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Il cielo di Gennaio 2012

Le notti di Gennaio

Gennaio è il mese in cui culmina l'inverno con molte giornate coperte, ma anche alcune notti limpide in cui le stelle si stagliano luminosissime su un cielo molto scuro. Per la visibilità dei pianeti questo è un mese molto favorevole per osservare senza difficoltà Venere al termine del tramonto e Giove ancora per una parte della notte. Mercurio come sempre sarà protagonista di alcune congiunzioni con stelle visibili alla luce dell'alba, mentre Venere sarà visibile senza difficoltà al tramonto tra le stelle del Sagittario. All'inizio del mese tramonterà circa tre ore dopo l'astro del giorno e apparirà luminosissima, fermo restando che le migliori osservazioni al telescopio sono consigliabili, in pieno giorno quando il dischetto del pianeta si staglia contro in cielo ancora chiaro senza i bagliori che disturbano l'osservazione quando il cielo è ancora scuro.

Aumenta costantemente la visibilità di Marte, ormai osservabile per gran parte della notte tra le stelle del Leone: il pianeta rosso all'inizio del mese anticipa la sua levata fino alle 22,30, ma le condizioni di osservabilità continuano a migliorare per tutto il resto del mese. Fermo restando che le dimensioni angolari del pianeta restano assai piccole, in questa che non è sicuramente una delle migliori opposizioni.

Giove è ancora visibile per una parte della notte tra le costellazioni dei Pesci e dell'Ariete. Ricordiamo che è sempre di molto interesse l'osservazione delle posizioni reciproche dei satelliti maggiori, i quattro scoperti da Galileo, che fanno una continua ronda attorno al maggiore dei pianeti. Interessante naturalmente anche la vista delle fasce del pianeta, parallele all'equatore e, in particolare, delle continue trasformazioni della banda equatoriale sud.

Anche la visibilità, mattutina questa, di Saturno è in continuo aumento e il pianeta può essere già osservato nelle ore che precedono l'alba.

All'inizio del mese, Saturno sorge poco prima delle due. Anche qui va ricordato l'interesse delle osservazioni al cannocchiale sia degli anelli che appaiono largamente visibili, ivi compreso il particolare più interessante della divisione scoperta da Cassini. Altre dimensioni sono a portata soltanto dei telescopi più grandi. Anche Saturno è caratterizzato da fasce parallele all'equatore ma più deboli di quelle di Giove.

Il remoto Urano è visibile poco prima della mezzanotte nella costellazione dei Pesci. Il suo disco azzurrino appare quasi puntiforme, a portata solo degli strumenti maggiori.

La visibilità di Nettuno è ormai agli sgoccioli: all'inizio di gennaio, il pianeta tramonta due ore e venti dopo la fine del crepuscolo.

Per la Luna all'inizio di gennaio siamo verso la fine della sua visibilità, possibile soltanto nelle ore del mattino, ma naturalmente il nostro satellite riapparirà con una debole falce che andrà crescendo via fino a raggiungere il plenilunio il giorno 8 del mese.

Per le costellazioni va segnalato che il cielo di inverno nelle notti serene è assolutamente il più splendido e il più ricco di astri luminosi, a cominciare dalle stelle dell'Ariete che sembrano due occhi, per continuare con il Toro presieduto dal bellissimo ammasso stellare delle Pleiadi, straordinariamente bello al binocolo. Anche il Toro ha la sua stella luminosa nella rossa Aldebaran. Subito dopo il Toro viene la splendida costellazione di Orione con in il suo ben noto allineamento delle tre stelle che i marinai e i pescatori chiamano i "Tre bastoni". Al di sopra di questo “cinto” splende la rossa Betelgeuse, mentre al piede di questa splendida costellazione si trova un 'altra stella luminosissima, l'azzurrina Rigel, ma tutte sono superate in splendore da Sirio, che è l'astro più luminoso del cielo con il suo bagliore bianco-azzurro e che precede di pochissimo una delle zone di maggiori intensità stellare della Via Lattea, assolutamente bella nelle fredde notti invernali. A metà strada tra Betelgeuse e Rigel e sotto il “cinto” noteremo un bagliore diffuso che al binocolo apparirà con una vasta nebulosa verdastra, anche essa una delle più splendide del cielo.

