Stelle e Ambiente

Notizie

I GIOIELLI DELL’ANTICO CORSO: BASTIONI, LAVA DEL 1669 E MERIDIANA DEI BENEDETTINI

 DOMENICA 26 GENNAIO 2020

ORE 9-13

I GIOIELLI DELL’ANTICO CORSO

I BASTIONI DEGLI INFETTI, DEL TINDARO E DI S.GIOVANNILA COLATA LAVICA DEL 1669COME FUNZIONA LA MERIDIANA DI SARTORIUS E PETERS

GUIDANO

IL PRESIDENTE PROF. GIUSEPPE SPERLINGA E IL SOCIO FRANCESCO ANDRONICO, CON LA COLLABORAZIONE GNOMONICA DELL’AMICO GEOM. MICHELE TROBIA.

PERCORSO AD ANELLO LUNGO 5 KM

IN CASO DI CONDIZIONI METEOROLOGICHE AVVERSE, LA PASSEGGIATA SARA’ ANNULLATA E RINVIATA A DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020.

locandina-antico-corso-e-meridiana-26gennaio2020 bastione-degli-infetti-19aprile2019-1 bastione-degli-infetti ruderi-bastione-del-tindaro-interno-ospedale-vittorio-emanuele-13gennaio2019 ruderi-bastione-san-giovanni-nella-via-omonima-13gennaio2019 meridiana-benedettini meridiana-benedettini-con-ovale-luminoso img_8721 img_8724 img_8727 img_8729 img_8730 img_8731 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-5 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-14 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-22 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-27 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-28

NEL DEGRADO GLI SPAZI ESTERNI DEL MONASTERO BENEDETTINO E DELLE TERME ROMANE DI PIAZZA DANTE A CATANIA

Il livello di inciviltà a Catania ha ormai superato ogni limite di tolleranza. Le varie amministrazioni comunali sono state impotenti (e, talvolta, pure conniventi) ad arginare il degrado morale e comportamentale della stragrande maggioranza dei catanesi che sembra dilagare in maniera irrefrenabile.

Ma se pure l’Università, massimo tempio della Cultura, si dovesse adeguare a questo andazzo, tollerando il degrado all’interno di uno degli edifici storici più imponenti e importanti, qual è il Monastero dei Benedettini di piazza Dante, allora davvero dovremo rassegnarci a considerare questa città irredimibile. Purtroppo.

La Sicilia di oggi, martedì 14 gennaio 2020, pubblica un servizio a firma di chi scrive sul degrado ambientale in cui versa la zona di piazza Dante, sia all’interno del Monastero (Università) sia all’esterno (Comune), con i ruderi delle Terme romane ancora una volta oltraggiate dalla presenza dei rottami di una moto.

Facciamo sentire la nostra voce contro il degrado che sta soffocando la città di Catania, prima che sia davvero troppo tardi.

Giuseppe Sperlinga

 

