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IL CIELO DI DICEMBRE 2016

IL GIGANTE ORIONE DOMINA IL CIELO DI DICEMBRE

In campo astronomico, l’anno che sta per concludersi è stato assai fecondo e ricco di scoperte e missioni di esplorazioni spaziali con sonde automatiche. Per citarne alcune, il 2016 è stato l’anno dell’annuncio della scoperta delle onde gravitazionali; della scoperta di “Proxima b”, un pianeta roccioso che orbita a sette milioni di chilometri attorno alla stella più vicina al Sole, che è Proxima Centauri; dell’annuncio da parte della Nasa che il telescopio spaziale Kepler ha individuato ben 4.302 esopianeti; delle sonde spaziali senza equipaggi umani a bordo “Messenger” (Mercurio), “Juno” (Giove), “Dawn” (Cerere) ed “Exomars”, quest’ultima purtroppo con esito nefasto per il modulo di atterraggio “Schiaparelli” sul suolo marziano.

Dicembre è il mese del solstizio invernale, che quest’anno cade il 21, giorno in cui ha inizio l’inverno astronomico (per convenzione, quello meteorologico ha inizio il primo del mese): la durata del dì è la più corta e quella della notte è la più lunga. Per la credenza popolare è il 13 dicembre (Santa Lucia) il dì più breve dell’anno. Non è più così da tempo. Alla latitudine di Catania, per esempio, il dì del solstizio è più corto di due minuti. La Luna sarà al primo quarto il 7, piena il 14, all’ultimo quarto proprio il giorno del solstizio e nuova il 29.

Rapido excursus planetario. Il minuscolo Mercurio, nella prima metà del mese, si può tentare di scorgerlo sull’orizzonte occidentale appena fa buio. Nei giorni successivi, avvicinandosi al Sole, sarà sempre più basso sull’orizzonte, fino a diventare inosservabile. Venere continua a essere il pianeta più luminoso del cielo serale, lo si può ammirare sull’orizzonte sudoccidentale (verso la fine del mese, il pianeta di Citèra tramonta quasi quattro ore dopo il Sole). Il rosso Marte è individuabile a Sud-Ovest nelle prime ore della notte, non molto lontano da Venere. Il gigantesco Giove, invece, è il pianeta più luminoso della seconda parte della notte, osservabile nel cielo meridionale fino a quando sparirà tra i bagliori dell’alba. L’ultimo pianeta visibile a occhio nudo, Saturno, il 10 sarà in congiunzione col Sole e per tale motivo non sarà osservabile. Il pianeta degli anelli sparirà dal cielo serale per riapparire al mattino, assai basso sull’orizzonte a sud-orientale. Urano è visibile nel cielo meridionale soltanto al telescopio nella prima parte della notte, dopo si abbassa sempre più verso Sud-Ovest. Pure il pianeta azzurro, Nettuno, è osservabile al telescopio ed è rintracciabile a Sud-Ovest dopo il tramonto del Sole. Il pianeta nano Plutone, infine, è assai basso sull’orizzonte occidentale e presto diverrà inosservabile.

Volgendo lo sguardo a Sud-Est si staglia sopra le nostre teste la più bella delle costellazioni invernali: Orione, con le luminose Betelgeuse, Bellatrix, Rigel e Saiph a disegnare una sorta di clessidra con nella parte centrale le tre stelle della cintura del grande cacciatore (“Tre bastoni” o “Re Magi”). Poco al di sotto della cintura, ma usando un piccolo binocolo o telescopio, potremo ammirare la nebulosa di Orione, una delle più belle del cielo. Nella stessa plaga di cielo, spiccano il Cane Maggiore con la stella più luminosa del cielo, Sirio, e il Cane Minore con Procione, che con Betelgeuse formano l’asterismo del “Triangolo invernale”. Seguono il Toro con la rossa Aldebaran e i Gemelli con la coppia di stelle Castore e Polluce. A occidente, si avviano al tramonto l’asterismo del Grande Quadrato di Pegaso, la costellazione di Andromeda con l’omonima galassia, Perseo, il Triangolo e l’Ariete. A sera inoltrata, guardando dalla parte opposta del cielo, si potranno individuare le costellazioni del Cancro e del Leone con l’inconfondibile falcetto. Il cielo settentrionale, infine, pullula delle stelle che formano le costellazioni circumpolari, quelle cioè che non tramontano né sorgono mai e che ruotano attorno all’Orsa Minore con la Stella Polare. Individuata, infatti, la classica doppia “W” di Cassiopea, procedendo in senso antiorario si riconoscono Cefeo, il Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

ORIONE COSTELLAZIONE ORIONE DA URANOGRAPHIA DI JOHANN BODE 1801 ORIONE E SIRIO ORIONE E TOROGEMELLI ORIONE TORO LA NEBULOSA DI ORIONE NELLA OMONIMA COSTELLAZIONEFONTANA ORIONE MESSINA PIAZZA DUOMO CIELO DICEMBRE 2016 LA SICILIA 5DICEMBRE2016

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