Le costellazioni dell'inverno precedono quelle della primavera che appaiono nella seconda parte della notte, molto meno splendide di quelle invernali. Ma non manca anche in questa zona del cielo un astro luminoso come la rossa Regolo, la più brillante nella costellazione del Leone.

Luigi Prestinenza

Il cielo dell'anno 2012

L'anno 2012 che sta entrando sarà caratterizzato da un raro avvenimento: il transito del pianeta Venere davanti al Sole. Il fenomeno sarà visibile soltanto da una parte del mondo, ma in questa fettina fortunata c'è l'Italia che vedrà il passaggio del pianeta davanti al disco solare il giorno 6 giugno, a suo tempo daremo maggiori particolari su questo rarissimo fenomeno che si verifica con una rara caratteristica: due passaggi davanti al Sole a distanza di otto anni, seguiti da un lunghissimo intervallo di più di un secolo in cui nessun passaggio si verifica. Storicamente il transito di Venere è legato a delicate ricerche astronomiche, di cui però i metodi moderni possono fare a meno; nel corso del fenomeno il pianeta si presenta come un dischetto nerissimo davanti al disco solare e il transito richiede diverse ore. E' chiaro che per l'osservazione vanno prese le medesime precauzioni che si assumono per le osservazioni del Sole come quelle che moltissimi osservatori hanno nel loro calendario, tra questi Catania e Roma, dove è stata costruita una snella torre solare alta 32 metri per assicurare la visibilità dei fenomeni solari su larga scala.

Altro avvenimento di grande interesse sarà l'eclissi anulare di Sole del 20 maggio alle 23,54 tempo universale, non visibile purtroppo questa dall'Italia. L'osservazione di una eclissi anulare si ha quando il diametro della Luna risulta lievemente inferiore a quello del Sole, sicché rimane nel momento culminante un sottile anello di superficie solare non coperto dal disco della Luna. Successivamente, il 13 novembre, si avrà una eclissi totale di Sole, non visibile questa dall'Europa.

L'eclissi solare va messa in relazione con quella parziale di Luna che si verifica il 4 giugno con inizio alle 11,03, ancora tempo universale. Altra eclissi lunare è prevista per il 28 novembre, ma si tratterà di un fenomeno poco appariscente, perché la Luna si limiterà a sfiorare il cono d'ombra della Terra.

Per l'osservazione dei pianeti avremo Mercurio alla migliore visibilità attorno alla data del 5 marzo al tramonto, successivamente il pianeta offrirà la massima elongazione ovest nei chiarori dell'alba il 18 aprile e sarà questa la più favorevole dell'anno. Si potrà rivedere Mercurio al tramonto il primo luglio con la massima elongazione est di quasi 26 gradi. Il 16 agosto Mercurio sarà invece alla massima elongazione ovest cioè visibile nelle ore dell'alba; successivamente si mostrerà al tramonto attorno alla data del 26 ottobre e infine ancora all'alba attorno al 4 dicembre.

La visibilità di Venere è molto buona nei primi mesi dell'anno, con la massima elongazione dal Sole il 27 marzo di oltre 46 gradi che si verifica al tramonto. Successivamente, il bellissimo pianeta dopo essere passato davanti al Sole il 6 giugno come abbiamo detto potrà essere di nuovo ben osservato al mattino attorno alla data del 15 agosto.

Il pianeta Marte sarà in opposizione al Sole il 3 marzo, ma si tratta di una opposizione scarsamente favorevole in cui il diametro del pianeta si aggirerà al massimo attorno ai 15 secondi. Del resto come tutti sanno ormai del pianeta rosso sappiamo moltissimo per merito delle sonde che hanno condotto esplorazioni accuratissime sulla sua superficie, spostandosi su di essa per parecchi chilometri e persino analizzando campioni di suolo. Queste analisi hanno dato risultati incerti circa la presenza di materiale organico; comunque ciò che ormai è accertato e che nella primavera- estate del pianeta si formano dei brevi effimeri corsi di acqua, attorno a cui si intravvedono zone più scure che potrebbero essere dovute alla presenza di vegetazione inferiore, come muschi e licheni. Altre rilevazioni concernenti le rocce di Marte vi sono potute eseguire anche su un meteorite di sicura origine marziana: quel che rimane incerto é se determinate tracce denuncino la presenza di esseri viventi. Il problema è ancora aperto ed è tra i più appassionanti per l'origine della vita, la cui presenza non sarebbe più limitata alla sola Terra.

