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MOTOSEGA IMPAZZITA AL POLICLINICO DI CATANIA DECAPITA 30 FICUS MICROCARPA, 3 FALSO PEPE E 2 FALSO KAPOK

Adesso la misura è davvero colma! A Catania e provincia, capitozzano tutti, è come se avessero dichiarato guerra agli alberi. A dare il pessimo esempio è sempre stato il Servizio tutela (sic!) e gestione del Verde pubblico del Comune di Catania, che non ha esitato a ordinare orribili decapitazioni e mutilazioni ai danni degli alberi che costituiscono il patrimonio arboreo di tutti i catanesi. Esempio imitato da privati e da Enti pubblici, quali sono le Direzioni ospedaliere di due importanti nosocomi cittadini: il Policlinico e il Cannizzaro, che ordinano capitozzature senza pietà.
Il quotidiano La Sicilia di oggi, martedì 16 febbraio 2021, pubblica l’ennesimo articolo-denuncia contro questa barbara pratica operata in aperta violazione del “Regolamento del Verde pubblico e privato della città di Catania”, approvato dal Consiglio Comunale il 6 agosto 2019.
E’ auspicabile l’intervento della Polizia ambientale e della Procura della Repubblica per porre fine a questo scempio ambientale che costituisce una seria minaccia alla salute degli alberi cittadini.
Per facilitarne la lettura, ecco qui di seguito il testo integrale dell’articolo con una appendice finale che per esigenze di spazio non è stato possibile pubblicare:
Fino a ieri, i trenta Ficus microcarpa, i tre Falso pepe (Schinus molle) e i due Falso kapok (Ceiba speciosa) del Policlinico di via Santa Sofia dell’Università di Catania erano alberi in buona salute, che nonostante le ripetute capitozzature degli anni passati avevano sviluppato una folta ma informe chioma che ospitava una quantità di nidi di uccelli, davano ombra e frescura al parcheggio, rilasciavano ossigeno e rimuovevano una cospicua quantità di anidride carbolica e particelle inquinanti dall’atmosfera. Da ieri, il loro aspetto è mutato, non sono più così, perché sono stati letteralmente decapitati, capitozzati dalla motosega selvaggia che li ha privati della chioma, facendogli assumere una forma spettrale con quelle branche tranciate e spoglie protese verso l’alto quasi a invocare vendetta al cielo e agli uomini. Stavolta il Comune non c’entra, a ordinare una simile barbarie è stata la Direzione dell’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico “Gaspare Rodolico-San Marco”, che evidentemente ignora che la capitozzatura, la cimatura e la drastica potatura sono vietate per legge, a meno che l’albero non sia malato e costituisca una minaccia per l’incolumità dei cittadini (e non era il caso degli orribilmente mutilati), come ricorda l’ing. Giuseppe Rannisi della LIpu. L’Azienda ignora pure che nella nostra città, dal 6 agosto 2019, è in vigore il “Regolamento del Verde pubblico e privato della città di Catania” che vieta simili interventi e che prima di procedere a qualsivoglia operazione di potatura o taglio occorre chiedere l’autorizzazione.
In attesa di conoscere le motivazioni dell’Azienda Policlinico, tenuto in debito conto l’infrazione dell’articolo 18 del Regolamento del Verde pubblico e privato, abbiamo chiesto all’architetto Marina Galeazzi, dirigente del Servizio tutela e gestione del Verde pubblico del Comune di Catania, se la Direzione (che non è nuova a simili “prodezze” ai danni degli alberi presenti all’interno delle strutture sanitarie di sua competenza, ex ospedale Vittorio Emanuele docet) era stata autorizzata dal suo ufficio a eseguire la totale eliminazione della chioma degli alberi. In caso di risposta negativa, come pensa di intervenire? Sarà sanzionata, la Direzione del Policlinico, come prevede il Regolamento comunale?
Lapidaria la risposta della dirigente comunale: “Non siamo stati noi a ordinare le capitozzature degli alberi all’interno del Policlinico. Io non faccio attività sanzionatoria, potreste denunciare alla Polizia ambientale. Noi ci occupiamo di manutenzione del verde comunale.”
Dura e senza perifrasi, invece, è la risposta del prof. Pietro Pavone, già ordinario di Botanica nella nostra Università: “Purtroppo, c’è la preoccupazione da parte dei pubblici funzionari (che in fatto di piante sono totalmente ignoranti) che più si taglia e più sicurezza si ha. Cosa assolutamente falsa. Non si fa altro che indebolire la struttura arborea creando marciumi interni ai tronchi che a distanza di anni cederanno al primo soffio di vento. Certo, i Ficus microcarpa sono piante molto resistenti, ma anche loro avranno problemi nel tempo e, inoltre, gran parte di queste potature sono pure state fatte male a giudicare dalle immagini che ho visto. Ma questo è un altro problema: non ci sono più bravi potatori, basta vedere i tagli fatti sui rami.”
In effetti, l’intervento di capitozzatura è molto più semplice da attuarsi rispetto a un oculato intervento di potatura, che deve essere puntuale e calibrato per ciascun albero. Ne consegue che l’operatore, il più delle volte senza qualifica, si limiti a tranciare le branche primarie mediante tagli con la motosega. Qual è il risultato è presto detto: si guadagna di più e si impiega meno tempo, riducendo l’antica arte della potatura a una volgare pratica vandalica e violenta nei confronti degli alberi. L’unico strumento efficace per contrastare questa modalità deprecabile di gestione del verde pubblico e privato è il Regolamento comunale del verde, che a Catania è operativo da oltre un anno e mezzo. Ma non tutti ne sono a conoscenza, come dimostra l’ennesima capitozzatura all’interno di un ospedale e anche operata da privati cittadini.
Per ciò che riguarda lo scempio degli alberi perpetrato in questi ultimi giorni all’interno del Policlinico, vi sono tutti gli estremi per l’intervento della Polizia ambientale e, soprattutto, della Procura della Repubblica, cui non mancano gli elementi per almeno un paio di reati commessi: violazione dell’articolo 18 del Regolamento del Verde pubblico e privato della città di Catania e danno erariale.
GIUSEPPE SPERLINGA
 
SETTE BUONI MOTIVI PER NON CAPITOZZARE GLI ALBERI
1) Sono stati privati della loro chioma, con le piante ormai vicine al risveglio vegetativo (il 1° marzo entra la primavera meteorologica), nelle quali, venendo meno l’inibizione della chioma, si avrà il riscoppio disordinato delle gemme e, tra un paio d’anni, gli alberi avranno una chioma informe e più bassa: il rimedio risulterà peggiore del male.
2) Il parcheggio sarà privo di ombra e frescura.
3) Gli alberi senza chioma non potranno rimuovere l’anidride carbonica né rilasciare ossigeno all’interno di un ospedale che sorge una zona intensamente trafficata da auto e mezzi pesanti.
4) Con la privazione della chioma, sono stati distrutti numerosi nidi di uccelli.
5) L’effetto estetico è squallido e deprimente.
6) Le superfici di taglio dei grossi rami non sono state ricoperte da sostanze cicatrizzanti e ciò permetterà l’accesso di germi patogeni che faranno marcire la pianta dall’interno.
7) L’unica consolazione è che i Ficus microcarpa sono piante robuste, ma ciò nonostante la loro vita rischia di accorciarsi del trenta per cento.
G.S.
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