Stelle e Ambiente

Il Cielo

ECLISSI PARZIALE DI SOLE E PIOGGIA DI STELLE CADENTI NEL CIELO AUTUNNALE DI OTTOBRE

ECLISSI PARZIALE DI SOLE E PIOGGIA DI STELLE CADENTI NEL CIELO AUTUNNALE DI OTTOBRE

Ottobre sarà un mese ricco di avvenimenti celesti. L’evento il più atteso è l’eclissi parziale di Sole di martedì 25: la Luna sarà nuova e si troverà nel nodo di congiunzione, si troverà in linea tra la Terra e la nostra stella diurna. Sperando nella collaborazione delle condizioni meteorologiche, potremo assistere a questo suggestivo fenomeno dalle 11.20 in poi e sarà ben visibile dalla nostra penisola. Ne riparleremo a suo tempo in maniera dettagliata. Nel frattempo dotiamoci di vetri da saldatore con indice di protezione pari o superiore a 14 acquistabili nei negozi di ferramenta oppure degli speciali occhialini in “mylar” (filtri composti da due strati sottili di polietilentereftalato separati da un foglietto di alluminio per impedire ai raggi solari di danneggiare la retina) facilmente reperibili nei negozi di ottica oppure on line. Ovviamente, pure gli strumenti di osservazione dovranno essere dotati di appositi filtri. Si raccomanda di non guardare mai direttamente il Sole, né a occhio nudo, né – peggio – con binocoli o telescopi, perché può causare danni irreversibili alla retina e persino la cecità. Da escludere assolutamente l’uso di occhiali scuri da Sole, vetri affumicati fai da te, di code di vecchie pellicole fotografiche e di lastre radiografiche.

 Nel corso del mese, l’osservazione di Saturno e Giove sarà ancora ottimale, con la Luna che li incontrerà nelle sere tra il 5 e l’8, mentre prima dell’alba del 15 ci sarà la congiunzione con il pianeta rosso, Marte. Due gli sciami meteorici di rilievo nel cielo di ottobre: le Draconidi, tra l’8 e il 9, con radiante (il punto dal quale sembrano provenire le scie luminose) nella testa della costellazione del Drago, e le Orionidi, tra il 20 e il 23, le stelle con radiante nei pressi della costellazione di Orione.

Nel cielo astronomico di ottobre il Triangolo Estivo è ancora visibile in prima serata, Sagittario e Capricorno si avviano a tramontare verso ovest, oltre il quale si è già tuffato lo Scorpione, l’uccisore del grande cacciatore Orione, la cui costellazione comincia a far capolino nel cielo orientale insieme con l’Ariete e il Toro con Aldebaran. Nel cielo meridionale si notano le poco appariscenti costellazioni dell’Acquario e dei Pesci, mentre in quello settentrionale ruotano attorno alla Polare le costellazioni circumpolari, vale a dire l’Orsa Maggiore, Cefeo, Cassiopea con la bella nebulosa Cuore (nella foto di Franco Traviglia), Drago, Giraffa e Lince. Nel cielo di Nord-Est ci sono i Gemelli, l’Auriga con la luminosa Capella e il Perseo con il Doppio Ammasso Xi e Chi Persei e la Nebulosa California. Allo zenit, spicca la costellazione di Andromeda con l’omonima galassia M31 (nella foto di Franco Traviglia) l’unica visibile a occhio nudo e, nei pressi, noteremo la coppia regale Cefeo e Cassiopea e il cavallo alato Pegaso. A Nord-Ovest, infine, il Bovaro (Boote o Bifolco) ed Ercole.

I pianeti. Il piccolo Mercurio sarà visibile tra le stelle della Vergine prima dell’alba fino a metà del mese, poi si avvicina sempre più al Sole col quale sarà in congiunzione nel mese di novembre. Il luminoso Venere sarà visibile tra le stelle della Vergine (alla fine del mese passa nella Bilancia) all’alba fino al 2. Marte lo vedremo in seconda serata per gran parte della notte tra le stelle del Toro, ma a fine mese il pianeta rosso sorgerà dopo il tramonto per a notte fonda; il 30 invertirà il suo moto apparente da diretto a retrogrado e apparirà in cielo stazionario. Giove continuerà a essere visibile per tutta la notte proiettato tra le stelle dei Pesci. Saturno si vedrà per gran parte della notte nel Capricorno. Urano e Nettuno, infine, saranno visibili per tutta la notte, il primo nella costellazione dell’Ariete, il secondo in quella dell’Acquario.

Il dì continua ad accorciarsi e avrà la minima durata il 21 dicembre, giorno del solstizio invernale. Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 torneremo all’ora solare spostando indietro di un’ora le lancette dell’orologio. Sarà l’ultima volta di questo stucchevole “balletto delle lancette” cui siamo sottoposti, ininterrottamente, sin dal 1966? Ancora non è dato sapere. È certo che, oggi più che in passato, è prepotentemente balzata alla ribalta l’idea di mantenere per sempre l’ora legale tutto l’anno che ci consentirebbe di risparmiare energia.

