e proseguendo verso ovest si potranno individuare le costellazioni della Bilancia e dello Scorpione, prossime al tramonto; a sud-est, ma con l’aiuto di una cartina, si trovano le grandi costellazioni del Capricorno e dell’Acquario ma prive di stelle brillanti; a nord-ovest, la brillante stella Arturo di Bootes, dall’inconfondibile forma ad aquilone. Vega è un ottimo punto di riferimento per rintracciare, verso ovest, la costellazione di Ercole e, più in basso, l’ampia ma poco appariscente costellazione dell’Ofiuco. Volgendo lo sguardo verso nord, spiccano le due Orse Maggiore e Minore, quest’ultima con la Stella Polare, e l’inconfondibile “W” di Cassiopea. Nel cielo orientale, infine, appare il grande quadrilatero di Pegaso, seguito da Andromeda e Perseo, che domineranno i cieli autunnali.

Infine, i pianeti. L’unico visibile a occhio nudo è Saturno, nel cielo sud-occidentale, nelle prime ore della notte. Occorre, invece, un buon telescopio per rintracciare Urano (a est, prima di mezzanotte) e Nettuno (a sud-est nella prima parte della notte, a sud dopo la mezzanotte, a sud-ovest prima dell’alba). Plutone, in luglio balzato agli onori della cronaca grazie al sorvolo della sonda New Horizons, è osservabile per l’intera notte, inizialmente nel cielo meridionale, poi a sud-ovest, tra le stelle della costellazione del Sagittario, dove rimarrà fino al 2023.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

 

ESTATE ALL’ORTO DEI SEMPLICI (SUGGERITA DA STELLE E AMBIENTE)

LOCANDINA 10AGOSTO2015 ORTO DEI SEMPLICI

L’ESTATE ALL’ORTO 2015 – VI EDIZIONE

La VI edizione dell’Estate all’Orto, che quest’anno si avvarrà della collaborazione di una società specializzata nella fornitura di servizi per l’ecoturismo, la SEcotur 4.0 s.r.l., avrà inizio il 25 luglio con una serata dedicata alla ciliegia dell’Etna e proseguirà con diverse proposte tra cui la cucina narrativa, il teatro di paglia attorno al fuoco, le scampagnate domenicali, i laboratori educativi ed il campeggio per ragazzi per conoscere il Parco dell’Etna,………..a presto!!!

PROGRAMMA

  • 25 luglio dalle ore 20:00 – Sua dolcezza la Cirasadell’Etna
  • 26 luglio dalle ore 20:00 – Cucina narrativa: i piatti di nonna Maria
  • 1 agosto dalle ore 20:00 – Teatro di paglia attorno al fuoco: Le atmosfere indiane con Fulvio Farkas (tabla e santoor) e Dario Tricomi (sitar). Viaggio tra Oriente e Occidente itinerari, esplorazioni, emozioni, improvvisazioni sui temi dei raga ed i tala dell’Ichiandia
  • 2 agosto dalle ore 20:00 – Cucina narrativa: i piatti di nonna Pina
  • 6 agosto dalle ore 20:00 – Teatro di paglia attorno al fuoco: “Io Cantastorie” uno spettacolo di teatro canzone in cui Carlo Barbera, canta brani cantastoriali, di propria composizione o anche di altri autori
  • 8 agosto dalle ore 19:00 – Teatro di paglia attorno al fuoco: Atmosfere Blues” con Paolo
  • Capizzi (chitarra) e Fulvio Farkas (percussioni)
  • 9 agosto dalle ore 20:00 – Cucina narrativa: i piatti di nonna Maria
  • 10 agostodalle ore 20:00 – Degustando con le stelle. Cucina tipica siciliana e osservazioni astronomiche con i telescopi dell’Associazione “Stelle e Ambiente”
  • 13 agosto dalle ore 19:00 – Teatro di paglia attorno al fuoco: Note d’oriente, spettacolo di danza orientale
  • 14 agostodalle ore 20:00 Teatro di paglia attorno al fuoco: “L’Odissea” i viaggi di Ulisse raccontati in maniera divertente da Carlo Barbera
  • 15 agosto dalle 13:00– Scampagnata all’orto con degustazione di prodotti tipici
  • 15 agosto dalle ore 20:00 – Notte di ferragosto con le note musicali degli Sugareight
  • 16 agostodalle 13:00 – Scampagnata all’orto con degustazione di prodotti tipici
  • 22 agostodalle ore 20:00 – Degustando con danze orientali
  • 23 agosto dalle 13:00 – Scampagnata all’orto con degustazione di prodotti tipici
  • 23 agostodalle ore 20:00 – Cucina narrativa: o piatti di nonna Pina
  • 29 agosto dalle ore 19:00 – Teatro di paglia attorno al fuoco: duo Capizzi -Gentile, chitarre, flauto, voci, un tuffo nostalgico nella West coast di Crosby, Stills, Nash & Young
  • 30 agosto dalle 13:00- Scampagnata all’orto con degustazione di prodotti tipici
  • 5 settembre – Alea Trio con Giuseppe Privitera (violino), Maurizio La Ferla (pianoforte), Pier Paolo Alberghini (contrabbasso)

