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TUTTI GLI EVENTI ASTRONOMICI DEL 2018

Cosa ci riserverà il cielo nelle notti del 2018? L’anno nuovo si apre con uno straordinario spettacolo pirotecnico celeste. Nella notte tra il 3 e il 4 gennaio, una vera e propria pioggia di stelle cadenti ci terrà con gli occhi all’insù per ammirare le scie luminose delle Quadrantidi, uno sciame meteorico che, dopo la mezzanotte, sembra irradiarsi da un’area vicina alla costellazione di Bootes (nota pure come Bovaro o Bifolco). Il nome dello sciame deriva dall’antica costellazione del Quadrante Murale, oggi incorporata in quella di Bootes. La visione, pur ostacolata dal chiarore della Luna piena, non deluderà le attese: se le nuvole lo permetteranno si potranno avvistare gran parte delle 120 meteore all’ora che solcheranno il cielo e, per chi ci crede, esprimere un desiderio al loro passaggio. Nel corso dell’anno non mancheranno occasioni per godere di altre piogge cosmiche altrettanto spettacolari: le Liridi, il cui picco si avrà nella notte tra il 22 e il 23 aprile con una ventina di meteore orarie; le celeberrime Perseidi, meglio note come “lacrime di San Lorenzo”, il cui passaggio si avrà nella notte del 12-13 agosto (e non in quella del 10, come vuole la tradizione) con un centinaio di meteore all’ora (quest’anno la loro visione non sarà disturbata dalla Luna); lo sciame meteorico delle Orionidi nella notte tra il 21 e il 22 ottobre di 25 meteore orarie, ma con il disturbo della Luna quasi piena; le Geminidi, il cui picco avverrà nella notte tra il 13 e il 14 dicembre con 120 meteore orarie.
Altro suggestivo spettacolo celeste sono le eclissi. Purtroppo, dall’Italia quest’anno non sarà visibile alcuna eclisse di Sole. Dopo quella del 12 agosto 2026 (nelle zone ioniche l’oscuramento sarà soltanto del 40 per cento), dovremo pazientare fino al 2 agosto 2027 per vederne una alle nostre latitudini e sarà l’evento astronomico del millennio. L’eclisse sarà totale a Lampedusa, del 98% in Sicilia e interesserà tutto il Mediterraneo dopo aver attraversato l’oceano Atlantico, l’Egitto, l’Arabia Saudita e l’oceano Indiano fino all’Oceania, uno degli eventi più significativi degli ultimi secoli che terrà desta l’attenzione degli appassionati di ben 5 continenti (America, Europa, Africa, Asia e Oceania). In compenso avremo tante eclissi lunari che regaleranno uno spettacolo assai suggestivo, se non altro perché il fenomeno ha una maggiore durata temporale. La prima è attesa per il 31 gennaio, ma non sarà visibile dal nostro Paese. Sarà, invece, una eclissi lunare totale davvero eccezionale quella del 27 luglio, che s’inizierà alle 19.13 e si concluderà nel cuore della notte, alle 2.31, con l’inizio della totalità alle 21.30 per concludersi alle 23.14: vedremo il bianco disco lunare entrare lentamente nel cono d’ombra della Terra e diventare a poco a poco di un forte colore rosso acceso.
Ma pure i pianeti daranno spettacolo nel 2018. Il cielo di maggio sarà dominato dal pianeta gigante Giove, che sarà in opposizione rispetto alla Terra. In giugno toccherà al vero Signore degli anelli, Saturno, a essere in opposizione rispetto al nostro pianeta e, quindi, a essere il protagonista delle notti del mese del solstizio estivo. Nei mesi di luglio e agosto balzerà alla ribalta il pianeta rosso, Marte, perché dopo quindici anni tornerà al perigeo, vale a dire alla minima distanza dalla Terra, pari a 92.451.500 chilometri: pur basso sull’orizzonte, sarà molto luminoso e facile da individuare per la sua colorazione rossastra, un appuntamento celeste imperdibile. Nello stesso periodo, potremo assistenza a una vera e propria danza planetaria con l’allineamento di quattro pianeti. Dal tramonto, infatti, saranno visibili quattro pianeti contemporaneamente, ma non in fila indiana: Venere, Giove, Saturno e Marte. Vedrete che per l’occasione non mancheranno le strampalate previsioni dei catastrofisti su una imminente fine del mondo.
Adesso una curiosità che riguarda la Luna. Nei primi tre mesi dell’anno si verificheranno quattro pleniluni: due in gennaio (il 2 e il 31, con il primo che sarà pure una Superluna, perché l’argenteo satellite terrestre si troverà contemporaneamente al perigeo, cioè alla minima distanza dalla Terra pari a 356.566 km, mentre l’ultimo sarà una Blue Moon, pur non assumendo alcuna colorazione bluastra) e due in marzo, anche il 2 e il 31, ma nessuno dei due con la Luna al perigeo. In febbraio, invece, non ci sarà alcuna Luna piena.
Nel mese di maggio, la Nasa, l’ente spaziale americano, lancerà la dodicesima missione del programma Discovery: si chiama “InSight” (acronimo di Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) ed è una missione spaziale per l’esplorazione della struttura interna di Marte il cui lancio era previsto per il marzo 2016, ma che è stato rinviato al 5 maggio 2018 per problemi riscontrati nel sismometro di cui dovrebbe essere dotata la sonda.
GIUSEPPE SPERLINGA
N.B.
Tutte le foto che corredano l’articolo sono state tratte da vari siti internet.

 

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