Stelle e Ambiente

Il Cielo

CIELO DI AGOSTO 2017

STELLE CADENTI, ECLISSI E SATURNO PROTAGONISTI DEL CIELO DI AGOSTO

Le Perseidi, da tutti conosciute col nome di “stelle cadenti” o “lacrime di San Lorenzo”, e due eclissi (una parziale di Luna, l’altra totale di Sole, purtroppo non visibili dall’Italia) sono le protagoniste del cielo di agosto. Com’è noto, le Perseidi sono quel che rimane dalla disintegrazione della cometa Swift-Tuttle, i cui frammenti sono rimasti a rivolvere attorno al Sole seguitando a percorrere la stessa orbita della cometa che li ha originati. Quest’anno, però, la loro osservazione sarà disturbata dal chiarore della Luna, che dall’una in poi illuminerà il cielo. Il maggior numero di meteore non sarà avvistato la sera del 10, ma nella notte tra il 12 e il 13, quando il radiante (la zona del cielo da cui sembra provenire lo sciame meteorico) sarà alto nel cielo oltre i 60 gradi. Si prevede l’avvistamento di un centinaio di meteore all’ora, sempre che il punto di osservazione sia lontano dal fastidioso riverbero causato dall’inquinamento luminoso. Poi, dalle 23 in poi, per ammirare questa spettacolare pioggia pirotecnica celeste, con meteore di vari colori che vanno dal rosso-arancione al blu-verde, basta distendersi su un plaid o accomodarsi su una sdraio, guardare a occhio nudo (il binocolo non serve perché riduce il campo visivo) il cielo in direzione nord-est ed… esprimere un desiderio.

La Luna sarà piena il 7, all’ultimo quarto il giorno di Ferragosto, novilunio il 21 e al primo quarto il 29. Il giorno del plenilunio si verificherà una eclisse parziale di Luna che, purtroppo, non sarà visibile dall’Italia, ma in Asia, India, Oceano Indiano, Australia e tutta la parte orientale dell’Africa.

Il Sole, il 10, passa dalla costellazione del Cancro a quella del Leone, le giornate continuano ad accorciarsi e le notti ad allungarsi. Il 21 una spettacolare eclissi solare totale (anch’essa non visibile dall’Italia) incanterà centinaia di milioni di persone tra America, Europa e Africa. Sarà un evento straordinario per gli Stati Uniti d’America, per alcune zone del Canada, del Messico, a Cuba e ai Caraibi, e interesserà marginalmente anche l’area più settentrionale dell’America Latina, la Groenlandia, l’Europa occidentale (Islanda, Scozia e Irlanda) e l’estremo nord-ovest dell’Africa (Marocco). Il cono d’ombra totale attraverserà tutti gli Stati Uniti d’America, dalla costa occidentale a quella orientale, un fenomeno che non si verificava dal 7 marzo 1970. Naturalmente, per gli USA è l’evento del secolo, perché milioni di astronomi e appassionati si stanno mobilitando per recarsi nelle località interessate dal “cono d’ombra”, dove il Sole sarà oscurato al 100%, diventerà nero e la notte calerà in pieno giorno, che raggiungerà il picco massimo tra Oregon, Idaho, Wyoming, Nebraska, Kansas, Missouri, Illinois, Kentucky, Tennessee, Georgia, North Carolina, South Carolina. L’eclissi maggiore avrà una durata di 2 minuti e 41,6, avrà inizio alle 17,46 italiane e si concluderà alle 23,04 ora italiana, che negli Stati Uniti corrisponde alle ore centrali della giornata. In Italia, la prossima eclissi totale solare visibile sarà il 12 agosto 2026 e interesserà tutto l’emisfero boreale, l’Europa quasi per intero, parte di Africa e Nord America. In Italia, l’evento si potrà ammirare al tramonto: l’oscuramento del disco solare supererà il 97 per cento in Sardegna, ma nella fascia ionica che va dalla Puglia, Calabria e Sicilia orientale, l’oscuramento non supererà il 40 per cento.

Rapido excursus planetario. Mercurio, all’inizio del mese tramonta nel cielo occidentale un’ora dopo il Sole, poi diventa inosservabile perché troppo vicino alla nostra stella diurna con la quale sarà in congiunzione inferiore il 26. Venere è il pianeta più luminoso e sorge tre ore prima del Sole. Marte sarà ancora inosservabile. Giove continua a brillare sull’orizzonte occidentale dopo il tramonto del Sole. Saturno appena fa buio è visibile nel cielo meridionale. Urano prima della mezzanotte è visibile al telescopio sull’orizzonte orientale. Nettuno è osservabile per tutta la notte, a Sud-Est, dopo il tramonto, a Sud dopo la mezzanotte, a Sud-Ovest nelle ore finali della notte. Plutone è osservabile per l’intera notte nel cielo meridionale e poi a Sud-Ovest.

Le costellazioni. A sud, spicca il Sagittario, al centro della quale vi è il centro della Via Lattea, mentre a ovest si avviano al tramonto le costellazioni zodiacali della Bilancia e dello Scorpione. Tra un paio di mesi, quando quest’ultima sarà sotto il piano dell’orizzonte, a oriente farà la sua apparizione il grande cacciatore Orione, che per volere di Zeus non dovrà mai più incontrarsi col suo uccisore, che a sua volta è tenuto sotto mira dal Sagittario pronto a scoccare la freccia. Sopra le nostre teste, quasi allo zenit, è facilmente individuabile il Triangolo Estivo ai cui vertici si trovano le luminose Vega della Lira, Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila. A ovest di Vega si può individuare la costellazione di Ercole, mentre tra Vega e la rossa Antares dello Scorpione vi è Ofiuco, la tredicesima costellazione ignorata dagli astrologi. Rivolgendo lo sguardo a sud-est troviamo il Capricorno e l’Acquario, costellazioni grandi ma prive di stelle brillanti e difficilmente riconoscibili senza l’ausilio di una carta del cielo. A Nord-Ovest, spicca la brillante stella Arturo della costellazione del Bovaro (Bootes) riconoscibile per la sua forma ad aquilone. A Nord, le sempre presenti costellazioni circumpolari che ruotano attorno alla Stella Polare: le due Orse, il Dragone, Cefeo e Cassiopea. Per finire, nel cielo orientale tra non molto vedremo spuntare il Grande Quadrato di Pegaso, Andromeda e Perseo, che saranno i protagonisti dei cieli autunnali.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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SATURNO E IL TRIANGOLO ESTIVO BRILLANO NEL CIELO DI LUGLIO

