Stelle e Ambiente

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ECLISSI PARZIALE DI LUNA DA ZAFFERANA ETNEA

Lunedì 7 agosto 2017, la Luna sarà al plenilunio e nel contempo si trova in uno dei due nodi, vale a dire in uno dei due punti d’intersezione dell’orbita terrestre con quella lunare, che non è complanare ma inclinata di appena cinque gradi. Si verificherà, dunque, una eclissi dell’unico satellite naturale terrestre, ma che sarà parziale e, purtroppo, non sarà visibile dall’Italia, ma in Asia, India, Oceano Indiano, Australia e tutta la parte orientale dell’Africa. Per gli osservatori che si trovano in quelle parti della Terra, questi sono i tempi dei contatti in Ora Legale Estiva: alle 17.48 la Luna entra nel cono di penombra; alle 19.22 entra nel cono d’ombra; alle 20.20 si avrà il massimo dell’eclissi; alle 21.18 l’argenteo satellite esce all’ombra; alle 22.52 si ha l’uscita dalla penombra e fine del fenomeno.
Alla latitudine di Catania, l’eclissi parziale termina poco dopo il sorgere della Luna. Il cielo a quell’ora è ancora chiaro e la Luna è molto bassa sull’orizzonte orientale durante le fasi finali del fenomeno celeste. Non sarà facile, dunque, scorgere l’ombra e la penombra della Terra sul disco lunare. Tuttavia, coloro i quali volessero tentarne l’osservazione, bisogna che si rechino nelle località italiane più orientali possibile (nel Salento, ad esempio) e avere l’orizzonte est libero da ostacoli.
Pur non essendo favorita la posizione geografica della città di Catania, un tentativo di osservare il fenomeno celeste sarà effettuato lunedì 7 agosto, a partire dalle ore 20.20, al Planetario di Zafferana Etnea. La strumentazione utilizzata per la ripresa in diretta è costituita da un telescopio rifrattore apocromatico di focale 750 mm e 100 mm di apertura, con inseguimento stellare su montatura equatoriale alla tedesca, cannocchiale polare e motori di inseguimento su entrambi gli assi per la compensazione della rotazione terrestre. La ripresa della diretta sarà possibile grazie a un collegamento in proiezione afocale a mezzo adattatore con uno smartphone in alta definizione, utilizzando al telescopio un oculare super ploss da 13,5 mm, sistema messo a punto e collaudato da Rosario Catania, responsabile del progetto “Astro-Pagghiaru”, la cui sede si trova nel Parsifal Park di Nicolosi. L’ingrandimento ottenuto permetterà di effettuare una ripresa a pieno fotogramma del disco lunare che sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Osservatorio Astronomico Amatoriale Etneo e rimbalzato sulle pagine dei partner aderenti. L’evento, raggiungibile al linkhttps://www.facebook.com/events/122482385043127/ è promosso da Ascd-Cepes, in collaborazione con l’associazione Stelle e Ambiente di Catania, il Planetario di Zafferana Etnea, l’associazione astrofili belpassesi e il Parsifal Park. La strumentazione astronomica è stata messa a disposizione dalla famiglia Prestinenza e per tale motivo l’evento di stasera è stato dedicato alla memoria dell’indimenticabile giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, che per oltre sessant’anni divulgò la Scienza del cielo.
GIUSEPPE SPERLINGA

 

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ETNOBOTANICA ETNEA – LE PIANTE SELVATICHE E L’UOMO

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL PROF. SALVATORE ARCIDIACONO

“ETNOBOTANICA ETNEA – LE PIANTE SELVATICHE E L’UOMO”

CASTELLO DI LEUCATIA, LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2017

Lunedì 27 febbraio, alle 17, nel salone del Castello di Leucatia, sarà presentato il libro del prof. Salvatore Arcidiacono “Etnobotanica Etnea – Le piante selvatiche e l’uomo” stampato per i tipi della Edizioni Danaus.

Dopo gli indirizzi di saluto del dott. Santo Privitera (presidente associazione culturale “V. Paternò Tedeschi”) e del dott. Fabio Viglianisi (segretario sezione catanese Ente Fauna Siciliana) e la presentazione dell’Autore del dott. Nunzio Spitalieri (coordinatore associazione “V. Paternò Tedeschi”), seguiranno l’intervento sulla genesi del libro del prof. Giuseppe Sperlinga (presidente dell’associazione Stelle e Ambiente) e la presentazione del libro da parte dell’Autore, prof. Salvatore Arcidiacono.

Ingresso libero.

