Stelle e Ambiente

Il Cielo

CIELO DI NOVEMBRE: RIECCO LE STELLE INVERNALI

Su “La Sicilia” di oggi, 4 novembre 2016, a pag. 41, la consueta rubrica mensile sul cielo del mese, ideata oltre mezzo secolo fa dal compianto giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza e curata da chi scrive dopo la sua scomparsa avvenuta il 4 settembre 2012.
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Sera dopo sera, l’aspetto del cielo è in lento ma incessante divenire. Lo scenario celeste, infatti, muta piano piano sopra le nostre teste con un movimento quasi impercettibile che va da oriente a occidente dovuto al moto opposto che il nostro pianeta compie attorno al Sole. A ponente, nel cielo di novembre, sono scomparse o stanno per tramontare le costellazioni che hanno dominato la scena durante i mesi estivi (il Cigno, però, è ancora abbastanza alto in cielo, facilmente riconoscibile per la sua forma a croce) per lasciare il posto a quelle che caratterizzeranno i freddi cieli invernali, le quali hanno già fatto capolino a levante. Sono, infatti, già apparsi l’Auriga con la sua brillantissima stella Capella (Amaltea, la capra che allattò Zeus sul monte Ida a Creta) e il Toro che, con i celeberrimi ammassi aperti delle Pleiadi e delle Iadi (le sorelle celesti figlie di Atlante e Pleione) e la rossa Aldebaran, preannuncia l’arrivo del mitico cacciatore accompagnato dai suoi due fedeli cani Sirio (la stella più luminosa del cielo notturno) e Procione: Orione, che a inizio del mese sarà visibile dopo la mezzanotte, prima delle 23 alla fine di novembre. L’orizzonte meridionale è, invece, assai povero di stelle brillanti, si vedranno transitare costellazioni ampie ma spente, come l’Ariete, i Pesci e la Balena. In quest’ultima costellazione, si trova Mira Ceti, la prima stella variabile pulsante a essere scoperta, distante 409 anni luce da noi. Mira in latino significa “meravigliosa”, come la chiamò Johannes Hevelius nel suo lavoro “Historiola Mirae Stellae” del 1662. Appena fa buio, volgendo lo sguardo a nord, ecco apparire le spettacolari costellazioni circumpolari, che sono quelle che non sorgono e non tramontano mai, perché ruotano attorno al comune baricentro, la Stella Polare, l’unico astro immobile della volta celeste per noi dell’emisfero boreale: il Gran Carro dell’Orsa Maggiore, che dopo aver raggiunto la minima altezza sull’orizzonte torna a lentamente a salire, mentre dalla parte opposta il cielo è dominato dall’inconfondibile “W” di Cassiopea. Tra la bella e vanitosa regina d’Etiopia si trovano le costellazioni di Cefeo (spostato a ovest) e, verso est, di Perseo con il celeberrimo Doppio Ammasso “Xi e Chi Persei” formato da una coppia di ammassi aperti molto luminosi, distanti l’uno 7.200 e l’altro 7.500 anni luce dalla Terra, da osservare con un binocolo che offre una visione a largo campo. Esso fu scoperto da Ipparco, nel 130 a.C., il quale è vero che osservava il cielo a occhio nudo, ma è altrettanto vero che, all’epoca, i cieli notturni non erano schiariti dall’inquinamento luminoso di oggi. Nelle vicinanze del Perseo, spicca la costellazione di Andromeda con la famosa galassia spirale omonima (M31, trentunesimo oggetto del catalogo stilato, nel 1774, dall’astronomo francese Charles Messier), distante da noi 2,5 milioni di anni luce, ma visibile anche a occhio nudo. Ancora più a ovest, domina la scena celeste l’asterismo del Quadrato di Pegaso formato dalla particolare disposizione a formare un quadrilatero di quattro stelle di seconda magnitudine della omonima costellazione e una appartenente alla vicina Andromeda: dominerà i cieli autunnali e quelli della prima parte dell’inverno.
Il Sole alla latitudine di Catania, l’1 sorge alle 6,21 e tramonta alle 17,05, mentre il 30 sorge alle 6,49 e tramonta alle 16,48: alla fine del mese le giornate si accorceranno di 45 minuti. Il 23, la nostra stella diurna passa dalla costellazione della Bilancia a quella dello Scorpione, dove rimane soltanto 6 giorni. Il 30, infatti, entra nell’Ofiuco, la cosiddetta “13a costellazione zodiacale”, dove rimarrà per 18 giorni. Coloro i quali sono nati nel periodo che va dal 30 novembre al 17 dicembre continueranno a leggere l’oroscopo del Sagittario, cioè quello di un altro, sempre ammesso che astri così lontani tra essi e da noi possano davvero esercitare influssi su ciò che riguarda la salute, i sentimenti, le amicizie, il lavoro, la famiglia e via dicendo. La Luna sarà al primo quarto il 7, plenilunio il 14 (sarà pure una Superluna, perché il nostro satellite naturale quel giorno si troverà al perigeo, cioè alla minima distanza dalla Terra, motivo per cui ci apparirà leggermente più grande), all’ultimo quarto il 21, novilunio il 29. Per finire, la consueta rassegna dei pianeti. Il minuscolo ed elusivo Mercurio, alla fine del mese, torna a essere osservabile di prima sera sull’orizzonte occidentale, dove tramonta un’ora dopo il Sole. Venere sarà “Vespero”, ossia l’astro più luminoso del cielo occidentale dalle prime ore della sera fino a un paio d’ore (che diventano tre a fine mese) dopo il tramonto. Marte è ancora osservabile nel cielo occidentale, ma solo nelle prime ore della sera. Giove, invece, domina il cielo sud-orientale prima che sorga il Sole. Saturno si trova ancora sull’orizzonte sud-occidentale, con Venere alla sua destra. Urano è possibile rintracciarlo a Sud. Per finire, Nettuno è osservabile nelle prime ore della sera a Sud-Ovest.
                       GIUSEPPE SPERLINGA

CIELO NOVEMBRE 2016 LA SICILIA 4NOV2016 ZODIACO CON OFIUCO3   ANDROMEDA DOPPIO AMMASSO APERTO NELLA COSTELLAZIONE DI PERSEO La costellazione della Balena illustrata da Johann Hevelius mira_map PEGASO disegnato da Gerardo Mercatore olandese Gerhard Kremer latinizzato Gerardus Mercator (1512 –1594) matematico, astronomo e cartografo.