Il quotidiano La Sicilia di domenica 2 luglio 2017, a pag. 47, pubblica l’articolo a firma di chi scrive sul cielo di luglio nella consueta rubrica mensile di divulgazione astronomica ideata e curata per oltre mezzo secolo dal compianto Luigi Prestinenza, giornalista astrofilo come amava definirsi, scomparso il 4 settembre 2012.
Ecco, di seguito, il testo integrale dell’articolo che per esigenze di spazio è stato necessario ridurre di qualche capoverso.
Buona lettura e cieli sereni a tutti!
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SATURNO E IL TRIANGOLO ESTIVO BRILLANO NEL CIELO DI LUGLIO
Dopo il solstizio estivo, le calde giornate di luglio tornano ad accorciarsi, mentre le notti si allungano. Alla fine del mese, infatti, il Sole sorge 19 minuti dopo e tramonta 14 minuti prima: la durata del dì sarà più corta di 33 minuti rispetto all’inizio di luglio e gli astrofili avranno una decina di ore a disposizione per dedicarsi all’osservazione del cielo, favorita dai cieli sereni. A dominare la scena celeste, sono le costellazioni tipiche dell’estate. Volgendo lo sguardo a nord, vedremo le onnipresenti costellazioni circumpolari, quelle che non sorgono né tramontano mai e che ruotano attorno alla Stella Polare, cambiando soltanto posizione nel corso della notte e dell’anno. Nelle prime ore della sera, l’Orsa Maggiore campeggia a nord-ovest, mentre dalla parte opposta si osservano le costellazioni di Cefeo e Cassiopea, quest’ultima ancora un po’ bassa e riconoscibile per la sua forma a “W”. Sette stelle dell’Orsa Maggiore formano l’asterismo del Gran Carro: Merak e Dubhe sono le ruote anteriori e sono dette “puntatori”, perché prolungando per cinque volte la loro distanza verso destra si giunge alla Polare, la cui altezza in cielo sarà pari alla latitudine del luogo di osservazione. Prolungando, invece, verso il basso le tre stelle del timone s’intercetta la quarta stella più brillante del cielo, la fulgida Arturo della costellazione del Bifolco o Boote, facilmente individuabile per la forma ad aquilone. Per gli antichi Romani, le sette stelle del Gran Carro erano i sette buoi, “septen triones”, da cui deriva “settentrione”. Per gli antichi Greci, invece, il Gran Carro faceva parte della grande costellazione dell’Orsa Maggiore e orso si traduce dal greco “arcots”, da cui deriva la parola “artico”. Nella mitologia classica, l’Orsa Maggiore è Callisto, una ninfa di Artemide, cui aveva fatto voto di castità. Un pomeriggio, la scorse Zeus, che le si sdraiò accanto, l’abbracciò e la sedusse prima che la fanciulla potesse reagire. Qualche tempo dopo, il gruppo di cacciatrici arrivò nei pressi di un fiume dalle fresche acque e decise di fare il bagno. Callisto, sollecitata a spogliarsi, rivelò il suo avanzato stato di gravidanza. Artemide la cacciò via. La situazione peggiorò quando Callisto diede alla luce il figlio Arcade. Giunone, decisa a vendicarsi, trasformò Callisto in orsa, che da quel momento vagò per i boschi. Ma la sua mente era rimasta umana. Un giorno incontrò e riconobbe Arcade e cercò di avvicinarsi, ma lui, terrorizzato, l’avrebbe trafitta con una freccia, ignaro che in realtà quella era sua madre, se Zeus non fosse intervenuto con una tromba d’aria che li trasportò entrambi in cielo, dove il dio tramutò Callisto nella costellazione dell’Orsa Maggiore e Arcade in quella dell’Orsa Minore, con accanto il guardiano dell’Orsa, la stella Arturo, la cui luce, nel 1933, focalizzata da un telescopio su una cellula fotoelettrica, servì ad accendere le luci dell’Esposizione Universale di Chicago.
Nell’orizzonte occidentale, ormai molto basse, si possono ancora scorgere alcune costellazioni del cielo primaverile, come il Leone seguito dalla Vergine e dalla Chioma di Berenice. Più interessante scrutare il cielo orientale, dove è possibile individuare la Via Lattea che attraversa il cielo da nord-est a sud, a sua volta solcata da una banda scura longitudinale, nota come “fenditura del Cigno”. Già alto sulla volta celeste, quasi allo zenit, campeggia il “Triangolo Estivo”, ai cui vertici vi sono Deneb (la stella meno luminosa delle tre) del Cigno, Vega (la più brillante) della Lira e Altair della costellazione dell’Aquila. Le costellazioni zodiacali sono ancora basse: la Bilancia, lo Scorpione con la luminosa stella Antares, più in alto l’Ofiuco (la tredicesima costellazione zodiacale ignorata dagli astrologi) e, più a oriente, la costellazione del Sagittario con le belle nebulose Laguna e Trifida.
Il 3 luglio, la Terra sarà all’afelio, cioè alla massima distanza dal Sole: 152,1 milioni di km. Cinque le fasi della Luna di luglio: primo quarto l’1, piena il 9, all’ultimo quarto il 16, nuova il 23 e ancora al primo quarto il 30. Infine, i pianeti. Mercurio è inosservabile, troppo vicino al Sole. Venere riappare a occidente, ma solo per poche decine di minuti. Marte è ormai inosservabile perché sempre più vicino al Sole: tra alcune settimane lo rivedremo al mattino, prima di essere avvolto dai bagliori dell’alba. Giove è visibile fino a mezzanotte, molto basso nel cielo occidentale. Saturno, invece, domina la scena celeste per tutta la notte. Urano è osservabile con un telescopio sull’orizzonte orientale nelle ore centrali della notte. Nettuno è visibile per l’intera notte, inizialmente a Sud-Est e poi a Sud.
GIUSEPPE SPERLINGA

