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IL CIELO DELL’EQUINOZIO DI PRIMAVERA 2019

Oggi, sabato 2 marzo 2019, il quotidiano La Sicilia di Catania pubblica, a pagina 41, la consueta rubrica di divulgazione astronomica dedicata al cielo del mese di marzo.
Qui di seguito il testo originale dell’articolo, che per esigenze di spazio è stato leggermente “limato”. 
Buona lettura.

IN MARZO TORNANO IN CIELO LE COSTELLAZIONI PRIMAVERILI
Marzo è il mese dell’equinozio di primavera e dell’ora legale, un fenomeno naturale il primo, un fatto convenzionale la seconda. Quest’anno, l’equinozio primaverile cade mercoledì 20. Quel giorno ha inizio la primavera nell’emisfero boreale e l’autunno in quello australe; la durata del dì (periodo d’illuminazione) e quella della notte (periodo di oscurità) sono uguali; il Sole sorge e tramonta rispettivamente a Est e a Ovest e passa per il punto d’Ariete o gamma, che è l’intersezione tra il piano dell’equatore celeste e l’eclittica, che è il piano dell’orbita terrestre proiettato nello spazio. Per i Cristiani, la data dell’equinozio primaverile è importante ai fini del calcolo della data della Pasqua, che si celebra la prima domenica successiva al plenilunio che segue l’equinozio di primavera. Nell’equinozio di primavera di duemila anni fa, il Sole transitava tra le stelle della costellazione dell’Ariete. Oggi, a causa della precessione degli equinozi dovuta al millenario moto doppio conico dell’asse terrestre, la nostra stella diurna è proiettata nella costellazione dei Pesci. Ne consegue che coloro i quali ritengono di essere nati sotto il segno dell’Ariete dovranno convincersi che, finora, hanno sempre letto un oroscopo che non gli appartiene, perché il Sole passa in rassegna le stelle dell’Ariete dal 19 aprile al 13 maggio, mentre dal 12 marzo al 18 aprile si trova tra le stelle dei Pesci. Il passaggio dall’ora solare a quella legale, che ci regalerà un’ora di luce solare in più fino a sabato 26 ottobre, sarà alle 2 della notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo e, secondo una proposta della Commissione europea, potrebbe essere l’ultima volta che sposteremo le lancette dell’orologio prima avanti e poi indietro. Le fasi lunari: sarà novilunio il 6, primo quarto il 14, plenilunio il 21, ultimo quarto il 28. Excursus planetario. Il minuscolo Mercurio è osservabile nei primi giorni del mese nell’orizzonte occidentale, dove tramonta un’ora e mezza dopo il Sole, dopo diventa inosservabile perché il 15 sarà in congiunzione con il Sole, per riapparire al mattino, assai basso, nel cielo orientale cinquanta minuti prima dell’alba. Il luminoso Venere sorge un’ora prima del Sole, appena in tempo per osservarlo nel cielo orientale prima di sparire avviluppato dai bagliori solari. Il rosso Marte tramonta alle 23 e brilla nel cielo occidentale, dove, alla fine del mese, si troverà nei pressi dell’ammasso stellare aperto delle Pleiadi, le mitologiche “Sette sorelle” figlie di Pleione e Atlante, il quale era pure il padre delle Iadi, che nacquero dall’unione con Etra. Per i siciliani, le Pleiadi sono “a Puddara” di verghiana memoria ne “I Malavoglia”: “(…) allorché uscì fuori nel cortile sbadigliando, il Tre bastoni (le tre stelle della cintura di Orione, ndr) era ancora alto verso l’Ognina, colle gambe in aria, la Puddara luccicava dall’altra parte, e il cielo formicolava di stelle…”. Altri tempi, quando i cieli erano bui e non si conosceva il triste fenomeno dell’inquinamento luminoso che ha fatto sparire il cielo stellato sopra le nostre teste. Il gigantesco Giove è visibile a notte fonda sull’orizzonte sud-orientale e culmina a Sud prima dell’alba. Il signore degli anelli Saturno sorge un paio di ore dopo Giove ed è rintracciabile prima dell’alba nell’orizzonte sud-orientale. Gli ultimi due pianeti gassosi del nostro sistema planetario, Urano e Nettuno, sono ormai molto bassi sull’orizzonte al punto da potersi ritenere inosservabili.
Nel cielo di marzo le grandi costellazioni invernali continuano a spostarsi verso sud-ovest, mentre dalla parte opposta, nelle prime ore della notte, fanno la loro apparizione le grandi costellazioni zodiacali del Leone e della Vergine. Nel cielo meridionale è sempre la costellazione del gigante Orione a dominare la scena celeste, accompagnato dai fedeli cani Sirio e Procione. Secondo una delle tante narrazioni mitologiche, Giunone non sopportava gli uomini troppo vanitosi. Orione era tra questi, amava vantarsi della sua abilità di cacciatore. Un giorno la dea decise di punirlo mettendo uno scorpione lungo il sentiero che Orione percorreva ogni giorno e, quando il cacciatore passò, l’aracnide lo punse mortalmente. La fraterna amica Diana implorò Giove di porre il corpo di Orione tra le stelle. Pure Giunone fece pressioni sul suo regale consorte affinché anche lo scorpione venisse posto in cielo. Giove accontentò entrambe ponendo nel cielo sia Orione sia il suo uccisore, ma collocandoli in direzioni opposte, col Sagittario pronto a scoccare la freccia allo Scorpione per impedirgli di colpire ancora Orione. Nella stessa plaga di cielo troviamo le costellazioni del Toro con la splendida Aldebaran e gli ammassi stellari aperti delle Iadi sul muso e delle già ricordate Pleiadi, dell’Auriga con la luminosa Capella (la Capretta che allattò Giove), i Gemelli con i Dioscuri Castore e Polluce. A Nord-Ovest, è facilmente riconoscibile la “W” di Cassiopea e, tra essa e il Toro, troviamo la costellazione di Perseo. A Nord-Est, vi è il Gran Carro dell’Orsa Maggiore e, a sinistra della Vergine, potremo riconoscere la costellazione a forma di aquilone del Bootes (Bovaro o Bifolco) con la brillante stella Arturo.
      GIUSEPPE SPERLINGA

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