NEL CIELO DI OTTOBRE FANNO CAPOLINO LE COSTELLAZIONI INVERNALI

In ottobre, lo scenario celeste cambia aspetto. Le costellazioni che abbiamo ammirato per tutta l’estate lasciano il posto a quelle che domineranno i cieli delle fredde notti invernali. A ovest, infatti, tramontano in prima serata il Bovaro (Boote) con la gigante rossa Arturo; a seguire, Ercole con il suo celeberrimo ammasso globulare M13 e poi Ofiuco, la negletta tredicesima costellazione dello Zodiaco. Avremo ancora la possibilità di dare un ultimo sguardo sia al “Triangolo Estivo” formato dalle tre stelle più luminose del Cigno (Deneb), dell’Aquila (Altair) e della Lira (Vega), sia a tre costellazioni dello Zodiaco poco appariscenti: il Sagittario a ovest e il Capricorno e l’Aquario a sud-ovest. Per questi astri che ci lasciano, ecco arrivare dalla parte opposta, nel cielo orientale, le costellazioni tipicamente invernali: i Gemelli con le sue due luminose stelle Castore e Polluce; il Toro, con la splendida gigante arancione Aldebaran; l’Ariete, che segue le Pleiadi (‘a Puddara, di verghiana memoria), ammasso aperto formato da un paio di centinaia di stelle giovani che dominerà le notti autunnali, invernali e anche primaverili; i Pesci con le sue stelline poco appariscenti. Volgendo lo sguardo a nord-est possiamo scorgere la brillante stella Capella dell’Auriga. In direzione nord, si riconoscono il Gran Carro dell’Orsa Maggiore, in questo periodo assai basso sull’orizzonte, e dalla parte opposta ma alta nel cielo la costellazione di Cassiopea riconoscibile per la caratteristica forma a “W” con accanto Cefeo. A metà strada tra Cassiopea e il Gran Carro, vi è la Stella Polare del Piccolo Carro dell’Orsa Minore. E, ancora, tra Cassiopea e i Pesci, spicca l’asterismo del Grande Quadrato di Pegaso, il cavallo alato, molto alto nel cielo, quasi allo zenit, vale a dire sopra la nostra testa. Ricordiamo che uno dei vertici di questo quadrilatero è formato da una stella della costellazione di Andromeda, che si trova tra Cassiopea e i Pesci. Tra l’Auriga e Andromeda, è facilmente riconoscibile la “Y” rovesciata di Perseo. Nella costellazione di Andromeda è presente la galassia omonima, visibile a occhio nudo se il cielo è molto buio, ma è sufficiente un buon binocolo per poter ammirare la galassia più vicina alla Via Lattea, distante da noi due milioni e mezzo di anni luce (un anno luce vale nove mila miliardi e mezzo di chilometri), ha un diametro di circa 200 mila anni luce e contiene più di100 miliardi di stelle.
L’ultimo giorno del mese, il Sole passa dalla costellazione della Vergine a quella della Bilancia, alla latitudine di Catania le giornate si accorciano di 63 minuti dall’inizio del mese e, nella notte tra il 29 e il 30, torna in vigore l’ora solare. Per ciò che riguarda la Luna, vi saranno due noviluni, l’1 e il 30, il primo quarto il 9, piena il 16 e l’ultimo quarto il 22. Sabato 8 ottobre, in tutto il mondo si terrà la “Notte della Luna” per ammirare la congiunzione tra la Luna quasi al primo quarto e il pianeta Marte, nell’ambito della manifestazione “International Observe the Moon Night (InOMN) promossa dalla Nasa cui hanno aderito numerose organizzazioni, enti di ricerca, associazioni, tra cui l’Unione Astrofili Italiani. L’associazione Stelle e Ambiente di Catania ha organizzato per tale giorno, dalle 19 alle 21, un “Moonwatch Party” con osservazioni al telescopio della Luna e di Marte e conversazione-proiezione al Planetario di Zafferana Etnea.
Rapido excursus dei pianeti. Il minuscolo Mercurio è visibile a est al mattino, dove sorge un’ora prima del Sole, ma a fine mese diventa inosservabile perché troppo vicino al Sole. Il luminoso Venere sarà sempre più alto sull’orizzonte occidentale e, alla fine del mese, tramonta quasi due ore dopo il Sole. Il pianeta rosso Marte sarà in compagnia di Venere e Saturno, sull’orizzonte sud-occidentale, dove tramonta tre ore dopo il pianeta di Citera e due dopo il pianeta degli anelli. Giove non è osservabile, ma alla fine del mese sarà possibile rintracciarlo basso sull’orizzonte orientale avvolto dai bagliori dell’alba. Saturno si trova tra Marte e Venere, basso in direzione sud-ovest. Urano sarà in opposizione al Sole a metà mese, sarà perciò osservabile per tutta la notte, dal momento della sua apparizione in cielo a est al tramonto del Sole, alto a sud nelle ore centrali della notte fino al suo tramonto a ovest alle prime luci dell’alba. Nettuno è già alto nel cielo sud-orientale subito dopo il tramonto.
GIUSEPPE SPERLINGA

 

CIELO OTTOBRE 2016 LA SICILIA 30SETTEMBRE2016  andromedahevelius LA GALASSIA DI ANDROMEDA andrmeda perseo-andromeda Peter_Paul_Rubens_-_Perseus_Freeing_Andromeda_-_WGA20306

MARTE, SATURNO E ANTARES NEL CIELO DELL’EQUINOZIO D’AUTUNNO

Nuvole permettendo, nelle serate di questi giorni vicini all’equinozio d’autunno, non perdetevi lo spettacolo offerto (gratis) dal cielo con le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione e col triangolo formato dai pianeti Marte e Saturno e dalla supergigante rossa Antares, il cuore rosso dell Scorpione che per via del colore rossiccio rivaleggia con Marte (Ares).

Non occorrono telescopi o binocoli per riconoscerli, tutto a occhio nudo!

SAGITTARIO SCORPIONE MARTE SATURNO ANTARES 20SETTEMBRE2016

NEL CIELO DELL’EQUINOZIO AUTUNNALE SPICCA ANCORA IL TRIANGOLO ESTIVO

La Terra rivolve intorno al Sole con l’asse sempre parallelo a se stesso ma inclinato di 23 gradi e mezzo descrivendo un’orbita ellittica, detta eclittica. Ciò fa sì che il piano dell’equatore celeste e quello dell’eclittica non sono complanari, ma s’intersecano in due punti: uno è il “punto gamma o d’Ariete” (così detto perché nei secoli scorsi, in marzo, il Sole era proiettato tra le stelline della costellazione dell’Ariete, ma oggi non è più così a causa del millenario moto di precessione degli equinozi, che ha fatto “slittare” la nostra stella tra le stelle dei Pesci); l’altro è il “punto omega o della Bilancia”. Ebbene, quando la nostra stella diurna transita per i punti gamma e omega si verificano, rispettivamente, gli equinozi di primavera e d’autunno. Nelle due date equinoziali, i raggi solari sono ortogonali all’asse di rotazione terrestre, giungono lievemente inclinati nei due emisferi boreale e australe, il circolo d’illuminazione “taglia” i due poli in parti uguali, il Sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest e le durate dei periodi di illuminazione (il dì) e di oscurità (la notte) si eguagliano. La parola “equinozio”, infatti, deriva dal latino “aequi-nox” e significa “notte uguale” (al dì). In realtà, a causa della rifrazione atmosferica dei raggi solari all’alba e al tramonto, il dì ha una durata maggiore rispetto la notte. Quest’anno, l’equinozio autunnale cade il 22 settembre.

