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CIELO DI LUGLIO 2021

La sera di martedì 13 luglio 2021 tutti col naso all’insù per ammirare il bacio celeste tra il dio della Guerra (Marte) e la dea della Bellezza (Venere).
Il quotidiano La Sicilia di oggi, 7 luglio 2021, pubblica a pagina XX la consueta rubrica di divulgazione astronomica dedicata al cielo di luglio 2021. Ricordo che la rubrica fu ideata e curata per oltre mezzo secolo dal compianto Luigi Prestinenza (amava firmarsi con lo pseudonimo “Scrutator”), giornalista e astrofilo, cofondatore e primo presidente dell’associazione Stelle e Ambiente dal 2003 al 2011. Dopo la sua scomparsa avvenuta il 4 settembre 2012, il testimone è passato nelle mani di chi scrive, che si sforza di dare alla rubrica lo stesso lustro che ebbe quando a curarla era Prestinenza, che mi fu Amico e grande Maestro di Giornalismo e di Scienza.
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IL BACIO TRA IL DIO DELLA GUERRA E LA DEA DELL’AMORE NEL CIELO DI LUGLIO.

Luglio sarà l’unico mese dell’anno con cinque fasi lunari: apre e chiude con l’ultimo quarto di Luna, in mezzo avremo il novilunio il 10, il primo quarto il 17 e il plenilunio il 24. Dopo aver raggiunto il punto di massima elevazione, a mezzogiorno (le 13 ora legale) del giorno del solstizio estivo, il Sole torna lentamente ad abbassarsi sul piano dell’orizzonte, le giornate si accorciano e le notti si allungano: alla latitudine di Catania, alla fine del mese, il dì sarà più breve di 33 minuti. All’una (ora legale) del 6 luglio, il nostro pianeta si troverà alla massima distanza (afelio) dal Sole, pari a 152.100.376 km. Cominciamo il consueto excursus planetario dal minuscolo Mercurio, che sarà l’unico pianeta a essere visibile per tutto il mese all’alba, nell’orizzonte orientale. Con il luminoso Venere s’inizia la rassegna dei pianeti che brilleranno nei cieli notturni estivi. Il pianeta di Citera, infatti, tramonta nel cielo occidentale un’ora e mezza dopo il Sole. Pure Marte sarà osservabile dal tramonto per tutta la notte. La sera del 13 luglio, il pianeta rosso e Venere saranno protagonisti di una stretta congiunzione: un autentico “bacio celeste” tra il dio della Guerra e la dea dell’Amore. Il gigantesco Giove, ormai prossimo all’opposizione, sarà visibile quasi tutta la notte sull’orizzonte a Sud-Est. Saturno sorge un’ora prima di Giove ed è anch’esso osservabile per quasi tutta la notte, a Sud-Est, poi, dopo la mezzanotte, culmina a Sud. Urano sarà visibile nella seconda parte della notte, anch’esso sull’orizzonte orientale. Nettuno, infine, è rintracciabile per tutta la notte a Sud-Est.

   Altre congiunzioni da non perdere sono quella della sera del 3 luglio tra Venere e l’ammasso aperto del Presepe (M44, Mangiatoia o Alveare), un grumo di un’ottantina di stelle visibili a occhio nudo al centro della costellazione del Cancro, lontano quasi 600 anni luce da noi, del quale percepiamo, oggi, la luce emessa ai tempi dell’inaugurazione della cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze, avvenuta nel 1436. E, ancora, tre giorni dopo, i nottambuli potranno ammirare l’esile falcetto di Luna nei pressi di un altro celebre ammasso aperto del Toro, quello delle Pleiadi (la Chioccia), che i siciliani chiamano “a Puddara”, citata nel capolavoro verghiano de “I Malavoglia”. Chiudiamo con altri due incontri ravvicinati (prospetticamente, s’intende) notturni che vede protagonista la Luna piena: il 24 con Saturno e il 25 con Giove.

   Le notti estive sono brevi, ma hanno l’innegabile pregio di essere generalmente serene e favoriscono l’osservazione del cielo sia con gli strumenti ottici sia a occhio nudo. Senza il disturbo abbagliante dei lampioni stradali, alzando lo sguardo quasi sopra la nostra testa sarà facile individuare tre astri brillanti: sono Vega della Lira, Altair dell’Aquila e Deneb del Cigno, che formano i vertici dell’asterismo di un celebre triangolo isoscele, il Triangolo Estivo, che dominerà il cielo per tutta la bella stagione. Procedendo da occidente a oriente, vedremo la costellazione del Leone molto bassa sull’orizzonte che si avvia a tramontare, tallonata da quelle della Vergine, della Chioma di Berenice e della Bilancia. Nel cielo meridionale, si staglia la silhouette dello Scorpione con la rossa Antares seguito dalla tredicesima costellazione dello Zodiaco, Ofiuco, e dal Sagittario. E, ancora, alta nel cielo, l’aquilone del Boote con la luminosa Arturo e, accanto, la piccola costellazione della Corona Boreale, riconoscibile per la forma a “U”, che a sua volta precede la costellazione di Ercole. Come sempre, nel cielo settentrionale sono riconoscibili l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore con la Stella Polare e con, in basso a destra, la “W” della vanitosa regina Cassiopea con accanto Cefeo.

   Nella notte tra il 28 e il 29, infine, tutti col naso all’insù per vedere il passaggio dello sciame meteorico delle Delta Aquaridi con almeno venti “stelle cadenti” all’ora. Il radiante, vale a dire il punto nel cielo dove sembrano provenire queste meteore, è la costellazione dell’Acquario, rintracciabile bassa sull’orizzonte sud-orientale. Il momento più adatto per l’osservazione (e per esprimere i nostri desideri) è prima del sorgere della Luna all’ultimo quarto, intorno alla mezzanotte.

                                                              GIUSEPPE SPERLINGA

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