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DICEMBRE 2015: NEL CIELO DEL SOLSTIZIO INVERNO SPLENDE ORIONE

Dicembre è il mese con le notti più lunghe dell’anno ed è ricco di eventi astronomici. Intanto, è il mese in cui ha inizio l’inverno: quello meteorologico è cominciato l’1, mentre quello astronomico s’inizierà il 22, che è il giorno del solstizio invernale. Le giornate, infatti, continueranno ad accorciarsi sempre più fino al 22, giorno in cui si verifica la notte più lunga dell’anno: 14 ore e 12 minuti di oscurità contro le 9 ore e 48 minuti della durata del dì, il periodo di illuminazione. Da ciò si evince che non è quella di santa Lucia (13 dicembre) “la notte più lunga che ci sia”. Ciò era vero prima della riforma gregoriana del calendario, nel 1582, quando la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era talmente grande che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13, facendo sì che questo fosse il giorno più corto e, di conseguenza, la notte più lunga dell’anno.

In dicembre, il cielo è solcato da diversi sciami meteoritici che si originano nei pressi delle costellazioni del Toro e Orione, sono visibili per l’intera notte e sono pure abbastanza alti sull’orizzonte. Tra essi, ricordiamo le “sigma Hydridi” (6 dicembre), le “Monocerontidi” (8 dicembre) e le “chi Orionidi” (11 dicembre). La massima attività, però, sarà quella delle Geminidi, la cui visione sarà resa ottimale dall’assenza della Luna ed èprevista tra il 10 e il 15 dicembre, con il picco nella notte tra il13 e il 14, con il cieloche sarà solcato da circa120 meteore policromatiche (bianche, gialle, rosse, verdi, blu) all’ora,una pioggia di stelle cadenti paragonabile a quella delle Perseidi di agosto.

La Luna sarà all’ultimo quarto il 3, nuova l’11, al primo quarto il 18 e piena il giorno di Natale. I pianeti. Per Mercurio è questo il periodo migliore per osservarlo di prima sera nel cielo occidentale: l’ultimo giorno dell’anno tramonta un’ora e mezza dopo il Sole, mentre due giorni prima sarà alla massima distanza angolare dal Sole, che è di oltre 19°. Al calare delle prime ombre della sera, telescopi puntati verso ovest per individuare e osservare questo piccolo ed elusivo pianeta, l’unico pianeta visibile nel cielo serale di questo periodo. Lo sarà per poco, perché Venere, ancora molto basso sull’orizzonte occidentale, sta tornando a brillare la sera, dopo il tramonto. Il pianeta di Citera, alla fine del mese, tramonta un’ora dopo il Sole. Marte è osservabile a Sud-Est prima del sorgere del Sole ed è ancora in perfetto allineamento con Venere e Giove, con il pianeta rosso equidistante tra i due pianeti più luminosi del cielo e il gigantesco Giove che occupa la posizione più alta ed è osservabile più a lungo. Esso, infatti, sorge a Est dopo la mezzanotte e culmina a Sud ai primi bagliori dell’alba. Saturno, invece, non è osservabile e farà la sua apparizione nel cielo orientale solo a fine di mese, formando così uno spettacolare quartetto planetario con Venere, Marte e Giove che solo chi ama alzarsi presto potrà ammirare. Urano è osservabile nel cielo meridionale sin dalle prime della notte, poi si sposta verso Sud-Ovest per tramontare nelle ore centrali della notte. Nettuno è visibile a Sud-Ovest, dopo il tramonto del Sole, ma si abbassa sempre più sull’orizzonte occidentale. Nettuno e Urano per poterli osservare è indispensabile l’uso di un telescopio. Plutone, infine, è assai basso sull’orizzonte occidentale e possiamo considerarlo ormai in pratica inosservabile.

Tra gli allineamenti, segnaliamo quello tra la Luna e Giove alle 6.30 del 4; Luna–Marte prima dell’alba del 6 dicembre; Luna–Venere, sempre prima del sorgere del Sole del 7 dicembre, con il falcetto di Luna calante tra la stella più luminosa della Vergine, Spica, e il luminoso Venere. E, ancora, il bel triangolo Luna-Aldebaran (alfa Tauri, l’occhio rosso del Toro)-Pleiadi, poco prima della mezzanotte del 22 dicembre; Luna-ammasso stellare del Presepe, all’1.30 del 28. Infine, alle 23.30 del 31, brinderemo all’anno nuovo osservando la coppia Luna-Giove, sempre nell’orizzonte orientale.

Dicembre è il periodo migliore per osservare le costellazioni invernali. Nel cielo occidentale, infatti, si avviano al tramonto quelle autunnali del Capricorno, Acquario, Pesci, Pegaso, Andromeda, Perseo, le quali saranno sostituite a Sud-Est dall’imponente costellazione di Orione, con al seguito il Cane Maggiore con l’astro più luminoso della volta celeste Sirio e il Cane Minore con Procione, il Toro con la già citata Aldebaran, dai Gemelli con Castore e Polluce e dall’Auriga con Capella (la capretta). La costellazione di Orione dominerà il cielo invernale ed è caratterizzata dalle tre stelle allineate della cintura, da cui pende la spada dove si trova l’omonima nebulosa e dalle luminose Betelgeuse, Rigel, Bellatrix e Saiph situate ai vertici del quadrilatero. Nel cielo settentrionale, le onnipresenti costellazioni circumpolari che ruotano attorno alla Polare dell’Orsa Minore: Cassiopea, Cefeo, il Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa. Per finire, segnaliamo il brillante asterismo del “Triangolo invernale” formato dalle stelle Sirio del Cane Maggiore, Procione del Cane Minore e Betelgeuse di Orione.

                                                                                                                                                                                                                                    GIUSEPPE SPERLINGA

LA COSTELLA ZIONE DI ORIONE   LA NEBULOSA DI ORIONE NELLA OMONIMA COSTELLAZIONE   CONGIUNZIONE LUNA PLEIADI ALDEBARAN

 

 

 

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