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CIELO DI APRILE 2018

CIELO DI APRILE 2018

Nell’orizzonte occidentale del cielo di aprile sono ancora visibili le costellazioni che hanno dominato le fredde notti invernali. Presto, però, il gigante Orione, il Toro, i Gemelli e l’Auriga lasceranno la ribalta celeste alle costellazioni estive, le quali hanno già fatto la loro apparizione a oriente. È, questo, un balletto che vede protagoniste due tra le più luminose stelle del cielo: Sirio del Cane Maggiore che tramonta a Sud-Ovest, e la brillante Vega della Lira, che fa capolino a Nord-Est. Sopra le nostre teste, allo zenit, non è difficile riconoscere la costellazione della Chioma di Berenice, un insieme di stelle fisicamente legate tra esse che si trova a Nord-Est del Leone, a Ovest della brillante stella Arturo del Bifolco (Bovaro o Boote, che dir si voglia) e a Nord della Vergine con la brillante Spica. Nel cielo meridionale, l’una dopo l’altra, si susseguono la debole costellazione del Cancro, l’inconfondibile silhouette del Leone con la luminosa stella Regolo (Piccolo Re), la Vergine e – per i nottambuli – prima la Bilancia e poi lo Scorpione (in cui spicca la rossa Antares), il pericoloso aracnide che punse e uccise il grande cacciatore Orione (per volere di Zeus, in cielo, i due non dovranno mai incontrarsi, col Sagittario pronto a scoccare una freccia contro lo Scorpione se questo dovesse trasgredire il volere del padre di tutti gli Dei). Nel Cancro vi è l’ammasso aperto M44 del Presepe (che in latino vuol dire “mangiatoia”), noto anche come Alveare, che a occhio nudo appare come una fioca nebulosità: fu il primo oggetto che Galileo osservò con il suo cannocchiale. A Nord, come sempre, sono presenti le costellazioni circumpolari, vale a dire quelle che non tramontano né sorgono mai, ma ruotando attorno alla Stella Polare variano soltanto posizione durante la notte e nel corso dell’anno. Pure in aprile, alta nel cielo settentrionale spicca il Gran Carro dell’Orsa Maggiore con la famosa coppia di galassie costituita dalla bella galassia spirale di Bode (M81), spirale scoperta, nel 1774, dall’astronomo tedesco Johann Elert Bode, situata a circa 12 milioni di anni luce dalla Terra, e la galassia Sigaro (M82) che subisce gli effetti gravitazionali della prima. Le sette “vaghe stelle dell’Orsa”, di leopardiana memoria de “Le Ricordanze”, per gli antichi Romani erano i “Septem triones”, cioè i sette buoi, da cui ha tratto origine il termine “settentrione”. E, ancora, vale la pena ricordare che le stelle Merak e Dubhe, le ruote anteriori del Gran Carro, sono note col nome di “puntatori”, perché spostandoci di cinque volte la loro distanza s’intercetta la Polare. Dalla parte opposta, molto basse nel cielo, c’è la coppia di costellazioni formata dal re Cefeo e dalla bella e vanitosa regina Cassiopea. A Nord-Est, sotto l’Orsa Maggiore, spicca l’inconfondibile costellazione del Bifolco dalla caratterizzata forma ad aquilone con al vertice la già citata stella Arturo, guardiano dell’Orsa, e a sinistra del Bovaro è riconoscibile la piccola costellazione della Corona Boreale con le stelle disposte a formare un semicerchio.

In aprile, le giornate continuano ad allungarsi. Alla latitudine di Catania, la durata del giorno aumenta di sessanta minuti dall’inizio del mese. Il Sole si trova nella costellazione dei Pesci fino al 19 aprile, quando passa nella costellazione dell’Ariete. La Luna sarà all’ultimo quarto l’8, novilunio il 16, primo quarto il 22 e plenilunio l’ultimo giorno del mese. Rapido excursus dei pianeti. L’elusivo Mercurio è meglio tentare di osservarlo alla fine del mese, nel cielo orientale, quasi un’ora prima del sorgere del Sole, quando sarà alla massima distanza angolare (elongazione) mattutina, cioè a 27 gradi dalla nostra stella diurna. Venere torna a essere il pianeta più luminoso nel cielo serale e alla fine di aprile tramonterà quasi due ore e mezza dopo il Sole. Marte sarà ancora visibile nella seconda parte della notte insieme con Giove e Saturno, a Sud-Sud-Est, prima del sorgere del Sole.  Urano è inosservabile, il prossimo 27 aprile entrerà nella costellazione dell’Ariete, dopo oltre nove anni di permanenza nella costellazione dei Pesci. Nettuno, infine, si potrà osservarlo al mattino presto, nel cielo orientale, poco prima del sorgere del Sole.

Per coloro che amano alzarsi prima del sorgere del Sole, suggeriamo la bella congiunzione del 2 aprile tra il pianeta rosso, Marte, e il vero Signore degli anelli, Saturno. Sempre prima dell’alba, la mattina del 7 aprile non lasciatevi sfuggire il trio formato dalla Luna all’ultimo quarto, Saturno e Marte. Altra suggestiva congiunzione è quella del 24 tra il pianeta Venere e le Pleiadi (‘a Puddara di verghiana memoria), che avverrà nell’ultima decade del mese, quando il pianeta di Citera attraversa la costellazione del Toro.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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