Stelle e Ambiente

Il Cielo

PIOGGIA DI STELLE CADENTI NEL CIELO DI GENNAIO 2018

Rapido excursus del cielo di gennaio. Il Sole si trova proiettato nella costellazione del Sagittario fino al 20, quando passa in quella del Capricorno, con buona pace degli astrologi che ammanniscono sciocchezze ritenendolo già nel Capricorno e che dopo tale data transiterebbe nell’Acquario. Il 3, alle 7, la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.097.245 km. Come è fin troppo evidente, l’alternarsi delle stagioni non dipende dalla distanza del nostro pianeta dalla nostra stella diurna, ma dall’inclinazione dell’asse terrestre che si mantiene parallelo a sé stesso durante il moto di rivoluzione. La Luna sarà piena il 2, all’ultimo quarto l’8, novilunio il 17, al primo quarto il 24 e ancora piena il 31: cinque fasi nello stesso mese e, come già detto, con due pleniluni. I Consueto sguardo ai pianeti. Mercurio sarà visibile, all’alba del nuovo anno, sull’orizzonte Sud-Est, sorge un’ora e tre quarti prima del Sole e sarà abbastanza alto in cielo (circa 10°) prima di essere fagocitato dai bagliori solari. Col passare dei giorni, il minuscolo pianeta si abbasserà sempre di più e sarà inosservabile alla fine del mese. Venere sarà in congiunzione col Sole il 9 e, quindi, non sarà possibile scorgerlo fino alla fine del mese. Marte sarà visibile a Sud-Est prima del sorgere del Sole e il 7 sarà in congiunzione con Giove, la cui osservabilità è identica a quella del pianeta rosso. Saturno torna a essere visibile nel cielo del mattino, alla fine del mese, ma molto basso sull’orizzonte orientale, in compagnia di Marte e Giove. Urano è visibile a Sud-Ovest nelle prime ore della notte. Nettuno è possibile rintracciarlo basso sull’orizzonte occidentale poco dopo il tramonto del Sole.
Infine, le costellazioni. Nelle prime ore della notte, a oriente, sorgono il Cancro con il bellissimo ammasso aperto del Presepe o Mangiatoia (M44) e il Leone con la luminosa stella Regolo (Piccolo Re), cui seguiranno il Leone Minore e la Vergine. Dalla parte opposta, invece, tramontano l’Ariete, i Pesci, Andromeda e Pegaso. Nel cielo meridionale domina in tutto il suo splendore il quadrilatero della costellazione di Orione, ai cui vertici troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka. Poco sotto la cintura pende la spada con la grande nebulosa M42. Individuare Orione consente il facile riconoscimento di tutte le altre costellazioni del periodo. Unendo, infatti, le tre stelle della Cintura del grande cacciatore (i “Tre Re” o “Tre Bastoni” di verghiana memoria ne “I Malavoglia”) e risalendo verso l’alto si incontrano prima la stella Aldebaran (l’occhio rosso del Toro) le Pleiadi (‘a Puddara, per dirla ancora con Verga: “… la stella della sera era già bella e lucente il pianeta Venere, ndr)… il Tre Bastoni era ancora verso l’Ognina colle gambe in aria, la Puddara luccicava dall’altra parte”) e poi i Gemelli, i Dioscuri Castore e Polluce. Scendendo, invece, verso il basso si incontra la stella Sirio, la più brillante del cielo e della costellazione del Cane Maggiore. Tra Sirio e i Gemelli brilla la stella Procione del Cane Minore. Altissime in cielo, quasi allo zenit, spiccano le costellazioni di Perseo e l’Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono, con Capella (la “capretta” Amaltea, con il cui latte fu nutrito Zeus). Chiudiamo la nostra rassegna della volta celeste con uno sguardo verso Nord, dove individuata la Stella Polare nel Piccolo Carro dell’Orsa Minore è facile riconoscere, in senso antiorario, Cassiopea con l’inconfondibile forma a “W”, Cefeo, il Dragone e il Gran Carro dell’Orsa Maggiore.
GIUSEPPE SPERLINGA

 

20151227123236_gennaio_orizzontenord 20151227123254_gennaio_orizzontesud 20151227123236_gennaio_orizzontenord 20151227123254_gennaio_orizzontesud m44-il-presepe-costellazione-del-cancro nebulosa-di-orione-m-42 orizzonte-est-gennaio-2018 orizzonte-nord-gennaio-2018