                                                                                   GIUSEPPE SPERLINGA

CIELO OTTOBRE2022 LA SICILIA 29SETTEMBRE2022 DOPPIO AMMASSO PERSEO E NEBULOSA CUORE FOTO TRAVIGLIA-CATALANO 24GENNAIO2022 ECLISSE PARZIALE DI SOLE ECLISSI PARZIALE DI SOLE 20 MARZO2015 CARTINA SIMULAZIONE SCHEMA ECLISSI DI SOLE

Il quotidiano “La Sicilia” di oggi, martedì 30 agosto 2022, pubblica la consueta rubrica dedicata alla divulgazione astronomica a firma di chi scrive.
Ecco, qui di seguito, il testo integrale dell’articolo che ha dovuto subire un piccolo taglio per esigenze di spazio.
Buona lettura!
G.S.
PEGASO, IL CAVALLO ALATO CHE GALOPPA NEL CIELO DELL’EQUINOZIO AUTUNNALE
Il 4 settembre ricorre il decimo anniversario della scomparsa del giornalista e astrofilo Luigi Prestinenza. Gli anni passano, ma il ricordo di Prestinenza, che firmava questa rubrica con lo pseudonimo “Scrutator”, è sempre vivo, perché fu un uomo che amò la Cultura e, per una quarantina d’anni, divulgò l’Astronomia nelle scuole e tra la gente con corsi, seminari, conferenze e serate astronomiche con l’uso di telescopi.
In settembre, il periodo d’illuminazione (il dì) continuerà ad accorciarsi fino al giorno dell’equinozio d’autunno, che quest’anno cade alle 3,04 di venerdì 23, giorno in cui avrà la stessa durata di quello di oscurità (la notte). Il Sole sorgerà e tramonterà rispettivamente a Est e a Ovest, a mezzogiorno sarà allo zenit sull’Equatore e passerà per il “Punto omega o punto della Bilancia” (l’intersezione tra il piano dell’equatore celeste e quello dell’orbita terrestre), il circolo di illuminazione divide in parti uguali i due poli Nord e Sud, ha inizio l’autunno nell’emisfero boreale e la primavera in quello australe.
A occidente, le costellazioni estive di Ercole, Lira, Ofiuco, Aquila e Sagittario si avviano lasciare la scena celeste a quelle autunnali di Andromeda, Ariete, Pesci e Toro, già apparse sull’orizzonte orientale. Alte nel cielo, sopra le nostre teste, continuano a dominare le costellazioni del Cigno (la “Croce del Nord”) con la supergigante bianca Deneb (in arabo significa “coda”) una stella sessantamila volte più luminosa del nostro Sole, di Cefeo (riconoscibile per la sua forma a casetta) e della minuscola e poco appariscente Lucertola. Volgendo lo sguardo verso Sud, spiccano l’Acquario, Capricorno, Delfino, Cavallino, Gru e Microscopio. Dalla parte opposta, verso Nord-Est, si riconosce la “W” di Cassiopea, l’Auriga con la brillante Capella (la capretta Amaltea, nutrice dell’infante Zeus sul monte Ida), a Nord vi sono le due Orse Maggiore e Minore, a Nord-Ovest il Bifolco (Boote o Bovaro) con i Cani da Caccia e il Drago. Ma la vera protagonista del cielo settembrino è la costellazione di Pegaso, il cavallo alato che a briglia sciolta galoppa tra le stelle del cielo dell’equinozio autunnale. È facile da individuare, alto a Sud-Est, con il celebre asterismo “Quadrato di Pegaso”, in un vertice del quale vi è una stella della vicina costellazione di Andromeda. Nella mitologia classica, Pegaso era un cavallo alato nato dal sangue della Medusa, una delle tre Gorgoni (le altre due erano Steno ed Euriale) che avevano il potere di pietrificare chiunque le avesse guardate negli occhi. Perseo, dopo aver decapitato Medusa eludendone lo sguardo attraverso il suo scudo, in groppa al destriero celeste riuscì a liberare la bella Andromeda che, legata a uno scoglio, stava per essere divorata dall’orribile mostro marino Cetus. Pegaso fu determinante pure nell’impresa di Bellerofonte (l’uccisore del re di Corinto, Bellero) contro la Chimera, leggendario mostro che aveva il corpo di capra, la coda di drago, la testa di leone e dalle sue fauci sputava fuoco.
I pianeti. Mercurio è visibile, a Ovest, dopo il tramonto, fino alla prima metà del mese. Venere è, invece, osservabile a Est, prima del sorgere del Sole, mentre Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno sono visibili nelle ore notturne. Tra le congiunzioni di questo mese, vale la pena perdere qualche ora di sonno o fare una levataccia mattutina per osservare alle 4.45 di lunedì 5 il “bacio” tra Venere e Regolo (il “Piccolo Re”, secondo Copernico), la stella più luminosa della costellazione del Leone che, in realtà, non è un singolo astro, ma un sistema quadruplo formato da due coppie di stelle che ruotano l’una intorno all’altra; alle 2 di venerdì 9, l’incontro ravvicinato tra Marte e Aldebaran, la stella gigante arancione più luminosa della costellazione del Toro; all’1.35 di sabato 17, infine, il “balletto” tra la Luna all’ultimo quarto, il pianeta rosso Marte e l’occhio rossastro del Toro, Aldebaran.
GIUSEPPE SPERLINGA
CIELO DI SETTEMBRE2022 LA SICILIA 30AGOSTO 2022 JOHANNES HEVELIUS URANOGRAPHIA PEGASO

