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IL CIELO DELL’EQUINOZIO AUTUNNALE

UNA COMETA NEL CIELO NOTTURNO DI SETTEMBRE 2018

In settembre, le giornate continueranno ad accorciarsi fino all’equinozio d’autunno, che quest’anno cade il 23, giorno in cui la durata del dì e della notte saranno uguali (senza tener conto, ovviamente, della luce dovuta ai due crepuscoli), il Sole sorge e tramonta rispettivamente a Est e a Ovest, passa per il punto omega o punto della Bilancia (l’intersezione tra il piano dell’equatore celeste e l’eclittica), il circolo di illuminazione divide in due parti uguali i due poli artico e antartico, ha inizio l’autunno nell’emisfero boreale e la primavera in quello australe. Alcuni giorni prima, più precisamente il 17, il Sole passa dalla costellazione del Leone a quella della Vergine, tra le stelle della quale lo vedremo proiettato fino al 30 ottobre. Per gli astrologi, che pretendono di leggere i destini degli umani nel cielo fossile di duemila anni fa, la nostra stella diurna in settembre si troverebbe nella Vergine fino al 23 per poi passare nella Bilancia e rimanervi fino al 23 ottobre: coloro i quali si ostinano a credere nelle previsioni astrologiche sono serviti, perché finora hanno letto l’oroscopo di un altro. Ogni anno solstizi ed equinozi ritardano di circa 6 ore, ma ogni quattro anni tornano indietro di un giorno. Il perché è presto spiegato: ogni anno la Terra non impiega proprio un anno a rivolvere intorno al Sole, ma 365 giorni e 6 ore. Quindi, per tornare nello stesso punto dell’orbita (in questo caso quello dell’equinozio), ogni anno impiega circa 6 ore in più che però sono recuperate ogni quattro anni con un giorno bisestile. Per ciò che riguarda la Luna, sarà all’ultimo quarto il 3, cui seguirà il novilunio il 9, poi il primo quarto il 17 e, infine, il plenilunio il 25.

Il cielo di settembre sarà solcato dalla cometa “21P/Giacobini-Zinner”, che continua ad avvicinarsi al nostro pianeta e il 10 sarà al perielio, vale a dire a 0.39 Unità Astronomiche, che equivalgono a circa 58 milioni di chilometri. Questa cometa appartiene alla famiglia cometaria di Giove e ha un periodo orbitale di 6.6 anni. Tra alcuni giorni raggiungerà la magnitudine 7, vale a dire sarà poco oltre il limite di visibilità a occhio nudo e che, pertanto, per osservarla al meglio occorre dotarsi di un piccolo telescopio oppure di un buon binocolo. L’astro chiomato è visibile nella costellazione di Cassiopea e si potrà ammirarlo sin dalle prime ore della notte. Per la cronaca, la cometa Giacobini-Zinner è stata scoperta dall’Osservatorio di Nizza da Michel Giacobini nella notte del 20 dicembre 1900. Tredici anni dopo, nel secondo passaggio successivo, fu rivista da Ernst Zinner dall’Osservatorio Della città bavarese di Bamberg.

Rapido excursus planetario. Mercurio è ancora visibile a oriente perché sorge un’ora e mezza prima del Sole. Poi, però, il minuscolo pianeta si avvicina al Sole (il 21 sarà in congiunzione con esso) e si renderà inosservabile. Venere continua a tramontare sempre prima e, alla fine del mese, sarà osservabile per una trentina di minuti, assai basso sull’orizzonte occidentale. Il pianeta rosso, Marte, è visibile nella prima parte della notte, inizialmente nel cielo meridionale, poi a Sud-Ovest sempre più basso. Come Venere e Marte, l’altro protagonista nelle notti estive è il gigantesco Giove, che brillerà nelle prime ore della sera e, alla fine del mese, tramonterà poco più di un’ora e mezza dopo il Sole. L’ultimo pianeta visibile a occhio nudo, Saturno, è osservabile appena fa buio, a Sud-Ovest. Urano, invece, è osservabile per tutta la notte: sorge a Est e, a notte fonda, culmina a Sud. Nettuno, che sarà all’opposizione il 7, è osservabile per l’intera notte a Est dopo il tramonto del Sole, culminerà a Sud a mezzanotte e tramonterà a Sud-Ovest prima dell’alba. Il declassato Plutone, capostipite della classe dei Plutoidi, è rintracciabile a Sud tra Marte e Saturno.

Le costellazioni che hanno dominato i cieli di questa bizzarra estate continuano a spostarsi verso l’orizzonte occidentale, al di sotto del quale si tufferanno tra un paio di mesi per lasciare il posto a quelle invernali e, in prima serata, sarà possibile scorgere lo Scorpione con la rossa Antares, seguito dal Sagittario e, più in alto, dall’Ofiuco e da Ercole. In direzione Nord-Ovest continuerà a brillare Arturo, la stella più luminosa della costellazione del Bootes (Bovaro). Pure il Triangolo Estivo, i cui vertici sono formati delle stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno, si avvia decisamente a tramontare verso Ovest. Volgendo lo sguardo dalla parte opposta, a Est, vedremo sorgere l’Ariete, che fa da apripista alla costellazione del Toro, preannunciata a sua volta dalla comparsa delle sette sorelle”, le Pleiadi, il famoso ammasso aperto citato dal Verga nei Malavoglia col nome dialettale “Puddara” (la chioccia con i pulcini). Le estese ma poco appariscenti costellazioni del Capricorno, Acquario e Pesci si potranno individuare nell’orizzonte meridionale. Nel cielo di Sud-Est campeggia il grande quadrilatero di Pegaso, il mitico cavallo alato di Perseo, che ci permetterà di individuare, verso Nord-Est, la costellazione di Andromeda con la famosa omonima galassia, seguita dalla “Y” rovesciata di Perseo. Proseguendo in direzione Nord, verso la Stella Polare, ecco la “W” di Cassiopea e, accanto, il suo sposo celeste Cefeo a forma di casetta.

                                                                                              GIUSEPPE SPERLINGA

 

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