 LOCANDINA PRESENTAZIONE LIBRO CASTELLO LEUCATIA

CINQUE PIANETI IN FILA NEL CIELO DI FEBBRAIO 2016

Nel cielo di febbraio continuano a brillare, prima dell’alba, i cinque pianeti visibili a occhio nudo e noti sin dall’antichità: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Li potremo ammirare, prima del sorgere del Sole, come inanellati, uniti dalla stessa linea immaginaria, un filo invisibile che va da sud-est verso sud-ovest. Tale congiunzione, che non accadeva dal 2005 e che non capiterà più fino al 2018, è cominciata prima dell’alba dello scorso 20 gennaio e proseguirà fino a poco oltre la metà di febbraio. Una coreografia planetaria bellissima con Venere e Giove primi ad apparire, seguiti poi da Saturno e Marte e, all’alba, da Mercurio. A questo balletto celeste partecipa come attrice protagonista pure la Luna, ma solo nella seconda parte del mese. Per vederli non serviranno costosi strumenti d’indagine astronomica, ma solo i nostri occhi e lontano da lampioni e fari. La Luna sarà di valido supporto per riconoscere i cinque pianeti uno per uno: lo scorso 28 gennaio è stata vicino a Giove, il 1° febbraio nei pressi del pianeta rosso Marte, il 4 accanto a Saturno, il 6 nei dintorni del luminoso Venere e il 7 appena sotto all’elusivo Mercurio molto basso sul piano dell’orizzonte, a sud-est. È, questo, uno spettacolo imperdibile che si replica tutte le mattine, basta alzarsi un’ora prima dell’alba e guardare verso l’orizzonte meridionale, che ovviamente deve essere sgombro di ostacoli quali palazzi, alberi, fino al 20 febbraio, ed è tutto gratuito, nessun ticket da pagare: offre la Natura. In altre parole, procedendo da sud-est verso ovest, lungo una diagonale si potranno osservare nell’ordine Mercurio, Venere, Saturno, Marte e Giove.

Per ciò che riguarda gli altri due pianeti, Urano al calare del buio è molto basso sull’orizzonte occidentale e per poterlo osservare è necessario l’uso di un telescopio, mentre Nettuno è ormai inosservabile. Il pianeta nano Plutone, infine, ritorna al mattino poco prima del sorgere del Sole, assai basso sull’orizzonte di sud-est e osservabile con un telescopio.

Il cielo di febbraio è dominato dalle grandi costellazioni invernali, con protagonista indiscusso Orione, il cui quadrilatero già di prima sera spicca in direzione meridionale, con allineate al centro le tre stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka a formare la cintura, ma note pure come  “Re Magi”, “Tre Re” o “Tre bastoni” di verghiana memoria ne “I Malavoglia”: “(…) allorché uscì fuori nel cortile sbadigliando, il Tre bastoni era ancora alto verso l’Ognina, colle gambe in aria, la Puddara (le Pleiadi, ndr) luccicava dall’altra parte, e il cielo formicolava di stelle…”. Si fantastica che le tre piramidi di Giza dei faraoni Cheope, Chefren e Micerino formano un allineamento come quello delle tre stelle della cintura di Orione. In realtà, tale allineamento, ora, non sussiste così come non sussisteva all’epoca della costruzione delle piramidi, avvenuta nel 2450 a.C. L‘esatta corrispondenza si sarebbe verificata nientemeno nel 12.000 a.C. Torniamo al quadrilatero di Orione, ai vertici del quale, in alto, vi sono la supergigante rossa Betelgeuse e l’azzurra Bellatrix, che ne disegnano le spalle, in basso la supergigante blu Rigel e l’azzurra Saiph ne disegnano le ginocchia del grande cacciatore.

Più in alto, rispetto a Orione, spiccano ancora le costellazioni del Toro con il suo occhio rosso Aldebaran, l’Auriga con la luminosa Capella e i Gemelli con i due Dioscuri, Castore e Polluce. A sinistra, invece, il grande cacciatore è accompagnato dai suoi due fedeli cani rappresentati dalla stella più luminosa del cielo Sirio del Cane Maggiore e da Procione del Cane Minore. Sirio, Procione e Betelgeuse formano l’asterismo del “Triangolo invernale”. Spostando lo sguardo verso occidente, nelle prime ore della sera, vedremo tramontare le costellazioni autunnali di Andromeda, del Triangolo, dei Pesci e dell’Ariete. A nord-ovest, si riconosce Cassiopea con la sua caratteristica forma a “W” e, tra essa e il Toro, spicca la costellazione del Perseo. Verso nord-est, infine, facilmente individuabili le sette stelle del Gran Carro dell’Orsa Maggiore. Sempre più alta, a sud, la costellazione che annuncia l’imminente arrivo della primavera, il Leone, a ovest del quale si fa fatica a individuare la debole costellazione del Cancro con l’ammasso aperto del Presepe (Alveare o Mangiatoia), che fu il primo oggetto osservato da Galileo col suo cannocchiale. Nel cielo orientale, infine, brillano due stelle tra le più luminose del cielo: l’arancione Arturo della costellazione di Boote e l’azzurra Spica della Vergine.