Venerdì 16, il Sole passa dalla costellazione del Leone a quella della Vergine. All’inizio del mese, alla latitudine di Catania, sorge alle 6.33 e tramonta alle 19.26, a fine di mese sorge alle 6.54 e tramonta alle 18.45: le giornate si accorciano di un’ora e due minuti. Per ciò che riguarda le fasi della Luna, sarà nuova l’1, al primo quarto il 9, piena il 16, all’ultimo quarto il 23.

Settembre mostra un cielo di transizione, con le costellazioni estive che si avviano lentamente a tramontare verso occidente, mentre quelle autunnali si levano sempre più alte dalla parte opposta. Se si è lontani dalle luci cittadine, il primo sguardo va rivolto da nord-est a sud-est per ammirare la striscia biancastra della Via Lattea solcata da una banda scura nota come “Fenditura del Cigno”. Quasi allo zenit, continua a campeggiare l’asterismo del “Triangolo estivo”, formato da Deneb, Altair e Vega, rispettivamente le tre stelle più luminose delle costellazioni del Cigno, dell’Aquila e della Lira. A ovest, si tuffano lentamente oltre l’orizzonte lo Scorpione, il Sagittario, l’Ofiuco (la tredicesima costellazione dello zodiaco ignorata dagli astrologi quando ammanniscono il loro ciarpame ai creduloni dell’oroscopo) ed Ercole. Verso Nord-Ovest va a tramontare la gigante rossa Arturo della costellazione del Bootes, la quarta stella più luminosa del cielo notturno dopo Sirio, Canopo e alfa-Centauri, ma la più brillante dell’emisfero celeste settentrionale. Nel cielo settentrionale sono visibili le costellazioni circumpolari, vale a dire che non sorgono e non tramontano mai e ruotano attorno alla Stella Polare del Piccolo Carro, con l’Orsa Maggiore, il Dragone, Cefeo, la Giraffa e Cassiopea, quest’ultima facile da riconoscere per le stelle disposte a “W”. Volgendo lo sguardo a oriente, il cielo offre alla vista la debole costellazione dei Pesci affiancata dall’Ariete, dal Triangolo e dal Perseo con il celebre “Doppio ammasso” osservabile a occhio nudo da zone con il cielo buio. Più in alto, è visibile il Grande Quadrato di Pegaso con accanto la costellazione di Andromeda con l’omonima galassia M31, che pur distando 2,4 milioni di anni luce è visibile a occhio nudo come un piccolo batuffolo allungato. Nel cielo orientale fanno la loro apparizione la costellazione del Toro con la fulgida gigante arancione Aldebaran e l’ammasso aperto delle Pleiadi (‘a Puddara, la chioccia, di verghiana memoria nei Malavoglia) e la costellazione dell’Auriga con Capella. Nel cielo meridionale, infine, incontriamo le costellazioni dello Scudo, del Pesce Australe con la stella Fomalhaut, il Microscopio e le costellazioni zodiacali del Capricorno e dell’Acquario.

Il pianeti. Il minuscolo Mercurio sarà inosservabile fino a metà mese per ricomparire al mattino e osservabile prima del sorgere del Sole. Il luminoso Venere rimane molto basso sull’orizzonte occidentale, alla fine del mese tramonta un’ora e dieci minuti dopo il Sole. Marte tramonta a sud-ovest nelle prime ore della sera.  Giove sarà inosservabile per l’intero mese; il 26, infatti, il gigantesco pianeta sarà in congiunzione con il Sole e occorrerà attendere alcune settimane per rivederlo apparire al mattino. Il pianeta degli anelli Saturno è sempre vicino a Marte e, alla fine del mese tramonta circa un’ora prima del pianeta rosso. Urano Nettuno sono osservabili a est e poi a sud per gran parte della notte.

Il 4 settembre di quattro anni fa ci lasciava per sempre Luigi Prestinenza, giornalista e astrofilo, come amava qualificarsi. Egli fu un divulgatore scientifico di razza, ideò e curò per quasi mezzo secolo questa rubrica mensile dedicata alla divulgazione astronomica, curò con la collaborazione di chi scrive la pagina scientifica con cadenza settimanale di questo giornale, tenne innumerevoli conferenze e incontri pubblici, seminari e corsi di Astronomia nelle scuole di ogni ordine e grado. Lo ricordiamo con riconoscenza e gratitudine.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

TRIANGOLO ESTIVO E VIA LATTEA  La Via Lattea ripresa dal Colle del Nivolet nei pressi del Rifugio Savoia. LA VIA LATTEA via-lattea-640x427  CIELO SETTEMBRE2016 LA SICILIA 4SETT2016

SFRECCIANO LE PERSEIDI NEL CIELO NOTTURNO DI AGOSTO

Su “La Sicilia” di oggi, venerdì 29 luglio 2016, a pag. 43, il consueto articolo di divulgazione astronomica a mia firma nella rubrica dedicata al cielo del mese, che ho il piacere e l’onore di curare dopo la scomparsa del suo ideatore, il giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, presidente fondatore dell’associazione “Stelle e Ambiente” per la ricerca e la divulgazione astronomica e ambientale “Marcello La Greca” di Catania.
Per esigenze di spazio, il testo pubblicato sul giornale è leggermente accorciato rispetto a quello originale, che potrete leggere qui di seguito.
Per maggiori approfondimenti si rimanda al sito dell’Unione Astrofili Italiani www.uai.it.

