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CIELO DI SETTEMBRE CON L’EQUINOZIO AUTUNNALE E L’ECLISSE DI LUNA

Settembre è il mese dell’equinozio autunnale, che quest’anno cade mercoledì 23: il dì e la notte avranno uguale durata. E’ un cielo di transizione quello settembrino, con le costellazioni estive che si avviano lentamente a tramontare verso occidente e quelle autunnali che si levano sempre più alte nell’orizzonte orientale. Alzando lo sguardo sopra la nostra testa, allo zenit, lontani dal riverbero delle luci cittadine, spiccano la striscia bianca della Via Lattea e l’asterismo del Triangolo estivo, formato da Deneb, Altair e Vega, rispettivamente le tre stelle più luminose delle costellazioni del Cigno, dell’Aquila e della Lira. Nel Cigno, oltre la supergigante bianca Deneb (la testa), è facilmente riconoscibile a occhio nudo pure Albireo (la coda), che in realtà non è una stella singola, ma una coppia formata da due astri di colori differenti, la più brillante delle quali è una gigante arancione (che a sua volta è un sistema binario), mentre la secondaria è di colore bianco-azzurro. In altre parole, Albireo è una stella tripla distante oltre quattrocento anni luce dal Sole. Spostandoci verso l’orizzonte occidentale, ormai bassa, si nota la tredicesima costellazione dello zodiaco, Ofiuco, ignorata dagli astrologi quando ammanniscono il loro ciarpame ai creduloni dell’oroscopo. Sempre a ovest, si tuffano lentamente oltre l’orizzonte le costellazioni del Serpente, del Boote con Arturo (il guardiano dell’Orsa è stata la stella più luminosa del cielo estivo), della Corona Boreale con la luminosa binaria a eclisse Gemma, dei Cani da caccia e, infine, il quadrilatero di stelle di Ercole con il bellissimo ammasso globulare M13, distante da noi 22.200 anni luce. Nel cielo settentrionale sono visibili le costellazioni circumpolari, vale a dire che non sorgono e non tramontano mai e ruotano attorno alla Stella Polare del Piccolo Carro, con l’Orsa Maggiore (verso la mezzanotte raggiunge il suo massimo abbassamento sul piano dell’orizzonte per poi innalzarsi nuovamente nel cielo), il Dragone, Cefeo, la Giraffa e Cassiopea, quest’ultima alta nel cielo e facile da riconoscere per le stelle disposte a “W”. Volgendo lo sguardo dalla parte opposta, il cielo orientale offre alla vista la debole costellazione dei Pesci affiancata dall’Ariete, dal Triangolo e dal Perseo con l’ammasso aperto M34 e il celebre “Doppio ammasso” osservabile persino a occhio nudo da zone con il cielo buio (per ingrandirlo meglio utilizzare un binocolo anziché il ristretto campo offerto dal telescopio). Più in alto, è visibile il Grande quadrato di Pegaso, con l’ammasso globulare M15. Accanto, vi è la costellazione di Andromeda con l’omonima galassia M31, che pur distando 2,4 milioni di anni luce è visibile a occhio nudo come un piccolo batuffolo allungato. Nel cielo orientale sorgono la costellazione del Toro con la fulgida gigante arancione Aldebaran e l’ammasso aperto delle Pleiadi (‘a Puddara, la chioccia, di verghiana memoria nei Malavoglia) e la costellazione dell’Auriga con Capella (in realtà, è un sistema multiplo formato da quattro stelle), che è la terza stella più luminosa del cielo boreale dopo Arturo e Vega. Nel cielo meridionale, infine, incontriamo le costellazioni dello Scudo, del Pesce Australe con la stella Fomalhaut, il Microscopio e le costellazioni zodiacali del Capricorno e dell’Acquario.

Uno sguardo ai pianeti. Mercurio è basso sull’orizzonte occidentale e il 16 sarà inosservabile perché in congiunzione inferiore col Sole; Venere e Marte sono visibili nel cielo orientale prima del sorgere del Sole; il gigantesco Giove riappare al mattino nel cielo orientale dopo la congiunzione col Sole; Saturno sarà visibile nelle prime ore della sera, a sud-ovest; Urano e Nettuno sono visibili al telescopio per tutta la notte: compaiono a oriente al tramonto del Sole, culminano a sud intorno alla mezzanotte e tramontano a ovest; Plutone, infine, è osservabile al telescopio a sud all’inizio della notte.

La Luna sarà all’ultimo quarto il 5, nuova il 13, al primo quarto il 21 e piena il 28. Proprio nella notte tra il 27 e il 28 si verificherà un’eclisse totale di Luna visibile dall’Italia, purtroppo il suggestivo fenomeno celeste avrà luogo in piena notte: l’argenteo satellite naturale terrestre entrerà nel cono d’ombra proiettato dal nostro pianeta alle 3,07. La totalità avrà inizio alle 4.11, il massimo alle 4.47, la fine della totalità alle 5.23, mentre alle 6.27 la Luna uscirà dall’ombra. Sarà, dunque, la lunga notte della Luna rossa, perché per tutto il tempo della totalità essa sarà illuminata dalla componente rossa della radiazione solare rifratta dalla nostra atmosfera.

GIUSEPPE SPERLINGA

CIELO SETTEMBRE 2015 LA SICILIA

 

 

 

 

 

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