TUTTI GLI EVENTI ASTRONOMICI DEL 2018

Cosa ci riserverà il cielo nelle notti del 2018? L’anno nuovo si apre con uno straordinario spettacolo pirotecnico celeste. Nella notte tra il 3 e il 4 gennaio, una vera e propria pioggia di stelle cadenti ci terrà con gli occhi all’insù per ammirare le scie luminose delle Quadrantidi, uno sciame meteorico che, dopo la mezzanotte, sembra irradiarsi da un’area vicina alla costellazione di Bootes (nota pure come Bovaro o Bifolco). Il nome dello sciame deriva dall’antica costellazione del Quadrante Murale, oggi incorporata in quella di Bootes. La visione, pur ostacolata dal chiarore della Luna piena, non deluderà le attese: se le nuvole lo permetteranno si potranno avvistare gran parte delle 120 meteore all’ora che solcheranno il cielo e, per chi ci crede, esprimere un desiderio al loro passaggio. Nel corso dell’anno non mancheranno occasioni per godere di altre piogge cosmiche altrettanto spettacolari: le Liridi, il cui picco si avrà nella notte tra il 22 e il 23 aprile con una ventina di meteore orarie; le celeberrime Perseidi, meglio note come “lacrime di San Lorenzo”, il cui passaggio si avrà nella notte del 12-13 agosto (e non in quella del 10, come vuole la tradizione) con un centinaio di meteore all’ora (quest’anno la loro visione non sarà disturbata dalla Luna); lo sciame meteorico delle Orionidi nella notte tra il 21 e il 22 ottobre di 25 meteore orarie, ma con il disturbo della Luna quasi piena; le Geminidi, il cui picco avverrà nella notte tra il 13 e il 14 dicembre con 120 meteore orarie.
Altro suggestivo spettacolo celeste sono le eclissi. Purtroppo, dall’Italia quest’anno non sarà visibile alcuna eclisse di Sole. Dopo quella del 12 agosto 2026 (nelle zone ioniche l’oscuramento sarà soltanto del 40 per cento), dovremo pazientare fino al 2 agosto 2027 per vederne una alle nostre latitudini e sarà l’evento astronomico del millennio. L’eclisse sarà totale a Lampedusa, del 98% in Sicilia e interesserà tutto il Mediterraneo dopo aver attraversato l’oceano Atlantico, l’Egitto, l’Arabia Saudita e l’oceano Indiano fino all’Oceania, uno degli eventi più significativi degli ultimi secoli che terrà desta l’attenzione degli appassionati di ben 5 continenti (America, Europa, Africa, Asia e Oceania). In compenso avremo tante eclissi lunari che regaleranno uno spettacolo assai suggestivo, se non altro perché il fenomeno ha una maggiore durata temporale. La prima è attesa per il 31 gennaio, ma non sarà visibile dal nostro Paese. Sarà, invece, una eclissi lunare totale davvero eccezionale quella del 27 luglio, che s’inizierà alle 19.13 e si concluderà nel cuore della notte, alle 2.31, con l’inizio della totalità alle 21.30 per concludersi alle 23.14: vedremo il bianco disco lunare entrare lentamente nel cono d’ombra della Terra e diventare a poco a poco di un forte colore rosso acceso.
Ma pure i pianeti daranno spettacolo nel 2018. Il cielo di maggio sarà dominato dal pianeta gigante Giove, che sarà in opposizione rispetto alla Terra. In giugno toccherà al vero Signore degli anelli, Saturno, a essere in opposizione rispetto al nostro pianeta e, quindi, a essere il protagonista delle notti del mese del solstizio estivo. Nei mesi di luglio e agosto balzerà alla ribalta il pianeta rosso, Marte, perché dopo quindici anni tornerà al perigeo, vale a dire alla minima distanza dalla Terra, pari a 92.451.500 chilometri: pur basso sull’orizzonte, sarà molto luminoso e facile da individuare per la sua colorazione rossastra, un appuntamento celeste imperdibile. Nello stesso periodo, potremo assistenza a una vera e propria danza planetaria con l’allineamento di quattro pianeti. Dal tramonto, infatti, saranno visibili quattro pianeti contemporaneamente, ma non in fila indiana: Venere, Giove, Saturno e Marte. Vedrete che per l’occasione non mancheranno le strampalate previsioni dei catastrofisti su una imminente fine del mondo.
Adesso una curiosità che riguarda la Luna. Nei primi tre mesi dell’anno si verificheranno quattro pleniluni: due in gennaio (il 2 e il 31, con il primo che sarà pure una Superluna, perché l’argenteo satellite terrestre si troverà contemporaneamente al perigeo, cioè alla minima distanza dalla Terra pari a 356.566 km, mentre l’ultimo sarà una Blue Moon, pur non assumendo alcuna colorazione bluastra) e due in marzo, anche il 2 e il 31, ma nessuno dei due con la Luna al perigeo. In febbraio, invece, non ci sarà alcuna Luna piena.
Nel mese di maggio, la Nasa, l’ente spaziale americano, lancerà la dodicesima missione del programma Discovery: si chiama “InSight” (acronimo di Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) ed è una missione spaziale per l’esplorazione della struttura interna di Marte il cui lancio era previsto per il marzo 2016, ma che è stato rinviato al 5 maggio 2018 per problemi riscontrati nel sismometro di cui dovrebbe essere dotata la sonda.
GIUSEPPE SPERLINGA
N.B.
Tutte le foto che corredano l’articolo sono state tratte da vari siti internet.

 

800px-cdm_20180111_0400_congiunzionelunagiovemarte 800px-cdm_20180117_1703_congiunzionelunavenere 201731183228_mitoorsa-maggiore 2016726102439_mito2cefeo m44-il-presepe-costellazione-del-cancro nebulosa-di-orione-m-42 allineamento-pianeti-estate-2018 artists_concept_of_the_insight_lander congiunzione-luna-saturno-11-novembre-2018