SFRECCIANO LE PERSEIDI NEL CIELO NOTTURNO DI AGOSTO
“San Lorenzo, io lo so perché tanto/di stelle per l’aria tranquilla/arde e cade, perché sì gran pianto/nel concavo cielo sfavilla (…) E tu, Cielo, dall’alto dei mondi/sereni, infinito, immortale,/oh! d’un pianto di stelle lo inondi/quest’atomo opaco del Male!” Così Giovanni Pascoli nella sua celeberrima poesia “X agosto” scritta in memoria del padre Ruggero, assassinato in circostanze misteriose il 10 agosto 1867, giorno di San Lorenzo. Per il poeta romagnolo, le stelle cadenti sono il pianto del cielo su “quest’atomo opaco del Male”, qual è appunto la Terra. Nell’immaginario popolare, agosto è il mese delle “stelle cadenti”, delle “lacrime di San Lorenzo”, che secondo la tradizione cadrebbero la notte del 10 agosto. Nel XIX secolo, infatti, il massimo della loro frequenza avveniva il giorno della ricorrenza del Santo. Ai giorni nostri, invece, il massimo si è spostato in avanti di circa due giorni a causa della precessione (spostamento) degli equinozi. Secondo le previsioni più attendibili, infatti, il periodo di massima attività dello sciame meteorico avverrà nella notte tra il 12 e il 13 agosto: tutti con gli occhi all’insù tra l’una le 5 del mattino. E, ancora, per la tradizione popolare le stelle cadenti d’agosto sono i “Fuochi di San Lorenzo”, perché sarebbero le scintille del fuoco che ardeva sotto la graticola del santo durante il martirio avvenuto, appunto, il 10 agosto del 258. In realtà, San Lorenzo non morì abbrustolito ma decapitato. Tuttavia, la leggenda della graticola è piaciuta di più e si è tramandata nei secoli, tant’è vero che pure un proverbio veneto dice: “San Lorenzo dei martiri inozenti, casca dal ciel carboni ardenti”. Un altro proverbio, infine, ci ricorda che la festa cade proprio nel mezzo della canicola, ma non bisogna disperarsi perché “San Lorenzo la gran calura, sant’Antonio la gran freddura, l’una e l’altra poco dura” (il sant’Antonio in parola è l’Abate, celebrato il 17 gennaio). Per gli studiosi del cielo, non si tratta ovviamente di stelle che cadono dal cielo, ma di meteore che solcano l’atmosfera terrestre alla velocità media di circa 60 chilometri al secondo e che assumono vari colori, di solito una tonalità bianco-giallo-verdastra. In particolare, si tratta delle Perseidi, perché lo sciame sembra provenire dalla parte più settentrionale della costellazione del Perseo (naturalmente, non esiste alcuna relazione fisica tra costellazione e sciame meteorico: si tratta, infatti, di una sovrapposizione prospettica), sopra la quale è riconoscibile la “W” di Cassiopea. Per rintracciare il radiante dello sciame meteorico più famoso del cielo occorre guardare in direzione di nord-est, individuare prima la costellazione di Cassiopea e, dopo, quella del Perseo. Nello stesso tempo, sicuramente qualche meteora sarà sfrecciata ai vostri occhi, attenti dunque a non lasciarvi sfuggire l’occasione per esprimere qualche desiderio… Il fenomeno delle Perseidi è osservabile dalla fine di luglio fino al 20 agosto, ma nella notte dei picchi può assumere l’aspetto di una vera e propria pioggia cosmica con una novantina di meteore all’ora! Le Perseidi sono i frammenti della cometa Swift-Tuttle, che attraversando gli strati dell’atmosfera terrestre bruciano, lasciando scie luminose visibili per pochi istanti. L’ultimo passaggio di questa cometa vicino al Sole risale al 1992, ritornerà nel 2126.
Il Sole l’11 passa dalla costellazione del Cancro a quella del Leone, le giornate continuano ad accorciarsi: alla fine di agosto, alla latitudine di Catania, il dì diminuisce di quasi un’ora. La Luna sarà nuova il 2, al primo quarto la notte di San Lorenzo (fino a quando non tramonterà, la sua luce potrebbe dare qualche fastidio all’osservazione delle Perseidi), piena il 18 e all’ultimo quarto il 25. Rapido excursus ai pianeti: riappare, basso sull’orizzonte occidentale, l’elusivo Mercurio ancora avvolto dai bagliori del Sole al tramonto e, pertanto, non sarà facile individuarlo tra le luci del crepuscolo. Pure il luminoso Venere si ripresenta nel cielo occidentale, anch’esso molto basso; il 27 agosto sarà in congiunzione col gigantesco Giove, che si avvia alla fine del periodo di osservabilità serale. Nelle prossime settimane, dunque, ci sarà in cielo un avvicendamento tra Giove e Venere, con il primo che lascerà la scena celeste al secondo. Marte è ormai visibile soltanto nelle prime ore della sera. Se a ovest saranno schierati tre pianeti (Mercurio, Venere e Giove), il cielo orientale non sarà da meno, perché brillerà un triangolo di astri luminosi costituito da Marte, Saturno e la stella Antares, il cuore rosso dello Scorpione, triangolo che diventerà un allineamento nella sera tra il 24 e il 25 agosto. Per Saturno vale lo stesso discorso fatto per il pianeta rosso. Urano sorge sempre prima e, prima di mezzanotte, è rintracciabile nel cielo orientale. Nettuno è in pratica osservabile per l’intera notte, prima a sud-est, poi a sud e, prima dell’alba, a sud-ovest. Plutone, infine, è osservabile per tutta la notte nel cielo meridionale e poi a sud-ovest.
Finiamo la nostra carrellata celeste con un trio di luminosi astri che, allo zenit, formano i vertici del “Triangolo estivo”: Vega della Lira, Altair dell’Aquila e Deneb del Cigno. Nel cielo occidentale si avviano al tramonto le costellazioni della Bilancia e dello Scorpione, mentre dalla parte opposta avanzano il Capricorno e l’Aquario, aggruppamenti privi di stelle brillanti e difficile da individuare senza l’ausilio di una cartina astronomica. A nord-ovest, spicca la stella gigante rossa Arturo (il “guardiano dell’Orsa” messa in cielo da Zeus per proteggere la vicina costellazione Orsa Maggiore, Callisto, dalla gelosia di Era) della costellazione del Bootes (Bovaro o Bifolco), quarta stella più brillante del cielo dopo Sirio, Canopo e alfa Centauri.
GIUSEPPE SPERLINGA

CIELO DI AGOSTO 2016 LA SICILIA 29LUGLIO2016  COMETA SWIFT-TUTTLE PERSEIDI E TRIANGOLO ESTIVO RADIANTE PERSEIDI1 RADIANTE PERSEIDI2 RADIANTE PERSEIDI3 TRIANGOLO ESTIVO

CIELO DI LUGLIO 2016

Il quotidiano “La Sicilia” di giovedì 30 giugno 2016 pubblica a pag. 45 l’articolo a firma del presidente di Stelle e Ambiente, prof. Giuseppe Sperlinga, sul cielo di luglio nella consueta rubrica mensile dedicata alla divulgazione astronomica, ideata dall’indimenticabile giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, scomparso nel 2012, cofondatore tra l’altro dell’associazione “Stelle e Ambiente” di Catania di cui fu presidente dalla fondazione, avvenuta nel 2003, fino a un anno prima della sua dipartita. Qui di seguito, il testo dell’articolo per una lettura più chiara, con le punzecchiature contro le astruse credenze astrologiche.