            GIUSEPPE SPERLINGA

QUINTETTO PLANETARIO 30GENNAIO2016.  Orione-Costellazione-Betelgeuse  orione  M42_OrionNeb_Collage_GP ORIONE E TORO   triangolo invernale   COPERTINA I MALAVOGLIA   VERGA  Giza_Orion 1280x800   Osiride-Sirio-e-la-Grande-piramide-di-Giza

LE GROTTE E LE SCIARE INCOLTE DELL’AREA METROPOLITANA DI CATANIA UN PATRIMONIO NATURALE DA TUTELARE, VALORIZZARE E FRUIRE

GIOVEDI’ 17 DICEMBRE 2015 – AULA  A EMICICLO ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA, VIA ANTONINO LONGO 19, CATANIA

CONFERENZA SUL PARCO VULCANOSPELEOLOGICO METROPOLITANO ORGANIZZATO DAL CIRCOLO DELL’INFORMAZIONE CON LA COLLABORAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE STELLE E AMBIENTE.

NE PARLERA’ IL  PROF. GIUSEPPE SPERLINGA (Presidente Associazione Stelle e Ambiente).

INGRESSO LIBERO.

LOCANDINA PARCO VULCANOSPELEOLOGICO METROPOLITANO 17DICEMBRE2015

ESCURSIONE A RIPA DELLA NACA, PRANZO SOCIALE, ASSEMBLEA ED ELEZIONE CONSIGLIO DIRETTIVO DI STELLE E AMBIENTE

L’associazione Stelle e Ambiente organizza per domenica 22 una escursione a Ripa della Naca (bocche dell’eruzione 1928). Guidano i professori Salvatore Arcidiacono e Giuseppe Sperlinga e il dott. Iorga Prato. Alle 13, pranzo sociale in un agriturismo di Fornazzo. Alle 15, assemblea generale ordinaria dei soci, rinnovo quote sociali e iscrizioni, elezione del Consiglio direttivo per il triennio 2016-2018. Partenza alle 8.30 dal parcheggio del Parco Gioeni di via Angelo Musco.

LOCANDINA ESCURSIONE RIPA NACA E ASSEMBLEA 22NOVEMBRE2015

SECONDA LEZIONE DEL 5° CORSO DI ETNOBOTANICA ETNEA

Sabato 21 novembre, alle 17, nella sala dell’Amenano dell’Agorà Hostel (piazza Currò 6), la dottoressa Elisa Coppola terrà la seconda lezione del 5° corso di Etnobotanica etnea, organizzato dall’associazione Stelle e Ambiente, parlando su “Piante selvatiche mangerecce: erbe, frutti e aromi”. Seguirà la degustazione di verdure selvatiche mangerecce raccolte in campagna. Info 3288172095, www.stelleambiente.it, info@stelleambiente.it.

LOCANDINA SECONDA LEZIONE 5°CORSO ETNOBOTANICA 21NOVEMBRE2015

IL CIELO DI NOVEMBRE 2015: SERATA ASTRONOMICA AL CAI DI PEDARA

IL CIELO DI NOVEMBRE AL CAI DI PEDARA
Giovedì 19, alle 20.30, nella sede del Cai di Pedara (accanto al campo sportivo), serata astronomica con conversazione-proiezione in sala sul cielo di novembre del prof. Giuseppe Sperlinga, presidente dell’associazione Stelle e Ambiente. Alle 21.30, osservazioni astronomiche con i telescopi e riconoscimento a occhio nudo delle principali costellazioni autunnali, a cura dello stesso prof Sperlinga, dott. Iorga Prato (Stelle e Ambiente) e Stefano Distefano (associazione astrofili belpassesi).

LOCANDINA INCONTRI CAI PEDARA 19-26NOVEMBRE2015

ESCURSIONE SENTIERO 786 CAI BELPASSO: DALL’ALTARINO ERUZIONE 1886 ALLA GROTTA D’ANGELA

Bella escursione di 33 escursionisti di Stelle e Ambiente dall’altarino eruzione 1886 fino alla grotta d’Angela, percorrendo il sentiero 786 CAI Belpasso, preceduta da una favolosa degustazione di siero con la ricotta e altri latticini prodotti dal caseificio Valle Felice di Nicolosi. La grotta d’Angela è una tipica galleria di scorrimento lavico lunga una sessantina di metri. All’interno, il pavimento in gran parte formato da lave unite con tratti di formazione a corde e due magnifici rotoli ai lati di entrambe le pareti. A guidare il gruppo di escursionisti, il presidente prof. Giuseppe Sperlinga, il vicepresidente prof. Salvatore Arcidiacono e il consigliere dott. Iorga Prato, con la collaborazione di Franco Andronico e il (quasi) dott. Francesco Di Grazia.

