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IL CIELO DELL’EQUINOZIO DI PRIMAVERA

La Sicilia di oggi, lunedì 6 marzo 2017, pubblica la consueta rubrica mensile sul cielo di marzo, curata da chi scrive.
Nota curiosa: la stessa pagina, di spalla, pubblica l’oroscopo quotidiano con le date dell’Ariete risalenti a più di duemila anni fa. Coloro i quali impiegano malissimo parte del loro tempo leggendo le fantasie astrologiche, pubblicate da giornali e trasmesse da radio e tv, non sanno che in realtà leggono l’oroscopo di un altro credendo di leggere il proprio, fermo restando che è irrazionale continuare a credere che astri così lontani tra essi e da noi, arbitrariamente connessi da linee immaginarie a formare le costellazioni, possano esercitare i presunti influssi vaneggiati dagli astrologi.
Per facilitare la lettura dell’articolo, trascrivo qui di seguito il testo integrale.
IL CIELO DELL’EQUINOZIO DI PRIMAVERA
La primavera meteorologica s’inizia il primo giorno di marzo, per quella astronomica bisogna aspettare il giorno dell’equinozio, che quest’anno cade lunedì 20, giorno in cui la durata del dì e della notte si equivalgono (senza considerare i periodi crepuscolari mattutino e serale): da quel momento, le giornate (alle quali, da domenica 26, bisogna aggiungere un’ora di luce in più perché scatta l’ora legale estiva) si allungano, mentre le nottate si accorciano sempre più fino al giorno del solstizio estivo. L’equinozio di primavera può cadere soltanto nei giorni 19, 20 e 21 marzo. Nel secolo scorso e in quello precedente si verificò sempre il 20 o il 21, mentre il 19 è capitato nella seconda metà del ‘600 per quindici volte e cinque alla fine del ‘700. Nel secolo corrente, si è verificato il 21 soltanto nel 2003 e nel 2007 e non si ripeterà prima del 2102. Il Sole si trova nella costellazione dell’Acquario fino al 12 marzo, dopo passa in quella dei Pesci. Ciò vuol dire che il giorno dell’equinozio di primavera, la nostra stella diurna non è più proiettata tra le stelline dell’Ariete (come ammanniscono nei loro oroscopi gli astrologi, che continuano a “leggere” un cielo fossile risalente a oltre duemila anni fa), e la posizione nello spazio in cui s’intersecano il piano dell’orbita terrestre (l’eclittica) con quello dell’equatore celeste non dovrebbe più chiamarsi “Punto d’Ariete”. La Luna sarà al primo quarto il 5, piena il 12, all’ultimo quarto il giorno dell’equinozio, nuova il 28. Quest’anno la Pasqua cade tardi, perché quest’anno il plenilunio si verifica prima dell’equinozio primaverile; pertanto, bisognerà aspettare la Luna piena di aprile (martedì 11) per festeggiare domenica 16 la resurrezione di Cristo. Iniziamo il consueto excursus planetario con Mercurio. L’elusivo pianeta sarà inosservabile per tutta la prima metà del mese, perché martedì 7 si troverà in congiunzione superiore con il Sole. Ricomparirà, dopo il tramonto, nel cielo occidentale, dove potremo tentare di rintracciarlo per quasi un’ora e tre quarti dopo il Sole. Il luminosissimo Venere, nei primi giorni del mese, tramonta due ore e mezza dopo il Sole, il 19 sarà alla medesima altezza di Mercurio e costituirà un utile punto di riferimento per rintracciare il minuscolo pianeta. Poi, il pianeta di Citera si approssima sempre più al Sole e il 25 sarà in congiunzione con esso. Lo rivedremo alla fine del mese, nell’orizzonte orientale molto basso poco prima del sorgere del Sole. Marte è visibile nella prima parte della notte e si trova per tutto il mese a circa 30° sull’orizzonte occidentale. Il gigantesco Giove sarà il futuro protagonista delle osservazioni planetarie degli amanti del cielo notturno, perché continuerà a sorgere sempre prima fino a diventare osservabile per quasi tutta la notte: nelle prime ore della notte lo vedremo sorgere nel cielo orientale, per culminare in quello meridionale dopo la mezzanotte. Saturno è visibile sempre più alto, a Sud-Est, nelle ultime ore della notte. Urano è assai basso sull’orizzonte occidentale, tra Marte e Venere, immerso tra gli ultimi bagliori del Sole ormai sotto tramontato, diventa inosservabile alla fine del mese. Nettuno sarà in congiunzione con il Sole il 2 marzo, quindi, sarà inosservabile per tutto il mese, riapparirà alla fine di febbraio, ma sarà difficilissimo individuarlo a oriente, avviluppato dalle luci dell’alba. Plutone è osservabile a Sud–Est poco prima dell’alba, molto basso sull’orizzonte
Il cielo di marzo è ancora dominato dalle grandi costellazioni invernali, Orione tra tutte, ma sono sempre più spostate verso sud-ovest, mentre dalla parte opposta della volta celeste si affacciano le costellazioni zodiacali del Leone e della Vergine, la poco appariscente costellazione del Cancro, tra i Gemelli e il Leone. Il cielo meridionale è invece avaro di stelle luminose, tra cui con l’ausilio di una cartina celeste è possibile individuare le costellazioni dell’Unicorno, dell’Idra e il Cratere, quest’ultima, nei pressi della Vergine. Nella calotta circumpolare spicca l’Orsa Maggiore con l’asterismo del Gran Carro. Dalla parte opposta, a Nord-Ovest, vi è la vanitosa regina Cassiopea, riconoscibile per la sua inconfondibile forma a “W”; tra essa e il Toro, spicca la costellazione del Perseo. A Nord-Est, invece, sotto l’Orsa Maggiore vedremo far capolino la costellazione del Bovaro (Bootes), dalla forma ad aquilone e con la brillante rossa-arancione Arturo, il guardiano dell’Orsa.
GIUSEPPE SPERLINGA

 

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