Il pianeta Giove è visibile in tutti i primi mesi dell'anno finché si renderà invisibile ai primi di marzo perché troppo vicino all'astro del giorno per poter essere ancora osservato. Come abbiamo detto l'altra volta le osservazioni di Giove sono fra le più interessanti al telescopio per le continue variazioni che si registrano sulla sua superficie caratterizzata come è noto da una serie di bande oscure parallele all'equatore del pianeta, in cui avvengono continue trasformazioni,. Questi fenomeni riguardano la parte alta della profonda atmosfera di Giove e sono l'unico modo per congetturare quel che può avvenire negli strati inferiori della stessa atmosfera. Anche qui c'è molto lavoro per le sonde che si sono già avventurate nell'atmosfera di Giove oltre ad aver scoperto una quantità di minuscoli satelliti il cui numero tocca svariate decine.

L'osservazione di Saturno offre opportunità favorevoli già nei primi mesi dell'anno: il pianeta sarà il 15 aprile in opposizione con il Sole, il che coincide con la migliore visibilità. Anche per Saturno sono numerosi i satelliti da osservare, parecchi dei quali a portata di strumenti amatoriali.

Il lontano Urano sarà ben osservabile anche esso nella prima parte dell'anno fino a che il 24 marzo si troverà in congiunzione con il Sole. Riapparirà al mattino soltanto un paio di mesi dopo.

Nettuno sarà osservabile con difficoltà all'inizio dell'anno dopo il tramonto ma riapparirà un paio di mesi dopo nelle ore dell'alba migliorando progressivamente la propria visibilità.

Infine, per ciò che riguarda la Luna questa si troverà al plenilunio il 9 gennaio poi l'8 marzo, il 6 aprile, il 6 maggio, il 4 giugno, il 3 luglio, il 2 agosto e il 31 agosto, poi il 30 settembre, il 29 ottobre, il 28 novembre e il 20 dicembre.

L'attività solare segna una lenta ma significativa ripresa verso un nuovo massimo.

ALMANACCO ASTRONOMICO 2012

a cura del dott. Piero Massimino, Inaf-Osservatorio Astrofisico Catania

(in neretto gli avvenimenti più importanti)