MONASTERO DEI BENEDETTINI E TERME ROMANE DI PIAZZA DANTE TRA INCURIA E DEGRADO

Il grazioso mercatino “A fera bio”, che si svolge nella mattinata di ogni seconda domenica del mese negli spazi esterni del monastero dei Benedettini di piazza Dante, attira numerosi catanesi e turisti, molti dei quali entrano per acquistare i prodotti in vendita e non solo. Qualcuno, infatti, si mostra interessato pure alla conoscenza del luogo e si spinge oltre le bancarelle, ne approfitta per vedere da vicino le lave dell’eruzione del 1669 che danneggiarono l’ala occidentale del cenobio dei monaci cistercensi. lasciata l’area pulita e ordinata dove si svolge il mercatino, la situazione cambia da così a così, purtroppo in peggio. Uno dei cestini dei rifiuti del marciapiede che costeggia l’ingresso alle aule, è stato divelto da qualche incivile e giace per terra, svuotato dei rifiuti in esso contenuti. I bagni, già alle 11.30, versano in uno stato di precaria igienicità: sporcizia ovunque, due gabinetti su tre per signora praticamente inutilizzabili per la lordura e la carta igienica sporca gettata sul pavimento. Si torna all’esterno e, svoltato l’angolo, si para davanti al visitatore una muraglia basaltica alta più di una dozzina di metri: sono le lave della devastante colata che, tre secoli e mezzo fa, dai monti Rossi, raggiunsero e distrussero parzialmente la parte occidentale della città di Catania. Qui, tra la fine di aprile e i primi di maggio del 1669, le mura cittadine cedettero all’urto della lava nel tratto compreso tra il Bastione degli Infetti e quello del Tindaro, un nuovo afflusso di lava si sovrappose ai precedenti e causò uno squarcio di una cinquantina di metri: la lava riuscì a penetrare e ad avanzare verso la chiesa e il monastero di San Nicolò l’Arena, s’addossò alle loro possenti mura, che furono travolte ma non distrutte del tutto e sono ancora oggi visibili, mentre una lingua di lava s’infiltrò all’interno dell’edificio invadendone le cucine. Ebbene, al visitatore non è data alcuna informazione storico-naturalistica di ciò che vede, perché non sono mai stati apposti dall’Università cartelli in italiano né in altre lingue straniere, come sarebbe opportuno fare visto che il complesso monastico è quotidianamente frequentato sì da studenti, ma pure da turisti. A peggiorare il contesto, bisogna aggiungere pure il desolante stato di degrado e di abbandono in cui versa l’intera ala occidentale dell’edificio, dove alligna spazzatura di ogni tipo alla base del costone roccioso lavico, nell’ultimo tratto giacciono per terra, ammassati disordinatamente le une sugli altri, basole e pilastrini lavici, contenitori in pietra a sezione circolare, frammenti metallici arrugginiti, plastica, un cestino della spazzatura rotto e, infine, tubi con cavi elettrici (?) che dall’alto penetrano nel sottostante edificio, la cui scala di accesso è illuminata pur essendo in pieno giorno. Per non dire della presenza di un furgoncino parcheggiato da chissà chi e quando.

All’esterno del monastero benedettino, tra i ruderi delle Terme di epoca romana, non poteva mancare la sorpresa (si fa per dire) finale. I marciapiedi sono tutti impercorribili per le auto lasciate in sosta e di vigili urbani neppure l’ombra, figurarsi. Il sito è insolitamente pulito (ma forse è meglio dire che vi è meno spazzatura del solito) e la vegetazione spontanea non ha raggiunto sviluppi tali da occultare il balneum romano, che peraltro andrebbe meglio segnalato con apposita segnaletica turistica. A deturparlo, però, è la presenza di una piccola moto (giocattolo? vera?) scaraventata nottetempo da incivili rimasti ignoti. È proprio vero che, in questa irredimibile città, al peggio non vi è fine.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

degrado-benedettini-terme-romane-la-sicilia-martedi-14gennaio2020-completo degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-1 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-2 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-5 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-9 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-11 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-17 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-21 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-27 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-34 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-36 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-38 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-39 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-40 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-44 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-46 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-56 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-58 degrado-lave-1669-monastero-benedettini-12gennaio2020-60 degrado-terme-romane-piazza-dante-12gennaio2020-1 degrado-terme-romane-piazza-dante-12gennaio2020-3 degrado-terme-romane-piazza-dante-12gennaio2020-5

LE CHIESE DI S. CHIARA E SAN GIUSEPPE AL TRANSITO, L’OTTOCENTESCO MACELLO DI VIA ZURRIA, EPIGRAFI ED EDICOLE VOTIVE

DOMENICA 19 GENNAIO 2020 – ORE 8.45-13

DOPO LA PAUSA NATALIZIA, RITORNANO LE ATTIVITA’ DOMENICALI DELL’ASSOCIAZIONE “STELLE E AMBIENTE” PASSEGGIANDO PER VANEDDE, VICOLI E CUTTIGGHI DI SAN CRISTOFORO ALLA RICERCA DI EPIGRAFI, EDICOLE VOTIVE, ALTARINI.