CIELO DI GIUGNO 2022 E RICORDO DI MARGHERITA HACK E LUIGI PRESTINENZA

Dedico l’articolo sul cielo di giugno, pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” di mercoledì 8 giugno 2022, alla memoria della grande indimenticabile astrofisica e divulgatrice scientifica Margherita Hack, della quale il 12 giugno ricorre il centenario della nascita.
Scomparsa nove anni fa, Margherita Hack fu la prima donna a dirigere un Osservatorio astronomico italiano, quello di Trieste. L’Inaf l’ha ricordata ieri, 7 giugno, con una diretta su YouTube intitolata “Il cielo di Margherita Hack”.
Una fraterna amicizia la legò al giornalista e astrofilo Luigi Prestinenza (ideatore e curatore della rubrica “Il cielo del mese” per oltre mezzo secolo). Margherita Hack firmò le prefazioni delle due fatiche letterarie di divulgazione astronomica di Prestinenza: “Marte tra storia e leggenda” (Utet, 2004) e “La scoperta dei pianeti. Da Galileo alle sonde spaziali” (Gremese, 2007). In quest’ultimo volume ho avuto il privilegio di collaborare sia curando gli inserti di approfondimento su “Titius-Bode: legge o coincidenza?”, “Eratostene di Cirene” e “Il pendolo di Jean Richer e lo schiacciamento polare terrestre”, sia con la revisione del testo.
Giuseppe Sperlinga
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CINQUE PIANETI ALLINEATI NEL CIELO DEL SOLSTIZIO ESTIVO

Sono due le principali attrazioni celesti di giugno: lo show dei cinque pianeti visibili a occhio nudo allineati nel cielo orientale prima dell’alba e il solstizio d’estate. Il solstizio estivo quest’anno cade martedì 21, giorno in cui ha inizio l’estate astronomica (quella meteorologica comincia l’1 del mese) nell’emisfero boreale. L’Artide sarà interamente inclusa nel circolo d’illuminazione, dove si avranno sei mesi di luce e il Sole non va al di sotto dell’orizzonte (il cosiddetto “Sole di mezzanotte”), mentre l’Antartide ne sarà totalmente escluso (sei mesi di oscurità). Quel giorno, al mezzogiorno dell’ora solare (in Italia, alle 13 perché vige l’ora legale), la nostra stella diurna raggiunge il punto di massima elevazione sull’orizzonte, altezza che ovviamente dipende dalla latitudine del luogo: a Milano è di 68°, a Roma di 71°30’, a Catania supera i 75°. Solstizio significa “Sole stazionario”, perché in questo momento astronomico il Sole sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto fino al 24 giugno (per quello invernale il 25 dicembre), quando ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud sull’orizzonte (a nord per quello invernale): il Sole comincia a calare e causa la graduale riduzione della durata del periodo d’illuminazione (il dì) e l’allungamento di quello di oscurità (la notte). Nell’antichità, i solstizi erano festeggiati dai popoli pagani, fin quando la religione cristiana si premurò di incorporarne le date sovrapponendovi solenni celebrazioni: il solstizio invernale fu sostituito dal Natale e quello d’estate dalla festa di San Giovanni (24 giugno). In altre parole, feste originariamente pagane basate sull’antica osservazione del moto apparente del Sole si sono fuse con la tradizione cristiana.

Nel cielo di giugno sono già apparse le costellazioni che domineranno il firmamento per tutta l’estate. Procedendo da est, noteremo l’Acquario, l’Aquila con Altair, il Cigno con Deneb e la Lira con Vega (le tre luminose stelle citate formano l’asterismo del “Triangolo estivo” che per tutta la bella stagione campeggerà sopra le nostre teste. A sud-est, vi sono il Capricorno, l’Ofiuco e il Sagittario. Nel cielo meridionale spiccheranno la Bilancia, il Centauro e lo Scorpione con Antares, che per la sua colorazione rossa rivaleggia con il pianeta rosso, Marte (Ares, per i Greci). A ovest, si avviano a lasciare la scena celeste la Vergine con Spica, il Leone con Regolo, il Cancro e i Gemelli con Castore e Polluce. Allo zenit, giganteggiano il Boote (Bifolco o Bovaro) con Arturo e la costellazione di Ercole con il celebre ammasso globulare M13.

Il fiore all’occhiello del cielo di giugno, però, sarà lo spettacolare allineamento, nell’orizzonte orientale, prima dell’alba, di Mercurio, Venere, Marte e Giove, cui s’aggiungerà, dal 19 al 27, Saturno. Urano sorge prima del Sole nell’Ariete e Nettuno fa la sua apparizione a tarda notte nei Pesci.

GIUSEPPE SPERLINGA

CIELO GIUGNO 2022 LA SICILIA 8GIUGNO2022 ALLINEAMENTO PLANETARIO GIUGNO 2022 il-cielo-in-salotto-margherita-hack-1024x576 MARGHERITA HACK - Copia MARGHERITA HACK DEDICA A FRACASTORO SEDE SERRA LA NAVE

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DANZE PLANETARIE NEL CIELO MATTUTINO DI MARZO 2022

Il quotidiano “La Sicilia” di oggi, 1° marzo 2022, pubblica la consueta rubrica mensile di divulgazione astronomica dedicata al cielo di marzo, il mese dell’equinozio primaverile.
La tirannia dello spazio ha imposto il taglio degli ultimi due paragrafi dell’articolo a firma di chi scrive.
Per coloro che fossero interessati alla lettura, ecco qui di seguito il testo integrale.
Buona lettura!
G.S.
(La foto delle Pleiadi è dell’ottimo amico ed eccellente astrofotografo Franco Traviglia, cui vanno i miei auguri per una pronta guarigione e ritorno alla fotografia astronomica in quel di Scordia.)
 
