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IL CIELO DEL 2020 E DI GENNAIO

IL CIELO DEL 2020 E DI GENNAIO

Non occorre la sfera di cristallo o dare credito alle farneticazioni ammannite dagli astrologi per conoscere cosa ci riserva il cielo del 2020. Chi ci permette di “leggere” correttamente il cielo che verrà è la Meccanica celeste, la branca della Fisica che studia il moto dei corpi celesti. Sappiamo, infatti, che il nuovo anno non ha in serbo fenomeni clamorosi, ma non mancheranno eventi astronomici meritevoli di essere seguiti, come l’opposizione di Marte del prossimo 13 ottobre. Iniziamo il nostro excursus nel Sistema solare con l’elusivo Mercurio, che avremo la possibilità di scorgere, alto una quindicina di gradi sull’orizzonte occidentale, sotto il luminoso Venere, tra le luci del crepuscolo serale, nei primi giorni di febbraio e alla fine di maggio. Il minuscolo pianeta lo vedremo all’alba nella seconda metà di luglio e a metà novembre, sempre posto al di sotto di Venere, con il pianeta di Citera che sarà Vespero (“stella della sera”) fino a maggio e Lucifero (“stella del mattino”) da fine giugno fino a settembre. Marte tornerà a essere visibile e, alla fine di marzo, prima dell’alba, sarà in congiunzione con Giove e Saturno, brillando come un rubino tra i due giganti gassosi del nostro sistema planetario. Giove tornerà a splendere nel cielo del mattino a cavallo tra gennaio e febbraio e si avvicinerà al pianeta degli anelli sempre più nel corso dell’anno. Urano e Nettuno, infine, saranno osservabili con crescente difficoltà la sera per riapparire in primavera nel cielo del mattino. Gli sciami meteorici: nella notte fra il 3 e il 4 gennaio, il cielo sarà solcato dalle Quadrantidi (fino a un centinaio di meteore all’ora), la cui osservazione, nella prima parte della notte, sarà disturbata dal chiarore della Luna crescente. Andrà meglio la notte del 12-13 agosto con le più note Perseidi (60 meteore all’ora), perché la Luna sarà all’ultimo quarto e sorgerà dopo la mezzanotte. Ancora migliore sarà l’osservazione delle Geminidi (13-14 dicembre), il cui picco si verificherà durante il novilunio. Altri sciami di meteore da non perdere sono le Liridi (22-23 aprile) con 20 meteore all’ora e senza disturbo lunare; le Eta Aquaridi (6-7 maggio) con una trentina di “stelle cadenti” all’ora; le Orionidi (21-22 ottobre) con 20 meteore all’ora; le Leonidi (17-18 novembre) con una quindicina di meteore all’ora. L’anno nuovo, purtroppo, sarà povero di comete apprezzabili a occhio nudo. Ci dovremo accontentare della “C/2017 T2” (PanSTARRS), che sarà visibile al telescopio fino ad agosto. Ma se lo spettacolo delle comete langue, ancor meno invitante è quello delle eclissi. Si verificheranno soltanto quattro eclissi di Luna e tutte di penombra (nessuna parziale o totale), tre delle quali saranno visibili dall’Italia, il 10 gennaio, il 5 giugno e il 5 luglio, mentre quella del 30 novembre sarà inosservabile dal nostro Paese. Saranno soltanto due le eclissi di Sole: la prima, il 21 giugno, sarà anulare e la vedranno dall’Africa, penisola arabica, Pakistan, India, Cina e Taiwan, mentre dall’Italia centro-meridionale riusciremo a vedere soltanto una piccola parte del Sole coperta dal cono d’ombra della Luna. La seconda, quella del 14 dicembre, sarà totale e non sarà visibile dall’Italia.

Nel cielo di gennaio, a est, cominciano ad apparire le costellazioni zodiacali del Cancro e del Leone. Dalla parte opposta, si avviano al tramonto l’Ariete e i Pesci, al di sopra delle quali, procedendo verso est si notano Pegaso, Andromeda, Perseo e l’Auriga con la luminosa Capella, la mitologica capretta Amaltea con il latte della quale fu nutrito Zeus. Nel cielo meridionale continua a giganteggiare il grande cacciatore Orione, vero protagonista del cielo invernale, come sempre in compagnia dei suoi due cani: Sirio del Cane Maggiore e Procione del Cane Minore.

GIUSEPPE SPERLINGA

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