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TRE LUMINOSI PIANETI NEL CIELO DEL SOLSTIZIO ESTIVO

Giugno, ed è subito estate. L’1 ha inizio quella meteorologica, mentre quella astronomica comincia il giorno del solstizio estivo, che quest’anno cade il 20, alle ore 22.34 UTC (Universal Time Coordinated ha sostituito il GMT, Greenwich Mean Time), cui corrispondono le 00.34 ora locale del 21 giugno, dato che in Italia è in vigore l’ora legale.
Nel corso dell’anno non accadrebbe l’alternarsi delle stagioni se l’asse terrestre fosse ortogonale al piano dell’orbita (eclittica). Il giorno del solstizio d’estate il Sole raggiunge il punto più settentrionale del suo moto apparente: è il giorno in cui si ha il massimo di ore di luce (alla latitudine di Catania, il dì ha la durata di 14 ore e 31 minuti). Solstizio significa «Sole stazionario», perché il Sole non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste, sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto per altri quattro giorni; dopo il 24 giugno, ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud sull’orizzonte, con le giornate che cominciano ad accorciarsi e le notti ad allungarsi.Nell’antichità, i solstizi erano festeggiati dai popoli pagani. La religione cristiana inglobò riti e date sostituendoli confeste e solenni celebrazioni. Il solstizio invernale, infatti, è stato sostituito dal Natale e quello estivo dalla festa di San Giovanni, che però si celebra il 24 giugno. È fin troppo evidente che si tratta di due riti basati sull’antica osservazione del moto del Sole che furono integrati nella tradizione cristiana. Al tropico del Cancro, il giorno del solstizio estivo, a mezzogiorno, i corpi non producono ombra, perchéil Sole si trova esattamente allo zenit, vale a dire esattamente sulla testa dell’osservatore nel momento in cui l’astro diurno raggiunge il punto più alto nel cielo. Situazioni opposte si hanno nelle due regioni polari. Mentre nel Circolo polare antartico è buio per tutte le ventiquattro ore, al Circolo polare artico il Sole non tramonta mai tutto il giorno, perché non scende al disotto del piano dell’orizzonte dando luogo al famoso “Sole di mezzanotte” e, se state cenando, potreste essere costretti ad abbassare la serranda della finestra perché infastiditi dai raggi solari… di mezzanotte!
Protagonisti indiscussi della volta celeste di giugno saranno Marte, Giove e Saturno. Il pianeta rosso, che lo scorso 22 maggio è stato in opposizione, cioè allineato con il Sole e la Terra, e otto giorni dopo ha raggiunto la minima distanza dalla Terra (pari a 0,503 Unità Astronomiche, che corrispondono a poco più di 75 milioni di chilometri), sarà visibile per tutta la notte e continuerà ad apparire più brillante e grande del solito. Il gigantesco Giove sarà visibile fino all’una di notte, mentre Saturno, che il 3 sarà all’opposizione e si mostrerà in tutto il suo splendore poco lontano dalla stella Antares dello Scorpione, sarà osservabile per l’intera notte. Il 25, in tutta Italia, si svolgerà la quinta edizione di “Occhi Su Saturno” per permettere a tutti di ammirare il “Signore degli anelli” e alcune sue lune (Tethys, Dione, Rea e Titano) attraverso i telescopi delle associazioni astrofile. Il nostro tour planetario termina con Mercurio (verso le 5 del mattino del 3 giugno sarà in congiunzione con il falcetto di Luna calante, molto bassi sull’orizzonte orientale), Venere, Urano e Nettuno, in pratica inosservabili o osservabili con difficoltà. Altra congiunzione interessante è quella dell’11 giugno tra Giove e la Luna quasi al primo quarto, prima di mezzanotte, sotto la costellazione del Leone. Infine, una bella congiunzione tripla tra la Luna piena, Saturno e Marte avverrà nelle prime ore della notte del 19.
Volgendo lo sguardo verso il cielo orientale, sarà facile distinguere la costellazione del Cigno (la Croce del nord) con la brillante Deneb, che con l’azzurra Altair dell’Aquila e la luminosissima Vega della Lira formano l’asterisco del “Triangolo estivo”. Spostandoci a sud, spiccano per la loro luminosità Antares, il cuore rosso dello Scorpione, e la gigante rossa Arturo del Boote o Bifolco, che è la quarta stella più brillante del cielo notturno dopo Sirio, Canopo e alfa Centauri. Nel cielo settentrionale, spiccano le costellazioni circumpolari, cioè quelle che non sorgono né tramontano mai, tra cui le due Orse Maggiore e Minore con la Polare, il Dragone e, ancora basse, Cefeo e Cassiopea. A ovest, infine, sempre più prossime al tramonto, il Cancro e il Leone.
GIUSEPPE SPERLINGA

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