DANZE PLANETARIE MATTUTINE NEL CIELO DI MARZO 2022
Quest’anno l’equinozio primaverile cade domenica 20 marzo, alle 16.33. Quel giorno, il dì avrà la stessa durata della notte ovunque; a mezzogiorno, il Sole sarà allo zenit sull’equatore; avrà inizio la primavera nell’emisfero boreale e l’autunno in quello australe; i Poli terrestri saranno tagliati in due parti uguali dal circolo d’illuminazione; il Sole sorgerà e tramonterà, rispettivamente, a Est e a Ovest e si troverà nel “Punto gamma o d’Ariete”, così detto perché, duemila anni fa, era proiettato tra le stelle della costellazione omonima, oggi non più: a causa della precessione degli equinozi, la nostra stella diurna transita tra le stelle dei Pesci. Per i Cristiani, la data dell’equinozio primaverile è importante ai fini del calcolo della data della Pasqua, che cade la prima domenica (17 aprile) successiva al plenilunio (16 aprile) che segue l’equinozio di primavera.
Quello di marzo è un cielo diviso a metà: a occidente, sono ancora presenti le costellazioni invernali con il Toro con la rossa Aldebaran, i Gemelli con Castore e Polluce, Orione con il fedele Sirio del Cane Maggiore; dalla parte opposta, nell’orizzonte orientale, ha già fatto la sua apparizione la Vergine con la splendente Spica. Nel cielo meridionale, campeggia l’inconfondibile silhouette del Leone, la costellazione che annuncia l’arrivo della primavera. La stella più luminosa è Regolo (il Piccolo Re, come la chiamò il celebre astronomo polacco Niccolò Copernico), ma in realtà è un sistema formato da due coppie di stelle che orbitano l’una intorno all’altra. Nella mitologia greca, è il leone che nella città di Nemea distruggeva ogni cosa e uccideva chiunque incontrasse. Ercole, dopo averlo strangolato in una delle sue dodici fatiche, si rivestì della sua pelle e utilizzò la testa come elmo. A questa costellazione è legato il termine “Solleone”, il cui significato non è, come si crede, riferito al caldo particolarmente intenso in estate, ma al fatto che il Sole transita tra le stelle della costellazione del Leone. A Nord-Ovest, troviamo la caratteristica “W” della vanitosa regina Cassiopea e, tra questa e il Toro, vi è la costellazione del Perseo. A Nord-Est, proprio sotto l’Orsa Maggiore e a sinistra della Vergine, ecco spuntare la costellazione a forma di aquilone del Bootes (Bovaro o Bifolco) con la luminosa Arturo, che con Denebola e Spica forma l’asterismo del “Triangolo di Primavera”.
Chi ama alzarsi prima dell’alba, avrà modo di osservare quattro dei cinque pianeti visibili a occhio nudo: Mercurio (fino al13), Venere, Marte e Saturno, cui s’aggiungerà dal 26, pure Giove, tutti nell’orizzonte orientale. Urano sarà osservabile, con un telescopio, in prima serata a Ovest, nella costellazione dell’Ariete, mentre Nettuno sarà invisibile essendo, il 13, in congiunzione col Sole, tornerà a essere osservabile alla fine del mese, nel cielo orientale tra le stelle della costellazione dell’Acquario. Da non perdere le congiunzioni mattutine tra Venere e Marte (ore 5 dell’11) e la danza celeste della Luna con Marte, Venere e Saturno (alle 4.45 del 28) e quella serale tra la Luna quasi al primo quarto e le Pleiadi (alle 20 dell’8).
Venerdì 11 marzo, torna l’annuale appuntamento con “M’illumino di meno”, l’iniziativa di Caterpillar, la trasmissione di Rai Radio2, che quest’anno giunge alla diciottesima edizione. Stavolta, Caterpillar, punta sul ruolo propositivo e trasformativo della bicicletta e delle piante, e inviterà cittadini e amministrazioni comunali di tutt’Italia sia allo spegnimento simbolico delle luci di case, edifici pubblici, piazze, monumenti, sia a pedalare e a piantare alberi per sensibilizzare tutti al risparmio energetico e a riscoprire il cielo notturno ormai reso invisibile dal riverbero delle troppe luci cittadine, molte delle quali inutilmente rivolte verso l’alto.
L’ora legale, infine, entrerà in vigore alle 2 di domenica 27 marzo fino alle 3 di domenica 30 ottobre. L’Italia porterà avanti di sessanta minuti le lancette dell’orologio, un’operazione che finora ci ha permesso di risparmiare svariati miliardi di euro. Sarà l’ultima volta? Ancora non è dato sapere.
GIUSEPPE SPERLINGA
 
CIELO MARZO 2022 LA SICILIA 1MARZO2022 PLEIADI FOTO FRANCO TRAVIGLIA

CIELO FEBBRAIO DOMINATO DAI DIOSCURI CASTORE E POLLUCE

CIELO FEBBRAIO DOMINATO DAI DIOSCURI CASTORE E POLLUCE

Nel cielo delle fredde notti di febbraio continua la lenta sfilata celeste delle costellazioni invernali, che continuano a spostarsi a occidente e che presto lasceranno la scena a quelle primaverili, le quali hanno già fatto capolino sul versante opposto del firmamento. La volta celeste è ancora dominata dall’imponente costellazione di Orione, il grande cacciatore citato da Giuseppe Parini nell’incipit di una delle sue più note odi, “La Caduta”: “Quando Orion dal cielo/declinando imperversa/e pioggia e nevi e gelo/sopra la terra ottenebrata versa”. Si continua a favoleggiare sul presunto identico allineamento delle tre piramidi di Giza, quelle dei faraoni Cheope, Chefren e Micerino, con quello delle tre stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka che formano la cintura di Orione. È stato dimostrato che tale correlazione attualmente non sussiste né sussisteva all’epoca della costruzione delle piramidi, avvenuta nel 2.450 a.C. L’esatta corrispondenza si sarebbe verificata nel 12.000 a.C. La costellazione tipica di febbraio, però, è quella dei Gemelli, dedicata ai Dioscuri Castore e Polluce, figli di Leda e di Zeus, che ingannò la regina di Sparta sotto forma di cigno. In realtà, i due astri sono gemelli… diversi. Anzitutto perché, pur sembrando vicine nel cielo, distano una decina di anni luce tra esse e non hanno alcun legame fisico. Inoltre, Castore è di colore bianco e non è una singola stella come la più luminosa Polluce di colore arancione, ma un sistema multiplo formato da ben sei stelle. Duemila anni fa, il 21 giugno, il Sole era proiettato tra le stelle della costellazione del Cancro e i suoi raggi erano allo zenit sul parallelo terrestre che per questo è chiamato “Tropico del Cancro”. Non è più così, oggi, perché a causa della precessione degli equinozi il Sole transita tra le stelle della costellazione dei Gemelli. Ma ciò non causerà il cambio di denominazione in “Tropico dei Gemelli”.