ANDREMO A RISCOPRIRE LE CHIESE DI SANTA CHIARA E DI SAN GIUSEPPE AL TRANSITO CON I TESORI CHE CUSTODISCONO AL LORO INTERNO (OPERE D’ARTE RELIGIOSA, SEPOLCRO CINQUECENTESCO, CRIPTA SOTTERRANEA).

CONTRIBUTO (OBOLO): € 6,00 NON SOCI – € 4,00 SOCI COMPRENSIVO DEL TICKET PER LA VISITA DELLA CRIPTA DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE AL TRANSITO.

GUIDANO IL PRESIDENTE PROF. GIUSEPPE SPERLINGA E IL SOCIO FRANCESCO ANDRONICO.

RADUNO: ORE 8.45 IN PIAZZA DANTE, SUL SAGRATO DELLA BASILICA MONUMENTALE DI SAN NICOLO’ L’ARENA.

INFO: 3288172095 – 3402161035 (WhasApp)

NON E’ NECESSARIA ALCUNA PRENOTAZIONE.

locandina-santa-chiara-san-giuseppe-transito-ex-macello-19gennaio2020

ALIENI DI MONDI LONTANI NEL SISTEMA SOLARE

Alieni di mondi lontani vengono farci visita, sono stati avvistati al telescopio e fotografati dallo spazio e da Terra. Tutti i particolari sull’asteroide e la cometa interstellari, cioè provenienti dall’esterno del Sistema solare, li potrete leggere nell’articolo a firma di scrive pubblicato sul quotidiano La Sicilia di oggi, sabato 28 dicembre 2019, a pagina 16.
Per agevolarne la lettura, trascrivo qui di segui il testo del pezzo e della scheda sull’autore della scoperta della cometa aliena che domani transita nel punto più vicino alla Terra.
Buona lettura e buon anno!!!
^^^^^
ALIENI SPAZIALI SOLCANO I CIELI DEL SISTEMA SOLARE
A differenza di quelli partoriti dalle fantasie di Peter Kolosimo e degli ufologi, gli alieni esistono davvero e sono stati pure individuati e osservati al telescopio. Non si tratta, però, di astronavi con omini verdi a bordo pronti a invadere il nostro pianeta. I visitatori provenienti dall’ignoto spazio profondo, infatti, sono due oggetti interstellari estranei al nostro sistema planetario: si tratta dell’asteroide “1I/’Oumuamua” e della cometa “2I/Borisov”.
“1I/’Oumuamua” (con l’apostrofo davanti alla O, in lingua hawaiiana significa “messaggero che arriva per primo da lontano”, il numero 1 indica che si tratta del primo oggetto di questo tipo catalogato, la I sta per “Interstellare”) è il primo asteroide interstellare conosciuto e ha un’orbita iperbolica, che, a differenza delle traiettorie ellittiche chiuse e tipiche dei corpi celesti che orbitano intorno al Sole, è tipica di oggetti provenienti dall’esterno che attraversano il Sistema solare, proprio come Oumuamua. Il 9 settembre del 2017, l’asteroide ha raggiunto il punto di massima vicinanza al Sole (38 milioni di km) e, il 14 ottobre, ha “sfiorato” il nostro pianeta passando a 24 milioni di km di distanza. Quattro giorni dopo è stato scoperto da Rob Weryk. Se malauguratamente fosse entrato in collisione con la Terra, questo micidiale proiettile cosmico avrebbe sprigionato un’energia dell’ordine dei 300 megatoni (la bomba atomica sganciata dagli americani su Nagasaki, nel 1945, rilasciò “appena” 23 kilotoni). Da dove proviene “1I/’Oumuamua” non è ancora dato sapere, qualcuno ipotizza possa arrivare da una coppia di stelle orbitante intorno a un comune baricentro. Finora è stato accertato che questo corpo celeste dalla forma allungata come un sigaro sia entrato nel Sistema solare proveniente dalla direzione della costellazione della Lira e sembra proseguire verso quella di Pegaso.
L’altro intruso spaziale è la cometa “2I/Borisov”, il secondo oggetto interstellare che è stato avvistato nel nostro sistema planetario. Questa cometa aliena, lo scorso 8 dicembre, è transitata alla minima distanza dal Sole, a circa 300 milioni di chilometri, due volte la distanza Terra-Sole. Da allora, la sua luminosità è aumentata progressivamente e sarà massima il 29 dicembre, quando passerà vicina al nostro pianeta, a 285 milioni di chilometri. Purtroppo, non sarà visibile a occhio nudo, ma per poterla ammirare occorrerà utilizzare un buon telescopio amatoriale, perché l’astro chiomato avrà una magnitudine +15 e i nostri occhi rilevano oggetti luminosi entro la magnitudine +6. La cometa di Borisov proviene da molto lontano, non è una normale cometa proveniente dalla Nube di Oort, la regione che avviluppa il Sistema solare ricca di nuclei cometari. Vi sono valide ragioni per ipotizzare che provenga da “Kruger 60”, un sistema solare formato da due stelle nane rosse che orbitano attorno al comune baricentro, a oltre 13 anni luce (un anno luce equivale a circa nove mila miliardi e mezzo di chilometri) di distanza da noi. È stata scoperta la notte del 30 agosto di quest’anno dall’astrofilo ucraino Gennadiy Borisov dal suo osservatorio personale ed è