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CIELO 2015

2015, ANNO DELLE STELLE CADENTI E DELLE COMETE

Nel 2015, il cielo sarà benevolo per gli appassionati di astronomia. Sarà, infatti, un anno ricco di spettacoli astronomici con tre comete visibili a occhio nudo, una superba superluna rossa, due eclissi di Sole e di Luna e tempeste di meteore Perseidi, Geminidi, Quadrantidi, la cui visione non sarà disturbata dalla luce lunare. Ad aprire lo show celeste sarà la cometa C/2014Q2 Lovejoy, autentica padrona dei cieli di gennaio. L’astro chiomato, che è stato scoperto il 17 agosto dell’anno scorso dall’astrofilo australiano Terry Lovejoy, si sta avvicinando sempre di più al Sole e il 7 gennaio raggiungerà la minima distanza dalla Terra, pari a 70 milioni di chilometri. Individuarla è assai facile, basta fare riferimento alla costellazione di Orione, in direzione sud: la cometa si trova poco più in basso, tra le costellazioni della Lepre e della Colomba, da mezzanotte. Bisognerà, però, attendere metà mese per osservarla al massimo della sua luminosità e alta sull’orizzonte, visibile a occhio nudo ma meglio usare un binocolo. Essendo una cometa a lungo periodo, non avremo più la possibilità di osservarla, perché il prossimo passaggio al perielio accadrà tra ottomila anni. Nuvole permettendo, lo spettacolo celeste si arricchirà dalla visione dello sciame meteorico delle Quadrantidi, il cui picco è previsto per il 4 gennaio e il radiante si trova nei pressi della costellazione di Boote (Bovaro o Bifolco), anche se il loro nome deriva dal Quadrante Murale, una costellazione che oggi fa parte di Boote. Altro evento straordinario è la tripla eclissi su Giove da parte di tre delle sue innumerevoli lune, Io, Europa e Callisto, per l’osservazione della quale occorre avere un orizzonte libero da ostacoli, perché gli oggetti saranno piuttosto bassi. Sempre il 4 gennaio, la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.104.739 km.

In febbraio, sarà Giove il dominatore del cielo invernale: il 6 sarà in opposizione al Sole e, quindi, al meglio della sua visibilità. Il Sole e la Luna daranno spettacolo il 20 marzo con un’eclissi di Sole totale nell’Artico e parziale alle nostre latitudini (60 per cento dall’Italia). Il 4 aprile, invece, sarà la Luna protagonista del cielo con un’eclissi totale, che purtroppo non sarà visibile dall’Europa. In maggio e in giugno, la scena celeste sarà occupata da Saturno, che il 23 maggio sarà in opposizione al Sole, e (il 5 giugno) da Venere, al massimo del suo splendore serale. Sempre in giugno, potrebbe rendersi visibile a occhio nudo la cometa C/2014 Q1 PanSTARRS. All’inizio dell’estate, il 1° luglio, Venere e Giove, assai vicini (meno di mezzo grado, vale a dire meno del diametro apparente della Luna), saranno i protagonisti di una spettacolare congiunzione. Nella notte tra il 12 e il 13 agosto (e non il 10, come vuole la tradizione), come sempre, ci sarà il picco delle Perseidi (“lacrime di san Lorenzo”) con una vera e propria tempesta di meteore, perché il fenomeno non sarà illuminato dalla luce lunare.

Il 28 settembre vi sarà un’altra eclissi totale di Luna, ma stavolta visibile dall’Italia e sarà una Superluna rossa, perché coinciderà con la Luna piena più grande dell’anno. Un mese dopo, il 29 ottobre, la Luna occulterà la stella Aldebaran, l’occhio rosso del Toro, che come in un gioco a nascondino celeste darà l’impressione di nascondersi dietro l’argenteo satellite naturale della Terra per riapparire poi dalla parte opposta (i due astri concederanno il bis il 23 dicembre). In autunno, arriverà la terza cometa dell’anno nota come 300P/Catalina, una cometa periodica scoperta il 6 maggio 2005 nell’ambito del progetto di ricerca di comete e asteroidi Catalina Sky Survey. Infine, in novembre avremo gli sciami meteorici delle Alfa Monocerotidi e, in dicembre, le Geminidi, al massimo di visibilità complice l’assenza della Luna.

Terminiamo con una rapida rassegna del cielo di gennaio. Allo zenit, spicca la costellazione di Perseo, vicino la luminosa Capella (la “Capretta”) dell’Auriga. Nel cielo orientale, sono riconoscibili il Cancro e i Gemelli con Castore e Polluce; a sud, brilla Aldebaran del Toro con le Pleiadi (‘a Puddara, di verghiana memoria) e il grande cacciatore Orione, in compagnia di Sirio del Cane Maggiore. Sempre nell’orizzonte meridionale, subito sotto Orione, si possono riconoscere la Lepre e la Colomba. Spostando lo sguardo verso nord-ovest, è possibile ammirare la galassia di Andromeda. Per i pianeti, Mercurio è individuabile a occidente, poco dopo il tramonto, come sempre molto basso sull’orizzonte. Venere torna a brillare a ovest nel cielo notturno fino alla prossima estate. Marte rimane basso sull’orizzonte occidentale. Giove, luminosissimo, domina la scena delle notti invernali, sorge a est nelle prime ore della notte e culmina a sud poco dopo la mezzanotte. Saturno è visibile solo nelle ultime ore della notte, a sud-est, prima del sorgere del Sole. Urano è sempre più basso nel cielo sud-occidentale e tramonta dopo la mezzanotte. Pure Nettuno è individuabile a sud-ovest, ma nelle prime ore della sera. Approfondimenti nel sito dell’Unione Astrofili Italiani www.uai.it. Cieli sereni a tutti.

GIUSEPPE SPERLINGA

Una curiosità sulla cometa: il suo periodo orbitale originale era di ben 13500 (tredicimilacinquecento) anni! Quindi, quando è transitata nel Sistema Solare interno l’ultima volta, l’uomo era ancora all’età della pietra, nel Mesolitico! E ora, questo transito ha accorciato la sua orbita di circa 5000 anni, quindi il suo ritorno è previsto non prima dell’anno 10000 dopo Cristo! Meglio approfittarne quindi.

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