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NEL CIELO DI FEBBRAIO FANNO CAPOLINO LE COSTELLAZIONI PRIMAVERILI

Il breve febbraio è un mese di transizione per ciò che riguarda l’aspetto del cielo, perché dominano ancora le costellazioni invernali, come l’imponente Orione, ma nell’orizzonte orientale cominciano a fare capolino quelle primaverili, precedute dal Leone.

Cominciamo a scrutare il cielo puntando lo sguardo verso la calotta circumpolare, vale a dire quella placa del cielo con le costellazioni che non sorgono né tramontano, sono sempre visibili tutto l’anno. L’Orsa Maggiore è alta già in prima serata in direzione Nord-Est col Gran Carro capovolto, mentre dalla parte opposta troneggia la coppia regale formata da Cefeo (re dell’antica Etiopia, il cui territorio si estendeva dalla riva sud-orientale del Mediterraneo fino al Mar Rosso e comprendeva parte degli attuali Egitto, Giordania e Israele) e dalla sua vanitosa consorte Cassiopea, facilmente riconoscibile in cielo per le stelle disposte a formare una “W”. Spostandoci verso Sud si riconoscono le costellazioni del Perseo, del Toro con la rossa Aldebaran e, ancora alto sull’orizzonte, la regina delle costellazioni invernali: Orione, accompagnato dal Cane Maggiore con la luminosissima Sirio e dal Cani Minore con Procione. Più in alto del Toro, sono ancora visibili le costellazioni dell’Auriga con la brillante Capella (la capretta che allattò Giove) e dei Gemelli con Castore e Polluce, le due stelle più brillanti della costellazione di cui fanno parte. Volgendo, infine, lo sguardo a oriente fanno la loro apparizione le costellazioni del cielo primaverile: il Leone con Regolo (il piccolo re), il Leone Minore e la Vergine.

Il consueto excursus nel nostro sistema planetario ci fa vedere la nostra stella diurna, il Sole, proiettato tra le stelle della costellazione del Capricorno fino al 16 febbraio, quando passa nella costellazione dell’Acquario. La Luna sarà al primo quarto il 4, plenilunio l’11, ultimo quarto il 18, novilunio il 26. La notte tra il 10 e l’11 febbraio si verificherà una eclisse di penombra di Luna, che per la verità è un fenomeno poco appariscente, ma che farà registrare un calo di luminosità dell’argenteo satellite naturale della Terra. L’eclisse sarà visibile dall’Italia e questi saranno i tempi: la Luna entra nella penombra alle 23,32 del 10, il massimo si avrà all’1,43 dell’11 e alle 3,55 il nostro satellite uscirà dalla penombra. I pianeti. Il piccolo ed elusivo Mercurio sorge un’ora prima del Sole e col passare dei giorni si avvicina sempre di più al Sole fino a quando i bagliori solari lo renderanno inosservabile. Venere, dopo aver brillato nelle sere di gennaio, si abbassa verso l’orizzonte occidentale e, alla fine mese, tramonta poco meno di tre ore dopo il Sole. Il pianeta di Citera si trova nella costellazione dei Pesci. Il rosso Marte è, come Venere, osservabile nelle prime ore della sera, anch’esso nella costellazione dei Pesci. Il gigantesco Giove è visibile per quasi tutta la notte, sorge a oriente prima della mezzanotte nei pressi della stella Spica della Vergine. Il pianeta degli anelli, Saturno, è osservabile al mattino presto, nel cielo sud-orientale. Urano è ancora visibile dopo il tramonto, a occidente. Nettuno è inosservabile. Plutone, capostipite dei Plutoidi, è individuabile con un buon telescopio poco prima che sorga il Sole, molto basso sull’orizzonte sud-orientale, nel Sagittario, dove rimarrà ancora fino al 2023.

Chiudiamo ricordando che il 4 febbraio ricorre il 111° anniversario della nascita di Clyde Tombaugh, l’astronomo americano che nel 1930 scoprì Plutone, a lungo considerato il nono pianeta del Sistema solare, oggi declassato al rango di pianeta nano. La sonda spaziale New Horizons, lanciata il 19 gennaio 2006, contiene una parte delle sue ceneri. Portata al termine la missione, nel 2015, la sonda sta vagando nello spazio: quelli di Tombaugh saranno gli unici resti umani ad aver varcato i confini del Sistema Solare.

GIUSEPPE SPERLINGA

 

CIELO FEBBRAIO2017 LA SICILIA 31GENNAIO2017  Eclissi_lunare_penombra_11-02-2017 Nord_Febbraio Sud_FebbraioNEBULOSA DI ORIONE

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