21 DICEMBRE 2017 – SOLSTIZIO D’INVERNO

21 DICEMBRE 2017 – SOLSTIZIO D’INVERNO.
«Solstizio» significa «Sole stazionario» (dal latino “Solis statio”). Il Sole, infatti, sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto fino al 25 dicembre, quando ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a nord sull’orizzonte. Il giorno del solstizio invernale è il primo giorno d’inverno astronomico (l’inverno meteorologico, per convenzione, s’inizia il primo giorno del mese del solstizio, cioè il 1° dicembre): dopo il giorno più corto dell’anno, che non è il 13, ma il 21 dicembre, il Sole comincia ad alzarsi sul piano dell’orizzonte, determinando l’allungamento graduale delle giornate. Ha inizio, dunque, l’inverno nell’emisfero boreale, l‘estate in quello australe. Il Polo Nord è escluso nel circolo d’illuminazione (6 mesi di oscurità), mentre il Polo Sud ne è totalmente incluso (6 mesi di luce). I raggi solari sono allo zenit al Tropico del Capricorno e pertanto giungono fortemente inclinati sul nostro emisfero a causa dell’inclinazione di 23°27′ dell’asse terrestre rispetto alla perpendicolare condotta sul piano dell’orbita della Terra.
Il Sole giovedì 17 dicembre è passato dalla costellazione di Ofiuco a quella del Sagittario. Nel cielo fossile degli astrologi, la nostra stella diurna fino a oggi si sarebbe trovato proiettato nella costellazione del Sagittario e da domani, 22 dicembre, transiterebbe tra le stelle del Capricorno, dove vi rimarrebbe fino al 20 gennaio. Coloro che si ostinano a credere alle fandonie ammannite dagli astrologi continueranno a leggere l’oroscopo di un altro!

solstizio-invernale stagioniastrologia-vs-astronomia

LA SUPERLUNA DI DICEMBRE E IL RITORNO DEL GRANDE CACCIATORE ORIONE

UNA SUPERLUNA E RIAPPARE IL GIGANTESCO ORIONE NEL MESE DEL SOLSTIZIO INVERNALE

In dicembre, le giornate seguitano ad accorciarsi e le notti ad allungarsi, fino al giorno del solstizio invernale, che quest’anno cade il 21 dicembre, quando nell’emisfero boreale si avrà il periodo d’illuminazione (il dì) più breve e, naturalmente, il periodo di oscurità (la notte) più lungo dell’anno. Convenzionalmente, il giorno solstiziale segna l’inizio dell’inverno astronomico (quello meteorologico s’inizia il primo giorno di dicembre). Il detto popolare, dunque, che il 13 dicembre che celebra la festa liturgica di Santa Lucia (il giorno più corto che ci sia) non è più aderente alla realtà. Alla latitudine di Catania, il 13 dicembre la durata del dì è di 9 ore e 50 minuti, mentre il 21 dura 9 ore e 48 minuti, è cioé più corto di due minuti rispetto al giorno di Santa Lucia. Le fasi lunari. L’argenteo satellite terrestre sarà al plenilunio il 3, all’ultimo quarto il 10, al novilunio il 18 e al primo quarto il giorno di Santo Stefano. Il giorno di Luna piena avverrà pure la Superluna, perché la Luna si troverà contemporaneamente al perigeo, cioè alla minima distanza dalla Terra, che è di 356.410 km, e il suo diametro apparente sembra più grande. Dalla Terra, infatti, la Luna al perigeo appare circa del 12 per cento più grande della Luna all’apogeo, quando cioè si trova alla massima distanza dal nostro pianeta.

Uno sguardo ai pianeti. Mercurio tramonta un’ora dopo il Sole fino all’8, il 13 sarà in congiunzione col Sole e riapparirà il 18 tra le luci dell’alba sull’orizzonte orientale. Venere è visibile all’alba fino al 12, sull’orizzonte sudorientale; alla fine del mese, sarà vicinissimo al Sole e non sarà più osservabile. Il pianeta rosso Marte è individuabile anch’esso a Sud-Est prima del sorgere del Sole. Il gigante gassoso Giove è il pianeta più luminoso visibile prima del sorgere del Sole, anch’esso nel cielo sudorientale. Saturno è l’ultimo pianeta visibile a occhio nudo, il giorno del solstizio sarà in congiunzione col Sole e sarà perciò inosservabile, lo rivedremo all’inizio dell’anno nuovo di mattina, prima del sorgere del Sole. Urano culmina a Sud durante le prime ore della sera ed è osservabile per buona parte della notte con l’ausilio di un telescopio. Nettuno è ancora visibile a Sud-Ovest nella prima frazione della notte. Plutone, infine, è in pratica inosservabile, molto basso com’è sull’orizzonte occidentale. Tra le congiunzioni planetarie, merita di essere osservata quella tra la Luna, Giove e Marte, che accadrà il 14 prima del sorgere del Sole. Una levataccia che sarà ripagata dalla spettacolare visione della falce di Luna calante tra Giove (più basso) e Marte proiettati tra le stelle delle costellazioni della Vergine e della Bilancia.

In dicembre, il cielo è finalmente dominato dalle grandi costellazioni invernali. Le costellazioni autunnali del Capricorno, dell’Acquario e dei Pesci sono ormai basse nell’orizzonte sudoccidentale e il loro posto sarà occupato, a Sud-Est, dall’inconfondibile costellazione di Orione, con il grande cacciatore in compagnia del Cane Maggiore con la stella più luminosa del cielo, Sirio, e del Cane Minore con Procione; dal Toro con la gigante rossa Aldebaran; dai Gemelli con la coppia Castore e Polluce, i Dioscuri; l’Auriga con Capella. Orione merita un discorso a parte perché è senz’altro la costellazione più appariscente e più bella da osservare sia a occhio nudo sia con un buon binocolo per scorgere le stelle Betelgeuse, Rigel, Bellatrix e Saiph ai vertici del grande quadrilatero, le tre stelle allineate che ne formano la cintura, da cui pende la spada in cui si trova la fantastica omonima nebulosa (M 42). Come di consueto, a nord sono visibili le costellazioni circumpolari, cioè quelle che non sorgono e non tramontano mai perché sempre presenti tutto l’anno che ruotano attorno alla Stella Polare del Piccolo Carro dell’Orsa Minore. Tra esse ricordiamo procedendo in senso antiorario Cassiopea, Cefeo, il Dragone, il Gran Carro dell’Orsa Maggiore e la Giraffa.