Alzando lo sguardo allo zenit, in direzione Nord-Est, si può individuare facilmente il Gran Carro dell’Orsa Maggiore. Al di sotto di esso spicca la silhouette del Leone con la luminosa Regolo (Piccolo Re) e, proseguendo lungo l’eclittica verso Ovest, vedremo le poco appariscenti stelline del Cancro, le brillanti Castore e Polluce dei Gemelli, il Toro con l’appariscente stella gigante arancione Aldebaran, l’Ariete e i Pesci. Verso Nord, il Perseo e l’Auriga, a Sud-Ovest Orione e a Sud-Est l’Eridano e la Balena. Tra i Gemelli e il Toro, in alto, sono riconoscibili l’Auriga (il Cocchiere) con la luminosa Capella, in basso vi è Orione con gli inseparabili Sirio del Cane Maggiore e Procione del Cane Minore (queste ultime due stelle insieme con Betelgeuse di Orione formano l’asterismo del “Triangolo invernale”). Dalla parte opposta del Gran Carro, si staglia la “W” della vanitosa regina Cassiopea con accanto la “casetta” del regale consorte Cefeo. A occidente, si accingono a salutarci le costellazioni di Andromeda, dell’Ariete e del Triangolo. Nel cielo di Nord-Est, già ha fatto la sua apparizione il Bifolco (Boote) con la gigante rossa Arturo (la stella più luminosa dell’emisfero celeste boreale, nonché la quarta stella più brillante del cielo notturno dopo Sirio, Canopo e alfa Centauri), ormai completamente sorto a Nord-Est, poi Chioma di Berenice, i Cani da Caccia, il Cratere e l’Idra.

Rapido excursus planetario. Mercurio, Venere e Marte saranno visibili nel cielo orientale prima del sorgere del Sole, tutt’e tre tra le stelle del Sagittario. Chi ama alzarsi prima dell’alba, l’11 febbraio potrà ammirare una bella congiunzione tra Marte e Venere e, più in basso, potrà individuare Mercurio. È, questo, il momento migliore per osservare il piccolo ed elusivo pianeta poiché sarà nel suo punto più alto sopra l’orizzonte nel cielo mattutino poco prima che sorga il Sole. Alle 5.30 del 27 febbraio, infine, il falcetto della Luna prossima al novilunio formerà una terna celeste con Venere e Marte. Il gigantesco pianeta gassoso Giove appare dopo il tramonto nell’orizzonte occidentale. Il pianeta degli anelli Saturno sarà invisibile per buona parte del mese perché in congiunzione col Sole e tornerà a essere visibile dopo il 20. Gli ultimi due giganti gassosi Urano e Nettuno sono osservabili in prima serata, il primo nella costellazione dell’Ariete, il secondo in quella dell’Acquario.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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LA COMETA DI NATALE: “C/2021 A1 LEONARD”

LA COMETA DI NATALE

Sarà un Natale allietato dall’arrivo della nuova cometa che da alcune settimane sta solcando il cielo e che, probabilmente, riusciremo a vedere anche a occhio nudo. È la cometa “C/2021 A1 Leonard”, potrebbe diventare talmente luminosa da essere alla portata di un piccolo binocolo, di un cannocchiale e persino dei nostri occhi, se osservata da località lontane da inquinamento luminoso. Cosa significa la sigla “C/2021 A1 Leonard” è presto detto: “Leonard” è il nome dello scopritore, che è l’astronomo statunitense dell’Università dell’Arizona Gregory J. Leonard, il quale il 3 gennaio di quest’anno la fotografò dall’Osservatorio di Monte Lemmon, nei pressi di Tucson; la lettera “C” vuol dire che è una cometa non periodica o a lungo periodo, cioè ha un’orbita iperbolica o parabolica, per cui dopo il suo passaggio al perielio non la rivedremo più; “2021” è l’anno della scoperta; la lettera “A” indica che è stata scoperta nella prima metà del mese di gennaio; il numero “1” significa che è la prima cometa scoperta.

La cometa è già stata fotografata in diverse parti dell’emisfero boreale, tra i quali l’astronomo non professionista australiano Michael Mattiazzo (lo scopritore della cometa “C/2020 Swan”) e gli astrofili Franco Traviglia e Anna Maria Catalano dell’Osservatorio astronomico di Scordia, in provincia di Catania. Mattiazzo ha immortalato l’astro chiomato utilizzando da remoto un telescopio situato nel New Mexico, in attesa di riprenderlo con i suoi strumenti quando, nella seconda metà di dicembre, sarà visibile dall’emisfero australe. Traviglia e Catalano, invece, sono riusciti a immortalare questa appariscente “palla di neve sporca” alle 3 della notte del 5 dicembre scorso, tra le stelle della costellazione di Bootes (Bovaro o Bifolco), utilizzando un telescopio rifrattore apocromatico con corpo macchina Canon 50D modificata con filtro anti inquinamento luminoso. “Si poteva fare di più – si rammaricano i due astrofili scordiensi -, ma l’orizzonte orientale è penalizzato dal riverbero dell’eccessiva luce della cintura di Catania e ciò non ci ha permesso di andare oltre. Peccato, perché adesso la Leonard declina velocemente abbassandosi sempre di più sul piano dell’orizzonte”. “Sarà possibile osservare la cometa Leonard – suggerisce l’astrofilo Rosario Catania – al mattino dalle 5 alle 6 prima dell’alba guardando a est. Non siamo ancora certi che si vedrà a occhio nudo, ma sicuramente sarà possibile osservarla e fotografarla con un piccolo telescopio oppure con una reflex dotata di un teleobiettivo luminoso come un 300 mm. In ogni caso, sarà una occasione per tentare di riconoscere le costellazioni del cielo invernale”.

