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TRENTADUE VEICOLI ABBANDONATI NELLE STRADE DI CANALICCHIO

Il quartiere di Canalicchio è un led rosso lampeggiante che denuncia l’impressionante stato di degrado in cui versa tutta la città di Catania.
Girando a piedi per le strade del quartiere ho contato: 1) ben 32 veicoli a quattro ruote abbandonati (ma chissà quanti altri saranno sfuggiti alla conta); 2) una miriade di micro discariche attorno ai cassonetti della spazzatura che ritornano subito dopo essere stati bonificati; 3) cassonetti sempre pieni di ogni sorta di rifiuti, maleodoranti al punto da rendere l’aria circostante irrespirabile; 4) spazzatura ordinaria arricchita dalla inquietante presenza di mascherine e guanti di plastica gettati da irresponsabili oltre che incivili. E mi fermo qui.
Il quotidiano La Sicilia di oggi pubblica un articolo a firma di chi scrive in cui è denunciata la presenza nelle strade di Canalicchio di auto abbandonate da anni e qual è il loro potenziale pericolo per i cittadini e per l’ambiente.
Buona lettura!

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TRENTUNO VEICOLI ABBANDONATI NELLE STRADE DI CANALICCHIO

Sono trentadue i veicoli dismessi abbandonati nelle strade di Canalicchio: trenta auto di vari modelli e cilindrate più due furgoni, quasi tutti con gomme afflosciate, “dimenticati” dai proprietari nelle strade ricadenti all’interno del quadrilatero grosso modo delimitato dalle vie Leucatia, Cardinale Nava, Pietra dell’Ova, Ferro Fabiani, Pietro Novelli. Abbiamo percorso a piedi le vie, gli slarghi e le piazze di quasi tutto il quartiere ed è emersa questa incredibile quantità di veicoli abbandonati sul suolo pubblico sia perché non più funzionanti sia perché erano vecchi e malridotti, molti dei quali circondati da una rigogliosa vegetazione spontanea.

Nella sola via Taranto (una traversa di via Pietra dell’Ova, lunga 150 metri), da anni, vi sono parcheggiati due furgoni e ben sette auto. Altre cinque auto si trovano nell’ultimo tratto di via Generale di San Marzano, là dove la strada finisce a fondo cieco. E, ancora, sono quattro i mezzi depositati da tempo in via Ferro Fabiani tra via Pedara e via Archimede Cirinnà. L’incredibile elenco prosegue con le auto delle vie Di Giorgio, Giuseppe Arimondi, Brindisi e Puglia, ciascuna con le carcasse di due auto. Un veicolo abbandonato, infine, si trova in ciascuna delle seguenti strade: Otranto, Concetto Marchesi, Pedara, Noto, Pietra dell’Ova e Tito Manlio Manzella.

Sarebbe interessante conoscere se i proprietari di queste auto da rottamare continuano a pagare la tassa di proprietà e l’assicurazione, ma accertarlo è un compito che spetta alla Polizia municipale di Catania. Il timore degli abitanti è legittimo: continuando di questo passo, il decoro urbano del quartiere va a farsi benedire, perché è concreto il rischio di vedere le strade di Canalicchio trasformate in un cimitero di automobili a cielo aperto, le quali sono sempre più sporche e i cassonetti trasformati in micro discariche abusive dai pendolari incivili provenienti dai vicini paesi di Tremestieri, San Gregorio e S. Agata li Battiati.

Ma torniamo alle auto abbandonate. È un illecito occupare per anni il suolo pubblico sottraendolo alla sosta delle auto di proprietari in regola? Quando un’auto di può considerare “abbandonata”? Le leggi vigenti stabiliscono che un’auto si considera abbandonata quando è priva di targa, è inutilizzabile perché priva di ruote, dei sedili, del motore, delle portiere; se intralcia la circolazione. Per il Codice della strada, qualsivoglia veicolo non può circolare o sostare su strade e aree pubbliche se privo di assicurazione, pena una sanzione per il proprietario, che è rintracciabile attraverso la targa o il numero di telaio. E se l’auto è priva di targa? In tal caso, se risulta impossibile risalire al proprietario, i Vigili urbani, dopo aver controllato che il mezzo non sia stato rubato, provvederanno alla rimozione della carcassa. Tutto ciò perché la legge considera le auto abbandonate sul suolo pubblico “rifiuti speciali pericolosi” e, come tali, sono destinati ai centri di smaltimento autorizzati.

C’è da dire, infine, che colui il quale abbandona un’auto su strada pubblica commette il reato penale di inquinamento ambientale, perché il veicolo dismesso contiene sostanze liquide pericolose (carburante, olio motore e freni, liquidi refrigeranti nel radiatore), batteria, pneumatici, per la rimozione dei quali occorrono particolari attrezzature per lo smontaggio e l’impiego di operai specializzati.

GIUSEPPE SPERLINGA

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