01 Gen 2012 6h16m Luna Primo Quarto

09 Gen 2012 7h32m Luna Piena

16 Gen 2012 9h 9m Luna Ultimo Quarto

23 Gen 2012 7h40m Luna Nuova

31 Gen 2012 4h11m Luna Primo Quarto

07 Feb 2012 9h Mercurio in congiunzione superiore con il Sole

07 Feb 2012 21h56m Luna Piena

14 Feb 2012 17h 5m Luna Ultimo Quarto

19 Feb 2012 20h Nettuno in congiunzione con il Sole

21 Feb 2012 22h36m Luna Nuova

01 Mar 2012 1h22m Luna Primo Quarto

03 Mar 2012 19h Marte in opposizione con il Sole

05 Mar 2012 9h Mercurio nella massima elongazione Est : 18.2°

08 Mar 2012 9h40m Luna Piena

15 Mar 2012 1h26m Luna Ultimo Quarto

20 Mar 2012 5h15m37s Equinozio di primavera

21 Mar 2012 19h Mercurio in congiunzione inferiore con il Sole

22 Mar 2012 14h38m Luna Nuova

24 Mar 2012 18h Urano in congiunzione con il Sole

27 Mar 2012 7h Venere nella massima elongazione Est : 46.03°

30 Mar 2012 19h42m Luna Primo Quarto

06 Apr 2012 19h18m Luna Piena

13 Apr 2012 10h50m Luna Ultimo Quarto

15 Apr 2012 18h Saturno in opposizione con il Sole

18 Apr 2012 17h Mercurio nella massima elongazione Ovest : 27.49°

21 Apr 2012 7h19m Luna Nuova

29 Apr 2012 9h58m Luna Primo Quarto

06 Mag 2012 3h36m Luna Piena

12 Mag 2012 21h48m Luna Ultimo Quarto

13 Mag 2012 13h Giove in congiunzione con il Sole

20 Mag 2012 23h48m Luna Nuova

20 Mag 2012 23h54m Eclisse Anulare di Sole (non è visibile dall’Italia)

27 Mag 2012 11h Mercurio in congiunzione superiore con il Sole

28 Mag 2012 20h17m Luna Primo Quarto

04 Giu 2012 11h 3m Eclisse Parziale di Luna - magnitudine = 0.36 (non è visibile dall’Italia)

04 Giu 2012 11h14m Luna Piena

06 Giu 2012 1h Venere in congiunzione inferiore con il Sole

06 Giu 2012 TRANSITO DI VENERE (parzialmente visibile dall'Italia al sorgere del Sole)

11 Giu 2012 10h42m Luna Ultimo Quarto

19 Giu 2012 15h 3m Luna Nuova

20 Giu 2012 23h 9m33s Solstizio d'estate

27 Giu 2012 3h31m Luna Primo Quarto

01 Lug 2012 2h Mercurio nella massima elongazione Est : 25.74°

03 Lug 2012 18h53m Luna Piena

11 Lug 2012 1h49m Luna Ultimo Quarto

19 Lug 2012 4h25m Luna Nuova

26 Lug 2012 8h57m Luna Primo Quarto

28 Lug 2012 20h Mercurio in congiunzione inferiore con il Sole

02 Ago 2012 3h28m Luna Piena

09 Ago 2012 18h56m Luna Ultimo Quarto

15 Ago 2012 10h Venere nella massima elongazione Ovest : 45.8°

16 Ago 2012 12h Mercurio nella massima elongazione Ovest : 18.69°

17 Ago 2012 15h56m Luna Nuova

24 Ago 2012 11h Nettuno in opposizione con il Sole

24 Ago 2012 13h55m Luna Primo Quarto

31 Ago 2012 13h58m Luna Piena

08 Set 2012 13h16m Luna Ultimo Quarto

10 Set 2012 13h Mercurio in congiunzione superiore con il Sole

16 Set 2012 2h12m Luna Nuova

22 Set 2012 14h50m11s Equinozio d'autunno

22 Set 2012 19h42m Luna Primo Quarto

29 Set 2012 7h Urano in opposizione con il Sole

30 Set 2012 3h20m Luna Piena

08 Ott 2012 7h34m Luna Ultimo Quarto

15 Ott 2012 12h 4m Luna Nuova

22 Ott 2012 3h33m Luna Primo Quarto

25 Ott 2012 8h Saturno in congiunzione con il Sole

26 Ott 2012 22h Mercurio nella massima elongazione Est : 24.08°

29 Ott 2012 19h52m Luna Piena

07 Nov 2012 0h37m Luna Ultimo Quarto

13 Nov 2012 22h 9m Luna Nuova

13 Nov 2012 22h13m Eclisse Totale di Sole

17 Nov 2012 16h Mercurio in congiunzione inferiore con il Sole

20 Nov 2012 14h32m Luna Primo Quarto

28 Nov 2012 14h35m Eclisse di Penombra di Luna - magnitudine = 0.90 (non è visibile dall’Italia)

28 Nov 2012 14h47m Luna Piena

03 Dic 2012 1h Giove in opposizione con il Sole

04 Dic 2012 23h Mercurio nella massima elongazione Ovest : 20.55°

06 Dic 2012 15h33m Luna Ultimo Quarto

13 Dic 2012 8h43m Luna Nuova

20 Dic 2012 5h20m Luna Primo Quarto

21 Dic 2012 11h12m55s Solstizio d'inverno

28 Dic 2012 10h21m Luna Piena

 

