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PIOGGE DI STELLE CADENTI NEL CIELO DI NOVEMBRE

PIOGGE DI STELLE CADENTI NEL CIELO DI NOVEMBRE

In novembre, le giornate continuano ad accorciarsi e le notti ad allungarsi. Ciò non dispiace per niente a chi ama osservare il cielo, a condizione che esso sia sgombro da nuvole, cosa assai rara negli ultimi tempi. Alla latitudine di Catania, dall’inizio alla fine del mese, la durata del dì diminuisce di 44 minuti. In particolare, alla fine del mese, il Sole sorge 27 minuti dopo e tramonta 17 minuti prima. La nostra stella diurna, il 23 passerà dalla costellazione della Bilancia a quella dello Scorpione, dove però vi rimarrà appena sette giorni, perché il 30 farà il suo ingresso nella costellazione di Ofiuco, la tredicesima costellazione zodiacale pervicacemente ignorata dagli astrologi, che continuano a “leggere” e ad ammannire un cielo fossile di oltre duemila anni fa. La Luna sarà all’ultimo quarto il 3, nuova l’11, al primo quarto il 19 e piena il 25. Rapido sguardo ai pianeti. All’inizio del mese, Mercurio sorge quasi un’ora prima del Sole e sarà possibile individuarlo tra le luci dell’alba sull’orizzonte orientale; poi, a poco a poco, si avvicina al Sole e il 17 sarà in congiunzione superiore, vale a dire passa sul lato opposto del Sole. Il piccolo pianeta con un nucleo di ferro e nichel che occupa sette parti su dieci del suo raggio, ricompare nel cielo serale, ma sarà molto basso sull’orizzonte, quindi, in pratica invisibile perché avvolto dalla luce del tramonto. Venere, Marte e Giove continueranno a dominare il cielo orientale prima dell’alba. Nei primi giorni del mese, offrono uno spettacolo celeste imperdibile. Il terzetto planetario, infatti, si può osservare con il luminoso Venere basso sull’orizzonte, Giove in posizione più alta e, tra i due, spicca Marte con la sua caratteristica colorazione rossastra. Saturno all’inizio del mese è bassissimo sull’orizzonte occidentale e tramonta subito dopo il Sole, in concreto impossibile rintracciarlo tra le luci crepuscolari, diventando inosservabile il 29 novembre, perché sarà in congiunzione con il Sole. Rivedremo il pianeta degli anelli alla fine di dicembre, quando riapparirà al mattino presto nel cielo orientale. Urano è ancora osservabile per l’intera notte nel cielo meridionale, mentre Nettuno lo sarà soltanto nella prima parte della notte, a Sud-Ovest, pur molto basso sull’orizzonte. Plutone, infine, è difficilmente osservabile sull’orizzonte occidentale.

   Al calare delle prime ombre della sera, volgendo lo sguardo verso occidente potremo ancora individuare alcuni dei protagonisti che dominarono le brevi notti dell’estate, a cominciare dall’asterismo del Triangolo Estivo, i cui vertici sono formati dalle stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno, che si avviano a tramontare definitivamente. Proseguendo verso Sud, spiccheranno l’Acquario, i Pesci e l’Ariete. A Sud-Est, nelle prime ore della notte, sono facilmente riconoscibili le costellazioni di Orione e del Cane Maggiore con la luminosissima Sirio. A oriente, invece, si vedranno sorgere le costellazioni zodiacali che domineranno il cielo invernale: il Toro con il suo occhio rosso Aldebaran e gli ammassi delle Iadi e delle Pleiadi, i Gemelli Castore e Polluce e, poi, a sinistra dei Gemelli, il Cancro e, nella seconda parte della notte, il Leone. Sopra i Gemelli e il Toro spicca già alta nel cielo la costellazione dell’Auriga dall’inconfondibile forma a pentagono al vertice del quale vi è la brillante Capella (la capretta). E ancora, alzando lo sguardo allo zenit, proprio sulla nostra verticale, continuano a dominare il grande quadrato di Pegaso e, a Nord Est, Andromeda e Perseo fino ad arrivare alla “W” di Cassiopea e il meno appariscente Cefeo a forma di casetta. A nord, infine, campeggiano come sempre le due Orse Maggiore e Minore e, tra esse, la lunga ma poco appariscente costellazione del Dragone.

Il cielo di novembre è solcato da piogge di meteore, meglio note come “stelle cadenti”. Le più note sono quelle delle Tauridi e, soprattutto, delle Leonidi. Le prime sembrano irradiarsi da un’area a pochi gradi sud-ovest del celebre ammasso delle Pleiadi (M45, le Sette Sorelle, la Chioccia, ‘a Puddara di verghiana memoria) e pare abbiano avuto origine dalla disintegrazione della cometa Encke. Le più famose Leonidi, invece, appaiono tra il 16 e il 18 novembre, periodo in cui la Terra intercetta frammenti della cometa Tempel-Tuttle. Quest’anno l’osservazione sarà favorita dall’assenza della Luna nei momenti in cui il radiante sorgerà, a oriente, nei pressi di Algieba (gamma Leonis, stella doppia gigante della costellazione del Leone distante 126 anni luce), sarà sopra l’orizzonte. Sono previste una quarantina di meteore all’ora nella serata di martedì 17 novembre. Altri sciami minori, sarà possibile osservarli nella seconda metà del mese: le Andromedidi il 29-30 novembre e le Alfa Monocerontidi il 22, che quest’anno potrebbero dare luogo a una autentica pioggia di 400 “stelle cadenti” all’ora. Tutti, dunque, col naso all’insù, nuvole permettendo. Le cartine celesti sono consultabili nel sito dell’Unione astrofili italiani www.uai.it.

GIUSEPPE SPERLINGA

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