stata fotografata pure dal Telescopio Spaziale Hubble, che orbita attorno al nostro pianeta. Ma lasciamo che sia il suo scopritore a raccontarci come sono andate le cose quella notte: «L’ho scoperto il 29 agosto (ora locale), ma era il 30 agosto secondo il GMT (Tempo Medio di Greenwich, ndr). Ho visto un oggetto in movimento nell’inquadratura, che si muoveva in una direzione leggermente differente rispetto a quella degli asteroidi della fascia principale. Ho rilevato le sue coordinate e consultato la banca dati del Minor Planet Center. È risultato che fosse un nuovo oggetto. Ho misurato allora il “NEO Rating” (valutazione del rischio di un oggetto vicino alla Terra, ndr), che è risultato del 100%, ovvero, pericoloso. In tal caso, si richiede di comunicare immediatamente i parametri in una pagina web per asteroidi pericolosi che devono essere confermati. Inoltrai la comunicazione e scrissi che l’oggetto aveva aspetto diffuso e che non era un asteroide, ma una cometa». Tredici giorni dopo la scoperta, la cometa fu denominata “C/2019 Q4 (Borisov)” dal Minor Planet Center, il quale l’ha rinominò “2I/Borisov” quando fu accertato che l’orbita percorsa dalla cometa era così eccentrica che non lasciava dubbi sulla sua origine interstellare.
“2/I Borisov” è, dunque, una cometa e come tale possiede un nucleo con un diametro stimato tra 2-16 km, una chioma e una coda lunga quasi 160mila chilometri, pari a 12 volte il diametro terrestre. Gli astronomi, naturalmente, non si sono lasciati sfuggire l’occasione per studiare la chioma della prima cometa interstellare. Un gruppo di studiosi della Queen’s University di Belfast, infatti, ha puntato sul visitatore alieno i potenti telescopi dell’Osservatorio astronomico di La Palma, nelle Isole Canarie, e con lo spettrografo è stata individuata la presenza di carbonio biatomico, acqua e cianogeno, un gas tossico se inalato formato da atomi di carbonio e azoto, assai comune pure nelle comete del nostro sistema planetario. È importante saperne di più sulla natura di questo ospite spaziale proveniente da altri mondi, perché potrebbe fornirci preziose informazioni sugli elementi costitutivi dei pianeti in sistemi planetari diversi dal nostro.
Ma, cosa ha spinto la cometa di Borisov a lasciare il suo sistema stellare di origine? Gli astronomi ipotizzano che l’oggetto avrebbe sfiorato un pianeta coinquilino, che con un effetto fionda gravitazionale l’avrebbe lanciato nello spazio interstellare, dove ha viaggiato in solitudine percorrendo chissà quanti anni luce prima di arrivare dalle nostre parti. In questo momento, la cometa è accelerata sempre di più dalla forte gravità del nostro Sole, tanto viaggia a circa 150mila km/h. Superata la Terra, si dirigerà verso Giove, che lascerà a metà del 2020, per continuare il suo viaggio nello spazio interstellare.
È proprio vero, dunque, che periodicamente gli alieni solcano gli spazi interplanetari del nostro Sistema solare, si avvicinano alla Terra, ma non si fermano (per nostra fortuna…), dopo averci fatto visita vanno via per non tornare mai più. Tutto il resto è fantasia, anzi fantascienza.
GIUSEPPE SPERLINGA
CHI È GENNADIY BORISOV
Gennadiy Borisov è un astronomo non professionista e ingegnere ucraino, noto per aver scoperto vari asteroidi e comete. Lavora alla Stazione astronomica di Crimea dell’Istituto astronomico Sternberg dell’Università statale di Mosca, dove si occupa della manutenzione dei telescopi, ma non ha incarichi osservativi. Nel tempo libero, Borisov effettua osservazioni dal suo osservatorio personale denominato “Margo” (Mobile astronomical robotics genon observatory), dotato di strumenti di sua costruzione. In particolare, possiede un telescopio riflettore con uno specchio di 65 cm di diametro, da lui progettato e costruito. Tra il 2013 e il 2017 ha scoperto sette comete, cui si aggiunge la cometa 2I/Borisov scoperta nell’agosto scorso. Nel 2013, ha scoperto l’asteroide “2013 TV135”, un Neo (Near-Earth Object), cioè un oggetto del Sistema solare la cui orbita può intersecare quella della Terra, che sul momento presentò una concreta possibilità d’impatto con la Terra. L’anno dopo ha ricevuto il premio Edgar Wilson, assegnato dal Central Bureau for Astronomical Telegrams dell’Unione Astronomica Internazionale e dallo Smithsonian Astrophysical Observatory che lo ospita, per la scoperta delle comete “C/2013 N4” e “C/2013 V2”. Per la prima di esse, ha ricevuto una menzione speciale per le elevate capacità professionali richieste per la sua scoperta.