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BRILLA SATURNO NEL CIELO DEL SOLSTIZIO ESTIVO

BRILLA SATURNO NEL CIELO DEL SOLSTIZIO ESTIVO

Giugno è il mese del solstizio estivo. Per i meteorologi, l’estate ha inizio l’1. Non è così per gli astronomi, che fanno cominciare la bella stagione il giorno del solstizio, che quest’anno cade il 21, alle 4.24 Tempo Universale (per l’Italia che adotta l’ora legale corrisponde alle 6.24) e sarà pure il giorno più lungo dell’anno. Quel giorno, alla latitudine di Catania, il Sole sorge alle 5.46 e tramonta alle 20.17: si avranno 14 ore e 31 minuti di luce. La nostra stella diurna si trova nella costellazione del Toro fino al giorno del solstizio, poi transita nella costellazione dei Gemelli. La Luna sarà al primo quarto l’1, piena il 9, all’ultimo quarto il 17, nuova il 24. Cominciamo la rassegna dei pianeti con il minuscolo Mercurio: nei primi giorni del mese, sorge poco prima del Sole e sarà difficile avvistarlo, perché molto basso nel cielo orientale, ma alla fine del mese è possibile individuarlo nel cielo occidentale, dove tramonta un’ora dopo il Sole. Il luminoso Venere sarà possibile vederlo prima del sorgere del Sole, nel cielo orientale. Il rosso Marte è ormai inosservabile, perché assai basso sull’orizzonte occidentale. Il gigantesco Giove è sempre l’astro più luminoso del cielo, a Sud-Ovest nelle prime ore della notte. Il signore degli anelli Saturno sarà il vero protagonista del cielo di giugno: il 15 sarà in opposizione al Sole, che è la condizione ideale per ammirare per tutta la notte questo splendido pianeta, che si trova alla minima distanza dalla Terra (circa un miliardo e 352 milioni di km), volgendo lo sguardo a Sud-Est nella prima parte della notte, a Sud nelle ore centrali e a Sud-Ovest prima dell’alba. Gli ultimi due pianeti gassosi, Urano e Nettuno, sono osservabili nella seconda parte della notte, a Est il primo, a Sud-Est il secondo. Infine, Plutone, il capostipite dei Plutoidi, sarà osservabile alla fine del mese per tutta la notte.

Nell’orizzonte di Sud-Est spicca la costellazione dello Scorpione, la cui silhouette è inconfondibile, con le tre stelle a destra quasi allineate in verticale che rappresentano le chele dell’uccisore del grande cacciatore Orione. Giunone mal sopportava gli uomini troppo vanitosi come Orione, che amava vantarsi della sua imbattibilità come cacciatore. La dea, allora, decise di punirlo ponendo uno scorpione lungo il sentiero che Orione percorreva ogni giorno e quando il cacciatore passò, lo scorpione lo punse mortalmente. Diana, dea della caccia e amica di Orione, implorò Giove di porre il corpo di Orione tra le stelle, ma anche Giunone pretese dal suo celeste coniuge che pure lo scorpione venisse posto in cielo per onorarlo come il conquistatore di Orione. Alla fine, Zeus le accontentò entrambe, ponendo sia Orione sia il suo uccisore nel cielo, ma in direzioni opposte in modo che non s’incontrassero mai. Non fidandosi dell’infido aracnide, il padre di tutti gli dei mise il Sagittario, pronto a scoccare la freccia, vicino allo scorpione per impedirgli di pungere ancora una volta Orione. A sinistra e in basso rispetto alle tre stelle delle chele, brilla la supergigante rossa Antares (alpha Scorpii), il cuore dello Scorpione. Il pianeta Marte era chiamato Ares dagli antichi Greci, che, colpiti dalla somiglianza di colore e luminosità tra Ares e questa stella, le diedero il nome di Antares, “il rivale di Ares”. La lunga coda dello Scorpione termina con il pungiglione rappresentato dalla stella Shaula (lambda Scorpii), la seconda stella più luminosa della costellazione, nonché la ventiquattresima stella più brillante dell’intera volta celeste, nonostante l’astronomo tedesco Johann Bayer nel suo monumentale atlante celeste Uranometria le ha assegnato la lettera lambda, cioè l’undicesima lettera dell’alfabeto greco, anziché la seconda, beta, come stabilito dalle regole della comunità astronomica internazionale. Altre costellazioni zodiacali facilmente riconoscibili sono la Bilancia (l’unico oggetto inanimato dello Zodiaco) e il Sagittario. Nel cielo occidentale, continua il lento tramontare del Leone e della Vergine. Alte nel cielo di giugno brillano Arturo, nella costellazione del Bootes, e Vega della Lira che insieme con Deneb del Cigno e Altair dell’Aquila forma l’asterismo del “Triangolo estivo”. Nel cielo settentrionale, spiccano le due Orse, la Minore con la Polare e la Maggiore a Nord-Ovest. Dalla parte opposta, si riconosce la coppia regale di Cassiopea e Cefeo, i genitori della bella Andromeda salvata da Perseo che corre in suo soccorso prima di essere divorata dal mostro marino Cetus.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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IL CIELO DI MAGGIO ANNUNCIA L’ARRIVO DELL’ESTATE

Il cielo di maggio annuncia l’arrivo della bella stagione: a occidente sono ormai tramontate le costellazioni che hanno dominato il cielo nelle lunghe fredde notti invernali, mentre a oriente hanno già fatto la loro apparizione quelle che caratterizzeranno il cielo delle brevi ma prevalentemente serene notti d’estate. Ancora basso sull’orizzonte Est, infatti, esso apparire l’asterismo del Triangolo Estivo, i cui vertici sono formati dalle stelle Altair dell’Aquila, Deneb del Cigno e Vega della Lira. Spostando lo sguardo verso Sud-Est, si distingue la gigante rossa Antares, che è il cuore dello Scorpione, la Bilancia, la tredicesima costellazione zodiacale Ofiuco pervicacemente ignorata dagli astrologi e il Sagittario, mentre a Sud spiccano sia le stelle settentrionali del Centauro (una bella costellazione australe di grande estensione visibile anche dalle medie latitudini del nostro emisfero caratterizzata dal celebre ammasso globulare Omega Centauri, il più luminoso dell’intera volta celeste), sia il Leone con la stella Regolo (Piccolo Re) e la Vergine con la luminosa Spica, ormai alte nel cielo, che domineranno la volta celeste per tutto il mese di maggio. Nella mitologia greca, il Leone di Nemea era invulnerabile alle frecce e alla clava, ma Ercole uccise la belva strangolandola con le sue possenti mani. La Vergine era Astrea, la dea della Giustizia e figlia di Zeus e Themis, la titanide figlia di Urano e Gea, che oltre ad Astrea generò pure le Stagioni e le Moire o Parche. Volgendoci a Ovest, ecco le costellazioni dell’Idra, del Cancro e dei Gemelli sempre più basse sull’orizzonte. Terminiamo l’excursus della volta guardando a Nord, dove spiccano le costellazioni circumpolari, che sono quelle in rotazione intorno alla Stella Polare che non tramontano né sorgono mai, cambiando soltanto posizione durante l’anno e durante la notte: l’Orsa Minore con la Polare, la coppia regale formata dalla vanitosa regina Cassiopea e dal re Cefeo, il Bovaro con la luminosa Arturo (il guardiano dell’Orsa) e l’Orsa Maggiore, il cui prolungamento verso sud delle stelle del timone permette di individuare prima la rossa Arturo e poi l’azzurra Spica della Vergine. Nel cielo di Nord-Est, infine, in piena notte, appariranno le vere protagoniste del firmamento estivo: le costellazioni delle già citate Lira, Cigno e Aquila. Con l’ausilio di un piccolo binocolo è possibile ammirare numerosi oggetti celesti, tra cui val la pena osservare l’ammasso globulare M4 nella costellazione dello Scorpione, le Nebulose Trifida e Laguna nel Sagittario; l’ammasso stellare M44 del Presepe nel Cancro, il Doppio ammasso in Perseo, la galassia spirale M101 nell’Orsa Maggiore, la galassia spirale Sombrero M104 nella Vergine, il brillante ammasso globulare M13 nella costellazione di Ercole e altri ancora.