NEL FIRMAMENTO ESTIVO DOMINA ANCORA SATURNO.
In luglio, le nottate dovrebbero (di questi tempi, il condizionale è d’obbligo) essere serene. Di sicuro continueranno ad allungarsi fino al prossimo solstizio invernale, giorno in cui raggiungeranno il massimo della loro durata. Alla latitudine di Catania, dall’inizio alla fine del mese, il dì si accorcia di 34 minuti. Il Sole, mercoledì 20, passa dalla costellazione dei Gemelli a quella del Cancro, con buona pace degli astrologi che con pervicacia continuano ad ammannire oroscopi con date sfalsate. Per loro, infatti, il nostro astro diurno transiterebbe dal Cancro al Leone! Il 4 luglio, il nostro pianeta raggiungerà l’afelio, il punto più distante dal Sole, sarà a 152.103.773 km. La Luna sarà nuova il 4, al primo quarto il 12, piena il 20 e all’ultimo quarto il 27.
A dominare il cielo notturno saranno ancora i tre pianeti Marte, Giove e, soprattutto, Saturno con il suo appariscente sistema di anelli planetari. E’ stato, infatti, uno spettacolo d’incomparabile bellezza osservare il vero Signore degli Anelli con i telescopi delle associazioni Stelle e Ambiente, comitato Cepes e astrofili belpassesi dal terrazzo superiore del maniero normanno di Aci Castello, lo scorso 26 giugno, in occasione dell’evento nazionale “Occhi su Saturno”. Ma, procediamo con ordine nel nostro excursus planetario. Mercurio é troppo vicino al Sole (il 7 sarà in congiunzione) perciò è inizialmente inosservabile. Il 16 si trova prospetticamente vicino al luminoso Venere, ma – ahinoi – i due pianeti sono così bassi sull’orizzonte occidentale che assai difficilmente riusciremo a distinguerli nella luce crepuscolare. Bisogna aspettare la fine del mese per rintracciare il minuscolo ed elusivo pianeta sempre a ovest, quando tramonta un’ora dopo il Sole, a patto che non vi siano ostacoli che ne impediscano la visuale. Venere ricompare nel cielo occidentale, ma è osservabile solo per una trentina di minuti dopo il tramonto del Sole. Marte sarà sempre alto sull’orizzonte meridionale. Giove, invece, continua ad abbassarsi sempre più sull’orizzonte occidentale e, ovviamente, si riduce il tempo a disposizione per osservarlo. Saturno, come già detto, è facile da individuare e si presta a essere osservato per buona parte della notte. Urano fa la sua apparizione a oriente nelle ore centrali della notte ed è abbastanza alto sull’orizzonte sud-orientale. Nettuno sorge a tarda sera ed è anch’esso osservabile al telescopio (come Urano) per tutta la notte nel cielo meridionale. Pur essendo stato declassato al rango di pianeta nano, spendiamo qualche parola pure su Plutone, che con l’ausilio di un buon telescopio, dopo l’opposizione del 7 luglio, è osservabile per l’intera notte prima nel cielo sud-orientale, poi in quello meridionale e, infine, in quello sud-occidentale prima del sorgere del Sole. Tra le congiunzioni, si segnalano anzitutto quelle della Luna con i tre pianeti che continuano a dominare la scena celeste: il 9 con il gigantesco Giove, nel cielo occidentale; il 14, con il rosso Marte e, dopo, con Saturno.
Il cielo estivo offre molte occasioni per imparare a riconoscere a occhio nudo le costellazioni, che non sono entità fisiche, ma aggruppamenti arbitrari di stelle situate a distanze diverse tra esse e da noi, elaborati dall’uomo per potersi orientare nella volta celeste e che non hanno alcunché da spartire con le elucubrazioni irrazionali degli astrologi, secondo i quali tali insiemi di astri eserciterebbero presunti influssi sulla vita quotidiana, gli amori, la salute, il lavoro degli esseri umani. Cominciamo da oriente, dove sarà facile individuare tre luminose stelle, dalla cui ideale unione danno origine all’asterismo del “Triangolo Estivo”: si tratta di Vega della Lira, Altair dell’Aquila e Deneb del Cigno. Nella mitologia classica, la Lira è lo strumento musicale con il quale Orfeo suonava melodie di struggente malinconia dopo la morte della sua adorata moglie, la ninfa Euridice. L’Aquila porta tra gli artigli i fulmini a Zeus, ma è pure il rapace che dilania col suo becco adunco il fegato di Prometeo, reo di aver osato scalare l’Olimpo per rubare il fuoco degli Dei. Deneb, infine, in arabo vuol dire “coda”, cioè la coda del bellissimo cigno in cui si tramutò Zeus per sedurre Leda, dalla cui unione nacquero i gemelli Castore e Polluce, Clitennestra ed Elena, il cui rapimento da parte del troiano Paride fu la causa della guerra tra Greci e Troiani. Particolare interessante: Deneb è una supergigante azzurra ed è la stella più lontana visibile a occhio nudo, distante da noi oltre 1.600 anni luce (un anno luce equivale a circa nove trilioni e mezzo di chilometri) e la cui luce che riceviamo in questo momento è stata emessa 16 secoli fa, poco prima del crollo dell’Impero Romano. Queste le distanze delle stelle degli altri due vertici del Triangolo estivo: Altair appena 16 anni luce e Vega poco meno di 27. Continuando a scrutare il cielo verso l’orizzonte meridionale, spostando lo sguardo da ovest verso est, s’incontrano le costellazioni zodiacali del Leone, della Vergine, della Bilancia dell’inconfondibile Scorpione, il cui cuore è la rossa Antares, che rivaleggia con Ares (Marte) per la colorazione rossastra. E, ancora, verso sud-est, vi sono il Sagittario e l’Ofiuco, che è la tredicesima costellazione zodiacale “dimenticata” negli oroscopi, ma che il Sole attraversa dal 30 novembre al 17 dicembre. Alzando lo sguardo verso l’alto, brilla la luminosa stella Arturo del Bovaro, la costellazione dalla caratteristica forma ad aquilone. Più in alto e a sinistra, spicca la costellazione di Ercole. Terminiamo il nostro tour tra le stelle con le costellazioni circumpolari del cielo settentrionale con l’Orsa Maggiore a sinistra e Cassiopea a destra dell’Orsa Minore con la Polare.
GIUSEPPE SPERLINGA

CIELO LUGLIO 2016 LA SICILIA (3)  COSTELLAZIONI  OROSCOPO E ZODIACO  CIGNO OFIUCO PLEIADI PROMETEO SATURNO CON ANELLI SATURNO SCORPIONE TRIANGOLO ESTIVO