orbite-della-cometa-di-borisov-e-asteroide-oumuamua-nel-sistema-solare il-telescopio-da-65-cm-utilizzato-da-gennady-borisov-a-destra-per-scoprire-la-cometa confronto-cometa-di-borisov-terra cometa-di-borisov cometa-borisov-cartina-dicembre2019-gennaio2010 asteroide-interstellare-oumuamua immagine

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE 2020

BUON 2020

A TUTTI I SOCI, I SIMPATIZZANTI E GLI AMICI DI STELLE E AMBIENTE! 

RIPRENDEREMO A CAMMINARE 
DOMENICA 19 GENNAIO 2020 
CON UNA BELLA PASSEGGIATA URBANA ALLA RISCOPERTA DELL’ANTICO QUARTIERE DI SAN CRISTOFORO, CUORE PULSANTE DI CATANIA, CON I SUOI ALTARINI ED EPIGRAFI, I SEPOLCRI E LE CRIPTE DELLE CHIESE DI SANTA CHIARA E DI SAN GIUSEPPE AL TRANSITO, CON VISITA ALL’OTTOCENTESCO EX MACELLO DI VIA ZURRIA.
A CONCLUSIONE, VISITA FACOLTATIVA DELLA MOSTRA DEL CARAVAGGIO AL CASTELLO URSINO.

 

