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CIELO DI APRILE 2015

CIELO DI APRILE

Domenica 5 aprile è Pasqua, sicuramente la festa più importante della cristianità. Ed è una festa che si celebra nei giorni vicini all’equinozio di primavera. Essa, infatti, cade la prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio primaverile. In altre parole, l’equinozio si è verificato lo scorso venerdì 20 marzo, giorno in cui si ebbe pure il novilunio e l’eclissi di Sole (parziale alle nostre latitudini) perché la Luna transitò in uno dei due nodi formati dall’intersezione dei piani orbitali terrestre e lunare. La Luna piena si avrà sabato 4 aprile, il giorno successivo, domenica 5, si celebra la Pasqua.

Nel cielo fossile degli astrologi, il Sole si troverebbe ancora nella costellazione dell’Ariete. Non è più così, perché a causa della precessione degli equinozi il nostro astro diurno transita tra le stelle della costellazione dei Pesci fino al 19 aprile, quando passa nella costellazione dell’Ariete.

Non si è ancora spenta l’eco della bella eclissi totale di Sole (parziale alle nostre latitudini) dello scorso 20 marzo ed ecco arrivare, sabato 4 aprile, un’altra eclissi, stavolta di Luna, che però non sarà visibile dall’Europa. Sarà, questa, la terza di una tetrade di “eclissi di sangue” che si è iniziata l’anno scorso. Il quartetto, infatti, è cominciato il 15 aprile 2014, è proseguito l’8 ottobre e terminerà il 28 settembre di quest’anno. E’ detta “Luna di Sangue” (Blood Moon) perché quando il nostro satellite naturale entra nel cono d’ombra della Terra assume una colorazione rossastra che ricorda vagamente il colore del sangue. La Luna, infatti, non può riflettere la luce solare, ma rimanda nello spazio soltanto quella riflessa dal nostro pianeta, la cui atmosfera si comporta come un prisma, che scomponendo la luce del Sole, ne assorbe le radiazioni verde e blu, mentre quella rossa è riflessa verso l’argenteo satellite naturale della Terra, il quale assume una colorazione rossastra.

I pianeti. Il piccolo ed elusivo Mercurio sarà osservabile nell’ultima decade del mese sull’orizzonte occidentale, tramontando un paio d’ore dopo il Sole. Il luminoso Venere, all’inizio del mese, tramonta oltre tre ore dopo il Sole, alla fine del mese dopo oltre tre ore e mezzo. Il pianeta rosso Marte è sempre più basso sull’orizzonte occidentale e il 23 sarà in congiunzione con Mercurio, diventando inosservabile alla fine del mese. Il gigantesco Giove continua a dominare il cielo meridionale dopo il tramonto del Sole. Il pianeta degli anelli Saturno, nel corso del mese, è possibile individuarlo a Sud-Ovest prima della mezzanotte. Urano è inosservabile, ricompare al mattino alla fine del mese, molto basso sull’orizzonte orientale. Nettuno è visibile il mattino presto sull’orizzonte orientale, poco prima del sorgere del Sole, ma la sua osservazione è ancora molto difficoltosa, sia per la modesta altezza sull’orizzonte, sia per la bassa luminosità.

In aprile muta lo scenario celeste, le costellazioni estive scalzano quelle invernali e domineranno il cielo dei prossimi mesi. Così, subito dopo il tramonto, Orione, il Toro, i Gemelli e l’Auriga continuano a essere sempre più bassi sull’orizzonte occidentale, mentre dalla parte opposta fanno la loro apparizione la Lira con la brillantissima Vega, l’inconfondibile Bootes (il Bifolco o Bovaro) a forma di aquilone con Arturo, nei pressi del quale vi sono la Corona Boreale e la vasta ma poco appariscente costellazione di Ercole. A sud saranno visibili il Cancro, il Leone con la luminosa stella Regolo e la Vergine con la brillante Spica. A notte fonda, infine, a sud-est, appare la Bilancia e poi lo Scorpione, l’uccisore di Orione ormai tramontato. Per le costellazioni circumpolari, è facilmente riconoscibile l’asterismo del Gran Carro dell’Orsa Maggiore, da cui è possibile rintracciare la Stella Polare tracciando una linea lunga cinque volte la distanza tra Merak e Dubhe. Dalla parte opposta, vi è la coppia regale formata dalla bella e vanitosa Cassiopea, con la sua inconfondibile forma a “W”, e dal suo sposo Cefeo, re d’Etiopia e genitori di Andromeda.

Per approfondimenti e cartine si consulti il sito dell’Unione astrofili italiani www.uai.it.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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