                                                                                             GIUSEPPE SPERLINGA

nebulosa-di-orione-m-42orione-sirio-procione

OFIUCO, LA TREDICESIMA COSTELLAZIONE NEL CIELO DI NOVEMBRE

In novembre, le notti si allungano sempre di più e, se le nuvole lo permetteranno, si avrà maggior tempo per osservare il cielo stellato a occhio nudo e al telescopio tentando di individuare le galassie, nebulose, ammassi globulari, stelle doppie.
Il Sole, il 23, passa dalla costellazione della Bilancia a quella dello Scorpione, per rimanervi, però, appena 6 giorni, perché il 29 transita tra le stelline dell’Ofiuco, la tredicesima costellazione zodiacale pervicacemente ignorata dagli astrologi, i quali continuano a “leggere” un cielo fossile di oltre duemila anni. Spieghiamo a beneficio dei creduloni, con l’auspicio che alla fine aprano gli occhi e la mente di fronte all’inganno dell’astrologia, che ammannisce con gli oroscopi che il Sole si troverebbe già tra le stelle dello Scorpione sin dal 24 ottobre scorso e vi rimarrebbe fino al 22 novembre. Non è così, perché a causa sia della precessione degli equinozi sia della costellazione di Ofiuco col passare dei secoli si è avuto un lento slittamento di una casella zodiacale, facendo sì che la nostra stella diurna attraversa la Bilancia dal 31 ottobre al 22 novembre e dal giorno successivo entra nello Scorpione per rimanervi soltanto una settimana e non trenta giorni, perché il 29 entra in Ofiuco per rimanervi fino al 17 dicembre, ben 19 giorni, durante i quali coloro che hanno la ventura di nascere in tale periodo saranno orfani di oroscopi oppure leggeranno presunte predizioni astrali che non gli appartengono.
La Luna sarà piena il 4, all’ultimo quarto il 10, plenilunio il 18 e al primo quarto il 26.
Il minuscolo pianeta Mercurio è ancora molto vicino al Sole, basso sul piano dell’orizzonte occidentale e, pertanto, assai difficile da individuare avviluppato com’è dai bagliori del Sole al tramonto. Bisogna aspettare la sera del 24 per avere la possibilità di osservarlo, giorno in cui l’elusivo pianeta sarà alla massima elongazione serale di 22°, mentre nella sera del 27 avremo più tempo perché tramonta settanta minuti dopo il Sole.
Il luminoso Venere, che è stato il protagonista delle albe di ottobre, si sposta sempre di più verso il Sole e sarà visibile molto basso sull’orizzonte orientale (alla fine del mese, il pianeta di Citera sorge appena tre quarti d’ora prima del Sole, i cui bagliori lo renderanno invisibile).
Il pianeta rosso Marte è sempre osservabile nel cielo occidentale nelle prime ore della sera.
Il gigante gassoso Giove torna a essere visibile il mattino presto, molto basso sull’orizzonte orientale. Val la pena alzarsi prima del sorgere del Sole per osservare il “bacio” tra Giove e Venere la mattina del 13.
Saturno è l’unico pianeta visibile a occhio nudo in orario serale, per poco e subito dopo il tramonto del Sole, ormai assai basso nell’orizzonte occidentale.
Passiamo a Urano e Nettuno, i due pianeti gassosi visibili soltanto al telescopio: il primo è osservabile per quasi tutta la notte, l’altro invece è possibile individuarlo in prima serata a Sud-Ovest, ma intorno alla mezzanotte sarà molto basso sull’orizzonte occidentale.
Il pianeta nano Plutone sarà osservabile con difficoltà, perché rimane per un tempo molto breve sopra l’orizzonte occidentale al calare delle tenebre.
Sempre a ovest è ancora possibile ammirare l’asterismo del “Triangolo Estivo”, formato dalle stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno, le costellazioni di Ercole (a nord-ovest) e le poco appariscenti zodiacali Capricorno e Acquario. In direzione Sud, vi sono i Pesci e l’Ariete. Nel cielo orientale potremo vedere sorgere il Toro con la rossa Aldebaran, le Pleiadi (“‘a Puddara” di verghiana memoria) e le Iadi, i Gemelli e, in tarda serata, il Cancro e il Leone, che saranno i protagonisti delle lunghe fredde notti invernali. A Sud-Est, nelle prime ore della notte, ritorna il grande cacciatore Orione e il fedele Cane Maggiore con la luminosissima stella Sirio. Sopra i Gemelli e il Toro è facilmente riconoscibile il pentagono dell’Auriga con la luminosa Capella (la Capretta). Allo zenit, spiccano il grande quadrilatero di Pegaso e verso Nord Est, Andromeda e Perseo, la “W” della regina Cassiopea seguita dal consorte Cefeo. Nel cielo settentrionale, infine, come sempre sono visibili il Gran Carro dell’Orsa Maggiore e il Piccolo Carro dell’Orsa Minore, quest’ultima con la Stella Polare.
Pure in novembre si potranno osservare le piogge di meteore. Tra le più note, le Tauridi e le Leonidi. Le prime sembrano irradiarsi vicino alle Pleiadi e pare essersi originate dalla disintegrazione della cometa Encke. Le Leonidi, invece, sono frammenti della cometa Tempel-Tuttle che il nostro pianeta intercetta dal 16 al 18 novembre. Il loro radiante è vicino alla stella gamma Leonis e sarà visibile sopra l’orizzonte dopo la mezzanotte.
Chiudiamo ricordando il 3 novembre 1957 i sovietici lanciarono lo Sputnik 2 con a bordo la cagnetta Laika, la quale non sopravvivrà. Il 10 novembre 1879 Giovanni Schiaparelli scoprì la Nyx Olympica di Marte, il monte Olimpo, che con un’altezza di 24 km e un diametro alla base di 600 km è l’edificio vulcanico più imponente dei corpi del sistema solare.
GIUSEPPE SPERLINGA
ofiuco ofiuco_large_fotor ofiuco3-600x328 ophiuchuscc bacio-tra-giove-e-venere-13novembre-2017astrologia-vs-astronomia

