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IL CIELO DI OTTOBRE 2018

Il quotidiano La Sicilia di oggi, domenica 30 settembre 2018, a pagina 43, pubblica la consueta rubrica mensile “Il Cielo” ideata oltre mezzo secolo fa dal grande giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza e curata da chi scrive dopo la sua scomparsa avvenuta sei anni fa.
Buona lettura!

CIELO DI OTTOBRE 2018 
In autunno, le giornate si accorciano giorno dopo giorno, fino al giorno del solstizio invernale, che quest’anno cade alle 22.23 del prossimo 21 dicembre, quando si avranno il dì più corto e la notte più lunga dell’anno. Alla fine di ottobre, alla latitudine di Catania, il dì si accorcerà di un’ora e due minuti. La Luna questo mese mostrerà cinque fasi, apre il 2 e chiude il 31 con l’ultimo quarto, avremo il novilunio il 9, il primo quarto il 16 e il plenilunio il 24. Sabato 20 ottobre si svolgerà l’International Observe the Moon Night (InOMN), la Notte della Luna, una iniziativa promossa a livello mondiale dalla Nasa e, in Italia, dall’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) e dall’Unione astrofili italiani (Uai) per proporre osservazioni al telescopio dedicate alla Luna.
Consueto excursus planetario. Il piccolo Mercurio sarà praticamente inosservabile perché troppo vicino al Sole e assai basso sull’orizzonte occidentale. Il luminoso Venere, dopo aver brillato per tutta l’estate, all’inizio del mese tramonta pochi minuti dopo il Sole e sarà molto basso sull’orizzonte occidentale. Il pianeta rosso, Marte, autentico protagonista delle notti estive, si appresta lentamente a lasciare la scena celeste, ma sarà possibile scorgerlo facilmente nel cielo della prima serata puntando lo sguardo verso sud, alto poco meno di una trentina di gradi sul piano dell’orizzonte. Giove, il re dei pianeti del Sistema solare, è possibile osservarlo al tramonto quando è già buio, guardando in direzione ovest, molto basso sull’orizzonte. Pure Saturno, il pianeta degli anelli, è osservabile nella prima parte della sera, a sud-ovest, tra le stelle della costellazione del Sagittario. Urano sarà all’opposizione rispetto al Sole il 24 ottobre e, pertanto, sarà osservabile per l’intera notte, inizialmente sull’orizzonte orientale subito dopo il tramonto del Sole, poi culmina a Sud nelle ore centrali della notte e, infine, tramonta a occidente prima dell’alba. Nettuno sarà ancora osservabile per buona parte della notte. Il pianeta azzurro, dopo il tramonto del Sole, si può rintracciare alto in cielo in direzione Sud-Est. Poi, nella prima parte della notte culmina (raggiunge la massima altezza in cielo) a Sud. Ricordiamo che per poter osservare Urano e Nettuno occorre dotarsi di un telescopio. 
Prima di lasciare il Sistema solare, ricordiamo che tra il 9 e il 10 settembre scorsi la cometa Giacobini-Zinner è transitata a soli 58,6 milioni di chilometri dalla Terra (pari alla stessa distanza tra il nostro pianeta e Marte) e aveva appena compiuto il suo passaggio al perielio, vale a dire a 151,5 milioni di chilometri dal Sole: tornerà a solcare i nostri cieli tra sei anni e mezzo. Pure la Giacobini-Zinner lascia dietro di sé uno sciame meteorico, che è quello delle Draconidi (o Giacobinidi), il cui periodo di attività va dal 6 al 10 ottobre, ma il picco è previsto tra l’8 e il 9 del mese. Lo sciame meteorico è così denominato perché il radiante, cioè il punto da cui sembrano provenire le meteore, si trova in direzione della costellazione del Dragone, tra l’Orsa Minore e la Lira.
Nel cielo di ottobre continuano a dominare le costellazioni estive, le quali si avviano lentamente a tramontare verso ovest per lasciare il posto nella scena celeste a quelle tipicamente invernali. Nelle prime ore della notte, infatti, vedremo quasi allo zenit l’asterismo del “Triangolo Estivo”, con ai vertici le stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno, ormai prossimo a cedere il passo al Grande quadrato di Pegaso. Dopo il tramonto, nel cielo occidentale, stanno per tramontare le costellazioni del Bootes (il Bifolco o Bovaro che dir si voglia) con la stella gigante rossa Arturo (la quarta stella più brillante del cielo notturno dopo Sirio, Canopo e alfa Centauri), seguito dall’Ofiuco (la famosa tredicesima costellazione dello Zodiaco ignorata dagli oroscopi) e da Ercole. Dalla parte opposta del cielo, più precisamente a nord-est, si potrà osservare l’arrivo di Perseo a forma di “Y” rovesciata, di Cassiopea riconoscibile per la caratteristica forma a “W” e del suo regale sposo Cefeo a forma di casetta e il sorgere della luminosissima Capella, la stella più brillante dell’Auriga. A seguire, vedremo l’inconfondibile costellazione del Toro, il cui occhio rosso è la stella gigante Aldebaran, assieme all’ammasso aperto delle Pleiadi, le “Sette sorelle”, per i siciliani “a Puddara” (la chioccia con i pulcini) di verghiana memoria. Nella seconda parte della notte faranno la loro apparizione le costellazioni del grande cacciatore Orione e dei Gemelli, Castore e Polluce, nella seconda parte della notte. Sull’orizzonte settentrionale, spiccano le consuete costellazioni circumpolari che non sorgono e non tramontano mai: l’asterismo del Gran Carro dell’Orsa Maggiore, che si trova nel punto più basso del suo percorso attorno alla stella Polare del Piccolo Carro dell’Orsa Minore. Volgendo, infine, lo sguardo verso sud-est, spiccano nel cielo la costellazione dei Pesci e quelle della Balena e dello Scultore.
Si ricorda, infine, che nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre torna l’ora solare invernale e bisognerà portare indietro le lancette degli orologi di un’ora.
GIUSEPPE SPERLINGA

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