Il Sole si trova proiettato nella costellazione dell’Ariete fino al 13, dopo di che passa tra le stelle del Toro. Nel cielo fossile ammannito dagli astrologi, invece, la nostra stella diurna sarebbe sin dallo scorso 21 aprile tra le stelle del Toro e, il 22 maggio, transiterebbe tra quelle dei Gemelli. Coloro i quali si ostinano a continuare a credere sui presunti influssi astrali esercitati sul destino degli esseri umani quando consultano l’oroscopo sappiano che leggono quello di un altro. Aveva ragione il compianto Luigi Prestinenza, ideatore di questa rubrica di divulgazione astronomica, quando sosteneva che la lettura degli oroscopi dovrebbe essere preceduta da un’avvertenza, analogamente a quanto si fa con le sigarette: “Le previsioni astrologiche che leggerete non hanno alcuna base scientifica e aderenza con la realtà quotidiana”. Alla latitudine di Catania, le giornate continuano ad allungarsi e, alla fine del mese, il dì dura 44 minuti di più rispetto all’inizio. La Luna sarà al primo quarto il 3, plenilunio il 10, all’ultimo quarto il 19, novilunio il 25. Rapido excursus tra i pianeti. Mercurio è basso sull’orizzonte orientale, prima del sorgere del Sole, dove non sarà facile individuarlo perché avvolto dai bagliori solari. Il 27 maggio sarà possibile osservarlo meglio, perché il minuscolo pianeta “tuttonucleo” sorge quasi un’ora prima del Sole. Venere è assai luminoso nelle prime ore del mattino anch’esso sull’orizzonte orientale e, alla fine del mese, sarà abbastanza alto e sorgerà un paio d’ore prima del Sole. Marte è visibile di prima sera, appena tramontato il Sole, molto basso sull’orizzonte occidentale. Giove è l’astro più luminoso del cielo di maggio: nelle prime ore della notte culmina a Sud e, prima dell’alba, quando tramonta a occidente, dalla parte opposta del cielo ecco apparire Venere, che diventa così il pianeta più brillante. Ed eccoci a Saturno, ultimo pianeta visibile a occhio nudo: ritorna a brillare nel cielo serale, quasi a voler annunciare che sarà il vero protagonista dei cieli notturni dell’estate ormai alle porte. All’inizio del mese, basso sul cielo orientale, il pianeta degli anelli sorge prima della mezzanotte, ma alla fine di maggio lo possiamo già osservare intorno alle 22.30. Urano è ancora difficile da osservare, perché molto basso sull’orizzonte orientale poco prima del sorgere del Sole, andrà meglio alla fine del mese, quando sorgerà quasi contemporaneamente a Venere. Nettuno è visibile a Sud-Sud-Est poco prima del sorgere del Sole. Si rammenta che per poter osservare Urano e Nettuno, a causa della loro bassa luminosità, è necessario l’ausilio di un telescopio. Stesso discorso vale per l’osservazione di Plutone. Il capostipite della classe dei Plutoidi (una nuova categoria di membri del sistema solare istituita, nel 2008, dalla comunità astronomica internazionale) continua ad anticipare la sua apparizione sulla volta celeste e, alla fine del mese, sorge prima di mezzanotte basso sull’orizzonte sud-orientale.

Per concludere, ricordiamo le belle congiunzioni della Luna con i pianeti Giove (7 maggio, nella costellazione della Vergine con la brillante Spica), Saturno (tarda serata del 13 maggio), Venere (22 maggio prima del sorgere del Sole sull’orizzonte orientale, nella costellazione dei Pesci), Marte (27 maggio poco dopo il tramonto vicino al sottile falcetto di Luna crescente)

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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IL GIGANTESCO GIOVE PROTAGONISTA DEL CIELO DI APRILE

Il quotidiano La Sicilia di oggi, venerdì 31 marzo 2017, a pag. 38, pubblica la consueta rubrica mensile di divulgazione astronomica sul cielo di aprile, ideata oltre mezzo secolo fa dal compianto Maestro e Amico Luigi Prestinenza e curata da chi scrive dopo la sua scomparsa avvenuta cinque anni fa.
Ecco il testo nella versione originale. Buona lettura.

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Quello di aprile è un cielo di transizione. Al tramonto del Sole, infatti, volgendo lo sguardo verso l’orizzonte occidentale sono ancora visibili le costellazioni che hanno dominato la volta celeste nelle lunghe e fredde notti dei mesi invernali, come il grande cacciatore Orione accompagnato da Sirio del Cane Maggiore e Procione del Cane Minore, il Toro con la rossa Aldebaran, i Gemelli con Castore e Polluce, l’Auriga con la luminosa Capella. Nel contempo, nel cielo orientale, sono già apparsi gli astri che vedremo brillare per tutta l’estate: a Nord-Est, già brilla la stella Vega della costellazione della Lira, futura Stella Polare e stella più luminosa del cielo estivo. Mentre tramontano il Toro e i Gemelli, guardando in direzione del cielo meridionale si potranno scorgere tre costellazioni zodiacali: il Cancro, il Leone dall’inconfondibile silhouette con la luminosa stella Regolo (il Piccolo Re) e la Vergine, anch’essa molto estesa, ma priva di stelle brillanti, fatta eccezione per Spica. A notte fonda, a Sud-Est, si potranno individuare la Bilancia e lo Scorpione. Quest’ultima costellazione farà la sua apparizione in cielo quando sarà tramontato Orione: per volere di Zeus, infatti, il grande cacciatore e il suo uccisore non si dovranno mai più incontrare. Nel cielo di Nord-Est, sotto il Gran Carro dell’Orsa Maggiore, ecco un’altra costellazione facilmente riconoscibile per la sua forma ad aquilone: è il Bootes o Bovaro o Bifolco che dir si voglia, con al vertice la luminosa stella Arturo, il guardiano dell’Orsa. Alla sinistra del Bovaro, vi è una piccola costellazione a forma di semicerchio: la Corona Boreale. Tra quest’ultima e la già citata Lira si trova una estesa costellazione, ma con stelle di debole luminosità: Ercole. Provate a individuarla cercando di riconoscere il quadrilatero di stelle che ne formano il corpo. Questa costellazione è assai cara agli astrofili, perché in essa si trova il celeberrimo ammasso globulare M13 formato da oltre 300.000 stelle ed è facilmente rintracciabile anche con piccoli strumenti amatoriali. Uno sguardo alle costellazioni circumpolari, quelle che sono sempre presenti nel corso dell’anno. L’Orsa Maggiore è alla massima altezza sull’orizzonte ed è il riferimento per localizzare la Stella Polare: riconosciuto il Gran Carro, per trovare la Polare basterà prolungare il segmento che unisce le due ultime stelle Merak e Dubhe per una distanza pari a 5 volte quella che le separa. Dalla parte opposta, è possibile ancora individuare Cassiopea, con la sua inconfondibile forma a “W”, e la costellazione di Cefeo, suo celeste consorte.