SPICCA IL QUADRATO DI PEGASO NEL CIELO DI OTTOBRE 2017

SPICCA IL QUADRATO DI PEGASO NEL CIELO DI OTTOBRE 2017
Quello autunnale è un cielo di transizione: a occidente, le costellazioni estive sono sempre più basse e appena fa buio è possibile ancora rintracciare il Bifolco (Bootes) con la brillante stella Arturo, seguito da Ofiuco (il Serpentario), la tredicesima costellazione pervicacemente ignorata dagli astrologi, da Ercole, dal “Triangolo Estivo” (i cui vertici sono formati dalle stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno), dal Sagittario e, a Sud-Ovest, dal Capricorno e l’Acquario. Dalla parte opposta, nel cielo orientale, anch’esse ancora basse, fanno capolino le costellazioni invernali. In tarda serata, infatti, potremo scorgere prima il Toro con la stella supergigante arancione Aldebaran (l’occhio rosso del Toro) e poi i Gemelli con le luminose Castore e Polluce (i Dioscuri). Nella mitologia greca, il Toro è Zeus che rapisce Europa, la giovane figlia di Agenore e di Telefassa, mentre coglieva fiori nelle campagne sulle coste della Fenicia. Il padre degli Dei, comparsole sotto forma di un bianco toro, portò Europa sulla groppa per mare, fino a Creta, dove generò Minosse e Radamante.
Ma a dominare il cielo autunnale sarà l’asterismo del Quadrato di Pegaso (il cavallo alato nato dal terreno bagnato dal sangue di Medusa decapitata da Perseo), riconoscibile molto alto nel cielo, quasi allo zenit, vale a dire sopra le nostre teste. Il suo nome è dovuto alla disposizione di quattro stelle che formano un quadrilatero regolare e che gli astronomi arabi chiamarono Markab (sella del cavallo), Scheat (stinco), Algenib o Mirfak (gomito) e Sirrah o Alpheratz (ombelico del destriero), quest’ultima però appartenente alla vicina costellazione di Andromeda, all’interno della quale vi è l’omonima galassia, la più vicina alla nostra Via Lattea, dista da noi 2 milioni e mezzo di anni luce (un anno luce è pari a circa novemila miliardi e mezzo di chilometri), ha un diametro di 200 mila anni luce, contiene oltre 100 miliardi di stelle ed è visibile a occhio nudo. Nella stessa plaga di cielo sono visibili le inconfondibili costellazioni di Perseo riconoscibile per la forma a ipsilon rovesciata, la “W” di Cassiopea e Cefeo dalla forma a casetta, con la Balena (il mostro marino Cetus) che fa la sua apparizione a sud-est, personaggi che con Pegaso e Andromeda sono i protagonisti di una saga mitologica a lieto fine. Ecco la storia: la vanitosa Cassiopea, moglie di Cefeo, re d’Etiopia (l’attuale Libano), si vantava di essere più bella e affascinante delle Nereidi, le ninfe del mare, le quali, irritate dalla sfrontatezza della regina, chiesero al loro padre Poseidone di punirla. Il dio del mare mandò un mostro marino, la Balena, a flagellare le coste dell’Etiopia. Il povero re Cefeo era disperato e per far placare l’ira di Poseidone si rivolse all’Oracolo di Ammone, che gli ordinò di sacrificare al mostro sua figlia Andromeda. La povera fanciulla fu incatenata a uno scoglio, ma prima di essere sbranata dall’orrida creatura marina ecco che arriva Perseo in groppa al suo cavallo alato Pegaso e pietrifica il Cetus rivolgendogli la testa di Medusa che aveva ucciso precedentemente, libera Andromeda e la sposa. Spostando lo sguardo in direzione nord-orientale del cielo vedremo spiccare Capella della costellazione dell’Auriga dal caratteristico colore giallo-oro, che è la sesta stella più luminosa del cielo notturno e la terza più brillante dell’emisfero boreale dopo Arturo e Vega. Il cielo settentrionale è dominato dal Gran Carro dell’Orsa Maggiore, molto basso sull’orizzonte, e – fra questo e Cassiopea – dal Piccolo Carro dell’Orsa Minore con la Stella Polare.
Le giornate s’accorciano sempre di più. Alla latitudine di Catania, l’1 ottobre il Sole sorge alle 6.55 e tramonta alle 18.44 (ora legale), mentre il 31 ottobre, la nostra stella diurna sorge alle 6.20 e tramonta alle 17.07 (ora solare). Ricordiamo che nella notte tra il 28 e il 29 ottobre torna in vigore l’ora solare. La Luna sarà piena il 5, all’ultimo quarto il 12, nuova il 19 e al primo quarto il 28, serata in cui si celebra l’International Observe the Moon Night (InOMN), la Notte della Luna, una iniziativa promossa a livello mondiale per proporre osservazioni al telescopio dedicate alla Luna (in Italia organizzata dall’Inaf e dall’Uai).
I pianeti. Il piccolo Mercurio è inosservabile per tutto il mese. Il luminoso Venere brilla nel cielo mattutino a oriente, dove sorge due ore prima del Sole. Il rosso Marte, come Venere, è possibile osservarlo al mattino presto prima del sorgere del Sole. Il gigantesco Giove sarà in congiunzione con il Sole il 26 ottobre e per alcune settimane non sarà osservabile, più avanti lo rivedremo al mattino presto. Il vero Signore degli anelli, Saturno, è sempre più basso sull’orizzonte occidentale e, in questo periodo, è l’unico pianeta visibile a occhio nudo nel cielo serale. Urano sarà possibile osservarlo per tutta la notte: al tramonto del Sole appare sull’orizzonte orientale, culmina a Sud in piena notte e tramonta a ovest alle prime luci dell’alba. Nettuno, infine, è osservabile per gran parte della notte alto in cielo in direzione Sud-Est di prima sera, poi raggiunge la massima altezza a Sud durante la notte. Per approfondimenti si visiti il sito dell’Unione Astrofili Italiani www.uai.it.
GIUSEPPE SPERLINGA