Transito di Venere dalla Terra

(da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

Un transito di Venere viene osservato dalla Terra ogni qualvolta Venere si interpone fra il nostro pianeta e il Sole, oscurandone una piccola parte del disco; durante un simile evento, un osservatore può osservare Venere come un disco nero che attraversa il disco solare. I transiti di Venere sono tra gli eventi astronomici predicibili più rari e avvengono con uno schema che si ripete ogni 243 anni, con coppie di transiti separate da un intervallo di 8 anni che si ripetono in periodi più ampi di 121.5 e 105.5 anni. L'ultima coppia di transiti avvennero nel 1874 e nel 1882, e il primo transito della coppia attuale è avvenuto l'8 giugno 2004, mentre il prossimo è previsto il 6 giugno 2012. Dopo tale data i prossimi transiti avverranno nel dicembre 2117 e nel dicembre 2125.[1]

Congiunzioni

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Diagramma dei transiti di Venere e l'angolo tra i piani orbitali della terra e di Venere

Quando la Terra e Venere sono in congiunzione normalmente non si trovano allineati con il Sole, essendo l'orbita di Venere inclinata di 3,4° rispetto a quella terrestre. In questo modo il pianeta Venere passa, dal punto di vista di un osservatore terrestre, sopra o sotto al Sole. I transiti avvengono quando i due pianeti sono in congiunzione e si trovano anche nei punti dove i loro piani orbitali si incrociano. Lo schema di periodicità di 105,5, 121,5 e 8 anni non è il solo possibile, a causa della leggera sfasatura dei tempi con la quale Venere e la Terra giungono in congiunzione. Prima del 1518 lo schema dei transiti era di 8, 113,5 e 121,5 anni, mentre lo schema attuale continuerà fino al 2846 quando sarà sostituito con lo schema 105,5, 129,5 e 8 anni. Il periodo completo di 243 anni è relativamente stabile, ma il numero di transiti e la loro successione si modifica col passare del tempo.

Osservazioni

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Misurazione degli istanti del transito per il metodo della parallasse

A parte la sua rarità, un transito di Venere sul Sole era in passato importante per determinare la dimensione del Sistema solare tramite il metodo della parallasse. Questo sistema prevede l'osservazione del transito da diversi punti della superficie terrestre, lontani tra loro, e la misurazione della leggera differenza nel momento di inizio e di termine del transito. Attraverso la triangolazione, conoscendo la distanza tra i punti di osservazione sulla terra, si può calcolare la distanza di Venere dal Sole.

Anche se gli astronomi del XVII secolo erano in grado di calcolare la distanza relativa del pianeta dal Sole in termini di distanza della Terra dal Sole (ovvero una unità astronomica), un valore assoluto della distanza non era stata calcolata.

Keplero fu il primo a prevedere un transito di Venere nel 1631, ma nessuno fu in grado di osservarlo perché i calcoli dell'astronomo non furono sufficientemente accurati da prevedere che non sarebbe stato visibile dall'Europa.

 

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Jeremiah Horrocks effettua la prima osservazione del transito nel 1639

La prima osservazione di un transito venne effettuata da Jeremiah Horrocks dalla sua casa in Much Hoole, vicino a Preston nel Regno Unito il 4 dicembre 1639. Anche il suo amico William Crabtree osservò quel transito da Salford, vicino a Manchester. Horrocks corresse i calcoli di Keplero, che aveva previsto i transiti del 1631 e 1761 ma non quello del 1639, e capì che quei transiti sarebbero avvenuti in coppie nell'arco di 8 anni. Per questo motivo calcolò correttamente il transito del 1639. Anche se non era sicuro dell'ora esatta, calcolò che il transito sarebbe iniziato approssimativamente alle 15:00; fortunatamente riuscì a vederlo quando le nubi che oscuravano il Sole si spostarono verso le 15:15, appena mezz'ora prima del tramonto. Queste osservazioni gli permisero di fare una buona stima della dimensione di Venere, e di stimare la distanza tra Terra e Sole, calcolata in 95,6 milioni di chilometri (0,639 UA). Anche se il valore accettato è quasi il doppio, questa fu la stima più accurata di quel tempo. Queste osservazioni non furono pubblicate prima del 1661, appena dopo la sua morte.

 

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Transito del 1882

In base alle osservazioni del transito del 1761 compiute all'osservatorio di San Pietroburgo, Mikhail Lomonosov ipotizzò l'esistenza di una atmosfera su Venere. Lomosonov infatti, mentre stava iniziando il transito e il pianeta non era ancora in contatto con il disco solare, rilevò una rifrazione dei raggi solari sotto forma di un anello luminoso attorno al bordo di Venere. Egli dedusse quindi che solo l'atmosfera poteva spiegare questo fenomeno.