Il Sole si trova nella costellazione dei Pesci fino al 19 aprile, quando passa nella costellazione dell’Ariete. Le giornate continuano ad allungarsi. Alla latitudine di Catania, alla fine del mese, le ore di luce saranno di 13 ore e 24 minuti, vale a dire 50 minuti in più rispetto al primo giorno di aprile. La Luna sarà al primo quarto il 3, piena l’11, ultimo quarto il 19, novilunio il 26.
I pianeti. Mercurio, all’inizio del mese, è visibile nel cielo occidentale subito dopo il tramonto: il 1° aprile, il minuscolo pianeta sarà alla massima elongazione dal Sole, che è di appena 19°, e tramonta un’ora e 41 minuti dopo il Sole. Poi, si avvicina continua la sua corsa verso il Sole, il 20 sarà in congiunzione e diventerà inosservabile. Riapparirà alla fine del mese, al mattino presto, poco prima dell’alba, molto basso sul cielo orientale, dove rivedremo pure il luminoso Venere, che sorge un’ora prima del Sole. Il rosso Marte è osservabile alla sera, dopo il tramonto del Sole, basso sull’orizzonte occidentale. Il gigantesco Giove continua a dominare la volta celeste per l’intera notte: sorge a Est, culmina a Sud nelle ore centrali della notte e tramonta prima che sorga il Sole. Saturno è visibile nella seconda parte della notte, ma alla fine del mese sarà possibile individuarlo sull’orizzonte orientale sin dopo la mezzanotte. Urano è inosservabile, bisognerà aspettare la fine del mese per vederlo riapparire al mattino molto basso sull’orizzonte orientale. Nettuno si potrà vedere al mattino presto sull’orizzonte orientale, poco prima che si alzi il Sole. Plutone, infine, alla fine di aprile lo si può scorgere al telescopio nella seconda metà della notte da quando sorge a oriente fino a quando culmina a Sud poco prima che sorga il Sole.
Per finire, segnaliamo la bella congiunzione di Pasqua della Luna con Saturno, che avverrà nelle prime ore che precedono l’alba di domenica 16.
          GIUSEPPE SPERLINGA

 

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20 MARZO 2017: EQUINOZIO DI PRIMAVERA

Oggi, 20 marzo, è l’equinozio di primavera:
– Il Sole sorge esattamente a Est e tramonta a Ovest, e passa per il punto gamma o d’Ariete, che è l’intersezione tra il piano dell’equatore celeste e l’eclittica;
– 2.100 anni fa, quando il Sole raggiungeva il punto gamma, la nostra stella diurna era proiettata tra le stelle della costellazione dell’Ariete, oggi è invece proiettata tra le stelle della costellazione dei Pesci, con buona pace degli astrologi che ammanniscono oroscopi fasulli, ammesso che oggetti celesti così lontani da noi possano esercitare i loro presunti influssi sulle vicende umane;
– la durata del dì e quella della notte sono uguali (escludendo la luce crepuscolare dell’alba e del tramonto);
– i poli Nord e Sud sono “tagliati” in due parti uguali dal circolo di illuminazione;
– al polo Sud ha inizio la notte polare, mentre al polo Nord il giorno polare;
– ha inizio la primavera nell’emisfero boreale e l’autunno in quello australe;
– le giornate continueranno ad allungarsi fino al giorno del solstizio estivo che quest’anno cade il 21 giugno.equinozio1 equinozio equinozio2 equinozio-dautunno-2014-si-cambia-stagione-il-23-settembre il-percorso-del-sole-nellequinozio-a-0-di-latitudine-allequatore il-percorso-del-sole-nellequinozio-a-50-di-latitudine il-percorso-del-sole-nellequinozio-a-90-di-latitudine-ai-poli