La degustazione dei prodotti tipici si effettua tutte le domeniche a pranzo e a cena esclusivamente tramite preventiva prenotazione info@secotur.it, 095 9515767, 3470364704

Per saperne di più:

http://www.lortodeisemplici.it/

RINVIATA PER IL MALTEMPO LA SERATA CON LE STELLE A RAGALNA

AVVISO IMPORTANTE.
A causa delle pessime condizioni meteorologiche su Ragalna, gli organizzatori hanno ritenuto opportuno rinviare a data da destinarsi la manifestazione “Serata con le stelle” programmata per stasera, venerdì 24 luglio, a piazza Cisterna. Il prossimo appuntamento con le stelle è programmato per VENERDI’ 21 AGOSTO, SEMPRE A PIAZZA CISTERNA E DALLE 20 ALLE 22, con i telescopi dell’associazione “Stelle e Ambiente” e dell’amico Stefano Distefano dell’associazione astrofili belpassesi.

SERATA CON LE STELLE A RAGALNA

Venerdì 24 luglio, dalle 20.30 alle 22, in piazza Cisterna, si svolgerà la prima delle tre serate estive con le stelle programmate dall’amministrazione comunale con la collaborazione dell’associazione Stelle e Ambiente di Catania e dell’associazione astrofili belpassesi. Al tramonto, dopo l’oscuramento dei lampioni della piazza, sarà possibile ammirare al telescopio i crateri della Luna al primo quarto e il pianeta Saturno con i suoi anelli e riconoscere a occhio nudo le principali costellazioni estive con l’ausilio di un potente laser astronomico, con la guida del prof. Giuseppe Sperlinga, del dott. Iorga Prato, di Stefano Di Stefano e del giovane universitario Francesco Di Grazia. La partecipazione è libera. In caso di maltempo, la manifestazione sarà rinviata ad altra data da stabilire.

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E’ ARRIVATA LA SONDA NEW HORIZONS, PLUTONE SVELA I SUOI MISTERI

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Il 14 luglio 2015 entrerà di diritto nella storia delle esplorazioni spaziali: il pianeta Plutone non sarà più un puntino luminoso. A rivelarci com’è fatto e a fotografarlo da vicino, per la prima volta, sarà New Horizons (Nuovi Orizzonti), la sonda della Nasa che, dopo aver viaggiato nello spazio per nove anni è mezzo e percorso cinque miliardi di chilometri, raggiungerà e sorvolerà il lontanissimo pianeta, l’unico dei corpi del Sistema solare a non essere stato ancora avvicinato da una navicella interplanetaria automatica. Sarà una vera e propria toccata e fuga, perché al momento del massimo avvicinamento, che avverrà alle 13,50 (ora italiana) di oggi, la sonda viaggerà nello spazio a 49.600 km/h e sarà distante 12.500 km da Plutone e 27.000 km da Caronte, il maggior satellite dei cinque che formano la sua corte di lune.