La coppia di transiti del 1761 e del 1769 vennero sfruttati per determinare attraverso la parallasse il valore preciso della distanza Terra-Sole. Questa tecnica venne descritta per la prima volta da James Gregory in Optica Promota nel 1663 e sviluppata in seguito da Edmond Halley. Vennero create numerose spedizioni in varie parti del mondo per seguire il transito, in uno dei primi esempi di collaborazione scientifica internazionale, dove astronomi ed esploratori dal Regno Unito, Austria e Francia si spostarono in varie destinazioni nel mondo, tra cui la Siberia, la Norvegia, Terranova e Madagascar. Tra tutti questi studiosi, Jeremiah Dixon e Charles Mason compirono delle eccellenti osservazioni del transito nel Capo di Buona Speranza. Durante il transito del 1769 scienziati giunsero nella Baia di Hudson, Bassa California (allora sotto controllo spagnolo) e Norvegia. Il James Cook effettuò il suo primo viaggio per osservare il transito da Tahiti.L'astronomo Ceco Christian Mayer fu inviato da Caterina II di Russia per osservare il transito a San Pietroburgo, ma le osservazioni furono molto ostacolate dalle nubi. Lo sfortunato astronomo Guillaume Le Gentil viaggiò per otto anni per tentare di osservare entrambi gli eventi; non ci riuscì e venne considerato morto, perdendo i suoi beni e la moglie (che si risposò).

Effetto Black Drop

Sfortunatamente è impossibile prevedere l'esatto istante di inizio e di termine del transito a causa di un fenomeno detto black drop. La presenza di atmosfera su Venere venne considerata per molto tempo la causa di questo effetto, e venne ritenuta una prova della sua esistenza, ma studi recenti hanno dimostrato che si tratta di un effetto ottico causato dalla "spalmatura" dell'immagine di Venere dovuta alla turbolenza dell'atmosfera terrestre o alle imperfezioni del mezzo ottico di osservazione.[12][13]

Nel 1771 l'astronomo francese Lalande, usando i dati dei transiti del 1761 e del 1769, calcolò l'unità astronomica in circa 153 milioni di chilometri, con una precisione inferiore alle aspettative a causa dell'effetto black drop, ma considerevolmente più accurato rispetto alla precedente stima di Horrocks. Le osservazioni dei transiti del 1824 e del 1882 permisero di raffinare ulteriormente questo valore: unendoli ai dati precedenti l'astronomo Simon Newcomb calcolò un valore di 149,59 milioni di chilometri. Le moderne tecniche di osservazione radar e con l'ausilio delle sonde spaziali hanno permesso di ricavare un valore molto preciso della distanza Terra-Sole (con una precisione di 30 metri), rendendo non più necessario il metodo della parallasse.

L'attuale interesse per il transito del 2004 è invece dovuto ai tentativi di misurare l'oscuramento provocato da Venere quando blocca parte della luce solare, per raffinare le tecniche che si useranno per cercare pianeti extrasolari.Gli attuali metodi di ricerca infatti funzionano solo per pianeti molto grandi (più simili a Giove che alla Terra), la cui gravità sia abbastanza intensa da poter rilevare cambiamenti nel moto proprio o cambiamenti di tipo doppler della velocità radiale. La misurazione della intensità della luce durante un transito, mentre il pianeta blocca parte della luce, è una tecnica molto più sensibile e può essere utilizzata per rilevare pianeti di dimensione inferiore. La tecnica richiede tuttavia misura estremamente precise: ad esempio il transito di Venere provoca una diminuzione della magnitudine apparente di un valore pari solo a 0,001, e ci si aspetta un valore ugualmente piccolo per i pianeti extrasolari.

 

Transiti passati e futuri

I transiti avvengono solo a giugno e a dicembre (vedere tabella) attualmente, mentre prima del 1631 essi avvenivano a maggio e novembre. Essendo la lunghezza di 8 anni terrestri pari circa a quella di 13 anni venusiani, dopo un tale periodo di tempo i pianeti si ritrovano quasi nella stessa posizione. Questa congiunzione approssimata non permette di avere una tripletta di transiti perché Venere giunge alla congiunzione con 22 ore di anticipo ogni volta. L'ultimo transito singolo avvenne nel 1153 e il prossimo avverrà nel 3089.