IL CIELO DELL’EQUINOZIO DI PRIMAVERA

La Sicilia di oggi, lunedì 6 marzo 2017, pubblica la consueta rubrica mensile sul cielo di marzo, curata da chi scrive.
Nota curiosa: la stessa pagina, di spalla, pubblica l’oroscopo quotidiano con le date dell’Ariete risalenti a più di duemila anni fa. Coloro i quali impiegano malissimo parte del loro tempo leggendo le fantasie astrologiche, pubblicate da giornali e trasmesse da radio e tv, non sanno che in realtà leggono l’oroscopo di un altro credendo di leggere il proprio, fermo restando che è irrazionale continuare a credere che astri così lontani tra essi e da noi, arbitrariamente connessi da linee immaginarie a formare le costellazioni, possano esercitare i presunti influssi vaneggiati dagli astrologi.
Per facilitare la lettura dell’articolo, trascrivo qui di seguito il testo integrale.
IL CIELO DELL’EQUINOZIO DI PRIMAVERA
La primavera meteorologica s’inizia il primo giorno di marzo, per quella astronomica bisogna aspettare il giorno dell’equinozio, che quest’anno cade lunedì 20, giorno in cui la durata del dì e della notte si equivalgono (senza considerare i periodi crepuscolari mattutino e serale): da quel momento, le giornate (alle quali, da domenica 26, bisogna aggiungere un’ora di luce in più perché scatta l’ora legale estiva) si allungano, mentre le nottate si accorciano sempre più fino al giorno del solstizio estivo. L’equinozio di primavera può cadere soltanto nei giorni 19, 20 e 21 marzo. Nel secolo scorso e in quello precedente si verificò sempre il 20 o il 21, mentre il 19 è capitato nella seconda metà del ‘600 per quindici volte e cinque alla fine del ‘700. Nel secolo corrente, si è verificato il 21 soltanto nel 2003 e nel 2007 e non si ripeterà prima del 2102. Il Sole si trova nella costellazione dell’Acquario fino al 12 marzo, dopo passa in quella dei Pesci. Ciò vuol dire che il giorno dell’equinozio di primavera, la nostra stella diurna non è più proiettata tra le stelline dell’Ariete (come ammanniscono nei loro oroscopi gli astrologi, che continuano a “leggere” un cielo fossile risalente a oltre duemila anni fa), e la posizione nello spazio in cui s’intersecano il piano dell’orbita terrestre (l’eclittica) con quello dell’equatore celeste non dovrebbe più chiamarsi “Punto d’Ariete”. La Luna sarà al primo quarto il 5, piena il 12, all’ultimo quarto il giorno dell’equinozio, nuova il 28. Quest’anno la Pasqua cade tardi, perché quest’anno il plenilunio si verifica prima dell’equinozio primaverile; pertanto, bisognerà aspettare la Luna piena di aprile (martedì 11) per festeggiare domenica 16 la resurrezione di Cristo. Iniziamo il consueto excursus planetario con Mercurio. L’elusivo pianeta sarà inosservabile per tutta la prima metà del mese, perché martedì 7 si troverà in congiunzione superiore con il Sole. Ricomparirà, dopo il tramonto, nel cielo occidentale, dove potremo tentare di rintracciarlo per quasi un’ora e tre quarti dopo il Sole. Il luminosissimo Venere, nei primi giorni del mese, tramonta due ore e mezza dopo il Sole, il 19 sarà alla medesima altezza di Mercurio e costituirà un utile punto di riferimento per rintracciare il minuscolo pianeta. Poi, il pianeta di Citera si approssima sempre più al Sole e il 25 sarà in congiunzione con esso. Lo rivedremo alla fine del mese, nell’orizzonte orientale molto basso poco prima del sorgere del Sole. Marte è visibile nella prima parte della notte e si trova per tutto il mese a circa 30° sull’orizzonte occidentale. Il gigantesco Giove sarà il futuro protagonista delle osservazioni planetarie degli amanti del cielo notturno, perché continuerà a sorgere sempre prima fino a diventare osservabile per quasi tutta la notte: nelle prime ore della notte lo vedremo sorgere nel cielo orientale, per culminare in quello meridionale dopo la mezzanotte. Saturno è visibile sempre più alto, a Sud-Est, nelle ultime ore della notte. Urano è assai basso sull’orizzonte occidentale, tra Marte e Venere, immerso tra gli ultimi bagliori del Sole ormai sotto tramontato, diventa inosservabile alla fine del mese. Nettuno sarà in congiunzione con il Sole il 2 marzo, quindi, sarà inosservabile per tutto il mese, riapparirà alla fine di febbraio, ma sarà difficilissimo individuarlo a oriente, avviluppato dalle luci dell’alba. Plutone è osservabile a Sud–Est poco prima dell’alba, molto basso sull’orizzonte
Il cielo di marzo è ancora dominato dalle grandi costellazioni invernali, Orione tra tutte, ma sono sempre più spostate verso sud-ovest, mentre dalla parte opposta della volta celeste si affacciano le costellazioni zodiacali del Leone e della Vergine, la poco appariscente costellazione del Cancro, tra i Gemelli e il Leone. Il cielo meridionale è invece avaro di stelle luminose, tra cui con l’ausilio di una cartina celeste è possibile individuare le costellazioni dell’Unicorno, dell’Idra e il Cratere, quest’ultima, nei pressi della Vergine. Nella calotta circumpolare spicca l’Orsa Maggiore con l’asterismo del Gran Carro. Dalla parte opposta, a Nord-Ovest, vi è la vanitosa regina Cassiopea, riconoscibile per la sua inconfondibile forma a “W”; tra essa e il Toro, spicca la costellazione del Perseo. A Nord-Est, invece, sotto l’Orsa Maggiore vedremo far capolino la costellazione del Bovaro (Bootes), dalla forma ad aquilone e con la brillante rossa-arancione Arturo, il guardiano dell’Orsa.
GIUSEPPE SPERLINGA

 

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NEL CIELO DI FEBBRAIO FANNO CAPOLINO LE COSTELLAZIONI PRIMAVERILI

Il breve febbraio è un mese di transizione per ciò che riguarda l’aspetto del cielo, perché dominano ancora le costellazioni invernali, come l’imponente Orione, ma nell’orizzonte orientale cominciano a fare capolino quelle primaverili, precedute dal Leone.

Cominciamo a scrutare il cielo puntando lo sguardo verso la calotta circumpolare, vale a dire quella placa del cielo con le costellazioni che non sorgono né tramontano, sono sempre visibili tutto l’anno. L’Orsa Maggiore è alta già in prima serata in direzione Nord-Est col Gran Carro capovolto, mentre dalla parte opposta troneggia la coppia regale formata da Cefeo (re dell’antica Etiopia, il cui territorio si estendeva dalla riva sud-orientale del Mediterraneo fino al Mar Rosso e comprendeva parte degli attuali Egitto, Giordania e Israele) e dalla sua vanitosa consorte Cassiopea, facilmente riconoscibile in cielo per le stelle disposte a formare una “W”. Spostandoci verso Sud si riconoscono le costellazioni del Perseo, del Toro con la rossa Aldebaran e, ancora alto sull’orizzonte, la regina delle costellazioni invernali: Orione, accompagnato dal Cane Maggiore con la luminosissima Sirio e dal Cani Minore con Procione. Più in alto del Toro, sono ancora visibili le costellazioni dell’Auriga con la brillante Capella (la capretta che allattò Giove) e dei Gemelli con Castore e Polluce, le due stelle più brillanti della costellazione di cui fanno parte. Volgendo, infine, lo sguardo a oriente fanno la loro apparizione le costellazioni del cielo primaverile: il Leone con Regolo (il piccolo re), il Leone Minore e la Vergine.

Il consueto excursus nel nostro sistema planetario ci fa vedere la nostra stella diurna, il Sole, proiettato tra le stelle della costellazione del Capricorno fino al 16 febbraio, quando passa nella costellazione dell’Acquario. La Luna sarà al primo quarto il 4, plenilunio l’11, ultimo quarto il 18, novilunio il 26. La notte tra il 10 e l’11 febbraio si verificherà una eclisse di penombra di Luna, che per la verità è un fenomeno poco appariscente, ma che farà registrare un calo di luminosità dell’argenteo satellite naturale della Terra. L’eclisse sarà visibile dall’Italia e questi saranno i tempi: la Luna entra nella penombra alle 23,32 del 10, il massimo si avrà all’1,43 dell’11 e alle 3,55 il nostro satellite uscirà dalla penombra. I pianeti. Il piccolo ed elusivo Mercurio sorge un’ora prima del Sole e col passare dei giorni si avvicina sempre di più al Sole fino a quando i bagliori solari lo renderanno inosservabile. Venere, dopo aver brillato nelle sere di gennaio, si abbassa verso l’orizzonte occidentale e, alla fine mese, tramonta poco meno di tre ore dopo il Sole. Il pianeta di Citera si trova nella costellazione dei Pesci. Il rosso Marte è, come Venere, osservabile nelle prime ore della sera, anch’esso nella costellazione dei Pesci. Il gigantesco Giove è visibile per quasi tutta la notte, sorge a oriente prima della mezzanotte nei pressi della stella Spica della Vergine. Il pianeta degli anelli, Saturno, è osservabile al mattino presto, nel cielo sud-orientale. Urano è ancora visibile dopo il tramonto, a occidente. Nettuno è inosservabile. Plutone, capostipite dei Plutoidi, è individuabile con un buon telescopio poco prima che sorga il Sole, molto basso sull’orizzonte sud-orientale, nel Sagittario, dove rimarrà ancora fino al 2023.

