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CIELO DI DICEMBRE 2018

UNA COMETA SOLCA IL CIELO DEL SOLSTIZIO INVERNALE

“Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”. Così non è, perché il periodo d’illuminazione di più breve durata dell’anno non si ha il 13 dicembre, ma nel giorno del solstizio invernale e inizio dell’inverno astronomico, che quest’anno cade il 21 dicembre, vale a dire tre giorni dopo che il Sole avrà lasciato la “costellazione dimenticata” di Ofiuco per passare in quella del Sagittario. Quel giorno, alla latitudine di Catania, la nostra stella diurna sorge alle 7.04 e tramonta alle 16.52 e, senza tenere conto della luce dei due crepuscoli, avremo 9 ore e 48 minuti di luce, una durata inferiore di due minuti rispetto al giorno di Santa Lucia. La Luna sarà nuova il 7, al primo quarto il 15, piena il 22 e all’ultimo quarto il 29. Consueto excursus planetario. Il minuscolo ed elusivo Mercurio potremo osservarlo a metà mese prima del sorgere del Sole, sull’orizzonte orientale, dove sarà alto più di 21 gradi (massima elongazione mattutina) e appare un’ora e 49 minuti prima del Sole. Poi sarà più difficile avvistarlo perché, alla fine dell’anno, si riavvicina al Sole. Venere è tornato a brillare nel cielo mattutino, abbastanza alto sull’orizzonte orientale, autentico dominatore del firmamento delle ultime ore della notte. Nella seconda metà del mese, il pianeta di Citera sorge quasi 4 ore prima del Sole ed è proiettato tra le stelle della costellazione della Vergine per poi passare in quelle della Bilancia. Il pianeta rosso, Marte, seguita a essere, tra quelli visibili a occhio nudo, l’unico osservabile durante le prime ore della sera, a Sud-Ovest. Il gigantesco Giove riappare sulla scena celeste nelle prime ore del mattino sull’orizzonte orientale, dove sarà possibile rintracciarlo nei pressi di Mercurio e del cuore rosso dello Scorpione, la stella Antares, che è la sedicesima stella più brillante dell’intera volta celeste ed è una supergigante rossa (il suo raggio è 850 volte quello del nostro Sole) situata a circa 600 anni luce dal sistema solare. Il pianeta degli anelli, Saturno, sarà assai basso sull’orizzonte occidentale diventando praticamente inosservabile. Urano è osservabile al telescopio ed è rintracciabile nel cielo meridionale per oltre metà della notte. Nel cielo di Sud-Ovest è osservabile nella prima parte della notte il pianeta azzurro Nettuno, la cui osservabilità è simile a quella di Marte, ma con l’ausilio di un buon telescopio. Prima di lasciare il nostro sistema solare segnaliamo che è in arrivo la cometa “46P/Wirtanen”, scoperta nel 1948 dall’astronomo Carl Wirtanen, ha un’orbita compresa fra quella della Terra e quella di Giove e dovrebbe essere visibile nei nostri cieli anche a occhio nudo per tutto il mese di dicembre. Già ribattezzata “cometa di Natale”, l’astro chiomato sta via via aumentando la sua luminosità, sia per effetto del suo passaggio vicino alla Terra (il 16 dicembre sarà a 12 milioni di chilometri di distanza da noi), sia per il suo avvicinamento alla minima distanza dal Sole (perielio), che avverrà il 12 dicembre. La cometa, attualmente, ha una magnitudine di circa 8, che col passare dei giorni dovrebbe passare a 6 diventando così visibile a occhio nudo. Nelle foto e al telescopio mostra già una bella chioma verdastra, ma è già visibile con un buon binocolo se osservata da località con cielo buio. Pur ancora assai bassa sull’orizzonte, ci sarebbero (il condizionale è d’obbligo con le comete) già tutte le premesse per assistere a un buon spettacolo celeste nei cieli notturni natalizi.

Nel firmamento di dicembre spiccano le grandi costellazioni invernali. Mentre a occidente continuano a tramontare le costellazioni autunnali del grande quadrilatero di Pegaso, Andromeda con l’omonima galassia, il Perseo, il Triangolo, e le quattro zodiacali dell’Ariete, Capricorno, Acquario e Pesci, dalla parte opposta, nel cielo orientale, hanno già fatto la loro apparizione il grande cacciatore Orione con ai vertici dell’inconfondibile clessidra le brillanti Betelgeuse, Bellatrix, Rigel e Saiph, in compagnia del Cane Maggiore con la luminosa Sirio e del Cane Minore con Procione, il Toro con la rossa Aldebaran e l’ammasso aperto delle Pleiadi (‘a Puddara, come le cita il Verga ne “I Malavoglia”) i Gemelli con i Dioscuri Castore e Polluce, l’Auriga con la splendida Capella, il Cancro e il Leone con la luminosa Regolo. In particolare, per ciò che riguarda la costellazione di Orione merita di essere osservata con un binocolo o un piccolo telescopio la celeberrima nebulosa omonima, M 42, situata poco al di sotto della cintura formata da tre stelle messe in fila, Alnitak, Alnilam e Mintaka, il cui allineamento è per soltanto apparente perché Alnitak dista 820 anni luce, Alnilam 1.340 e Mintaka 915. Inoltre, va segnalata la presenza dell’asterismo del “Triangolo invernale” ai cui vertici vi sono Betelgeuse, Sirio e Procione. Nel cielo settentrionale potremo osservare le onnipresenti costellazioni circumpolari che ruotano attorno al Piccolo Carro dell’Orsa Minore con, all’estremità, la Stella Polare: procedendo in senso antiorario s’incontrano prima Cassiopea, a seguire il suo celeste sposo Cefeo, poi il Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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