La cometa Leonard ha un’orbita retrograda (cioè si muove in senso orario), viaggia con una velocità orbitale assai elevata, ha un nucleo di circa 10 km di diametro avviluppato da una vistosa e ampia chioma, seguito da una lunga coda si estende fino a 100.000 km. Questa cometa è stata scoperta il 3 gennaio di quest’anno quando era a circa 750 milioni di chilometri dal Sole Il 12 dicembre sarà alla minima distanza dal nostro pianeta (35 milioni di km) e sarà visibile prima nell’emisfero boreale e poi in quello australe: potremo ammirarla fino al 14 dicembre, ma sarà molto bassa, ad appena 10 gradi sopra l’orizzonte orientale, prima dell’alba. Vale la pena la levataccia notturna per scrutare il cielo tra le nuvole alla ricerca di questo suggestivo astro che ha il destino segnato: o sarà disintegrato quando, il 2 gennaio del nuovo anno, arriverà al perielio oppure, se uscirà indenne dal rendez-vous col Sole sparirà per sempre, non tornerà più perché la sua orbita iperbolica si chiude all’infinito.  

            Le comete sono oggetti imprevedibili e la Leonard non fa eccezione, potrebbe riservarci un bel regalo di Natale aumentando all’improvviso di luminosità e rendersi visibile in cielo. Occhi e strumenti, dunque, puntati verso il cielo con la speranza che l’apparizione di questo vagabondo dello spazio possa regalarci un’emozione, che con i tempi bui che corrono non è cosa di poco conto.

(La foto in B/N della cometa Leonard è dell’astrofilo australiano Michael Mattiazzo, le foto a colori sono di Franco Traviglia e Anna Maria Catalano dell’Osservatorio Astronomico di Scordia, in provincia di Catania: a loro i miei ringraziamenti per la collaborazione).

GIUSEPPE SPERLINGA

 https://www.lasicilia.it/societa/news/non-e-natale-senza-cometa-ecco-come-vedere-leonard-durante-le-feste-1422516/

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SHOW PLANETARIO NEL CIELO DI DICEMBRE 2021

Il quotidiano “La Sicilia” di oggi, martedì 7 dicembre 2021, pubblica la consueta rubrica mensile di divulgazione astronomica. Lo spazio è tiranno e, purtroppo, costringe a tagli e rinunce talvolta di interi capoversi.