Chiudiamo ricordando che il 4 febbraio ricorre il 111° anniversario della nascita di Clyde Tombaugh, l’astronomo americano che nel 1930 scoprì Plutone, a lungo considerato il nono pianeta del Sistema solare, oggi declassato al rango di pianeta nano. La sonda spaziale New Horizons, lanciata il 19 gennaio 2006, contiene una parte delle sue ceneri. Portata al termine la missione, nel 2015, la sonda sta vagando nello spazio: quelli di Tombaugh saranno gli unici resti umani ad aver varcato i confini del Sistema Solare.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

CIELO FEBBRAIO2017 LA SICILIA 31GENNAIO2017  Eclissi_lunare_penombra_11-02-2017 Nord_Febbraio Sud_FebbraioNEBULOSA DI ORIONE

CIELO DI GENNAIO 2017

ECLISSI TOTALE DI SOLE EVENTO ASTRONOMICO DELL’ANNO

Prima di scoprire cosa ci riserveranno le lunghe, fredde notti di gennaio, anticipiamo che il nuovo anno ci porterà la grande eclisse totale di Sole del 21 agosto. Quel giorno, il “sole nero” attraverserà tutti gli Stati Uniti d’America dall’Oregon alla Carolina del Sud e sarà la prima eclissi totale nordamericana del XXI secolo. Sarà l’evento astronomico dell’anno che mobiliterà un numero enorme di persone da ogni parte del mondo che non vorranno perdersi lo spettacolo celeste, sicuramente sarà una delle eclissi più seguite, osservate e fotografate della storia per la grande concentrazione di postazioni osservative che saranno allestite lungo una striscia sì lunghissima, ma assai stretta. La fascia delle totalità, infatti, si estenderà per migliaia di chilometri (in buona parte attraverserà gli oceani Atlantico e Pacifico), ma la sua larghezza è mediamente di appena 108 km. Intanto, è già l’eclisse più “social”, perché da diversi mesi sono in rete siti e pagine sui social network che forniscono anticipazioni e consigli per osservare il fenomeno. Non ci vuole molta fantasia per immaginare la quantità di foto del “sole nero” che saranno condivise quel giorno e in nei giorni seguenti. In Europa, l’eclissi si potrà osservare soltanto dall’Islanda, Scozia e Irlanda, mentre nel resto del Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Spagna e Portogallo dovranno accontentarsi di vedere lo spettacolo celeste in parte, perché il tramonto avverrà prima della fine dell’eclisse.

Vediamo cosa ci riserva il cielo di gennaio. A dominare la volta celeste, verso sud, sarà ancora l’imponente quadrilatero di stelle che formano la costellazione di Orione, il grande cacciatore accompagnato dai suoi due fedeli cani, Procione e Sirio, che è la stella più luminosa del firmamento. Al centro, le tre stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka che formano la cintura, dalla quale pende la spada con la grande nebulosa M42, visibile con l’uso di un binocolo. Nelle prime ore della sera, volgendo lo sguardo a oriente vedremo sorgere le costellazioni zodiacali del Cancro e del Leone, mentre dalla parte opposta, a ovest, si avviano al tramonto la piccola costellazione dell’Ariete e quella molto più estesa e poco appariscente dei Pesci, la quale si può individuare prendendo come riferimento l’asterismo del Grande Quadrato di Pegaso, una stella del quale appartiene alla costellazione di Andromeda con l’omonima galassia M31. Spostando lo sguardo verso lo Zenit, vedremo spiccare le costellazioni di Perseo, i Gemelli Castore e Polluce e il caratteristico pentagono dell’Auriga con la luminosa Capella, la capretta Amaltea che allattò Zeus. La nostra carrellata celeste si conclude rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla Stella Polare nell’Orsa Minore, riconosciamo procedendo in senso antiorario rispetto alla Stella Polare del Piccolo Carro dell’Orsa Minore incontriamo la doppia “W” di Cassiopea e, accanto, il suo sposo celeste Cefeo, il Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.

Il Sole si trova nella costellazione del Sagittario fino al 19 gennaio, quando passa nella costellazione del Capricorno. In questi giorni, però, gli astrologi dicono che la nostra stella diurna si troverebbe già nel Capricorno sin dal 22 dicembre e passerebbe nell’Aquario il 21 gennaio, continuando così ad ammannire oroscopi e l’aspetto di un cielo fossile di oltre duemila anni attraverso tutti i mezzi comunicazione oggi disponibili, i quali dedicano spazi e tempi esagerati a una pseudoscienza diseducativa e inattendibile sul piano scientifico. Dopo il solstizio invernale, il dì torna ad allungarsi e, di conseguenza, le notti si accorciano fino ad avere la stessa durata nel giorno dell’equinozio primaverile, che quest’anno cade il 20 marzo. La Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.101.035 km, il 4 gennaio. La Luna sarà al primo quarto il 5, plenilunio il 12, all’ultimo quarto il 19 e novilunio il 28.

I pianeti. Mercurio è visibile prima del sorgere del Sole e sarà possibile individuarlo a Sud-Est. Venere è l’oggetto più luminoso dopo la Luna, continuerà a essere “Vespero” sin dalle prime ore della sera (tramonta quattro ore dopo il Sole), ma sera dopo sera s’abbasserà sempre di più nel cielo occidentale, fino a non essere più visibile nelle ore serali e, dalla fine di marzo, diventerà “Lucifero”, cioè sarà visibile solo al mattino presto. Marte, dopo il tramonto, sarà osservabile insieme con Venere a Sud-Ovest. Giove, invece, è osservabile nella seconda parte della notte, culmina a Sud prima del sorgere del Sole e, verso la fine del mese, lo vedremo apparire sull’orizzonte orientale intorno alla mezzanotte

Saturno riappare al mattino, basso sull’orizzonte orientale. Per chi ama alzarsi prima del sorgere del Sole segnaliamo una bella congiunzione tripla formata da Mercurio, Saturno e, più alto e a Sud, Antares, la stella più luminosa dello Scorpione. Urano e Nettuno sono ancora visibili a Sud-Ovest nella prima parte della sera. Plutone, infine, è inosservabile, perché il 7 gennaio sarà in congiunzione con il Sole.

Buon anno e cieli sereni a tutti.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

ORIONE

IL MITO DI ORIONE.

