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CIELO DI MARZO 2015

IN MARZO L’EQUINOZIO PRIMAVERILE E UNA ECLISSE PARZIALE DI SOLE

Marzo è il mese dell’equinozio primaverile, che quest’anno cade il 20, giorno in cui i raggi solari sono perpendicolari sul piano equatoriale, il circolo d’illuminazione taglia in due parti uguali i poli, la durata del dì eguaglia quella della notte e il Sole sorge esattamente a est e tramonta a ovest. Sempre il 20, si verificherà l’evento astronomico più atteso dell’anno, uno spettacolo naturale che da sempre affascina l’uomo: l’eclisse di Sole, che dall’Italia sarà parziale, totale per le regioni dell’estremo nord Europa. Per un osservatore alla latitudine di Catania, il fenomeno avrà inizio alle 9.23; poi, alle 10.28, il disco solare sarà parzialmente oscurato per circa il 41 per cento; termine dell’eclisse alle 11.37. In tale occasione, l’associazione Stelle e Ambiente ha organizzato un evento articolato in due giorni: un Caffè&Scienza straordinario nella sede dell’Herborarium Museum, alle 19 di giovedì 19 e una postazione con telescopio e occhialini speciali per osservare l’eclisse da via Crociferi la mattina del 20. Domenica 28, infine, si passa dall’ora solare a quella estiva portando avanti di sessanta minuti le lancette dell’orologio.

Fino al 12 marzo, il Sole si trova tra le stelle dell’Acquario, poi passa nella costellazione dei Pesci e alla nostra latitudine la durata del dì aumenta di 1 ora e 16 minuti dall’inizio del mese. La Luna sarà piena il 5, all’ultimo quarto il 13, nuova il 20 e al primo quarto il 23. Rapido sguardo ai pianeti. Mercurio, nei primi giorni di marzo, sorge un’ora prima del Sole e sarà visibile molto basso sull’orizzonte orientale in ore mattutine, dopo sarà inosservabile. Il luminosissimo Venere domina il cielo occidentale nelle prime ore della sera, tramontando alla fine del mese circa tre ore dopo il Sole. Il pianeta di Citera, il 16 passa dai Pesci alla costellazione dell’Ariete. Marte è anch’esso visibile nel cielo occidentale, ma più in basso rispetto a Venere. Il 30 marzo, Marte entra nell’Ariete. Giove continua a dominare il cielo notturno: nelle prime ore della notte è alto a sud–est, poi culmina a sud e, nella seconda parte della notte, tramonta a sud-ovest. Si sposta con moto retrogrado nella costellazione del Cancro. Saturno, a fine di mese, è visibile nelle ore centrali della notte nell’orizzonte sud-orientale. Il pianeta dagli anelli, fino al 14 marzo, si muove con moto diretto nella costellazione dello Scorpione. Urano sarà visibile molto basso sull’orizzonte occidentale, nelle prime ore della sera. Il 4 marzo sarà in congiunzione stretta con Venere e l’11 con Marte. Il pianeta si trova sempre nella costellazione dai Pesci. Nettuno è ancora molto vicino al Sole ed è assai basso sull’orizzonte orientale, dunque è inosservabile, perché avvolto dai bagliori solari. Il pianeta azzurro si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove vi rimarrà per altri sette anni. Plutone, infine, è sempre nella costellazione del Sagittario ed è osservabile sempre più alto sull’orizzonte orientale prima del sorgere del Sole.

Le grandi costellazioni invernali dominano ancora il cielo, ma saranno più spostate verso sud-ovest, dove spicca Orione con la rossa Betelgeuse e l’azzurra Rigel. Prolungando verso destra le tre stelle della cintura, s’incontra Aldebaran, l’occhio rosso del Toro, mentre a sinistra in basso spicca la stella più luminosa del cielo, Sirio del Cane Maggiore, e poco più in alto brilla Procione del Cane Minore. Dalla parte opposta, nel cielo orientale, fanno la loro apparizione le costellazioni zodiacali del Leone e della Vergine. Mentre il cielo meridionale è avaro di stelle brillanti, in quello settentrionale è facile individuare l’asterisco del Gran Carro dell’Orsa Maggiore, che potrà essere utilizzato come riferimento per individuare la Stelle Polare prolungando verso sinistra il segmento che unisce le stelle Merak e Dubhe. A nord-ovest, spicca l’inconfondibile “W” di Cassiopea e, tra essa e il Toro, è facile riconoscere la costellazione del Perseo. A nord-est, infine, sotto il Gran Carro, è possibile scorgere la costellazione del Bootes, la cui forma ricorda quella di un aquilone.

                                                                                              GIUSEPPE SPERLINGA

 

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