Lanciata dalla base di Cape Canaveral, il 19 gennaio 2006, New Horizons ha come obiettivi principali la conoscenza della geologia e morfologia di Plutone e di Caronte, analizzare l’atmosfera del pianeta, realizzare una mappa della superficie dei due corpi celesti: il mancato raggiungimento di uno solo di questi traguardi sarà considerato dalla Nasa come il fallimento della missione. Numerosi, invece, gli obiettivi secondari, tra cui l’osservazione dei quattro satelliti minori Stige, Notte, Cerbero e Idra, la scoperta di altri satelliti o anelli finora sconosciuti, ricercare una eventuale atmosfera di Caronte, mappare le temperature superficiali, individuare altri satelliti e anelli.

La navicella spaziale New Horizons ha la forma triangolare, con un generatore di energia elettrica basato sul decadimento di isotopi radioattivi e un’antenna parabolica da 2,5 metri di diametro, trasmette utilizzando una parte della banda delle microonde usata per le comunicazioni satellitari, usa l’idrazina come combustibile per il controllo e l’assetto orbitali, le fotocamere sono montate su un solo lato e ha un peso totale è di 470 kg. La sonda è dotata di sofisticati strumenti: il Long Range Reconnaissance Imager (Lorri), che è fotocamera digitale ad alta risoluzione; il Pluto Exploration Remote Sensing Investigation (Persi) formato da un telescopio e un dispositivo ad accoppiamento di carica (Ccd) per le lunghezze d’onda visibili; uno spettrometro per l’infrarosso (Leisa) e uno spettrometro per l’ultravioletto (Alice). Le particelle ad alta energia sono analizzate da un analizzatore toroidale elettrostatico (Swap) e da un sensore di elettroni (Peppsi). La sonda, infine, è dotata del Radio Science Experiment (Rex) che utilizza un oscillatore molto stabile per compiere analisi radio sul pianeta nano e dello Student-built dust counter (Sdc), che ha il compito di misurare le particelle solari.

La sonda “New Horizons” doveva essere lanciata 17 gennaio 2006, ma le avverse condizioni meteo costrinsero i tecnici a un rinvio di due giorni, che avvenne da Cape Canaveral, in Florida, dopo aver aggiunto un terzo stadio per fornire al razzo la necessaria potenza per raggiungere la velocità di fuga per sfuggire all’attrazione gravitazionale della Terra. Dopo tredici mesi di viaggio, la sonda raggiunse Giove e il sorvolo ravvicinato (fly-by) del gigantesco pianeta gassoso fu sfruttato per eseguire un rapido monitoraggio dell’atmosfera gioviana e dell’attività vulcanica sul turbolento Io, una delle quattro lune gioviane scoperte da Galileo nel 1610. Sfruttando poi l’effetto fionda gravitazionale, la sonda è stata rilanciata nello spazio e, durante il suo tragitto verso Plutone, è transitata nei pressi del punto lagrangiano L5 dell’orbita di Nettuno che ospita gruppi di asteroidi detti “Troiani”. Non è superfluo ricordare che nell’orbita di un grande pianeta perturbatore (Giove, Nettuno, per esempio) vi sono due punti, L4 e L5, detti lagrangiani (dedicati al grande matematico e astronomo Joseph-Louis Lagrange, al secolo Giuseppe Luigi Lagrangia, nato a Torino nel 1736 e morto a Parigi nel 1813), in cui vi sono condizioni di stabilità orbitale in grado di preservare gli oggetti che vi risiedono da possibili orbite caotiche. In questi punti, vi risiedono svariati asteroidi, i “Troiani”, che sfuggono al destino di precipitare sul Sole o essere espulsi dal Sistema Solare. Pur non essendo massiccio come Giove, Nettuno possiede dei “Troiani”, finora se ne conoscevano cinque, tutti localizzati solo in L4. Nel 2008, in L5, è stato individuato il primo Troiano e denominato “2008 LC18”.