TRE LUMINOSI PIANETI NEL CIELO DEL SOLSTIZIO ESTIVO

Giugno, ed è subito estate. L’1 ha inizio quella meteorologica, mentre quella astronomica comincia il giorno del solstizio estivo, che quest’anno cade il 20, alle ore 22.34 UTC (Universal Time Coordinated ha sostituito il GMT, Greenwich Mean Time), cui corrispondono le 00.34 ora locale del 21 giugno, dato che in Italia è in vigore l’ora legale.
Nel corso dell’anno non accadrebbe l’alternarsi delle stagioni se l’asse terrestre fosse ortogonale al piano dell’orbita (eclittica). Il giorno del solstizio d’estate il Sole raggiunge il punto più settentrionale del suo moto apparente: è il giorno in cui si ha il massimo di ore di luce (alla latitudine di Catania, il dì ha la durata di 14 ore e 31 minuti). Solstizio significa «Sole stazionario», perché il Sole non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste, sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto per altri quattro giorni; dopo il 24 giugno, ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud sull’orizzonte, con le giornate che cominciano ad accorciarsi e le notti ad allungarsi.Nell’antichità, i solstizi erano festeggiati dai popoli pagani. La religione cristiana inglobò riti e date sostituendoli confeste e solenni celebrazioni. Il solstizio invernale, infatti, è stato sostituito dal Natale e quello estivo dalla festa di San Giovanni, che però si celebra il 24 giugno. È fin troppo evidente che si tratta di due riti basati sull’antica osservazione del moto del Sole che furono integrati nella tradizione cristiana. Al tropico del Cancro, il giorno del solstizio estivo, a mezzogiorno, i corpi non producono ombra, perchéil Sole si trova esattamente allo zenit, vale a dire esattamente sulla testa dell’osservatore nel momento in cui l’astro diurno raggiunge il punto più alto nel cielo. Situazioni opposte si hanno nelle due regioni polari. Mentre nel Circolo polare antartico è buio per tutte le ventiquattro ore, al Circolo polare artico il Sole non tramonta mai tutto il giorno, perché non scende al disotto del piano dell’orizzonte dando luogo al famoso “Sole di mezzanotte” e, se state cenando, potreste essere costretti ad abbassare la serranda della finestra perché infastiditi dai raggi solari… di mezzanotte!
Protagonisti indiscussi della volta celeste di giugno saranno Marte, Giove e Saturno. Il pianeta rosso, che lo scorso 22 maggio è stato in opposizione, cioè allineato con il Sole e la Terra, e otto giorni dopo ha raggiunto la minima distanza dalla Terra (pari a 0,503 Unità Astronomiche, che corrispondono a poco più di 75 milioni di chilometri), sarà visibile per tutta la notte e continuerà ad apparire più brillante e grande del solito. Il gigantesco Giove sarà visibile fino all’una di notte, mentre Saturno, che il 3 sarà all’opposizione e si mostrerà in tutto il suo splendore poco lontano dalla stella Antares dello Scorpione, sarà osservabile per l’intera notte. Il 25, in tutta Italia, si svolgerà la quinta edizione di “Occhi Su Saturno” per permettere a tutti di ammirare il “Signore degli anelli” e alcune sue lune (Tethys, Dione, Rea e Titano) attraverso i telescopi delle associazioni astrofile. Il nostro tour planetario termina con Mercurio (verso le 5 del mattino del 3 giugno sarà in congiunzione con il falcetto di Luna calante, molto bassi sull’orizzonte orientale), Venere, Urano e Nettuno, in pratica inosservabili o osservabili con difficoltà. Altra congiunzione interessante è quella dell’11 giugno tra Giove e la Luna quasi al primo quarto, prima di mezzanotte, sotto la costellazione del Leone. Infine, una bella congiunzione tripla tra la Luna piena, Saturno e Marte avverrà nelle prime ore della notte del 19.
Volgendo lo sguardo verso il cielo orientale, sarà facile distinguere la costellazione del Cigno (la Croce del nord) con la brillante Deneb, che con l’azzurra Altair dell’Aquila e la luminosissima Vega della Lira formano l’asterisco del “Triangolo estivo”. Spostandoci a sud, spiccano per la loro luminosità Antares, il cuore rosso dello Scorpione, e la gigante rossa Arturo del Boote o Bifolco, che è la quarta stella più brillante del cielo notturno dopo Sirio, Canopo e alfa Centauri. Nel cielo settentrionale, spiccano le costellazioni circumpolari, cioè quelle che non sorgono né tramontano mai, tra cui le due Orse Maggiore e Minore con la Polare, il Dragone e, ancora basse, Cefeo e Cassiopea. A ovest, infine, sempre più prossime al tramonto, il Cancro e il Leone.
GIUSEPPE SPERLINGA

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CIELO DI MAGGIO 2016: SHOW DI MERCURIO CHE TRANSITA DAVANTI AL SOLE

È Mercurio il vero protagonista del cielo di maggio e dell’evento astronomico più importante dell’anno. Lunedì 9, infatti, tredici anni dopo il transito del 7 maggio 2003 e quello dell’8 novembre 2006 (quest’ultimo, però, non visibile dall’Italia), il minuscolo ed elusivo pianeta passerà davanti al Sole e apparirà come un vezzoso neo sul disco solare all’osservazione con i telescopi, i quali dovranno essere dotati di adeguati filtri per proteggere gli occhi, pena danneggiamenti irreversibili alla retina. Mercurio è vicino al Sole e i suoi transiti sono frequenti, quello successivo, infatti, avverrà fra tre anni, nel 2019. Numerose associazioni su tutto il territorio nazionale seguiranno il fenomeno. Le associazioni Stelle e Ambiente e Cepes stanno organizzando un evento, di cui saranno resi noti i particolari nei prossimi giorni, nella sede del Planetario di Zafferana Etnea, con strumenti opportunamente protetti per osservare in sicurezza il Sole durante il transito del pianeta, spettacolo astronomico al planetario e seminario scientifico sull’esplorazione di Mercurio. Alla latitudine di Catania, il fenomeno celeste avrà inizio alle 13.12 ed è osservabile fino al tramonto, cioè alle 19.57. Altre informazioni, nel sito dell’Inaf-Osservatorio Astrofisico di Catania http://www.oact.inaf.it/visite/Video/transitomercurio2016.html. Nei giorni successivi, Mercurio si allontana piuttosto rapidamente dal Sole e ricompare nel cielo il mattino presto. Si può tentarne l’osservazione alla fine del mese, quando sorge quasi un’ora prima del Sole, assai basso sull’orizzonte orientale, avvolto tra i bagliori delle luci dell’alba.

Proseguiamo il nostro excursus sui pianeti con Venere. Il pianeta di Citera sorge poco prima del Sole e sarà difficile individuarlo tra le prime luci del mattino. Marte sarà all’opposizione il 22 maggio, sarà visibile per tutta la notte: sorge a Sud-Est mentre dalla parte opposta sta per tramontare il Sole, culmina a Sud nelle ore centrali della notte e tramonta a occidente poco prima dell’alba. Il pianeta rosso, il 30 sarà al perigeo, cioè alla minima distanza dalla Terra. Sarà, questo, il periodo migliore per osservarlo, perché sarà più luminoso e con un maggiore diametro angolare. Giove rimane il pianeta più luminoso da osservare: alle prime ombre della sera, lo vedremo svettare a Sud per poi spostarsi sempre più verso occidente. Saturno sarà presto all’opposizione e avrà una visibilità uguale a quella di Marte. Potremo, dunque, osservare il pianeta degli anelli per quasi tutta la notte nel cielo sud-orientale, dove farà la sua apparizione poco dopo il pianeta rosso. Urano, invece, sarà difficile da osservare: dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, infatti, compare prima del sorgere del Sole e sarà molto basso sull’orizzonte orientale, già rischiarato dalla luce dei primi raggi solari. Nettuno è visibile all’alba, a Sud-Sud-Est. Plutone, infine, è molto basso sull’orizzonte sud-orientale ed è osservabile nella seconda parte della notte.