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BRUTALMENTE CAPITOZZATI GLI ALBERI DELLA VILLA BELLINI

ALBERI BRUTALMENTE CAPITOZZATI ALLA VILLA BELLINI

Ci risiamo con le capitozzature selvagge ai danni degli alberi cittadini e per giunta fatte nel periodo sbagliato. Stavolta è toccato cadere sotto i micidiali colpi delle motoseghe a un filare di alberi secolari di Falso pepe (Schinus molle, per i botanici) del viale della Villa Bellini che costeggia la via Tomaselli: sono stati tutti orribilmente mutilati e privati totalmente della loro folta chioma. Il brutale intervento di capitozzatura è stato eseguito pochi giorni fa, vale a dire in piena primavera, alle porte dell’estate! Ancora una volta, il Comune non riesce a resistere alla tentazione di violentare la vegetazione arborea dei parchi e giardini cittadini, non si rende conto che simili interventi deturpano irreparabilmente la forma naturale della pianta e provocano la penetrazione di funghi e altri microrganismi patogeni.

Vi sono almeno otto buoni motivi per non ricorrere mai a questa scriteriata pratica che è scorretto definire potatura: sono stati privati della loro chioma in primavera, con le piante ormai in risveglio vegetativo, dunque nel periodo sbagliato; nei mesi estivi, venendo meno l’inibizione della chioma, si avrà il riscoppio disordinato delle gemme e, tra un paio d’anni, gli alberi avranno una chioma più bassa, col risultato che il rimedio sarà peggiore del male; il viale e la sottostante via Tomaselli saranno privi di ombra e frescura; gli alberi senza chioma non potranno rimuovere l’anidride carbonica né rilasciare ossigeno in una zona intensamente trafficata da auto e mezzi pesanti; con la privazione della chioma, sono andati distrutti numerosi nidi di uccelli; l’effetto estetico è misero e deprimente; le superfici di taglio dei grossi rami non sono state ricoperte da sostanze cicatrizzanti e ciò permetterà l’accesso di germi patogeni che potrebbero far marcire la pianta dall’interno; la durata della vita degli alberi rischia di accorciarsi del 30 per cento.

Questi scellerati interventi sulla vegetazione arborea del maggior parco cittadino, qual è lo storico Giardino Bellini caro a tutti i Catanesi, fanno capire che, purtroppo, ancora oggi, al Comune di Catania, vige una scriteriata gestione del verde pubblico. La capitozzatura è un barbaro intervento essenzialmente legato a motivazioni di natura economiche e pratiche, sia perché l’appalto che prevede la capitozzatura si configura come intervento straordinario (che, in realtà, è diventato sistematico), sia perché tale intervento è molto più semplice da attuarsi rispetto a una oculata e razionale potatura, che è puntuale e calibrata per ciascun esemplare arboreo. Ne consegue che l’operatore, che non è un giardiniere e, dunque, il più delle volte è senza qualifica e competenze specifiche, si limita sbrigativamente al taglio delle branche primarie dell’albero mediante l’uso della motosega. I risultati sono evidenti: si guadagna di più e s’impiega meno tempo, trasformando così l’antica arte della potatura a una volgare pratica vandalica ai danni dell’arredo verde urbano. L’unico strumento efficace per contrastare questa deprecabile gestione del verde urbano è l’adozione di un “Regolamento del verde pubblico” che scaturisca da tavoli tecnici prendendo in considerazione primariamente le esigenze biologiche degli esemplari arborei. Tutte le città italiane di una certa importanza si sono dotate ormai di tale strumento e anche cittadine piccole ce l’hanno. Catania si è sempre distinta per la pochissima superficie a verde per abitante e continua a rimanere indietro sulla quantità e qualità del verde urbano, nonostante il problema di aumento globale della temperatura, mitigabile in città con il miglioramento e l’aumento di verde.

Nessuno pretende che il Comune e gli operatori del verde pubblico abbiano la stessa sensibilità di Hermann Hesse nella sua delicata poesia “La quercia potata”, ma tutti esigiamo che posseggano un minimo di competenza professionale nella gestione del verde cittadino, che è di tutti ed è tutelato dalla legge dello Stato.

GIUSEPPE SPERLINGA

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