Torniamo alla missione di New Horizons. I generatori che ha a bordo sono in grado di fornire alla sonda 225 watt di potenza e, tenendo conto dei tempi di decadimento del plutonio, questo piccolo ma attrezzatissimo laboratorio spaziale dovrebbe cessare di funzionare tra una decina d’anni, quando sarà a una sessantina di Unità Astronomiche di distanza dal Sole (1 U.A. corrisponde a circa 150 milioni di km). Dopo la prima correzione di rotta avvenuta alla fine di gennaio 2006, il 7 aprile la sonda sorvolò il pianeta rosso, Marte, e nel periodo maggio-ottobre entrò nella fascia degli asteroidi, sorvolando l’asteroide “132524 APL”, una sorta di sasso spaziale di circa 2,3 km di diametro formato da silicati di nichel, ferro e magnesio, un utile test che ha permesso alla sonda di saggiare la sua capacità di seguire oggetti in rapido movimento.

Il 28 febbraio dell’anno successivo, New Horizons sorvolò Giove, la fotocamera Lorri riprese le prime immagini di Giove e, dopo aver puntato i suoi strumenti verso i satelliti gioviani, tra cui Io e i suoi turbolenti vulcani, ed effettuato analisi della “Piccola Macchia Rossa”, della magnetosfera e del sistema di anelli, la sonda sfruttò la fionda gravitazione del gigante gassoso per passare in rassegna Saturno (giugno 2008), Urano (marzo 2011) e Nettuno (agosto 2014).

Lo scorso 4 luglio, a pochi giorni dal traguardo, un serio problema tecnico ha seminato il panico tra i tecnici che seguono da Terra la missione: la sonda è improvvisamente entrata in modalità di sicurezza per una improvvisa anomalia che ha bloccato il funzionamento di tutte le apparecchiature scientifiche di bordo, per fortuna risolto in un paio di giorni. I tecnici del Centro di controllo della sonda New Horizons del Laboratorio di Fisica applicata della John Hopkins University di Laurel, nel Maryland, infatti, nel giorno dell’Independence Day hanno vissuto un’ora e mezza di autentico terrore quando s’interruppe il contatto con il Deep Space Network della Nasa, che è il sistema di antenne che consente le comunicazioni tra New Horizons e il centro di controllo di Laurel. Era successo che il pilota automatico della sonda aveva rilevato un problema e l’aveva messa in “safe mode”. Per fortuna, il problema è stato risolto in appena un paio di giorni e la missione New Horizons è tornata alla sua normale operatività scientifica. Tutto ciò accadeva mentre la sonda era a quasi cinque miliardi di km di distanza dalla Terra e i suoi segnali radio, pur viaggiando alla velocità della luce, impiegavano quattro ore e mezza per arrivare al centro di controllo di Laurel e altrettanti per tornare indietro.

Martedì 14 luglio, sei ore prima di arrivare al punto minimo di avvicinamento, saranno avviate le osservazioni di Plutone, che punteranno al rilevamento della presenza di eventuali anelli o satelliti. Poi, per tre giorni, saranno avviate le riprese a lungo raggio, inclusa la mappatura di Plutone e Caronte con risoluzione di 40 km. Durante il sorvolo, la fotocamera digitale ad alta risoluzione “Lorri” acquisirà immagini con risoluzione di 50 m/px, sarà eseguita la mappatura a quattro colori del lato illuminato  con una risoluzione di 1,6 km. Contemporaneamente, entreranno in azione lo spettrometro per l’ultravioletto “Alice” che analizzerà l’atmosfera e gli strumenti Swap e Peppsi, che effettueranno campionamenti dell’alta atmosfera, altri strumenti accerteranno la presenza di polveri e di anelli, “Rex” effettuerà le analisi radio attive e passive, perché da Terra sarà trasmesso un potente segnale radio nel momento in cui la sonda transiterà dietro al disco di Plutone, in modo da consentire ai sistemi di telecomunicazione della sonda il rilevamento della perdita e la successiva riacquisizione del segnale quando essa emergerà dall’altro lato del pianeta. In tal modo, sarà possibile ricavare il diametro del pianeta, la densità atmosferica e la sua composizione. Sarà un esperimento inedito, perché per la prima volta sarà utilizzato un segnale proveniente dalla Terra. In passato, infatti, il segnale era inviato dalla sonda verso la Terra. Altre misurazioni riguarderanno la massa del pianeta, mentre l’emisfero al buio sarà visibile tramite la luce solare riflessa da Caronte, che potrebbe far risaltare la presenza di eventuali anelli.