Il Sole attraverserà le stelline della costellazione dell’Ariete fino al 14, giorno in cui passa in quella del Toro. Le giornate si allungano sempre più e, a fine di mese, la durata del dì aumenta di 44 minuti dall’inizio del mese. La Luna sarà nuova il 6, al primo quarto il 13, piena il 21 e all’ultimo quarto il 29. Degne di segnalazione due belle congiunzioni del nostro argenteo satellite: con Giove la sera del 15 maggio, sotto la costellazione del Leone; con Marte, Saturno e la stella Antares (il “cuore” dello Scorpione) nella notte tra il 21 e il 22 maggio formeranno un curioso quadrilatero. Uno sguardo alle costellazioni procedendo in senso orario. Nel cielo orientale, ancora basso, fa la sua apparizione l’asterismo del Triangolo Estivo, i cui vertici sono formati dalle stelle Altair dell’Aquila, Deneb del Cigno e Vega della Lira. Procedendo verso sud-est, si distingue la rossa Antares dello Scorpione, la Bilancia, Ofiuco e il Sagittario e, a sud, spiccano sia le stelle settentrionali del Centauro (una bella costellazione australe di grande estensione visibile anche dalle medie latitudini del nostro emisfero caratterizzata dal celebre ammasso globulare Omega Centauri, il più luminoso dell’intera volta celeste), sia il Leone con la stella Regolo e la Vergine con la luminosa Spica, ormai alte nel cielo, che domineranno la volta celeste per tutto il mese di maggio. Secondo la mitologia greca, il Leone di Nemea era invulnerabile alle frecce e alla clava ma Ercole uccise la belva strangolandola con le sue possenti mani. La Vergine, invece, era Astrea, la dea della Giustizia e figlia di Zeus e Themis, la titanide figlia di Urano e Gea che oltre ad Astrea generò pure le Stagioni e le Moire o Parche. Volgendo lo sguardo a ovest, ecco le costellazioni dell’Idra, del Cancro e dei Gemelli appaiono sempre più basse sull’orizzonte. Terminiamo l’excursus della volta guardando a settentrione, con le costellazioni circumpolari dell’Orsa Minore con la Stella Polare, della coppia regale formata dalla vanitosa regina Cassiopea e dal re Cefeo, del Bovaro con la luminosa Arturo (il guardiano dell’Orsa) e dell’Orsa Maggiore, il cui prolungamento verso sud delle stelle del timone permette di individuare prima la rossa Arturo e poi l’azzurra Spica. Nel cielo di nord-est, infine, in piena notte, appariranno le vere protagoniste del firmamento estivo: le costellazioni delle già citate Lira, Cigno e Aquila.

                        GIUSEPPE SPERLINGA

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GIOVE DOMINA NEL CIELO DI APRILE

Nelle tiepide notti di aprile si assiste a un lento mutamento della scena celeste: le costellazioni che hanno dominato le fredde notti invernali, come Orione, il Toro, i Gemelli e l’Auriga, ancora visibili nell’orizzonte occidentale, si avvicendano con quelle estive che hanno ormai già fatto la loro apparizione dalla parte opposta. Volgendo, infatti, lo sguardo a oriente, è già visibile la luminosa stella Vega della Lira, la quinta del cielo in ordine di luminosità, che con Altair dell’Aquila e Deneb del Cigno costituisce uno dei vertici dell’asterismo del Triangolo estivo. Alzando lo sguardo sopra la nostra testa, vicino allo zenit, non è difficile riconoscere la costellazione della Chioma di Berenice, un insieme di stelle fisicamente legate tra esse che si trova a nord-est del Leone, a ovest della brillante stella Arturo del Bifolco (Bovaro o Boote) e a nord della Vergine con la brillante Spica. Nel cielo meridionale, l’una dopo l’altra, si susseguono la debole costellazione del Cancro, il Leone dall’inconfondibile silhouette con la luminosa stella Regolo, la Vergine e – per i nottambuli – prima la Bilancia e poi lo Scorpione (in cui spicca la rossa Antares), il pericoloso aracnide che punse e uccise il grande cacciatore Orione (entrambi furono collocati sulla sfera celeste da Zeus, ma a condizione che non s’incontrino mai in cielo). Nel Cancro, vi è l’ammasso aperto del Presepe (che in latino vuol dire mangiatoia), noto anche come Alveare (M 44) e, a occhio nudo, appare come una nebulosità (fu il primo oggetto che Galileo osservò con il suo cannocchiale). A nord, sono presenti le costellazioni circumpolari, vale a dire quelle che non tramontano né sorgono mai, ma ruotando attorno alla Stella Polare variano soltanto posizione durante la notte e dell’anno. Pure in aprile, alta nel cielo settentrionale spicca il Gran Carro dell’Orsa Maggiore con la famosa coppia di galassie costituita dalla bella galassia spirale di Bode (M81), spirale scoperta, nel 1774, dall’astronomo tedesco Johann Elert Bode, situata a circa 12 milioni di anni luce dalla Terra, e la galassia Sigaro (M82) che subisce gli effetti gravitazionali della prima. Le sette “vaghe stelle dell’Orsa” di leopardiana memoria de “Le Ricordanze” per gli antichi Romani erano i “Septem triones”, cioè i sette buoi, da cui ha tratto origine il termine “settentrione”. E, ancora, vale la pena ricordare che le stelle Merak e Dubhe, le ruote anteriori del Gran Carro, sono note col nome di “puntatori“, perché spostandoci verso il basso di cinque volte la loro distanza s’intercetta la Polare. Dalla parte opposta, molto basse nel cielo, c’è la coppia di costellazioni formata dal re Cefeo e dalla bella e vanitosa regina Cassiopea. A nord-est, sotto l’Orsa Maggiore, spicca l’inconfondibile costellazione del Bifolco dalla caratterizzata forma ad aquilone con al vertice la già citata stella Arturo, guardiano dell’Orsa, e a sinistra del Bovaro è riconoscibile  la piccola costellazione della Corona Boreale con le stelle disposte a formare un semicerchio.

Uno sguardo, adesso, all’interno del nostro sistema planetario. Il Sole si trova nella costellazione dei Pesci fino al 19 aprile, quando passa in quella dell’Ariete. Le giornate si allungano sempre più fino al giorno del solstizio estivo, che quest’anno cade il 20 giugno. La Luna sarà nuova il 7, al primo quarto il 14, il plenilunio si avrà il 22, l’ultimo quarto il 30. Tra i pianeti, continua a dominare il cielo notturno il gigantesco Giove, che già al tramonto è visibile, alto in direzione sud-est, per raggiungere la massima altezza a sud in serata inoltrata e per poi scendere verso l’orizzonte occidentale, dove tramonta alle prime luci dell’alba. Da non perdere, nella notte tra il 17 e il 18 aprile, la bella congiunzione tra la Luna e Giove. Per Mercurio si presentano finalmente le migliori condizioni per la sua osservazione dal tramonto, per l’intero anno. In particolare, il 18 aprile, giorno in cui il minuscolo pianeta raggiunge la massima distanza angolare dalla nostra stella diurna, pari a 19°55’, si potrà cercarlo sull’orizzonte occidentale, dove tramonta quasi un paio d’ore dopo il Sole. Venere, a inizio del mese, sarà molto basso sull’orizzonte orientale ed è osservabile per poco meno di mezz’ora prima di essere fagocitato dai bagliori solari. Marte sarà presto visibile nel cielo serale, ma bisogna attendere la fine di aprile per tentare di individuarlo basso sull’orizzonte orientale in tarda serata, mentre sarà osservabile per l’intera nottata. A mezzanotte tra il 24 e il 25 aprile, sull’orizzonte sud-orientale, si potrà assistere a uno spettacolo d’incomparabile bellezza grazie alla Luna che illuminerà un triangolo al cui vertice superiore vi sarà Marte e negli altri due la stella Antares e Saturno, la cui osservabilità è assai simile a quella del pianeta rosso, con il pianeta degli anelli leggermente più basso in cielo. Urano è inosservabile e, alla fine del mese, ricompare al mattino, molto basso sull’orizzonte orientale. Nettuno, infine, riappare al mattino presto, sempre a oriente, poco prima del sorgere del Sole.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

