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OFIUCO, LA TREDICESIMA COSTELLAZIONE NEL CIELO DI NOVEMBRE

In novembre, le notti si allungano sempre di più e, se le nuvole lo permetteranno, si avrà maggior tempo per osservare il cielo stellato a occhio nudo e al telescopio tentando di individuare le galassie, nebulose, ammassi globulari, stelle doppie.
Il Sole, il 23, passa dalla costellazione della Bilancia a quella dello Scorpione, per rimanervi, però, appena 6 giorni, perché il 29 transita tra le stelline dell’Ofiuco, la tredicesima costellazione zodiacale pervicacemente ignorata dagli astrologi, i quali continuano a “leggere” un cielo fossile di oltre duemila anni. Spieghiamo a beneficio dei creduloni, con l’auspicio che alla fine aprano gli occhi e la mente di fronte all’inganno dell’astrologia, che ammannisce con gli oroscopi che il Sole si troverebbe già tra le stelle dello Scorpione sin dal 24 ottobre scorso e vi rimarrebbe fino al 22 novembre. Non è così, perché a causa sia della precessione degli equinozi sia della costellazione di Ofiuco col passare dei secoli si è avuto un lento slittamento di una casella zodiacale, facendo sì che la nostra stella diurna attraversa la Bilancia dal 31 ottobre al 22 novembre e dal giorno successivo entra nello Scorpione per rimanervi soltanto una settimana e non trenta giorni, perché il 29 entra in Ofiuco per rimanervi fino al 17 dicembre, ben 19 giorni, durante i quali coloro che hanno la ventura di nascere in tale periodo saranno orfani di oroscopi oppure leggeranno presunte predizioni astrali che non gli appartengono.
La Luna sarà piena il 4, all’ultimo quarto il 10, plenilunio il 18 e al primo quarto il 26.
Il minuscolo pianeta Mercurio è ancora molto vicino al Sole, basso sul piano dell’orizzonte occidentale e, pertanto, assai difficile da individuare avviluppato com’è dai bagliori del Sole al tramonto. Bisogna aspettare la sera del 24 per avere la possibilità di osservarlo, giorno in cui l’elusivo pianeta sarà alla massima elongazione serale di 22°, mentre nella sera del 27 avremo più tempo perché tramonta settanta minuti dopo il Sole.
Il luminoso Venere, che è stato il protagonista delle albe di ottobre, si sposta sempre di più verso il Sole e sarà visibile molto basso sull’orizzonte orientale (alla fine del mese, il pianeta di Citera sorge appena tre quarti d’ora prima del Sole, i cui bagliori lo renderanno invisibile).
Il pianeta rosso Marte è sempre osservabile nel cielo occidentale nelle prime ore della sera.
Il gigante gassoso Giove torna a essere visibile il mattino presto, molto basso sull’orizzonte orientale. Val la pena alzarsi prima del sorgere del Sole per osservare il “bacio” tra Giove e Venere la mattina del 13.
Saturno è l’unico pianeta visibile a occhio nudo in orario serale, per poco e subito dopo il tramonto del Sole, ormai assai basso nell’orizzonte occidentale.
Passiamo a Urano e Nettuno, i due pianeti gassosi visibili soltanto al telescopio: il primo è osservabile per quasi tutta la notte, l’altro invece è possibile individuarlo in prima serata a Sud-Ovest, ma intorno alla mezzanotte sarà molto basso sull’orizzonte occidentale.
Il pianeta nano Plutone sarà osservabile con difficoltà, perché rimane per un tempo molto breve sopra l’orizzonte occidentale al calare delle tenebre.
Sempre a ovest è ancora possibile ammirare l’asterismo del “Triangolo Estivo”, formato dalle stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno, le costellazioni di Ercole (a nord-ovest) e le poco appariscenti zodiacali Capricorno e Acquario. In direzione Sud, vi sono i Pesci e l’Ariete. Nel cielo orientale potremo vedere sorgere il Toro con la rossa Aldebaran, le Pleiadi (“‘a Puddara” di verghiana memoria) e le Iadi, i Gemelli e, in tarda serata, il Cancro e il Leone, che saranno i protagonisti delle lunghe fredde notti invernali. A Sud-Est, nelle prime ore della notte, ritorna il grande cacciatore Orione e il fedele Cane Maggiore con la luminosissima stella Sirio. Sopra i Gemelli e il Toro è facilmente riconoscibile il pentagono dell’Auriga con la luminosa Capella (la Capretta). Allo zenit, spiccano il grande quadrilatero di Pegaso e verso Nord Est, Andromeda e Perseo, la “W” della regina Cassiopea seguita dal consorte Cefeo. Nel cielo settentrionale, infine, come sempre sono visibili il Gran Carro dell’Orsa Maggiore e il Piccolo Carro dell’Orsa Minore, quest’ultima con la Stella Polare.
Pure in novembre si potranno osservare le piogge di meteore. Tra le più note, le Tauridi e le Leonidi. Le prime sembrano irradiarsi vicino alle Pleiadi e pare essersi originate dalla disintegrazione della cometa Encke. Le Leonidi, invece, sono frammenti della cometa Tempel-Tuttle che il nostro pianeta intercetta dal 16 al 18 novembre. Il loro radiante è vicino alla stella gamma Leonis e sarà visibile sopra l’orizzonte dopo la mezzanotte.
Chiudiamo ricordando il 3 novembre 1957 i sovietici lanciarono lo Sputnik 2 con a bordo la cagnetta Laika, la quale non sopravvivrà. Il 10 novembre 1879 Giovanni Schiaparelli scoprì la Nyx Olympica di Marte, il monte Olimpo, che con un’altezza di 24 km e un diametro alla base di 600 km è l’edificio vulcanico più imponente dei corpi del sistema solare.
GIUSEPPE SPERLINGA
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