Durante il fly-by, le strumentazioni riprenderanno le immagini con una risoluzione massima di 25 m/pixel, a quattro colori, una mappa globale con risoluzione di 1,6 km nella banda dell’infrarosso, una mappa da 7 km/pixel globalmente o localmente di 0,6 km/pixel, al fine di poter definire l’atmosfera dei pianeti. Poi, la sonda lascerà Plutone per penetrare nella “Fascia di Kuiper”, una regione del Sistema Solare che si estende dall’orbita di Nettuno fino a 50 Unità Astronomiche dal Sole. In tale regione, che è popolata da corpi minori del nostro sistema planetario e ricorda la fascia degli asteroidi posta tra le orbite di Giove e Marte, sono stati scoperti un migliaio di oggetti definiti “Kuiper belt objects” (Kbo) e si pensa che ne possano esistere oltre centomila con diametro superiore ai 100 km.

Per finire, una curiosità. New Horizons contiene una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh (1906-1997), l’astronomo americano che, il 18 febbraio 1930, appena ventiquattrenne, scoprì Plutone, al cui esistenza era stata ipotizzata dal grande astronomo statunitense Percival Lowell. Al termine della missione, la sonda si perderà nello spazio e quelli di Tombaugh saranno i primi e finora unici resti umani a varcare i confini del Sistema Solare.

GIUSEPPE SPERLINGA

PLUTONE, CHI E’ COSTUI?

Plutone descrive un’orbita molto ellittica (dista 4,5 miliardi di km al perielio, circa 7,5 miliardi all’afelio) e impiega 247,8 anni per percorrerla, ha un moto di rotazione attorno al proprio asse di poco più di sei giorni, il suo diametro è una volta e mezza più piccolo della nostra Luna e per sfuggire alla sua forza di gravità occorre imprimere una velocità di appena 1.230 m/s (Luna 2.380 m/s, Terra 11.186 m/s). Un uomo di 100 kg, su quel mondo lontanissimo e gelido (quasi 250°C sotto lo zero), peserebbe appena 7 (16,6 sulla Luna). Nel 2006, ha perduto il rango di pianeta ed è stato classificato dalla comunità astronomica internazionale (Uai) come “pianeta nano”, vale a dire è un oggetto planetario che rivolve attorno a una stella e possiede una massa tale da fargli assumere una forma sferoidale, ma che non è stato in grado di “ripulire” la propria orbita da altri oggetti di pari dimensioni. E’ una definizione molto discussa e discutibile, sia perché “nano” non significa di piccole dimensioni, sia perché nessun oggetto può “ripulire” del tutto la propria fascia orbitale. L’Uai riconosce lo status di pianeti nani a Cerere, Plutone, Haumea, Makemake ed Eris. Plutone è circondato da cinque lune: Caronte, Notte, Idra, Cerbero e Stige. Molti astronomi ritengono che la coppia Plutone-Caronte formi un sistema planetario binario (nano, ovviamente). In altre parole, Caronte e Plutone ruotano attorno al comune baricentro che non ricade all’interno di quest’ultimo. Per gli astrologi, Plutone eserciterebbe presunti influssi in tutti coloro i quali sono nati sotto i dodici segni zodiacali (che, in realtà, con Ofiuco sono tredici). Peccato, però, che Plutone lo conosciamo da appena 85 anni e per completare la sua orbita dovranno trascorrere altri 163 anni!

                                                                                                                      G.S.