A beneficio di coloro che avessero voglia di leggermi fino in fondo, ecco qui di seguito il testo integrale dell’articolo sul cielo di dicembre.
Buona lettura!
G. Spe.
SHOW PLANETARIO NEL CIELO DI DICEMBRE 2021
“Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”. Nella realtà, però, non è così, perché il dì più breve dell’anno è il 21 (o il 22) dicembre, giorno in cui cade il solstizio invernale. Il giorno della festa liturgica di Santa Lucia, alla latitudine di Catania, il Sole sorge alle 6,59 e tramonta alle 16,49: la durata del dì è di 9 ore e 50 minuti. Il 21, invece, il dì è più breve di due minuti: dura, infatti, 9 ore e 48 minuti, perché il Sole sorge alle 7,04) e tramonta alle 16,52.
Il 18 dicembre la nostra stella diurna passa dalla costellazione dell’Ofiuco a quella del Sagittario. Non la pensano allo stesso modo gli astrologi, che non contemplano nei loro oroscopi la tredicesima costellazione dello Zodiaco, che è quella di Ofiuco. Le cose stanno così: lo scorso 23 novembre, il Sole ha lasciato la costellazione della Bilancia per passare in quella dello Scorpione, dove vi è rimasto appena sei giorni, cioè fino al 29 dello stesso mese, giorno in cui è passato in Ofiuco. L’astro, nel suo apparente movimento attorno alla Terra, il 18 dicembre lascia Ofiuco e fino al 18 gennaio del nuovo anno lo vedremo proiettato tra le stelle del Sagittario. Gli astrologi, invece, non tengono conto né del lento movimento millenario della precessione degli equinozi né dell’esistenza della costellazione di Ofiuco e, continuando a “leggere” un cielo fossile di duemila anni fa, ammanniscono oroscopi a beneficio dei creduloni. L’indimenticabile giornalista e astrofilo Luigi Prestinenza, che ideò e curò questa rubrica per oltre mezzo secolo, soleva ripetere che l’oroscopo dovrebbe riportare in calce un’avvertenza analoga a quella dei pacchetti delle sigarette: “La lettura dell’oroscopo nuoce gravemente alla sanità mentale”.
Il piccolo Mercurio è visibile al tramonto e il 29 sarà facile da rintracciare nel cielo occidentale perché si troverà vicinissimo al luminoso Venere. Il pianeta rosso, Marte, è visibile al mattino presto nel cielo sud-orientale, basso sull’orizzonte. Giove e Saturno li possiamo ammirare di sera nel cielo occidentale. Urano è osservabile per gran parte della notte nel cielo sud-occidentale. Nettuno, infine, è rintracciabile nello stesso cielo, ma solo nella prima parte della nottata. Da non perdere le congiunzioni della Luna con Marte, alle 6.30 del 3 dicembre (difficile da osservare); con Venere, Saturno e Giove rispettivamente il 7, l’8 e il 9 sempre alle 18; con le Pleiadi alle 21 del 16. L’anno si chiuderà con la congiunzione tripla, alle 6 del mattino, tra la Luna, Ares (Marte) e il suo alter ego Antares (il cuore rosso dello Scorpione). I cieli serali tra il 15 e il 17 dicembre offriranno lo show planetario di Venere, Saturno e Giove che si mostreranno quasi allineati. Altro spettacolo celeste sarà offerto dallo sciame meteorico delle Geminidi, paragonabili alle più note Perseidi, che tutti conoscono come “lacrime o fuochi di San Lorenzo”. Queste “stelle cadenti” solcheranno il cielo con le loro scie luminose tra il 3 e il 19 dicembre, ma il picco si avrà nella notte tra il 13 e il14 con una pioggia di circa 100 meteore all’ora, quasi una stella cadente al minuto! Le Geminidi possiamo vederle sfrecciare ed esprimere i nostri desideri guardando in qualsiasi zona del cielo, ma è utile puntare lo sguardo in direzione del loro “radiante”, cioè il punto dal quale sembrano provenire le meteore, che è vicino alla stella Castore, la più luminosa nella costellazione dei Gemelli.
Il cielo di dicembre è dominato dall’inconfondibile costellazione di Orione, accompagnata dai fedeli Cane Maggiore con Sirio e Cane Minore con Procione, dal Toro e dai Gemelli. Ma la costellazione del mese è l’Auriga (o Cocchiere) con la brillante Capella (la capretta Amaltea che allattò Giove), facile da individuare per la sua forma a pentagono. Nella mitologia classica, Mirtilo, figlio di Ermes e amico di Pelope, fu scelto da Enomao come suo auriga (cioè colui che guidava il carro da guerra e partecipava alle corse dei carri che si svolgevano dell’antica Grecia). Pelope si era innamorato di Ippodamia, figlia di Enomao, il quale avrebbe concesso la figlia solo a chi lo avesse superato in una gara con i carri. La gara fu vinta da Pelope grazie al sabotaggio di Mirtilo ai danni di Enomao. Come tutti i traditori, Mirtilo fu ucciso da Pelope per timore che raccontasse la verità. Il suo corpo fu trasportato in cielo da Ermes nella costellazione dell’Auriga.
GIUSEPPE SPERLINGA
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APPARE IL GIGANTE ORIONE NEL CIELO DI NOVEMBRE
Nel cielo di novembre sono ancora presenti le costellazioni di Andromeda con la sua omonima galassia spirale simile alla nostra ma molto più grande, di Pegaso, riconoscibile per il suo celebre Quadrato ai cui vertici vi sono quattro stelle, una delle quali appartiene ad Andromeda, e del Cigno con la luminosa Deneb. Intanto, a oriente, sono già apparse le costellazioni che domineranno i cieli dei mesi invernali: l’Auriga con la brillantissima Capella (la mitologica Capretta che allattò Giove) e il Toro con la rossa Aldebaran e gli ammassi aperti delle Pleiadi e delle Iadi, la cui apparizione in cielo preannuncia l’imminente arrivo del gigante Orione, il grande cacciatore ucciso dallo Scorpione, il quale si affretta a tuffarsi oltre l’orizzonte occidentale se vuole evitare di essere trafitto dalle sagitte scoccate dal Sagittario. Il Toro è seguito dalle costellazioni dei Gemelli, del Cancro e del Leone. Orione è già visibile nelle prime della notte nel cielo sud-orientale insieme con l’inseparabile brillantissima Sirio del Cane Maggiore. È, invece, assai scarno di stelle appariscenti il cielo meridionale, con la sola eccezione di Fomalhaut, la stella più luminosa della costellazione del Pesce Australe. Sempre a Sud, sono visibili le costellazioni dell’Aquario, dei Pesci e dell’Ariete. Nel cielo settentrionale, il Gran Carro dell’Orsa Maggiore molto basso sull’orizzonte, ma dalla parte opposta spicca l’inconfondibile “W” di Cassiopea con accanto la tenue casetta di Cefeo.
Passiamo alla consueta carrellata planetaria. All’inizio del mese, il minuscolo Mercurio sorge un’ora e mezza prima del Sole e sarà rintracciabile a oriente. Poi s’abbassa progressivamente sull’orizzonte fino a sparire di scena. Il luminosissimo Venere continuerà a brillare per quasi tre ore dopo il tramonto del Sole. Il pianeta rosso, Marte, lo rivedremo prima dell’alba a oriente, ma sarà bassissimo sull’orizzonte e quindi difficile da avvistare. Il gigantesco Giove appare già al crepuscolo e continua a dominare il cielo sud-occidentale. L’osservabilità del pianeta degli anelli, Saturno, è simile a quella di Giove, ma tramonta un’ora e mezza prima. Urano è osservabile con l’ausilio di un telescopio per tutta la notte nel cielo orientale appena fa buio. Nettuno, infine, è rintracciabile a Sud nella prima parte della notte.
La sera dell’8 novembre, la Luna sarà in congiunzione con il pianeta Venere nel cielo sud-occidentale. Nella serata dell’11 novembre potremo osservare il solito ménage a trois tra la Luna al primo quarto e i due giganti del Sistema solare Giove e Saturno proiettati tra le stelline della costellazione del Capricorno. Suggestivo pure, nella notte del 19 novembre, l’incontro tra la Luna e gli ammassi delle Pleiadi e delle Iadi, nella costellazione del Toro.
GIUSEPPE SPERLINGA
La Nebulosa di Orione nella bellissima foto del mio indimenticato alunno Giovanni Lombardo, poliziotto-astrofilo a Bari.
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ANDROMEDA NEL CIELO DI OTTOBRE 2021

