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CIELO DI NOVEMBRE 2018

CIELO NOVEMBRE 2018

IL SOLE TRANSITA TRA LE STELLE DELL’OFIUCO IGNORATO DAGLI ASTROLOGI. IL CIELO SOLCATO DALLE STELLE CADENTI DELLE LEONIDI

Quello di novembre è un cielo di transizione che preannuncia l’arrivo dell’inverno astronomico. L’ora è già tornata solare, il dì si accorcia sempre più e il periodo di oscurità (la notte) continua ad allungarsi. Gorno dopo giorno, infatti, il Sole anticipa il suo tramonto e, nuvole permettendo, questo ci regala qualche ora in più per osservare il cielo stellato, riconoscere a occhio nudo le principali costellazioni autunnali e individuare quelle invernali, che hanno già fatto capolino sull’orizzonte orientale, ammirare al telescopio i crateri della Luna quando è al primo quarto, i pianeti visibili in questa frazione dell’anno, le nebulose, gli ammassi globulari, le galassie: uno spettacolo celeste che la Natura offre gratis tutte le sere a coloro che vorranno vederlo con o senza telescopi o binocoli.

Cominciamo l’excursus astronomico con la nostra stella diurna, il Sole. Non è superfluo ricordare che non bisogna mai osservarlo direttamente, pena la cecità. Se si vogliono vedere le macchie solari occorre proteggere gli occhi con adeguati filtri, gli stessi che si utilizzano in occasione delle eclissi di solari, perché sono in grado di bloccare le pericolose radiazioni infrarosse e ultraviolette, che possono danneggiare seriamente la retina, filtri che devono lasciare passare solo lo 0,003 % della luce solare visibile e lo 0,5 % della radiazione infrarossa. Si possono, a esempio, utilizzare gli occhiali da saldatore con indice di protezione non inferiore a 14, perché trattengono efficacemente tutta la radiazione nociva del Sole. Essi sono reperibili sia nei negozi di articoli antinfortunistici e di sicurezza, sia in quelli di ferramenta. Altri filtri adeguati sono quelli in Mylar, che sono composti da due sottili strati di plastica separati da un foglietto di alluminio, che impedisce alla radiazione nociva di penetrare nell’occhio. Si trovano in commercio come occhiali di cartone da eclissi, non hanno costi elevati, permettono di osservare il Sole a occhio nudo, ma si possono applicare davanti all’obiettivo di un cannocchiale, un binocolo o un telescopio. Si possono acquistare per pochi euro nei negozi di ottica specializzati in astronomia e sono disponibili anche sotto forma di fogli che possono essere ritagliati nella forma voluta, facendo attenzione a non forare o graffiare il filtro. Mai usare gli occhiali da Sole, i negativi fotografici o le lastre delle radiografie o, peggio ancora, il vetro affumicato. Il Sole, il 23 novembre, passa dalla costellazione della Bilancia a quella dello Scorpione, dove, però, vi rimane appena sette giorni, perché il 30 fa il suo ingresso nell’Ofiuco (la famosa tredicesima costellazione zodiacale pervicacemente ignorata dagli astrologi che formulano i perniciosi oroscopi), dove transiterà fino al 17 dicembre. In altre parole, coloro i quali sono nati dal 30 novembre al 17 dicembre sono “condannati” a vivere senza leggere l’oroscopo oppure si devono accontentare di leggere quello di un altro, cioè il Sagittario!

Rapido sguardo alla Luna e ai pianeti. L’argenteo satellite naturale terrestre sarà nella fase di novilunio il 7, al primo quarto il 15, plenilunio il 23 e all’ultimo quarto il 30.  Dei cinque pianeti visibili a occhio nudo e noti sin dall’antichità sarà visibile soltanto Marte, che brillerà come un rubino nel cielo sud-occidentale, dove tramonterà verso mezzanotte. Mercurio sarà difficilmente osservabile, perché molto basso sull’orizzonte occidentale e avviluppato dai bagliori del Sole al tramonto. Venere riappare a oriente, dove alla fine del mese sorge tre ore e mezza prima dell’alba. Il gigantesco Giove è inosservabile e il pianeta degli anelli, Saturno, è ancora osservabile sull’orizzonte sud-occidentale ma tramonta un paio d’ore dopo il Sole. Urano è ancora visibile per l’intera notte nel cielo meridionale. Nettuno, infine, è osservabile nella prima parte della notte in direzione Sud, ma verso la mezzanotte sarà molto basso sull’orizzonte occidentale.

Nel cielo occidentale si avviano definitivamente al tramonto gli astri che hanno caratterizzato il cielo estivo: l’asterismo del “Triangolo Estivo” con ai vertici le stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno e le costellazioni di Ercole, del Capricorno e dell’Acquario. Spingendo lo sguardo verso l’orizzonte meridionale troveremo i Pesci e l’Ariete. Nel cielo orientale sono già apparsi le costellazioni zodiacali che spiccheranno per l’intera stagione invernale: il Toro e i Gemelli. A tarda sera, appariranno il Cancro, a sinistra dei Gemelli. Nella seconda parte della notte farà la sua apparizione il Leone, da cui sembrano irradiarsi le stelle cadenti note come Leonidi, uno sciame meteorico visibile intorno al 17 novembre formato da particelle emesse dalla cometa Tempel-Tuttle durante il suo passaggio accanto al Sole. Nel cielo sud-orientale, nelle prime ore della notte, spiccherà l’inconfondibile costellazione del grande cacciatore Orione in compagnia della luminosissima Sirio del Cane Maggiore. Orione è facilmente identificabile per la sua forma a clessidra, nella cui parte mediana vi sono tre stelle allineate (i Re Magi, i Tre Re, i Tre Bastoni di verghiana memoria nei Malavoglia) che formano la “Cintura”, incorniciate da un rettangolo di quattro luminose stelle, che procedendo dal vertice in alto a sinistra e in senso orario sono la supergigante rossa Betelgeuse, la gigante blu Bellatrix, la supergigante blu e più luminosa della costellazione Rigel e la stella azzurra Saiph. Sopra i Gemelli e il Toro spicca l’Auriga con Capella (la Capretta), una delle stelle più luminose del cielo. Nei pressi dello zenit, infine, brillano il grande quadrilatero di Pegaso, seguito, a Nord Est, da Andromeda e da Perseo, mentre più vicine al Polo Nord Celeste si può individuare la coppia regale del cielo: la “W” della bella ma vanitosa regina Cassiopea e del re Cefeo. Nel cielo settentrionale, infine, sono identificabili l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore, quest’ultima con la Stella Polare.

GIUSEPPE SPERLINGA

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