galassia-di-andromeda toro-rapisce-europa-figurina-liebig

IL FIRMAMENTO CANGIANTE DELL’EQUINOZIO AUTUNNALE

Il quotidiano La Sicilia di domenica 27 agosto 2017, a pagina 41, pubblica la consueta rubrica mensile di divulgazione astronomica curata del presidente prof. Giuseppe Sperlinga, ma fondata dall’indimenticabile grande Amico e Maestro Luigi Prestinenza, giornalista-astrofilo, cofondatore e primo presidente dell’associazione Stelle e Ambiente. Prestinenza è ricordato nell’ultimo capoverso dell’articolo. A tutti coloro che ebbero il privilegio di conoscerlo si rivolge l’invito a partecipare domenica 3 settembre, alle 9.30, all’incontro commemorativo che si terrà nel cimitero di Pedara (Etna sud). Seguirà una piacevole passeggiata nel vicino Parco urbano di Monte Troina.

 

cielo-settembre2017-la-sicilia-27agosto2017 equinozio-autunno equinozio-autunno2 ngc869ngc884-ammasso-doppio-perseo

DIRETTA STREAMING DA NICOLOSI PER SEGUIRE L’ECLISSI TOTALE DI SOLE

Dalle 18 alle 22 di lunedì 21 agosto 2017 tutti al Pasifarl Park di Nicolosi (s.p. 92 pressi monte San Leo) per seguire la diretta streaming sull’eclissi totale di Sole che interesserà gli Stati Uniti e il nord Europa, inosservabile dall’Italia.
Nell’articolo a firma di chi scrive pubblicato sul quotidiano La Sicilia di oggi troverete tutti i particolari sul fenomeno celeste e sull’iniziativa promossa dall’Osservatorio Astronomico Etneo dell’amico Rosario Catanianell’Astropagghiaru del Parsifal Park.

 

DIRETTA STREAMING PER OSSERVARE L’ECLISSI TOTALE DI SOLE DA NICOLOSI

Le eclissi non sono fenomeni rari. Nell’arco di 18 anni (corrispondenti a 223 mesi lunari ed è conosciuto come “ciclo di Saros”) si verificano 29 eclissi di Luna e 41 di Sole. Eppure, quella del 21 agosto sarà l’eclissi totale di Sole più osservata e seguita di tutti i tempi, c’è in atto una mobilitazione planetaria per osservare questo fantastico fenomeno celeste che per oltre due minuti oscurerà i cieli americani da una costa all’altra. Sarà osservata direttamente da milioni di persone che risiedono o che si sono recate appositamente negli Stati Uniti. Ma sarà seguita pure indirettamente grazie ai social e, soprattutto, alle dirette streaming da una moltitudine di persone sparsa in ogni angolo del pianeta che non ha avuto la possibilità di recarsi negli States.

Un evento pubblico (ingresso cinque euro), dalle 18 alle 22 di oggi, che permetterà a tutti di poter osservare l’eclissi solare in diretta streaming è stato organizzato all’Astropagghiaru di Parsifal Park di Nicolosi, sulla strada provinciale 92, dall’Osservatorio astronomico amatoriale etneo (Oaae) con la collaborazione del Comitato Cepes, ilvulcanico.it, l’Associazione Astrofili Belpassesi, il Planetario di Zafferana Etnea e l’Associazione Stelle e Ambiente di Catania.

L’inizio del fenomeno negli Stati Uniti sarà quando in Italia gli orologi segneranno le 18.04, ma la fase totale dell’eclissi comincerà alle 19.17 e il culmine sarà tra le 20.30 e le 21. Il “Sole nero” si sposterà da una costa all’altra alla velocità di 43 chilometri al minuto e per un massimo di 2 minuti e 40 oscurerà tutte le località che incontra, facendole piombare nel buio assoluto. Contrariamente a quanto comunemente si crede, gli animali non manifesteranno segni di nervosismo né comportamenti strani: per loro è semplicemente calata la notte, perché la diminuzione di luminosità avverrà lentamente prima di essere avvolti nelle tenebre. L’eclissi totale solare di oggi sarà visibile in un lungo corridoio d’ombra che attraverserà tutti gli Stati Uniti d’America, dalla costa pacifica a quella atlantica, ed è la prima visibile dopo l’ultima eclissi del 7 marzo 1970. In Europa, l’eclissi si potrà vedere dall’inizio alla fine soltanto dall’Islanda, Scozia e Irlanda.