Orione era un bel giovane, alto, robusto e cacciatore come Artemide; suo padre era il re di Hirieo, una città della Beozia. Orione aveva avuto una vita burrascosa, ricca di imprese venatorie e di amori, il più noto dei quali quello con Eos, la dea dell’aurora, che arrossisce ogni giorno al ricordo dell’episodio; successivamente Orione divenne compagno di Artemide nella caccia, la dea però se ne innamorò e voleva a sposarlo a tutti i costi. La cosa non piacque ad Apollo, fratello di Artemide, che forse per gelosia non voleva che sua sorella sposasse un umile mortale solo per quella colossale corporatura. Cercò in tutti i modi di distogliere la sorella da quell’amore, e quando capì che non ci sarebbe riuscito pensò a qualche altro mezzo per impedire l’unione. Un giorno vide Orione che scendeva in mare per allenarsi nel nuoto, quando si allontanò al punto da diventare solo un puntolino nero all’orizzonte in quel momento arrivò Artemide; conversando con la sorella finse di mettere in dubbio la sua bravura con l’arco e sfidò Artemide: la dea prese una freccia e colpì il bersaglio, quel puntolino nero che Apollo aveva proposto. Quando la corrente marina portò a riva il corpo di Orione trafitto alla tempia con una freccia d’argento, Artemide pianse, pianse tanto dal dolore che nulla la poteva consolare; allora Zeus cambiò Orione in una costellazione.

Un’altra versione racconta invece che Artemide si sdegnò con Orione perché egli aveva inseguito le Pleiadi, di cui si era innamorato. La dea allora mandò contro Orione uno scorpione che lo punse a morte, per questo servizio reso ad Artemide lo scorpione fu tramutato in costellazione; stessa sorte toccò ad Orione e alle Pleiadi.

Per questa ragione quando sorge la costellazione dello Scorpione tramonta Orione e viceversa.

(Da “Passione Astronomia”)

IL CIELO DI DICEMBRE 2016

IL GIGANTE ORIONE DOMINA IL CIELO DI DICEMBRE

In campo astronomico, l’anno che sta per concludersi è stato assai fecondo e ricco di scoperte e missioni di esplorazioni spaziali con sonde automatiche. Per citarne alcune, il 2016 è stato l’anno dell’annuncio della scoperta delle onde gravitazionali; della scoperta di “Proxima b”, un pianeta roccioso che orbita a sette milioni di chilometri attorno alla stella più vicina al Sole, che è Proxima Centauri; dell’annuncio da parte della Nasa che il telescopio spaziale Kepler ha individuato ben 4.302 esopianeti; delle sonde spaziali senza equipaggi umani a bordo “Messenger” (Mercurio), “Juno” (Giove), “Dawn” (Cerere) ed “Exomars”, quest’ultima purtroppo con esito nefasto per il modulo di atterraggio “Schiaparelli” sul suolo marziano.

Dicembre è il mese del solstizio invernale, che quest’anno cade il 21, giorno in cui ha inizio l’inverno astronomico (per convenzione, quello meteorologico ha inizio il primo del mese): la durata del dì è la più corta e quella della notte è la più lunga. Per la credenza popolare è il 13 dicembre (Santa Lucia) il dì più breve dell’anno. Non è più così da tempo. Alla latitudine di Catania, per esempio, il dì del solstizio è più corto di due minuti. La Luna sarà al primo quarto il 7, piena il 14, all’ultimo quarto proprio il giorno del solstizio e nuova il 29.

Rapido excursus planetario. Il minuscolo Mercurio, nella prima metà del mese, si può tentare di scorgerlo sull’orizzonte occidentale appena fa buio. Nei giorni successivi, avvicinandosi al Sole, sarà sempre più basso sull’orizzonte, fino a diventare inosservabile. Venere continua a essere il pianeta più luminoso del cielo serale, lo si può ammirare sull’orizzonte sudoccidentale (verso la fine del mese, il pianeta di Citèra tramonta quasi quattro ore dopo il Sole). Il rosso Marte è individuabile a Sud-Ovest nelle prime ore della notte, non molto lontano da Venere. Il gigantesco Giove, invece, è il pianeta più luminoso della seconda parte della notte, osservabile nel cielo meridionale fino a quando sparirà tra i bagliori dell’alba. L’ultimo pianeta visibile a occhio nudo, Saturno, il 10 sarà in congiunzione col Sole e per tale motivo non sarà osservabile. Il pianeta degli anelli sparirà dal cielo serale per riapparire al mattino, assai basso sull’orizzonte a sud-orientale. Urano è visibile nel cielo meridionale soltanto al telescopio nella prima parte della notte, dopo si abbassa sempre più verso Sud-Ovest. Pure il pianeta azzurro, Nettuno, è osservabile al telescopio ed è rintracciabile a Sud-Ovest dopo il tramonto del Sole. Il pianeta nano Plutone, infine, è assai basso sull’orizzonte occidentale e presto diverrà inosservabile.

Volgendo lo sguardo a Sud-Est si staglia sopra le nostre teste la più bella delle costellazioni invernali: Orione, con le luminose Betelgeuse, Bellatrix, Rigel e Saiph a disegnare una sorta di clessidra con nella parte centrale le tre stelle della cintura del grande cacciatore (“Tre bastoni” o “Re Magi”). Poco al di sotto della cintura, ma usando un piccolo binocolo o telescopio, potremo ammirare la nebulosa di Orione, una delle più belle del cielo. Nella stessa plaga di cielo, spiccano il Cane Maggiore con la stella più luminosa del cielo, Sirio, e il Cane Minore con Procione, che con Betelgeuse formano l’asterismo del “Triangolo invernale”. Seguono il Toro con la rossa Aldebaran e i Gemelli con la coppia di stelle Castore e Polluce. A occidente, si avviano al tramonto l’asterismo del Grande Quadrato di Pegaso, la costellazione di Andromeda con l’omonima galassia, Perseo, il Triangolo e l’Ariete. A sera inoltrata, guardando dalla parte opposta del cielo, si potranno individuare le costellazioni del Cancro e del Leone con l’inconfondibile falcetto. Il cielo settentrionale, infine, pullula delle stelle che formano le costellazioni circumpolari, quelle cioè che non tramontano né sorgono mai e che ruotano attorno all’Orsa Minore con la Stella Polare. Individuata, infatti, la classica doppia “W” di Cassiopea, procedendo in senso antiorario si riconoscono Cefeo, il Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

ORIONE COSTELLAZIONE ORIONE DA URANOGRAPHIA DI JOHANN BODE 1801 ORIONE E SIRIO ORIONE E TOROGEMELLI ORIONE TORO LA NEBULOSA DI ORIONE NELLA OMONIMA COSTELLAZIONEFONTANA ORIONE MESSINA PIAZZA DUOMO CIELO DICEMBRE 2016 LA SICILIA 5DICEMBRE2016