buon-natale-2019

ORIONE E LE GEMINIDI DOMINANO IL CIELO DEL SOLSTIZIO INVERNALE

ORIONE E LE GEMINIDI DOMINANO IL CIELO DEL SOLSTIZIO INVERNALE
“Quando Orïon dal cielo/declinando imperversa;/e pioggia e nevi e gelo/sopra la terra ottenebrata versa”: è l’incipit dell’ode “La Caduta” di Giuseppe Parini. La stagione cui fa riferimento il poeta milanese è l’inverno e cita Orione perché è la costellazione invernale per antonomasia. Nel cielo meridionale di dicembre, infatti, si staglia la maestosa costellazione di Orione, facilmente riconoscibile per la sua inconfondibile forma a clessidra con le tre stelle allineate (Alnitak, Alnilam e Mintaka) nella parte mediana che formano la Cintura, nota pure come “Re Magi” o “Tre Bastoni” di verghiana memoria ne “I Malavoglia”, quando il tempo era scandito dalla posizione degli astri nel cielo: “… la stella della sera (il pianeta Venere, n.d.r.) era già bella e lucente… il Tre Bastoni era ancora verso l’Ognina colle gambe in aria, la Puddara (l’ammasso aperto delle Pleiadi, n.d.r.) luccicava dall’altra parte). Qualcuno favoleggia ancora che le tre piramidi dei faraoni Cheope, Chefren e Micerino formerebbero un allineamento simile a quello delle tre stelle della Cintura di Orione. Ebbene, tale correlazione in cielo attualmente non sussiste né sussisteva all’epoca della costruzione delle piramidi, avvenuta nel 2.450 a.C. L‘esatta corrispondenza, invece, si sarebbe verificata nel 12.000 a.C. Con lo sguardo, prolungando verso il basso la linea che unisce le tre stelle della Cintura, s’incontra la stella più luminosa del cielo notturno: è Sirio della costellazione del Cane Maggiore. In realtà, si tratta di un sistema formato da due stelle bianche, la maggiore delle quali, Sirio A, dista da noi 8,6 anni luce e ha una massa doppia rispetto a quella del nostro Sole. Sirio con Procione del Cane Minore e Betelgeuse di Orione formano i vertici dell’asterismo del “Triangolo invernale”.
“Santa Lucia, giorno più corto che ci sia”. Il 13 dicembre, però, non è il dì più corto dell’anno. È vero che quel giorno il Sole tramonta più presto (sorge alle 6.59 e tramonta alle 16.49, alla latitudine di Catania), ma è altrettanto vero che il dì più breve dell’anno è il giorno del solstizio d’inverno, che quest’anno cade il 22 dicembre, giorno in cui il Sole tramonta un po’ più tardi (alle 16.52), ma sorge pure qualche minuto dopo (alle 7.04), risultando così più breve di due minuti rispetto al giorno di S. Lucia.
Mercurio sorge un’ora e mezza prima del Sole ed è osservabile nel cielo orientale, poco più in basso rispetto a Marte. Venere brilla nel cielo sud-occidentale subito dopo il tramonto e sarà in congiunzione con Saturno la sera dell’11. Marte sorge prima di Mercurio ed è visibile sull’orizzonte orientale. Giove è ormai inosservabile, tornerà a essere visibile, nelle prime ore del mattino, in gennaio inoltrato. Saturno anticipa sempre più l’ora del tramonto nel cielo occidentale fino a diventare inosservabile. Urano è osservabile per tutta la notte, inizialmente a sud e poi a sud-ovest. Nettuno è ancora visibile a sud-ovest solo nelle prime ore della notte. Plutone, invece, è inosservabile
Nuvole permettendo, infine, tutti col naso all’insù, tra la notte del 13 e 14 dicembre, per seguire le scie luminose (e, perché no, esprimere qualche desiderio) lasciate dalle Geminidi, le stelle cadenti prodotte dall’asteroide “3200 Phaethon”. Per vederle, è necessario volgere lo sguardo verso est e cercare il radiante nella costellazione dei Gemelli. Purtroppo, la loro osservazione sarà disturbata dal chiarore della Luna piena.
                                                                        GIUSEPPE SPERLINGA
Maggiori approfondimenti nel sito dell’Unione Astrofili Italiani www.uai.it

 

cielo-dicembre-2019-la-sicilia-30novembre2019 triangolo-invernale-e-orione 3200_phaethon_orbit

ESCURSIONE SENTIERO DELLA REGINA (SECONDA PARTE): DAI TRE ALTARELLI AI MONTI ROSSI (NICOLOSI-ETNA SUD)

DOMENICA 1 DICEMBRE 2019 – ORE 8.30-13

ESCURSIONE SENTIERO DELLA REGINA (SECONDA PARTE): DAI TRE ALTARELLI AI MONTI ROSSI (NICOLOSI – ETNA SUD)

L’associazione Stelle e Ambiente organizza per domenica 1 dicembre una escursione di mezza giornata percorrendo il sentiero della Regina dai Tre Altarelli ai Monti Rossi.

