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IL CIELO DI MAGGIO ANNUNCIA L’ARRIVO DELL’ESTATE

Il cielo di maggio annuncia l’arrivo della bella stagione: a occidente sono ormai tramontate le costellazioni che hanno dominato il cielo nelle lunghe fredde notti invernali, mentre a oriente hanno già fatto la loro apparizione quelle che caratterizzeranno il cielo delle brevi ma prevalentemente serene notti d’estate. Ancora basso sull’orizzonte Est, infatti, esso apparire l’asterismo del Triangolo Estivo, i cui vertici sono formati dalle stelle Altair dell’Aquila, Deneb del Cigno e Vega della Lira. Spostando lo sguardo verso Sud-Est, si distingue la gigante rossa Antares, che è il cuore dello Scorpione, la Bilancia, la tredicesima costellazione zodiacale Ofiuco pervicacemente ignorata dagli astrologi e il Sagittario, mentre a Sud spiccano sia le stelle settentrionali del Centauro (una bella costellazione australe di grande estensione visibile anche dalle medie latitudini del nostro emisfero caratterizzata dal celebre ammasso globulare Omega Centauri, il più luminoso dell’intera volta celeste), sia il Leone con la stella Regolo (Piccolo Re) e la Vergine con la luminosa Spica, ormai alte nel cielo, che domineranno la volta celeste per tutto il mese di maggio. Nella mitologia greca, il Leone di Nemea era invulnerabile alle frecce e alla clava, ma Ercole uccise la belva strangolandola con le sue possenti mani. La Vergine era Astrea, la dea della Giustizia e figlia di Zeus e Themis, la titanide figlia di Urano e Gea, che oltre ad Astrea generò pure le Stagioni e le Moire o Parche. Volgendoci a Ovest, ecco le costellazioni dell’Idra, del Cancro e dei Gemelli sempre più basse sull’orizzonte. Terminiamo l’excursus della volta guardando a Nord, dove spiccano le costellazioni circumpolari, che sono quelle in rotazione intorno alla Stella Polare che non tramontano né sorgono mai, cambiando soltanto posizione durante l’anno e durante la notte: l’Orsa Minore con la Polare, la coppia regale formata dalla vanitosa regina Cassiopea e dal re Cefeo, il Bovaro con la luminosa Arturo (il guardiano dell’Orsa) e l’Orsa Maggiore, il cui prolungamento verso sud delle stelle del timone permette di individuare prima la rossa Arturo e poi l’azzurra Spica della Vergine. Nel cielo di Nord-Est, infine, in piena notte, appariranno le vere protagoniste del firmamento estivo: le costellazioni delle già citate Lira, Cigno e Aquila. Con l’ausilio di un piccolo binocolo è possibile ammirare numerosi oggetti celesti, tra cui val la pena osservare l’ammasso globulare M4 nella costellazione dello Scorpione, le Nebulose Trifida e Laguna nel Sagittario; l’ammasso stellare M44 del Presepe nel Cancro, il Doppio ammasso in Perseo, la galassia spirale M101 nell’Orsa Maggiore, la galassia spirale Sombrero M104 nella Vergine, il brillante ammasso globulare M13 nella costellazione di Ercole e altri ancora.

Il Sole si trova proiettato nella costellazione dell’Ariete fino al 13, dopo di che passa tra le stelle del Toro. Nel cielo fossile ammannito dagli astrologi, invece, la nostra stella diurna sarebbe sin dallo scorso 21 aprile tra le stelle del Toro e, il 22 maggio, transiterebbe tra quelle dei Gemelli. Coloro i quali si ostinano a continuare a credere sui presunti influssi astrali esercitati sul destino degli esseri umani quando consultano l’oroscopo sappiano che leggono quello di un altro. Aveva ragione il compianto Luigi Prestinenza, ideatore di questa rubrica di divulgazione astronomica, quando sosteneva che la lettura degli oroscopi dovrebbe essere preceduta da un’avvertenza, analogamente a quanto si fa con le sigarette: “Le previsioni astrologiche che leggerete non hanno alcuna base scientifica e aderenza con la realtà quotidiana”. Alla latitudine di Catania, le giornate continuano ad allungarsi e, alla fine del mese, il dì dura 44 minuti di più rispetto all’inizio. La Luna sarà al primo quarto il 3, plenilunio il 10, all’ultimo quarto il 19, novilunio il 25. Rapido excursus tra i pianeti. Mercurio è basso sull’orizzonte orientale, prima del sorgere del Sole, dove non sarà facile individuarlo perché avvolto dai bagliori solari. Il 27 maggio sarà possibile osservarlo meglio, perché il minuscolo pianeta “tuttonucleo” sorge quasi un’ora prima del Sole. Venere è assai luminoso nelle prime ore del mattino anch’esso sull’orizzonte orientale e, alla fine del mese, sarà abbastanza alto e sorgerà un paio d’ore prima del Sole. Marte è visibile di prima sera, appena tramontato il Sole, molto basso sull’orizzonte occidentale. Giove è l’astro più luminoso del cielo di maggio: nelle prime ore della notte culmina a Sud e, prima dell’alba, quando tramonta a occidente, dalla parte opposta del cielo ecco apparire Venere, che diventa così il pianeta più brillante. Ed eccoci a Saturno, ultimo pianeta visibile a occhio nudo: ritorna a brillare nel cielo serale, quasi a voler annunciare che sarà il vero protagonista dei cieli notturni dell’estate ormai alle porte. All’inizio del mese, basso sul cielo orientale, il pianeta degli anelli sorge prima della mezzanotte, ma alla fine di maggio lo possiamo già osservare intorno alle 22.30. Urano è ancora difficile da osservare, perché molto basso sull’orizzonte orientale poco prima del sorgere del Sole, andrà meglio alla fine del mese, quando sorgerà quasi contemporaneamente a Venere. Nettuno è visibile a Sud-Sud-Est poco prima del sorgere del Sole. Si rammenta che per poter osservare Urano e Nettuno, a causa della loro bassa luminosità, è necessario l’ausilio di un telescopio. Stesso discorso vale per l’osservazione di Plutone. Il capostipite della classe dei Plutoidi (una nuova categoria di membri del sistema solare istituita, nel 2008, dalla comunità astronomica internazionale) continua ad anticipare la sua apparizione sulla volta celeste e, alla fine del mese, sorge prima di mezzanotte basso sull’orizzonte sud-orientale.

Per concludere, ricordiamo le belle congiunzioni della Luna con i pianeti Giove (7 maggio, nella costellazione della Vergine con la brillante Spica), Saturno (tarda serata del 13 maggio), Venere (22 maggio prima del sorgere del Sole sull’orizzonte orientale, nella costellazione dei Pesci), Marte (27 maggio poco dopo il tramonto vicino al sottile falcetto di Luna crescente)

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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