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LUNA, GIOVE E SATURNO: INCONTRO NEL CIELO DELL’EQUINOZIO

LUNA, GIOVE E SATURNO: INCONTRO NEL CIELO DELL’EQUINOZIO

Il 1° settembre s’inizia l’autunno meteorologico, mentre quello astronomico comincia il giorno dell’equinozio (dal latino aequinoctium=notte uguale), che quest’anno cade alle 15.31 (ora legale estiva) del 22, giorno in cui la Terra raggiunge il “punto omega o punto della Bilancia”, che è l’intersezione del piano dell’eclittica con quello dell’equatore celeste. Quel giorno, i raggi solari saranno allo zenit all’equatore, il Sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest, il circolo d’illuminazione “taglierà” i due poli a metà, la durata del dì e della notte sarà uguale, senza tener conto della luce crepuscolare dell’alba e del tramonto, al Polo Nord s’inizierà una lunga notte che durerà sei mesi, mentre al Polo Sud avrà inizio un lungo giorno in cui il Sole non tramonterà rimanendo sopra l’orizzonte. Nel cielo fossile degli astrologi, il Sole continua entrare nel segno della Bilancia, anche se in realtà le cose non stanno più così, perché la nostra stella diurna il 16 settembre passa dalla costellazione del Leone a quella della Vergine. Ciò vuol dire che coloro i quali si ostinano a credere nelle fandonie ammannite quotidianamente dall’astrologia, seguiteranno a leggere l’oroscopo di un altro, ammesso che corpi celesti lontanissimi possano esercitare presunti influssi benigni o maligni sugli esseri umani. All’inizio del mese, le giornate durano 12 ore e 54 minuti (il Sole sorge alle 6,33 e tramonta alle 19,26). Il 30 settembre s’accorciano di un’ora e due minuti, perché il Sole sorge 21 minuti dopo e tramonta con 40 minuti di anticipo. La Luna sarà al plenilunio il 2, all’ultimo quarto il 10, novilunio il 17 e al primo quarto il 24.

L’elusivo pianeta Mercurio difficilmente si potrà osservare, perché si manterrà sempre basso sul piano dell’orizzonte occidentale. Il luminoso Venere splenderà nella seconda parte della notte, sarà “Lucifero” visibile all’alba nel cielo orientale. Il pianeta rosso Marte sarà osservabile anch’esso nel cielo orientale già in prima serata e per l’intera notte. I giganteschi Giove e Saturno domineranno il cielo meridionale nella prima parte della notte.  Urano e Nettuno, infine, saranno osservabili al telescopio per gran parte della notte, compaiono nel cielo orientale e si spostano verso sud. Queste le congiunzioni nel cielo di settembre: alle 22.30 del 5, verso est, la Luna in fase calante con Marte; il giorno dopo, alle 6, l’abbraccio tra i due corpi celesti sarà ancor più stretto e, alle 7.56, gli osservatori alla latitudine di Catania potranno assistere all’occultazione del pianeta rosso; alle 5 del 13, guardando sempre a est, Venere con il celebre ammasso stellare del Presepe o Mangiatoia o Alveare (M44), visibile anche a occhio nudo, fu il primo oggetto celeste osservato da Galileo col suo telescopio; il 14, stessa ora, la sottile falce di Luna calante con Venere; la sera del 18, i più tenaci osservatori potranno tentare di individuare il sottilissimo falcetto di Luna crescente con il minuscolo Mercurio; da non perdere, infine, alle 23 del 24 e del 25, la spettacolare congiunzione a tre della Luna al primo quarto con i luminosi Giove e Saturno.

Il cielo di settembre è ancora quello estivo, con le costellazioni dello Scorpione, Sagittario, Ofiuco ed Ercole più spostate verso ovest, dove si avviano a tramontare pure Boote con la luminosa Arturo e il Triangolo Estivo, ai vertici del quale vi sono le brillanti Vega della costellazione della Lira, Altair dell’Aquila e Deneb del Cigno. Dalla parte opposta, nel cielo orientale, fa capolino la debole costellazione dell’Ariete. Nel cielo meridionale vi sono le poco appariscenti costellazioni del Capricorno, dell’Acquario e dei Pesci: si tratta di raggruppamenti stellari molto estese, ma prive di stelle brillanti che ne rendono difficoltosa l’individuazione. Sopra i Pesci, spicca il Quadrato di Pegaso, un vertice del quale è occupato da una stella della costellazione di Andromeda, alla cui sinistra e in basso si mostra il Perseo riconoscibile per la sua forma a “Y” rovesciata. Dirigendo lo sguardo verso nord, troviamo le costellazioni circumpolari, quelle che non sorgono e non tramontano e ruotano attorno alla Stella Polare dell’Orsa Minore: l’inconfondibile “W” di Cassiopea con accanto la “casetta” del suo augusto sposo, Cefeo, e, a nord-ovest, il Gran Carro dell’Orsa Maggiore.

Concludiamo ricordando il giornalista-astrofilo Luigi Prestinenza, scomparso il 4 settembre del 2012, fondatore e curatore di questa rubrica di divulgazione astronomica oltre mezzo secolo fa.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

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