Lungo il percorso ci soffermeremo davanti al monumentino della Madonna in pietra lavica, vedremo dall’alto la grotta delle Palombe (la frattura eruttiva dalla quale fuoriuscì, nel 1669, la lava che devastò paesi, casali e campagne, giunse e distrusse parzialmente la parte occidentale della città di Catania e penetrò in mare) e raggiungeremo Il monastero benedettino dedicato al cardinale beato Giuseppe Dusmet.

Guida il prof. Giuseppe Sperlinga con la collaborazione botanica del prof. Salvatore Arcidiacono e quella storica di Francesco Andronico.

EQUIPAGGIAMENTO

SCARPONCINI DA TREKKING, CAPPELLINO, FELPA, GIACCA VENTO O K-WAY, BORRACCIA.

LUNGHEZZA PERCORSO A/R: 4,5 KM

DIFFICOLTÀ: FACILE

Contributo (obolo)

  • € 5,00 non soci;
  •  2,00 soci Stelle e Ambiente.

Non è richiesto alcun obolo ai minorenni, disoccupati o inoccupati, studenti universitari e delle scuole di ogni ordine e grado.

IN CASO DI CONDIZIONI METEO AVVERSE, L’ESCURSIONE SARÀ RINVIATA AD ALTRA DATA.

Raduni

  • alle 8.30 al parcheggio del parco Gioeni di via Angelo Musco;
  • alle 9.15 all’ex Palaghiaccio (Pini) di Nicolosi.

INFO: 3402161035 (whatsapp).

LA PARTECIPAZIONE ALLE PASSEGGIATE URBANE E ALLE ESCURSIONE DELL’ASSOCIAZIONE “STELLE E AMBIENTE” COMPORTA LA CONFERMA DI NON AVERE ALCUNA PATOLOGIA FISICA O PSICHICA CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA PROPRIA INCOLUMITÀ E/O QUELLA DEGLI ALTRI PARTECIPANTI, NONCHÉ DI ESSERE A CONOSCENZA DEI RISCHI OGGETTIVI CONNESSI ALL’ATTIVITÀ CUI SI PARTECIPA. ADERENDO ALL’INIZIATIVA, SI ACCETTA LA POSSIBILITÀ DI ESSERE FOTOGRAFATI E/O FILMATI AI FINI DOCUMENTALI DELLE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE STELLE E AMBIENTE EVENTUALMENTE ANCHE SU FACEBOOK, SITO WEB, STAMPA.

1-locandina-sentiero-della-regina-seconda-parte-1dicembre2019 2-percorso-sentiero-della-regina-seconda-parte-1dicembre2019 3-liberatoria

ESCURSIONE STORICO-NATURALISTICA NEL SENTIERO DELLA REGINA (SECONDA PARTE): DAI TRE ALTARELLI AI MONTI ROSSI (ETNA SUD)

DOMENICA 24 NOVEMBRE 2019 – ORE 8.30-13

ESCURSIONE SENTIERO DELLA REGINA (SECONDA PARTE): DAI TRE ALTARELLI AI MONTI ROSSI (NICOLOSI – ETNA SUD)

L’associazione Stelle e Ambiente organizza per domenica 24 novembre una escursione di mezza giornata percorrendo il sentiero della Regina dai Tre Altarelli ai Monti Rossi.

Lungo il percorso ci soffermeremo davanti al monumentino della Madonna in pietra lavica, vedremo dall’alto la grotta delle Palombe (la frattura eruttiva dalla quale fuoriuscì, nel 1669, la lava che devastò paesi, casali e campagne, giunse e distrusse parzialmente la parte occidentale della città di Catania e penetrò in mare) e raggiungeremo Il monastero benedettino dedicato al cardinale beato Giuseppe Dusmet.

Guida il prof. Giuseppe Sperlinga con la collaborazione botanica del prof. Salvatore Arcidiacono e quella storica di Francesco Andronico.

EQUIPAGGIAMENTO

SCARPONCINI DA TREKKING, CAPPELLINO, FELPA, GIACCA VENTO O K-WAY, BORRACCIA.

