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FLY BY DELLA SONDA CASSINI SU ENCELADO, LA SESTA LUNA DI SATURNO

Dopo il sorvolo (in gergo tecnico “fly by”) dello scorso 14 luglio della sonda New Horizons su Plutone e sulla sua principale luna, Caronte, oggi, mercoledì 28 ottobre, alle 11,41 (ora italiana), è avvenuto un altro incontro ravvicinato tra una sonda automatica e la luna di un pianeta. La sonda è Cassini e la luna è Encèlado, il sesto satellite naturale per dimensioni di Saturno che, sotto la sua gelida crosta, celerebbe un oceano salato, il quale, secondo gli esperti, potrebbe ospitare forme di vita. Durante il passaggio, la sonda ha tentato di catturare l’acqua ghiacciata espulsa nello spazio dai geyser per poi inviare i dati a Terra. Dopo il fly by, probabilmente, sapremo se sul fondale dell’oceano vi è attività idrotermale e, soprattutto, se tale ambiente è in grado di ospitare la vita.

La sonda Cassini è transitata a soli 49 mila km di distanza dal polo meridionale di Encèlado e ha attraversato il getto di materia da esso emanato, una sorta di geyser da cui fuoriesce vapore acqueo e, forse, materia organica. Nello stesso tempo, è entrato in funzione l’analizzatore di polveri, un sofisticato strumento in grado di rilevare fino a 10.000 particelle al secondo che dovrà individuare le molecole “spia” dell’attività idrotermale, soprattutto la presenza di idrogeno molecolare, che si forma in seguito alle reazioni chimiche fra rocce ricche di metalli e l’acqua. Se tale presenza sarà confermata, dicono gli scienziati, ciò costituirebbe una prova che sul fondo dell’oceano sotterraneo di Encèlado c’è attività idrotermale.

I ricercatori, inoltre, sperano di comprendere se il pennacchio si forma da un’unica eruzione da cui fuoriesce una colonna di particelle di ghiaccio che si liberano nello spazio oppure si forma da singoli getti intermittenti o, ancora, è dovuto dalla combinazione di entrambe. Mentre gli strumenti ne analizzano il materiale, la sonda acquisirà le immagini di Encèlado prima e dopo il fly by, con le fotocamere di bordo che riprenderanno l’intera la regione polare meridionale.

Cassini, di recente, aveva compiuto senza successo un primo sorvolo su Encèlado e vi giunge  in un periodo in cui quelle lande ghiacciate sono debolmente illuminate dai raggi solari. Vi sono validi motivi, ritengono gli scienziati, che le caratteristiche dell’oceano di Encèlado e la probabile presenza nei suoi fondali di sistemi idrotermali per ipotizzare che questa piccola luna di Saturno sia potenzialmente in grado di ospitare condizioni ambientali simili a quelle presenti sul fondo dei mari del nostro pianeta. Il terzo e ultimo sorvolo ravvicinato su Encèlado avverrà il prossimo 19 dicembre, ma con la sonda a circa 5.000 km di distanza. La missione terminerà nel 2017, quando Cassini finirà il carburante.

La missione “Cassini-Huygens”, nata dalla collaborazione delle agenzie spaziali americana (Nasa), europea (Esa) e italiana (Asi), ha preso l’avvio nel lontano 15 ottobre 1997 con il compito di studiare il pianeta Saturno, le sue lune e i suoi anelli. La sonda è formata dall’orbiter Cassini della Nasa e dal lander Huygens dell’Esa. Cassini entrò nell’orbita di Saturno il 1º luglio 2004 ed è la quarta sonda ad aver visitato il pianeta degli anelli (prima, erano già passate la Pioneer 11 e le Voyager 1 e 2). Il 25 dicembre dello stesso anno, il lander Huygens si è separato da Cassini per dirigersi verso Titano, la più grande luna di Saturno, dove è riuscita ad atterrare, raccogliendo dati sull’atmosfera e fotografando la superficie durante la discesa.

L’orbiter prende il nome dall’astronomo italiano Gian Domenico Cassini (il Re Sole lo chiamò alla direzione dell’Osservatorio di Parigi), che, verso la fine del Seicento, studiò Saturno e i suoi anelli (fu lui a scoprire la separazione presente fra i due anelli più brillanti di Saturno, nota come “divisione di Cassini”), mentre il lander è dedicato all’astronomo olandese Christiaan Huygens, che nel 1655 scoprì Titano. Encèlado, infine, fu scoperto il 28 agosto 1789 da William Herschel.

GIUSEPPE SPERLINGA

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