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LA SUPERLUNA DI DICEMBRE E IL RITORNO DEL GRANDE CACCIATORE ORIONE

UNA SUPERLUNA E RIAPPARE IL GIGANTESCO ORIONE NEL MESE DEL SOLSTIZIO INVERNALE

In dicembre, le giornate seguitano ad accorciarsi e le notti ad allungarsi, fino al giorno del solstizio invernale, che quest’anno cade il 21 dicembre, quando nell’emisfero boreale si avrà il periodo d’illuminazione (il dì) più breve e, naturalmente, il periodo di oscurità (la notte) più lungo dell’anno. Convenzionalmente, il giorno solstiziale segna l’inizio dell’inverno astronomico (quello meteorologico s’inizia il primo giorno di dicembre). Il detto popolare, dunque, che il 13 dicembre che celebra la festa liturgica di Santa Lucia (il giorno più corto che ci sia) non è più aderente alla realtà. Alla latitudine di Catania, il 13 dicembre la durata del dì è di 9 ore e 50 minuti, mentre il 21 dura 9 ore e 48 minuti, è cioé più corto di due minuti rispetto al giorno di Santa Lucia. Le fasi lunari. L’argenteo satellite terrestre sarà al plenilunio il 3, all’ultimo quarto il 10, al novilunio il 18 e al primo quarto il giorno di Santo Stefano. Il giorno di Luna piena avverrà pure la Superluna, perché la Luna si troverà contemporaneamente al perigeo, cioè alla minima distanza dalla Terra, che è di 356.410 km, e il suo diametro apparente sembra più grande. Dalla Terra, infatti, la Luna al perigeo appare circa del 12 per cento più grande della Luna all’apogeo, quando cioè si trova alla massima distanza dal nostro pianeta.

Uno sguardo ai pianeti. Mercurio tramonta un’ora dopo il Sole fino all’8, il 13 sarà in congiunzione col Sole e riapparirà il 18 tra le luci dell’alba sull’orizzonte orientale. Venere è visibile all’alba fino al 12, sull’orizzonte sudorientale; alla fine del mese, sarà vicinissimo al Sole e non sarà più osservabile. Il pianeta rosso Marte è individuabile anch’esso a Sud-Est prima del sorgere del Sole. Il gigante gassoso Giove è il pianeta più luminoso visibile prima del sorgere del Sole, anch’esso nel cielo sudorientale. Saturno è l’ultimo pianeta visibile a occhio nudo, il giorno del solstizio sarà in congiunzione col Sole e sarà perciò inosservabile, lo rivedremo all’inizio dell’anno nuovo di mattina, prima del sorgere del Sole. Urano culmina a Sud durante le prime ore della sera ed è osservabile per buona parte della notte con l’ausilio di un telescopio. Nettuno è ancora visibile a Sud-Ovest nella prima frazione della notte. Plutone, infine, è in pratica inosservabile, molto basso com’è sull’orizzonte occidentale. Tra le congiunzioni planetarie, merita di essere osservata quella tra la Luna, Giove e Marte, che accadrà il 14 prima del sorgere del Sole. Una levataccia che sarà ripagata dalla spettacolare visione della falce di Luna calante tra Giove (più basso) e Marte proiettati tra le stelle delle costellazioni della Vergine e della Bilancia.

In dicembre, il cielo è finalmente dominato dalle grandi costellazioni invernali. Le costellazioni autunnali del Capricorno, dell’Acquario e dei Pesci sono ormai basse nell’orizzonte sudoccidentale e il loro posto sarà occupato, a Sud-Est, dall’inconfondibile costellazione di Orione, con il grande cacciatore in compagnia del Cane Maggiore con la stella più luminosa del cielo, Sirio, e del Cane Minore con Procione; dal Toro con la gigante rossa Aldebaran; dai Gemelli con la coppia Castore e Polluce, i Dioscuri; l’Auriga con Capella. Orione merita un discorso a parte perché è senz’altro la costellazione più appariscente e più bella da osservare sia a occhio nudo sia con un buon binocolo per scorgere le stelle Betelgeuse, Rigel, Bellatrix e Saiph ai vertici del grande quadrilatero, le tre stelle allineate che ne formano la cintura, da cui pende la spada in cui si trova la fantastica omonima nebulosa (M 42). Come di consueto, a nord sono visibili le costellazioni circumpolari, cioè quelle che non sorgono e non tramontano mai perché sempre presenti tutto l’anno che ruotano attorno alla Stella Polare del Piccolo Carro dell’Orsa Minore. Tra esse ricordiamo procedendo in senso antiorario Cassiopea, Cefeo, il Dragone, il Gran Carro dell’Orsa Maggiore e la Giraffa.

                                                                                             GIUSEPPE SPERLINGA

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