“Appuntamento – dice Rosario Catania, responsabile dell’Oaae – al Parsifal Park di Nicolosi, da dove si potrà seguire questo straordinario fenomeno celeste grazie a una videoproiezione su schermo per consentire a tutti gli interessati che parteciperanno di seguirlo in diretta e vivere insieme l’emozione di quella che si preannuncia un’eclissi spettacolare e di grande impatto sociale a livello globale. L’ente spaziale americano, la Nasa, infatti, ha messo a disposizione una serie di link streaming con gli osservatori più importanti degli Stati Uniti, con la Stazione Spaziale Internazionale, telescopi, radiotelescopi, sonde atmosferiche con panorama 360°”.

Finita l’eclissi, gli intervenuti all’Astropagghiaru avranno la possibilità si saperne di più sul fenomeno delle eclissi grazie alla proiezione di diapositive, di osservare il pianeta Saturno al telescopio e individuare a occhio nudo le principali costellazioni estive e circumpolari.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

eclissi-sole-la-sicilia-21agosto2017  animazione-eclisse-2017-nasa eclisse-totale-di-sole eclisse-totale-sole-usa-21agosto2017 map_of_the_solar_eclipse_2017_usa_osm_zoom4 tse2017europe

ECLISSI PARZIALE DI LUNA DA ZAFFERANA ETNEA

Lunedì 7 agosto 2017, la Luna sarà al plenilunio e nel contempo si trova in uno dei due nodi, vale a dire in uno dei due punti d’intersezione dell’orbita terrestre con quella lunare, che non è complanare ma inclinata di appena cinque gradi. Si verificherà, dunque, una eclissi dell’unico satellite naturale terrestre, ma che sarà parziale e, purtroppo, non sarà visibile dall’Italia, ma in Asia, India, Oceano Indiano, Australia e tutta la parte orientale dell’Africa. Per gli osservatori che si trovano in quelle parti della Terra, questi sono i tempi dei contatti in Ora Legale Estiva: alle 17.48 la Luna entra nel cono di penombra; alle 19.22 entra nel cono d’ombra; alle 20.20 si avrà il massimo dell’eclissi; alle 21.18 l’argenteo satellite esce all’ombra; alle 22.52 si ha l’uscita dalla penombra e fine del fenomeno.
Alla latitudine di Catania, l’eclissi parziale termina poco dopo il sorgere della Luna. Il cielo a quell’ora è ancora chiaro e la Luna è molto bassa sull’orizzonte orientale durante le fasi finali del fenomeno celeste. Non sarà facile, dunque, scorgere l’ombra e la penombra della Terra sul disco lunare. Tuttavia, coloro i quali volessero tentarne l’osservazione, bisogna che si rechino nelle località italiane più orientali possibile (nel Salento, ad esempio) e avere l’orizzonte est libero da ostacoli.
Pur non essendo favorita la posizione geografica della città di Catania, un tentativo di osservare il fenomeno celeste sarà effettuato lunedì 7 agosto, a partire dalle ore 20.20, al Planetario di Zafferana Etnea. La strumentazione utilizzata per la ripresa in diretta è costituita da un telescopio rifrattore apocromatico di focale 750 mm e 100 mm di apertura, con inseguimento stellare su montatura equatoriale alla tedesca, cannocchiale polare e motori di inseguimento su entrambi gli assi per la compensazione della rotazione terrestre. La ripresa della diretta sarà possibile grazie a un collegamento in proiezione afocale a mezzo adattatore con uno smartphone in alta definizione, utilizzando al telescopio un oculare super ploss da 13,5 mm, sistema messo a punto e collaudato da Rosario Catania, responsabile del progetto “Astro-Pagghiaru”, la cui sede si trova nel Parsifal Park di Nicolosi. L’ingrandimento ottenuto permetterà di effettuare una ripresa a pieno fotogramma del disco lunare che sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Osservatorio Astronomico Amatoriale Etneo e rimbalzato sulle pagine dei partner aderenti. L’evento, raggiungibile al linkhttps://www.facebook.com/events/122482385043127/ è promosso da Ascd-Cepes, in collaborazione con l’associazione Stelle e Ambiente di Catania, il Planetario di Zafferana Etnea, l’associazione astrofili belpassesi e il Parsifal Park. La strumentazione astronomica è stata messa a disposizione dalla famiglia Prestinenza e per tale motivo l’evento di stasera è stato dedicato alla memoria dell’indimenticabile giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, che per oltre sessant’anni divulgò la Scienza del cielo.
GIUSEPPE SPERLINGA

 

img_20170807_202245 img_20170807_202252 eclisse-parziale-di-luna-7agosto2017-foto-rosario-catania il-telescopio-rifrattore-unitron-apo-700-mm-apertura-100-mm-che-fu-di-luigi-prestinenza silhouette-aereo-disco-lunare-in-eclisse-7agosto2017-da-zafferana-etnea-2

CIELO DI AGOSTO 2017

STELLE CADENTI, ECLISSI E SATURNO PROTAGONISTI DEL CIELO DI AGOSTO

Le Perseidi, da tutti conosciute col nome di “stelle cadenti” o “lacrime di San Lorenzo”, e due eclissi (una parziale di Luna, l’altra totale di Sole, purtroppo non visibili dall’Italia) sono le protagoniste del cielo di agosto. Com’è noto, le Perseidi sono quel che rimane dalla disintegrazione della cometa Swift-Tuttle, i cui frammenti sono rimasti a rivolvere attorno al Sole seguitando a percorrere la stessa orbita della cometa che li ha originati. Quest’anno, però, la loro osservazione sarà disturbata dal chiarore della Luna, che dall’una in poi illuminerà il cielo. Il maggior numero di meteore non sarà avvistato la sera del 10, ma nella notte tra il 12 e il 13, quando il radiante (la zona del cielo da cui sembra provenire lo sciame meteorico) sarà alto nel cielo oltre i 60 gradi. Si prevede l’avvistamento di un centinaio di meteore all’ora, sempre che il punto di osservazione sia lontano dal fastidioso riverbero causato dall’inquinamento luminoso. Poi, dalle 23 in poi, per ammirare questa spettacolare pioggia pirotecnica celeste, con meteore di vari colori che vanno dal rosso-arancione al blu-verde, basta distendersi su un plaid o accomodarsi su una sdraio, guardare a occhio nudo (il binocolo non serve perché riduce il campo visivo) il cielo in direzione nord-est ed… esprimere un desiderio.