LUNGHEZZA PERCORSO A/R: 4,5 KM

DIFFICOLTÀ: FACILE

Contributo (obolo)

  • € 5,00 non soci;
  •  2,00 soci Stelle e Ambiente.

Non è richiesto alcun obolo ai minorenni, disoccupati o inoccupati, studenti universitari e delle scuole di ogni ordine e grado.

IN CASO DI CONDIZIONI METEO AVVERSE, L’ESCURSIONE SARÀ RINVIATA A DOMENICA 1° DICEMBRE.

Raduni

  • alle 8.30 al parcheggio del parco Gioeni di via Angelo Musco;
  • alle 9.15 all’ex Palaghiaccio (Pini) di Nicolosi.

INFO: 3402161035 (whatsapp).

LA PARTECIPAZIONE ALLE PASSEGGIATE URBANE E ALLE ESCURSIONE DELL’ASSOCIAZIONE “STELLE E AMBIENTE” COMPORTA LA CONFERMA DI NON AVERE ALCUNA PATOLOGIA FISICA O PSICHICA CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA PROPRIA INCOLUMITÀ E/O QUELLA DEGLI ALTRI PARTECIPANTI, NONCHÉ DI ESSERE A CONOSCENZA DEI RISCHI OGGETTIVI CONNESSI ALL’ATTIVITÀ CUI SI PARTECIPA. ADERENDO ALL’INIZIATIVA, SI ACCETTA LA POSSIBILITÀ DI ESSERE FOTOGRAFATI E/O FILMATI AI FINI DOCUMENTALI DELLE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE STELLE E AMBIENTE EVENTUALMENTE ANCHE SU FACEBOOK, SITO WEB, STAMPA.

1-locandina-sentiero-della-regina-seconda-parte-24novembre2019 2-percorso-sentiero-della-regina-seconda-parte-24novembre2019 3-liberatoria

ESCURSIONE STORICO-NATURALISTICA-ETNOBOTANICA NEL SENTIERO DELLA REGINA BIANCA DI NAVARRA FINO AI TRE ALTARELLI (NICOLOSI) CON RICCA RACCOLTA DI VERDURE SELVATICHE MANGERECCE (COSCI VECCHIA=COSTOLINE). 21° SAGRA DELLA SALSICCIA, CALICEDDI E VINO DI RAGALNA

DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019 

ORE 8.30-13.30

L’associazione “Stelle e Ambiente” organizza per domenica 10 novembre una escursione storico-naturalistica-etnobotanica in territorio di Nicolosi-Ragalna lungo il sentiero della Regina fino ai Tre Altarelli con possibilità di raccolta di verdure selvatiche mangerecce (“cosci ‘i vecchia”).
Alle 12, partecipazione alla 21° sagra della salsiccia, caliceddi e vino in piazza Cisterna di Ragalna.
Guida il presidente, prof. Giuseppe Sperlinga, con la collaborazione botanica del vicepresidente, prof. Salvatore Arcidiacono.
Raduni:
– ore 8.30 parcheggio del Parco Gioeni;
– ore 9.15 ex Palaghiaccio di Nicolosi.
Info: 340/2161035 (WhatsApp).
LUNGHEZZA PERCORSO A/R: 4 KM
Equipaggiamento: scarponcini da trekking, cappellino, felpa, giacca vento, borraccia, panaro e coltellino.
Difficoltà: facile con un tratto in leggera salita.
Fine attività: ore 13.30
Contributo (obolo): € 5,00 non soci; € 2,00 soci.

locandina-sentiero-regina-e-sagra-sasizza-caliceddi-vino-10novembre2019  locandina-percorso-sentiero-regina-10novembre2019  dscn2154  dscn2157  dscn2158  locandina-sagra-salsiccia-caliceddi-vino-ragalna-2019

foto-grotta-di-mezzasciara-e-sagra-salsiccia-caliceddi-e-vino-ragalna-12novembre2017-45 foto-grotta-di-mezzasciara-e-sagra-salsiccia-caliceddi-e-vino-ragalna-12novembre2017-42