GIOVE CON OMBRA DI GANIMEDE SULLA MACCHIA ROSSA M81 (a sinistra) e M82 (a destra). M82 è una galassia fortemente attratta da M81 GALASSIA SIGARO M82 hevel-leo M81 GALASSIA DI BODE Orsa_Maggiore PRESEPE (M44)Scorpione

 

CIELO DI MARZO: IL LEONE ANNUNCIA L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA

NEL CIELO DI MARZO, IL LEONE ANNUNCIA L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA
Dopo un inverno… primaverile, con marzo arriva davvero la primavera, quella meteorologica (l‘1) e quella astronomica (il 20, giorno dell’equinozio). Il giorno equinoziale è caratterizzato dal fatto che la durata del dì sarà uguale a quella della notte. Per i Cristiani è una data importante ai fini del calcolo della data della Pasqua, che si celebra la prima domenica (27 marzo) successiva al plenilunio (23 marzo) che segue l’equinozio primaverile.
Il Sole si trova nella costellazione dell’Acquario fino al 12 marzo, poi passa in quella dei Pesci. Per gli astrologi, il nostro astro diurno si troverebbe già nei Pesci e il 20 transiterebbe nell’Ariete, perché pervicacemente si ostinano a non tenere conto dello slittamento di una casella zodiacale dovuto al moto millenario di precessione degli equinozi e della tredicesima costellazione zodiacale, Ofiuco. In altre parole, ammesso che lontanissimi corpi celesti possano in qualche modo esercitare influssi sulla sfera personale degli esseri umani, chi ha continuato a leggere il ciarpame astrologico ha finora letto l’oroscopo di un altro. Le giornate continuano ad allungarsi, perché il Sole sorge sempre prima e tramonta sempre dopo. Alla latitudine di Catania, l’1 sorge alle 6,29 e tramonta alle 17,56; il giorno dell’equinozio sorge alle 6.03 e tramonta alle 18,12; il 31 sorge alle 5,48 e tramonta alle 18,21. In pratica, alla fine del mese, la nostra stella diurna anticipa il suo sorgere di 41 minuti e ritarda il suo tramonto di 25 minuti, cioè tenendo conto degli incrementi mattutini e serali dovuti rispettivamente all’anticipo dell’alba e al ritardo del tramonto, le giornate si allungheranno di 66 minuti. La Luna sarà all’ultimo quarto il 2, nuova il 9, al primo quarto il 15, piena il 23 e di nuovo all’ultimo quarto il 31. Da domenica 27 marzo, sarà in vigore nel nostro Paese l’Ora Estiva (la cosiddetta “Ora Legale”), che corrisponde a un’ora in più rispetto all’Ora Solare (TMEC, Tempo Medio dell’Europa Centrale), ovvero due ore in più rispetto al Tempo Universale (TU).
Per ciò che riguarda la visibilità dei pianeti, si è dissolto il suggestivo allineamento dei cinque pianeti visibili a occhio nudo che, prima dell’alba, hanno dato spettacolo dallo scorso gennaio: l’elusivo Mercurio è, infatti, sparito sotto l’orizzonte nel cielo del mattino fagocitato dai bagliori solari (bisognerà aspettare la fine del mese per tentarne l’osservazione sull’orizzonte occidentale poco dopo il tramonto) e il gigantesco Giove che, in prima serata, domina ormai il cielo notturno a est, a sud nelle ore centrali della notte e a ovest prima del sorgere del Sole. L’8 marzo, il più grande pianeta del Sistema solare sarà all’opposizione e avrà così inizio il periodo di migliore osservabilità del pianeta, perché trovandosi alla minima distanza dalla Terra avrà la massima luminosità e il massimo diametro apparente per tutto l’anno. L’osservazione di Venere diventa di giorno in giorno sempre più difficile. All’inizio del mese, infatti, sorge un’ora prima del Sole, che si riduce ad appena mezz’ora alla fine di marzo. Ciò significa che il pianeta di Citera sarà sempre più basso sull’orizzonte orientale, rimanendo avviluppato dai bagliori nella luce dell’alba. Marte e Saturno continuano a essere visibili nella seconda parte della notte: il pianeta rosso e il pianeta degli anelli sono inizialmente visibili assai bassi sull’orizzonte sudoccidentale, per culminare a sud prima del sorgere del Sole. Urano è ormai molto basso sull’orizzonte occidentale e presto sarà impossibile rintracciarlo nella luce del crepuscolo. Nettuno ritorna visibile al telescopio nel cielo del mattino, ma essendo molto vicino al Sole e molto basso sull’orizzonte orientale sarà in pratica impossibile avvistarlo tra le luci dell’alba. Plutone, infine, rimane ancora basso sull’orizzonte orientale e presto sarà visibile a sud-est prima del sorgere del Sole. Prima di lasciare il Sistema solare, segnaliamo l’arrivo di un asteroide. Si tratta di un macigno spaziale di 30 metri di diametro che, il 5 marzo, sfiorerà la Terra. Le probabilità che possa entrare in collisione con la Terra sono di una su 250 milioni, vale a dire non corriamo alcun rischio che possa colpirci.
Le costellazioni invernali come Orione con la rossa Betelgeuse e l’azzurra Rigel e il Cane Maggiore con Sirio sono sempre più basse e continuano a spostarsi verso l’orizzonte occidentale, mentre dal lato opposto fanno la loro apparizioni la Vergine con la luminosa Spica e il Leone con Regolo e Denebola, che annunciano l’arrivo della primavera. Sempre nell’orizzonte orientale, è possibile riconoscere l’asterismo del “Triangolo primaverile” i cui vertici sono formati dalla gigante rossa Arturo di Bootes, da Spica (una stella bianco-azzurra otto volte più grande del Sole distante 275 anni luce da noi) e da Denebola. Proseguendo verso sud, lungo la fascia zodiacale, s’incontrano il Cancro e i Gemelli con Castore e Polluce, cui segue, a ovest, il Toro con la rossa Aldebaran e, più in alto, l’Auriga con Capella (che non è una stella singola, ma un sistema quadruplo di stelle formato da due giganti gialle e due nane rosse) e Perseo con la supergigante gialla Mirfak (in arabo, gomito) o Algenib (sempre dall’arabo, fianco). Nel cielo settentrionale, come sempre campeggiano le costellazioni circumpolari di Cassiopea riconoscibile per la sua forma a “W” e l’Orsa Maggiore, disposte ai lati opposti dell’Orsa Minore, con la prima molto bassa a nord-est e la seconda molto alta a nord-ovest.
GIUSEPPE SPERLINGA

LA COSTELLAZIONE DEL LEONE DISEGNATA DA JOHANNES HEVELIUS 1690  CIELO MARZO 2016 LA SICILIA 29FEBBRAIO2016  ERACLE CONTRO IL LEONE DI NEMEA (DIOSFO 500-475 A.C. MUSEO DEL LOUVRE PARIGI) LEONE ORSA MAGGIORE TRIANGOLO PRIMAVERA