Il quotidiano “La Sicilia” di oggi, martedì 5 ottobre 2021, pubblica la consueta rubrica di divulgazione astronomica “Il Cielo”, a firma di chi scrive, dedicata ai fenomeni celesti del mese di ottobre.
Un particolare ringraziamento all’autore della bellissima foto della galassia di Andromeda realizzata con grande bravura dall’ottimo amico Franco Traviglia dall’Osservatorio astronomico di Scordia (Catania).
Buona lettura!
Giuseppe Sperlinga
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CIELO DI SETTEMBRE 2021

Il 4 settembre del 2012 ci lasciava Luigi Prestinenza, giornalista e astrofilo, come amava definirsi. Fu caposervizio allo Sport del quotidiano La Sicilia di Catania, ma – soprattutto – fu un grande giornalista scientifico e infaticabile divulgatore della Scienza, in particolare dell’Astronomia. Negli anni Sessanta del secolo scorso, ideò la rubrica del “Cielo del mese” che La Sicilia continua a pubblicare con cadenza mensile dopo la scomparsa di Prestinenza a firma di chi scrive.
Lo ricordo con grande stima e riconoscenza per gli insegnamenti ricevuti nel campo del giornalismo scientifico e in quello della divulgazione astronomica.
Per una curiosa coincidenza, Luigi Prestinenza è nato ed è morto lo stesso giorno dei due mesi in cui cadono gli equinozi: nasce il 4 marzo 1929 (mese dell’equinozio di primavera) e muore il 4 settembre 2012 (mese dell’equinozio di autunno).
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CIELO SETTEMBRE 2021
Nel cielo fossile di settembre degli astrologi, il Sole entrerebbe nel segno della Bilancia. Oggi non è più così, lo era duemila anni fa. La nostra stella diurna, infatti, il 16 settembre passa dalla costellazione del Leone a quella della Vergine. Con buona pace di coloro che continueranno a leggere l’oroscopo di un altro. All’inizio del mese, alla latitudine di Catania, il Sole sorge alle 6.33 e tramonta alle 19.27, le giornate durano 12 ore e 54 minuti. Il 30 settembre il Sole sorge 2 minuti dopo e tramonta con 41 minuti di anticipo: il dì s’accorcia di un’ora e due minuti. Pure quest’anno l’equinozio autunnale cade il 22 settembre, giorno in cui finisce l’estate astronomica e comincia l’autunno (per i meteorologi, la stagione autunnale s’inizia il primo giorno del mese); il dì ha la stessa durata della notte ovunque e a mezzogiorno il Sole è allo zenit sull’equatore; ha inizio l’autunno nell’emisfero boreale e la primavera in quello australe; al polo Nord ha inizio la notte polare, mentre al polo Sud comincia il giorno polare; i Poli terrestri sono tagliati in due parti uguali dal circolo d’illuminazione; il Sole sorge e tramonta rispettivamente a Est e a Ovest, e passa per il punto Omega o della Bilancia (intersezione tra il piano dell’equatore celeste e l’eclittica).
L’elusivo e minuscolo Mercurio continua a essere osservabile nel cielo serale, ma bassissimo sull’orizzonte occidentale e difficile da individuare tra i bagliori rossastri del Sole al tramonto. Pure il luminoso Venere è visibile al tramonto sull’orizzonte occidentale, dove tramontava un’ora e mezza dopo il Sole. Il pianeta rosso Marte è praticamente inosservabile per tutto il mese perché molto vicino al Sole, con sui sarà presto in congiunzione. Il gigantesco Giove e il pianeta degli anelli Saturno continueranno a dominare il cielo autunnale per gran parte della notte tra le stelline del Capricorno. Urano e Nettuno, infine, sono entrambi visibili nel cielo orientale per quasi tutta la notte, il primo tra le stelle dell’Ariete, il secondo tra quelle dell’Acquario.
Tra le congiunzioni, segnaliamo quella tra Venere e il falcetto di Luna crescente, alle 20.30 del 10 settembre; quella tra la Luna con ai lati i due giganti del Sistema solare Giove e Saturno, alle 21.30 del 17; e quella della Luna con le Pleiadi, alle 23.30 del 25.
Nel cielo di settembre sono ancora visibili le costellazioni estive: a oriente, la Balena, l’Ariete, i Pesci e Andromeda, una stella della quale fa parte del Quadrato di Pegaso, che spicca a Sud-Est. Quest’ultima è una costellazione molto estesa e rappresenta il tronco del mitologico cavallo alato, nato dal sangue della testa di Medusa recisa da Perseo e che questi cavalcò per liberare Andromeda legata a uno scoglio dal mostro marino Cetus che stava per divorarla. La costellazione si individua facilmente localizzando il caratteristico “Grande Quadrato”, all’interno del quale il cielo sembra apparentemente vuoto, ma se osservato da siti bui si possono individuare a occhio nudo fino a una cinquantina di stelle. A occidente, invece, si avviano a tramontare lo Scorpione, il Sagittario, l’Ofiuco ed Ercole. Nel cielo meridionale si possono osservare l’Acquario e il Capricorno, mentre sul fronte opposto troviamo le costellazioni circumpolari, le quali non sorgono né tramontano, vale a dire le due Orse, la casetta di Cefeo e la “W” di Cassiopea.
GIUSEPPE SPERLINGA
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