La Luna sarà piena il 7, all’ultimo quarto il giorno di Ferragosto, novilunio il 21 e al primo quarto il 29. Il giorno del plenilunio si verificherà una eclisse parziale di Luna che, purtroppo, non sarà visibile dall’Italia, ma in Asia, India, Oceano Indiano, Australia e tutta la parte orientale dell’Africa.

Il Sole, il 10, passa dalla costellazione del Cancro a quella del Leone, le giornate continuano ad accorciarsi e le notti ad allungarsi. Il 21 una spettacolare eclissi solare totale (anch’essa non visibile dall’Italia) incanterà centinaia di milioni di persone tra America, Europa e Africa. Sarà un evento straordinario per gli Stati Uniti d’America, per alcune zone del Canada, del Messico, a Cuba e ai Caraibi, e interesserà marginalmente anche l’area più settentrionale dell’America Latina, la Groenlandia, l’Europa occidentale (Islanda, Scozia e Irlanda) e l’estremo nord-ovest dell’Africa (Marocco). Il cono d’ombra totale attraverserà tutti gli Stati Uniti d’America, dalla costa occidentale a quella orientale, un fenomeno che non si verificava dal 7 marzo 1970. Naturalmente, per gli USA è l’evento del secolo, perché milioni di astronomi e appassionati si stanno mobilitando per recarsi nelle località interessate dal “cono d’ombra”, dove il Sole sarà oscurato al 100%, diventerà nero e la notte calerà in pieno giorno, che raggiungerà il picco massimo tra Oregon, Idaho, Wyoming, Nebraska, Kansas, Missouri, Illinois, Kentucky, Tennessee, Georgia, North Carolina, South Carolina. L’eclissi maggiore avrà una durata di 2 minuti e 41,6, avrà inizio alle 17,46 italiane e si concluderà alle 23,04 ora italiana, che negli Stati Uniti corrisponde alle ore centrali della giornata. In Italia, la prossima eclissi totale solare visibile sarà il 12 agosto 2026 e interesserà tutto l’emisfero boreale, l’Europa quasi per intero, parte di Africa e Nord America. In Italia, l’evento si potrà ammirare al tramonto: l’oscuramento del disco solare supererà il 97 per cento in Sardegna, ma nella fascia ionica che va dalla Puglia, Calabria e Sicilia orientale, l’oscuramento non supererà il 40 per cento.

Rapido excursus planetario. Mercurio, all’inizio del mese tramonta nel cielo occidentale un’ora dopo il Sole, poi diventa inosservabile perché troppo vicino alla nostra stella diurna con la quale sarà in congiunzione inferiore il 26. Venere è il pianeta più luminoso e sorge tre ore prima del Sole. Marte sarà ancora inosservabile. Giove continua a brillare sull’orizzonte occidentale dopo il tramonto del Sole. Saturno appena fa buio è visibile nel cielo meridionale. Urano prima della mezzanotte è visibile al telescopio sull’orizzonte orientale. Nettuno è osservabile per tutta la notte, a Sud-Est, dopo il tramonto, a Sud dopo la mezzanotte, a Sud-Ovest nelle ore finali della notte. Plutone è osservabile per l’intera notte nel cielo meridionale e poi a Sud-Ovest.

Le costellazioni. A sud, spicca il Sagittario, al centro della quale vi è il centro della Via Lattea, mentre a ovest si avviano al tramonto le costellazioni zodiacali della Bilancia e dello Scorpione. Tra un paio di mesi, quando quest’ultima sarà sotto il piano dell’orizzonte, a oriente farà la sua apparizione il grande cacciatore Orione, che per volere di Zeus non dovrà mai più incontrarsi col suo uccisore, che a sua volta è tenuto sotto mira dal Sagittario pronto a scoccare la freccia. Sopra le nostre teste, quasi allo zenit, è facilmente individuabile il Triangolo Estivo ai cui vertici si trovano le luminose Vega della Lira, Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila. A ovest di Vega si può individuare la costellazione di Ercole, mentre tra Vega e la rossa Antares dello Scorpione vi è Ofiuco, la tredicesima costellazione ignorata dagli astrologi. Rivolgendo lo sguardo a sud-est troviamo il Capricorno e l’Acquario, costellazioni grandi ma prive di stelle brillanti e difficilmente riconoscibili senza l’ausilio di una carta del cielo. A Nord-Ovest, spicca la brillante stella Arturo della costellazione del Bovaro (Bootes) riconoscibile per la sua forma ad aquilone. A Nord, le sempre presenti costellazioni circumpolari che ruotano attorno alla Stella Polare: le due Orse, il Dragone, Cefeo e Cassiopea. Per finire, nel cielo orientale tra non molto vedremo spuntare il Grande Quadrato di Pegaso, Andromeda e Perseo, che saranno i protagonisti dei cieli autunnali.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

cielo-agosto2017-la-sicilia-30luglio2017 perseidi-radiante