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BRILLANO GIOVE E SATURNO NEL CIELO DELL’EQUINOZIO AUTUNNALE

BRILLANO GIOVE E SATURNO NEL CIELO DELL’EQUINOZIO AUTUNNALE

Quest’anno, l’equinozio d’autunno cade il 23 settembre. L’alternarsi delle stagioni non dipende dalla vicinanza o lontananza del nostro pianeta dal Sole, ma dall’inclinazione dell’asse terrestre, che è di 66°33’ rispetto al piano dell’orbita (l’eclittica). Nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole, la Terra viene a trovarsi in quattro posizioni particolari nei giorni che determinano l’inizio delle quattro stagioni astronomiche. Il giorno dell’equinozio d’autunno, la Terra transita nel punto d’intersezione tra l’eclittica e il piano dell’equatore celeste: è il cosiddetto “punto omega o punto della Bilancia” (quello opposto è il “punto gamma o punto d’Ariete” e corrisponde all’equinozio di primavera). Quel giorno, il Sole sarà allo zenit all’equatore e sarà il giorno in cui il periodo d’illuminazione (il dì) e quello di oscurità (la notte) hanno la stessa durata e il circolo di illuminazione “taglia” in due parti uguali entrambi i poli terrestri. In realtà, il “punto omega” dovrebbe essere rinominato “punto della Vergine” anziché della Bilancia come detto, perché il 23 settembre il Sole non transita più tra le stelle della costellazione della Bilancia, ma tra quelle della Vergine, dove esso si trova sin dal 17 settembre. Questo slittamento di una casella zodiacale è dovuto alla precessione degli equinozi, un lento fenomeno millenario causato dall’attrazione esercitata dalla Luna e dal Sole sul rigonfiamento equatoriale terrestre che tende a raddrizzare l’asse del nostro pianeta, il quale, opponendosi col suo moto di rotazione, provoca sia il cambiamento della direzione dell’asse terrestre, sia la posizione dei punti gamma e omega. Ovviamente, pure il “punto d’Ariete” dovrebbe cambiare denominazione e assumere quella di “punto dei Pesci” giacché il giorno dell’equinozio primaverile il Sole transita tra le stelle di quella costellazione. Questi fenomeni non sono tenuti in considerazione dagli astrologi nella formulazione dei loro fantasiosi oroscopi e la gente credendo di leggere il proprio oroscopo in realtà legge quello di un altro. Ma, questo, è un altro discorso. Le fasi lunari: primo quarto il 6, plenilunio il 14, ultimo quarto il 22 e novilunio il 28.

Uno sguardo ai pianeti. Il minuscolo Mercurio sarà inosservabile nella prima parte del mese, poi lo vedremo in orario serale, a occidente, ma sarà molto basso e difficile da individuare. Il luminoso Venere torna finalmente a far capolino nel cielo serale, ma sarà anch’esso molto basso sull’orizzonte occidentale e tramonta una trentina di minuti dopo il Sole. Marte sarà inosservabile per tutto il mese, tornerà a essere visibile in ottobre, nel cielo orientale, prima che sorga il Sole. Il gigantesco Giove continuerà a brillare in prima serata nell’orizzonte sud-occidentale, dove alla fine del mese tramonterà verso le 22. Saturno sarà osservabile nel cielo meridionale nella prima parte della notte. Urano e Nettuno sono visibili al telescopio per quasi tutta la notte e sono rintracciabili dapprima a est e poi verso sud. Da non perdere, la sera del 6 settembre, l’allineamento formato dalla Luna al primo quarto, Giove e la stella Antares, il “cuore” rosso dello Scorpione.

Per finire, le costellazioni del cielo dell’equinozio autunnale. Allo zenit, campeggia ancora l’asterismo del Triangolo Estivo, ai vertici del quale vi sono le stelle Deneb del Cigno (la più settentrionale e la meno luminosa delle tre), Vega della Lira (la più brillante e la più meridionale) e Altair dell’Aquila. Nell’orizzonte settentrionale, caratterizzato dalla presenza costante delle stesse costellazioni circumpolari, in prima serata, si mostra il Gran Carro dell’Orsa Maggiore molto basso sull’orizzonte, poi Cefeo e Cassiopea. Verso ovest, si avviano lentamente al tramonto lo Scorpione, il Sagittario, l’Ofiuco ed Ercole. Nel cielo meridionale, invece, sono visibili il Capricorno, l’Acquario e i Pesci, tutte prive di stelle brillanti. A oriente, infine, è possibile rintracciare le costellazioni di Andromeda con l’omonima galassia M31e quella del Perseo con il suo famoso Doppio Ammasso.

Infine, rivolgiamo il nostro ricordo al giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, ideatore di questa rubrica di divulgazione astronomica che curò per oltre mezzo secolo, fino a pochi giorni della sua scomparsa, avvenuta il 4 settembre del 2012.

                                   GIUSEPPE SPERLINGA

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