ECLISSE DI LUNA PARZIALE DI OMBRA DEL 4 GIUGNO 2012

Non è visibile dall'Italia. La mappa sottostante presenta le zone della Terra interessate dall'evento. Il cerchio rosso indica la zona da dove è possibile osservare il massimo della parzialità.

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ECLISSE DI LUNA PARZIALE DI PENOMBRA DEL 28 NOVEMBRE 2012

Non è visibile dall'Italia. La mappa sottostante presenta le zone della Terra interessate dall'evento. Il cerchio rosso indica la zona da dove è possibile osservare il massimo della parzialità di penombra.

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ECLISSE DI SOLE ANULARE CENTRALE DEL 20 MAGGIO 2012

Non è visibile dall'Italia. Inizia in Cina a Hong Kong, attraversa diverse città del Giappone come Kawasaki e Tokyo, è visibile in buona parte dell'Oceano Pacifico e poi termina nella zona Ovest e Sud-Ovest dell' U.S.A. nelle città di Reno, Albuquerque e Santafè.
I due dischi neri che si trovano sulla mappa sottostante, affiancati dalle sigle "P.C." e "U.C.", stanno ad indicare i due punti sulla Terra interessati, rispettivamente, dal primo e dall'ultimo contatto del cono di penombra creato dal corpo della Luna.

 

CIRCOSTANZE GENERALI

FASE

DATA

ISTANTI¹

LONG.°

LATIT.°

Primo Contatto

20/05/2012

20h56m05s

131°04'01" E

10°53'09" N

Inizio Fase Centrale al sorgere

20/05/2012

22h08m56s

108°43'50" E

21°08'20" N

Fase Centrale²

20/05/2012

23h52m44s

176°18'07" E

49°04'50" N

Fine Fase Centrale al tramonto

21/05/2012

01h36m25s

101°09'48" W

32°54'06" N

Ultimo Contatto

21/05/2012

02h49m11s

124°13'55" W

22°48'21" N

¹Gli istanti sono espressi in Tempo Universale (UT). Saros 128. ΔT = 70,19s. Tempo Dinamico (TD) = UT + ΔT.
²La magnitudine della fase centrale dell'eclisse è 0,944.
La durata massima dell'anularità è di 5,77 minuti.

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Limiti dell'eclisse di Sole anulare centrale del 20/05/2012

ECLISSE DI SOLE TOTALE CENTRALE DEL 13 NOVEMBRE 2012

Non è visibile dall'Italia. Inizia nell'estrema zona nord dell'Australia e poi in buona parte della zona sud dell'Oceano Pacifico. Come parziale è possibile osservarla nella zona est dell'Australia, nelle isole Figi e nella Nuova Zelanda.
I due dischi neri che si trovano sulla mappa sottostante, affiancati dalle sigle "P.C." e "U.C.", stanno ad indicare i due punti sulla Terra interessati, rispettivamente, dal primo e dall'ultimo contatto del cono di penombra creato dal corpo della Luna.

CIRCOSTANZE GENERALI

FASE

DATA

ISTANTI¹

LONG.°

LATIT.°

Primo Contatto

13/11/2012

19h38m07s

150°05'29" E

04°29'37" S

Inizio Fase Centrale al sorgere

13/11/2012

20h36m13s

133°01'54" E

12°00'09" S

Fase Centrale²

13/11/2012

22h11m54s

161°22'01" W

40°00'50" S

Fine Fase Centrale al tramonto

13/11/2012

23h47m28s

079°57'34" W

29°35'34" S

Ultimo Contatto

14/11/2012

00h45m30s

097°31'56" W

22°11'12" S

¹Gli istanti sono espressi in Tempo Universale (UT). Saros 133. ΔT = 70,83s. Tempo Dinamico (TD) = UT + ΔT.
²La magnitudine della fase centrale dell'eclisse è 1,050.
La durata massima della totalità è di 4,03 minuti.

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Limiti dell'eclisse di Sole totale centrale del 13/11/2012

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